Compiti dell'RSPP: cosa fa in azienda secondo l'art. 33
Compiti dell'RSPP spiegati al titolare: i sei punti dell'art. 33 tradotti in documenti concreti, la riunione periodica e cosa l'RSPP non può decidere.
L'RSPP è la persona con i requisiti dell'art. 32 che il datore di lavoro designa per coordinare il servizio di prevenzione e protezione. I suoi compiti sono fissati dall'art. 33 del D.Lgs. 81/08: individuare e valutare i rischi, proporre misure e procedure, proporre la formazione, partecipare a consultazioni e riunione periodica, informare i lavoratori. Consiglia, ma non decide.
Chi è l'RSPP, in breve
L'art. 2, comma 1, lett. f del decreto definisce il responsabile del servizio di prevenzione e protezione come la persona in possesso delle capacità e dei requisiti dell'art. 32, designata dal datore di lavoro, «a cui risponde», per coordinare il servizio. Può essere un dipendente, un professionista esterno o, entro i limiti dell'art. 34, lo stesso datore di lavoro. Come si sceglie tra le tre strade e come si formalizza la nomina è spiegato nella guida alla nomina dell'RSPP; qui ci concentriamo su che cosa deve fare una volta nominato.
Due parole della definizione contano più delle altre. «Coordinare» significa che l'RSPP guida un servizio, anche quando il servizio è composto solo da lui. «Risponde» significa che il suo interlocutore è il datore di lavoro: non i lavoratori, non l'ASL, non il commercialista. È uno staff tecnico, non una linea di comando, come si vede nella mappa delle figure della sicurezza.
I sei compiti dell'art. 33 tradotti in risultati concreti
L'art. 33, comma 1, elenca sei attività, dalla lett. a alla lett. f. Lette in astratto sembrano generiche; il modo più utile per capirle è chiedersi quale documento o quale risultato verificabile deve produrre ciascuna. La tabella fa questo lavoro.
| Lett. | Compito previsto dalla norma | Risultato concreto da pretendere | Come lo controlla il titolare |
|---|---|---|---|
| a | Individuare i fattori di rischio, valutarli e individuare le misure, sulla base della conoscenza dell'organizzazione | Sopralluoghi documentati, schede di valutazione per mansione, contributo scritto al DVR | Il DVR descrive reparti, macchine e mansioni reali, non un'azienda tipo |
| b | Elaborare le misure preventive e protettive dell'art. 28, comma 2, e i sistemi di controllo | Programma delle misure con priorità, responsabili e scadenze; criteri di verifica | Ogni misura ha una data e qualcuno che la deve attuare |
| c | Elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività | Istruzioni operative per le lavorazioni pericolose, la manutenzione, le emergenze | Le procedure sono affisse o consegnate e i lavoratori le conoscono |
| d | Proporre i programmi di informazione e formazione | Piano formativo annuale con figure, corsi, ore e scadenze | Gli attestati in cartella corrispondono al piano |
| e | Partecipare alle consultazioni sulla salute e sicurezza e alla riunione periodica | Presenza agli incontri con l'RLS e alla riunione dell'art. 35, con contributi a verbale | Il nome dell'RSPP compare nei verbali, con osservazioni proprie |
| f | Fornire ai lavoratori le informazioni dell'art. 36 | Materiale informativo su rischi, emergenze, figure aziendali; registrazione della consegna | Esiste una prova di consegna firmata o tracciata |
Il comma 2 aggiunge un obbligo che riguarda l'RSPP in prima persona: i componenti del servizio sono tenuti al segreto sui processi lavorativi di cui vengono a conoscenza. È un punto da richiamare nel contratto con un RSPP esterno, soprattutto se lavora anche per concorrenti.
Il comma 3, infine, chiude il cerchio: il servizio «è utilizzato dal datore di lavoro». La legge descrive quindi uno strumento a disposizione di chi decide, non un soggetto che decide al suo posto.
Un anno di lavoro dell'RSPP: esempio di calendario
Esempio: una carpenteria metallica con 22 dipendenti, un capo officina preposto, RSPP esterno e medico competente nominato per rumore e movimentazione dei carichi. Un incarico ben organizzato potrebbe distribuirsi così.
| Periodo | Attività dell'RSPP | Documento prodotto |
|---|---|---|
| Gennaio | Sopralluogo completo dell'officina e del magazzino | Verbale di sopralluogo con criticità e proposte |
| Febbraio | Revisione del programma delle misure con il datore di lavoro | Programma aggiornato con priorità e scadenze |
| Marzo | Proposta del piano formativo dell'anno | Elenco corsi e aggiornamenti in scadenza |
| Maggio | Procedura per la nuova piegatrice acquistata | Istruzione operativa e contributo all'aggiornamento del DVR |
| Settembre | Preparazione dei dati per la riunione periodica | Bozza di ordine del giorno, dati infortuni e quasi-infortuni |
| Ottobre | Riunione periodica dell'art. 35 | Verbale firmato dai partecipanti |
| Su chiamata | Analisi di un infortunio o di un quasi-infortunio | Relazione con cause e proposte correttive |
Il calendario non è previsto dalla legge e va adattato all'azienda. Serve a dare una misura concreta di cosa significa «tempo adeguato» quando si negozia un incarico. Le visite in reparto e il modo di verbalizzarle sono trattati nella scheda sul sopralluogo dell'RSPP.
La riunione periodica dell'art. 35
Nelle aziende e unità produttive con più di 15 lavoratori il datore di lavoro, direttamente o tramite il servizio di prevenzione, indice almeno una volta l'anno una riunione con l'RSPP, il medico competente se nominato e l'RLS. Si esaminano il DVR, l'andamento di infortuni, malattie professionali e sorveglianza sanitaria, i criteri di scelta dei DPI e i programmi di formazione. Del confronto si redige un verbale.
Il ruolo tipico dell'RSPP è preparare la riunione: raccogliere i dati, proporre l'ordine del giorno, illustrare lo stato del programma delle misure. Non ne è però il titolare: la convocazione resta un atto del datore di lavoro, anche quando materialmente la spedisce il servizio. Una riunione aggiuntiva è dovuta anche in caso di variazioni significative dei rischi; sotto la soglia dei 15 lavoratori può chiederla l'RLS nelle stesse circostanze. Partecipanti, ordine del giorno e verbale sono descritti nella pagina sulla riunione periodica.
Cosa l'RSPP non fa
L'RSPP non ha poteri decisionali né di spesa. Non approva il DVR, che firma il datore di lavoro; non acquista DPI o macchine; non dà ordini ai lavoratori e non li sanziona; non sostituisce il preposto nella vigilanza quotidiana. La nomina a RSPP non è una delega di funzioni: per trasferire obblighi servirebbe un atto con i requisiti dell'art. 16, che è tutt'altra cosa, come spiega la pagina sugli obblighi delegabili e non delegabili.
Questo non lo rende irrilevante. Se individua un rischio, deve segnalarlo per iscritto e proporre una soluzione; se la proposta resta inascoltata, è utile che lo ripeta. Il confine tra ciò che resta al titolare e ciò che può costare caro anche all'RSPP è approfondito nella scheda su cosa l'RSPP non può fare al posto del datore di lavoro.
Cosa deve garantire il datore di lavoro all'RSPP
I compiti dell'art. 33 si possono svolgere solo se l'azienda mette l'RSPP nelle condizioni di farlo. L'art. 31, comma 2, chiede che responsabili e addetti del servizio dispongano di mezzi e tempo adeguati e che non subiscano pregiudizio per l'attività svolta. L'art. 18, comma 2, obbliga il datore di lavoro a fornire al servizio informazioni sulla natura dei rischi, sull'organizzazione del lavoro, su impianti e processi, sui dati di infortuni e malattie professionali e sui provvedimenti degli organi di vigilanza.
Checklist per il titolare:
- la lettera di nomina elenca i compiti dell'art. 33 e indica ore o visite garantite;
- l'RSPP riceve senza chiederlo le notizie su nuove assunzioni, macchine, sostanze e cambi di sede;
- ogni infortunio e quasi-infortunio gli viene comunicato entro pochi giorni;
- ha accesso a DVR, registri di manutenzione, schede di sicurezza e attestati;
- le sue proposte scritte ricevono una risposta scritta, anche quando sono respinte;
- è invitato a ogni consultazione dell'RLS e alla riunione periodica.
Se il titolare svolge personalmente il ruolo, la lista vale lo stesso, solo rovesciata: deve trovare il tempo per fare ciò che farebbe un RSPP esterno. Requisiti e limiti di questa scelta sono nella scheda sul datore di lavoro RSPP.
Errore tipico in ispezione: l'RSPP che esiste solo nella nomina
In un controllo l'organo di vigilanza non si ferma alla lettera di nomina. Chiede di vedere che cosa ha prodotto il servizio: verbali di sopralluogo, proposte, procedure, programma formativo, presenza alle consultazioni. Una nomina in regola con un fascicolo vuoto racconta un incarico solo formale.
Il problema emerge soprattutto dopo un infortunio. Un DVR fermo da anni, mai rivisto dopo l'arrivo di una nuova macchina, con un RSPP che non ha mai messo piede in reparto, indebolisce la posizione del datore di lavoro e può coinvolgere anche l'RSPP, se il rischio non segnalato era riconoscibile. La difesa migliore per entrambi è documentale: ogni compito dell'art. 33 deve corrispondere a un foglio datato.
Il testo vigente degli articoli citati è consultabile su Normattiva: art. 33 sui compiti del servizio e art. 35 sulla riunione periodica; l'organizzazione del servizio è nell'art. 31 su TUSSL.
Domande frequenti
L'RSPP deve scrivere il DVR?
La legge affida la valutazione dei rischi e il DVR al datore di lavoro, che non può delegarli e li elabora in collaborazione con l'RSPP e, se nominato, con il medico competente (art. 29). Nella pratica l'RSPP spesso redige materialmente il documento, ma resta un contributo tecnico: le scelte e la firma sono del titolare. La firma dell'RSPP sul DVR serve a provarne la data, non a trasferirgli la responsabilità.
Quante ore all'anno deve lavorare un RSPP esterno?
Nessuna norma fissa un minimo di ore. L'art. 31 chiede tempo e mezzi adeguati alle caratteristiche dell'azienda, quindi la quantità dipende da rischi, sedi, numero di lavoratori e cambiamenti in corso. Conviene scrivere nel contratto il numero di sopralluoghi, le attività comprese e i tempi di risposta, così da poter dimostrare che l'incarico era proporzionato all'azienda.
L'RSPP può fermare una lavorazione pericolosa?
Non ha un potere proprio di interrompere le attività, che spetta alla linea di comando: datore di lavoro, dirigenti e, nei casi dell'art. 19, il preposto. Se durante un sopralluogo nota un pericolo grave deve avvisare subito chi ha quel potere e mettere la segnalazione per iscritto. Un RSPP che diventa anche dirigente o delegato assume quel potere, ma con un atto diverso dalla nomina.
Nelle aziende fino a 15 lavoratori l'RSPP non partecipa a nessuna riunione?
La riunione periodica annuale dell'art. 35 è obbligatoria solo oltre i 15 lavoratori. Sotto la soglia l'RLS può chiederne una in caso di variazioni significative dei rischi, e l'RSPP partecipa comunque alle consultazioni previste dall'art. 33, lett. e, per esempio quella sul DVR. Un incontro annuale verbalizzato resta una buona prassi anche quando non è dovuto.
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