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Guida Sicurezza 81

Nomina RSPP: interno, esterno o datore di lavoro

Nomina RSPP spiegata al titolare: quando scegliere interno, esterno o datore di lavoro RSPP, requisiti, corsi Accordo 2025, lettera e sanzioni.

Nomina RSPP: interno, esterno o datore di lavoro — guida di Guida Sicurezza 81

La nomina dell’RSPP è obbligatoria dal primo lavoratore e spetta solo al datore di lavoro, che non può delegarla (art. 17 c. 1 lett. b del D.Lgs. 81/08). Si può nominare un dipendente formato, un professionista esterno oppure, nelle aziende entro le soglie dell’art. 34, svolgere il ruolo personalmente dopo il corso previsto per il datore di lavoro.

Interno, esterno o datore di lavoro: come scegliere

Le tre soluzioni sono tutte legittime, ma non sono intercambiabili in ogni azienda. La scelta dipende da dimensioni, settore, competenze disponibili e tempo che il titolare può dedicare. La tabella mette a confronto gli aspetti che contano nella decisione.

AspettoRSPP internoRSPP esternoDatore di lavoro RSPP
Chi èUna persona con i requisiti dell’art. 32 inserita stabilmente nell’organizzazione, di solito un dipendenteProfessionista o società di servizi che opera dall’esternoIl titolare o legale rappresentante
Quando è ammessoSempre; obbligatorio nei casi dell’art. 31 c. 6Sempre, salvo i casi dell’art. 31 c. 6Solo nelle aziende dell’Allegato II, mai nei casi dell’art. 31 c. 6
FormazioneModuli A, B, C (salvo esoneri)Moduli A, B, C (salvo esoneri)16 h datore + 8 h modulo comune + eventuale modulo di settore
Aggiornamento40 ore ogni 5 anni40 ore ogni 5 anni8 ore ogni 5 anni
Conoscenza dell’aziendaAltaDipende dalla frequenza dei sopralluoghiAlta
Rischio principaleTempo sottratto alla mansionePresenza solo sulla cartaMancanza di tempo e di competenze tecniche

Nella pratica le micro imprese a basso rischio scelgono spesso il datore di lavoro RSPP, mentre chi ha lavorazioni tecniche o più sedi tende all’esterno. L’interno è adatto quando c’è già una persona con formazione tecnica e tempo dedicato. Nei casi dell’art. 31, comma 6, «interno» non dipende dal tipo di contratto: secondo l’interpello n. 24/2014 conta che la persona sia inserita nell’organizzazione, coordini il servizio e garantisca una presenza adeguata, quindi anche un professionista non dipendente può soddisfare il requisito. Un approfondimento sulla decisione è nella guida RSPP interno o esterno.

Quando il datore di lavoro può essere RSPP

L’art. 34 rinvia all’Allegato II, che fissa queste soglie: aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, aziende agricole e zootecniche fino a 30, aziende della pesca fino a 20, altre aziende fino a 200. Prima di assumere il ruolo il datore deve informare l’RLS. La soglia non vale nei casi in cui la legge impone un servizio interno, elencati qui sotto. Requisiti e limiti pratici sono nella scheda sul datore di lavoro RSPP.

Quando l’RSPP deve essere interno

L’art. 31 c. 6 impone il servizio di prevenzione interno, e quindi un RSPP interno, in: aziende industriali a rischio di incidente rilevante soggette a notifica, centrali termoelettriche, impianti nucleari, aziende che fabbricano o depositano esplosivi, polveri e munizioni, aziende industriali con oltre 200 lavoratori, industrie estrattive con oltre 50 lavoratori, strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori. In questi casi la nomina di un esterno non è ammessa.

Requisiti dell’RSPP secondo l’art. 32

Per essere nominato RSPP servono il diploma di scuola secondaria superiore e un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, dei corsi previsti. Con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 il percorso è:

  1. Modulo A, 28 ore, comune a RSPP e ASPP.
  2. Modulo B, 48 ore comuni a tutti i settori, più un modulo di specializzazione da 12 o 16 ore per alcuni comparti.
  3. Modulo C, 24 ore, solo per l’RSPP.
  4. Aggiornamento di 40 ore ogni 5 anni (20 ore per l’ASPP).

L’art. 32 c. 5 esonera dai moduli A e B chi possiede alcune lauree tecniche indicate dalla norma: il modulo C di 24 ore resta obbligatorio, salvo i titoli specifici riconosciuti come equivalenti dall’Accordo, e l’esonero non copre mai l’aggiornamento. Prima di firmare una nomina conviene controllare l’attestato e la data dell’ultimo aggiornamento: la procedura è spiegata in come verificare un attestato RSPP. Sui criteri per distinguere un ente formatore serio da uno che rilascia attestati inutilizzabili c’è la guida su come riconoscere un corso valido.

La formazione del datore di lavoro RSPP con l’Accordo 2025

L’Accordo del 17 aprile 2025 ha cambiato il percorso del cosiddetto DLSPP. Oggi il datore che vuole svolgere direttamente i compiti del servizio deve:

  • frequentare il corso propedeutico per datori di lavoro, di 16 ore, che dal 2025 è comunque obbligatorio per tutti i datori;
  • frequentare il modulo comune DLSPP, di almeno 8 ore;
  • aggiungere un modulo tecnico-integrativo se opera in agricoltura, costruzioni o chimico-petrolchimico (16 ore) o nella pesca (12 ore);
  • aggiornarsi con almeno 8 ore ogni 5 anni.

Chi aveva già un attestato da datore di lavoro RSPP secondo le regole precedenti conserva il credito formativo, purché sia in regola con gli aggiornamenti. Nelle FAQ del Ministero del Lavoro del marzo 2026 è chiarito che, se passano dieci anni senza aggiornamento, l’attestato decade e il corso va rifatto da capo. Esempio: un titolare che ha frequentato il corso nel 2014 e non ha mai fatto aggiornamenti non può limitarsi a un aggiornamento, ma deve ripetere l’intero percorso.

Come si documenta la nomina

La nomina non va trasmessa all’ASL o all’Ispettorato: resta agli atti e si esibisce in caso di controllo. Proprio per questo deve essere completa e datata. Ecco cosa controllare prima di archiviarla.

  • Lettera di nomina su carta intestata, firmata dal datore di lavoro vero (non da un procuratore senza poteri).
  • Dati dell’RSPP e riferimento all’attestato con data dell’ultimo aggiornamento.
  • Compiti affidati, con rinvio all’art. 33, e risorse messe a disposizione: tempo, accesso ai documenti, budget per sopralluoghi.
  • Firma per accettazione dell’RSPP, con data.
  • Evidenza della consultazione preventiva dell’RLS, che l’art. 50 c. 1 lett. c prevede proprio sulla designazione dell’RSPP.
  • Per il DLSPP: dichiarazione di svolgimento diretto dei compiti, informativa all’RLS e attestati 16 + 8 ore.

Un modello commentato da adattare è nella pagina sulla lettera di nomina.

Cosa fa variare il costo di un RSPP esterno

Non esiste un tariffario ufficiale e ogni preventivo va letto voce per voce. I fattori che più incidono sul prezzo sono pochi e verificabili:

FattorePerché cambia il costoDomanda da fare al consulente
Settore e livello di rischioPiù rischi significano più sopralluoghi e valutazioni specificheQuali valutazioni specifiche sono comprese?
Numero di sedi e cantieriOgni sede richiede visite e aggiornamentiQuante visite all’anno per sede?
Ore di presenza incluseUn incarico senza ore definite è un incarico sulla cartaQuante ore annue sono garantite?
Aggiornamento del DVRSpesso fatturato a parteÈ incluso dopo modifiche organizzative?
Riunione periodicaObbligatoria oltre i 15 lavoratoriPartecipazione e verbale sono compresi?
ReperibilitàUtile in caso di infortunio o ispezioneEntro quanto risponde?

Esempio: due preventivi per un negozio con 6 addetti. Il primo è più economico ma prevede una sola visita all’anno e non include l’aggiornamento del DVR; il secondo costa di più ma comprende due sopralluoghi, la revisione documentale dopo ogni cambiamento e la presenza in caso di controllo. A parità di rischio, il confronto va fatto sulle attività incluse, non sul canone.

Sanzioni e controlli

L’omessa nomina dell’RSPP è punita dall’art. 55 c. 1 con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda; la stessa sanzione colpisce il datore che svolge i compiti senza la formazione richiesta dall’art. 34 c. 2. Gli importi delle ammende sono rivalutati periodicamente: l’ultima rivalutazione del 15,9% si applica alle violazioni commesse dal 6 ottobre 2023, come spiegato dalla nota INL n. 724 del 30 ottobre 2023.

Per le contravvenzioni l’organo di vigilanza impartisce di norma una prescrizione con un termine per mettersi in regola; se l’azienda adempie e paga un quarto del massimo dell’ammenda, il reato si estingue. In caso di infortunio, però, la mancanza di un RSPP qualificato pesa nella valutazione della colpa del datore di lavoro ben oltre la contravvenzione. Il testo degli articoli citati è su Normattiva.

Errori tipici trovati nelle verifiche

  • RSPP esterno con attestato scaduto o aggiornamento non documentato.
  • Nomina firmata da chi non è datore di lavoro, per esempio un socio senza poteri o il commercialista.
  • Titolare che si dichiara RSPP in un’azienda fuori dalle soglie dell’Allegato II.
  • Nessuna traccia della consultazione dell’RLS.
  • Lettera di nomina senza accettazione o senza data.

Ricordate che l’RSPP consiglia ma non decide: la responsabilità delle misure resta del datore, come spiegato nella pagina su obblighi delegabili e non delegabili. Per vedere l’RSPP nell’insieme delle altre figure aziendali c’è la mappa delle figure della sicurezza.

Domande frequenti

Entro quando va nominato l’RSPP?

La legge non concede un periodo di tolleranza: l’obbligo esiste dal momento in cui in azienda c’è un lavoratore, anche un tirocinante o un socio lavoratore. In pratica la nomina va fatta prima dell’inizio dell’attività del primo addetto, insieme alla valutazione dei rischi, perché l’RSPP partecipa alla redazione del DVR. Se il datore intende svolgere lui il ruolo, deve aver completato la formazione prima di assumerlo.

Posso nominare RSPP un dipendente che fa anche altro?

Sì, purché abbia i requisiti dell’art. 32 e disponga di tempo e mezzi adeguati, come richiede l’art. 31 c. 2. La nomina dovrebbe indicare quante ore dedica al ruolo, perché un incarico senza tempo effettivo è difficile da difendere dopo un infortunio. Il dipendente RSPP non può subire pregiudizio per l’attività svolta e non può essere contemporaneamente RLS.

Il commercialista o il consulente del lavoro possono fare da RSPP?

Possono essere nominati solo se hanno i requisiti dell’art. 32, cioè l’attestato dei moduli A, B e C (o un esonero) con aggiornamenti regolari. La professione in sé non abilita al ruolo. Prima di firmare la nomina chiedete copia dell’attestato e dell’ultimo aggiornamento e verificate che il modulo di specializzazione, se previsto, sia coerente con il vostro settore.

Se cambio RSPP devo rifare il DVR?

Non necessariamente. Il cambio di RSPP non è di per sé tra le cause di aggiornamento obbligatorio del DVR. Il nuovo RSPP però deve rivedere il documento, verificarne la coerenza con l’azienda e segnalare eventuali lacune. La nuova nomina va formalizzata con lettera, accettazione e consultazione dell’RLS, e il DVR va aggiornato almeno nella parte che indica il nominativo dell’RSPP.

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