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Guida Sicurezza 81

Errori nella nomina RSPP: i 10 più frequenti e come correggerli

Errori nella nomina RSPP: data e accettazione mancanti, requisiti scaduti, incompatibilità, RLS non consultato. Tabella con conseguenze e correzioni.

Gli errori nella nomina dell'RSPP più frequenti sono formali e sostanziali: lettera senza data o senza accettazione, firmata da chi non è datore di lavoro, RSPP senza requisiti aggiornati, senza tempo per l'incarico o incompatibile, RLS non consultato. Alcuni si correggono con una nuova lettera; altri equivalgono, nei fatti, a non avere un RSPP.

Perché gli errori di nomina pesano tanto

La designazione dell'RSPP è uno dei due obblighi che il datore di lavoro non può delegare (art. 17), insieme alla valutazione dei rischi. Se la nomina è viziata, l'organo di vigilanza può considerare l'azienda priva di un RSPP valido, con le conseguenze dell'art. 55, comma 1. Il percorso completo per scegliere e nominare è nella guida alla nomina dell'RSPP; qui si guardano solo gli sbagli, perché un controllo parte quasi sempre da lì.

Tabella degli errori, conseguenze e correzioni

ErrorePerché è un problemaConseguenza possibileCome correggere
Lettera senza data, o con data successiva all'avvio dell'attivitàNon prova che l'RSPP ci fosse dal primo lavoratorePeriodo scoperto contestabileNuova nomina con data reale; nessuna retrodatazione
Manca la firma per accettazioneNon c'è prova che l'incaricato abbia accettatoNomina contestabile in un controlloFar firmare l'accettazione datata, anche su atto separato
Firmata da chi non è il datore di lavoroObbligo non delegabile (art. 17)Atto proveniente dal soggetto sbagliatoRifirma da parte del datore di lavoro effettivo
RSPP senza diploma o senza moduli A, B, C (salvo esoneri)Mancano i requisiti dell'art. 32Equivale a non avere un RSPPNominare una persona in possesso dei requisiti
Modulo B senza la specializzazione richiesta dal settoreL'Accordo 2025 prevede moduli SP per agricoltura, pesca, costruzioni, sanità residenziale, chimico-petrolchimicoRequisito incompleto per quel compartoFar completare il modulo SP o cambiare RSPP
Aggiornamento di 40 ore non fatto nel quinquennioSenza aggiornamento il titolo non può essere esercitatoRSPP non in regola; oltre 10 anni l'attestato decadeAggiornamento tardivo entro i 10 anni, altrimenti nuovo corso
Dipendente RSPP senza tempo né mezziL'art. 31, comma 2, chiede mezzi e tempo adeguatiIncarico solo sulla carta, pesa dopo un infortunioIndicare ore dedicate e risorse nella lettera
RLS non consultato sulla designazioneConsultazione prevista dall'art. 50, comma 1, lett. cViolazione dell'obbligo di consultazioneConsultare e verbalizzare, anche dopo, dandone atto
Cambio di RSPP non formalizzatoLa vecchia nomina resta in cartella, la nuova manca o non è nel DVRIncertezza su chi sia l'RSPP in caricaRevoca o presa d'atto della cessazione, nuova nomina, DVR aggiornato
Titolare RSPP fuori dalle soglie dell'Allegato II, o RSPP esterno nei casi dell'art. 31, comma 6Soluzione non ammessa per quell'aziendaL'azienda è considerata senza RSPP validoNominare un RSPP con i requisiti, interno dove la legge lo impone

Due errori della tabella richiedono una spiegazione in più: le incompatibilità e la consultazione dell'RLS.

Le incompatibilità da conoscere

L'incompatibilità espressa che si incontra più spesso è quella dell'art. 50, comma 7: l'esercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è incompatibile con la nomina di responsabile o addetto al servizio di prevenzione e protezione. Nelle micro imprese l'errore nasce quando l'unico dipendente formato è anche quello eletto RLS. La soluzione non è revocare l'elezione, che spetta ai lavoratori, ma scegliere un altro RSPP.

C'è poi un limite che riguarda chi lavora negli enti di controllo: l'art. 13, comma 5, vieta al personale delle pubbliche amministrazioni assegnato agli uffici di vigilanza di prestare attività di consulenza, a qualsiasi titolo e in tutto il territorio nazionale. Un tecnico ASL in servizio presso la vigilanza non può quindi fare da RSPP esterno.

Per altre combinazioni, come medico competente e RSPP nella stessa persona, il decreto non contiene un divieto espresso analogo. Il cumulo resta però poco opportuno: i due ruoli hanno funzioni diverse e la persona dovrebbe comunque avere i requisiti dell'art. 32 oltre ai titoli del medico. Anche il datore di lavoro può cumulare solo nei limiti dell'art. 34, come spiegato nella scheda sul datore di lavoro RSPP.

La consultazione dell'RLS: l'errore più invisibile

L'art. 50, comma 1, lett. c, prevede che l'RLS sia consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio. Nelle aziende piccole questo passaggio viene saltato quasi sempre, perché la nomina è percepita come una scelta privata del titolare. La scelta resta del datore di lavoro, e l'RLS non ha diritto di veto, ma la consultazione deve esserci e deve lasciare traccia.

Dove l'RLS non è stato eletto, le funzioni sono esercitate dall'RLST territoriale, a cui va rivolta la consultazione. Basta un verbale breve: data, nome proposto, requisiti, eventuali osservazioni del rappresentante, firma. Lo stesso vale a ogni cambio di RSPP.

Conseguenze in caso di controllo

L'art. 55, comma 1, lett. b, punisce il datore di lavoro che non nomina l'RSPP con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro, importi rivalutati per le violazioni dal 6 ottobre 2023 secondo il prospetto allegato alla nota INL n. 1159 del 2023. Una nomina affidata a chi non ha i requisiti dell'art. 32 può essere trattata allo stesso modo, perché la figura prevista dalla legge di fatto manca.

Di norma l'organo di vigilanza impartisce una prescrizione con un termine per mettersi in regola; se l'azienda adempie e paga un quarto del massimo dell'ammenda, la contravvenzione si estingue. La mancata nomina dell'RSPP rientra inoltre tra le violazioni gravi per le quali l'ispettore può adottare la sospensione dell'attività dell'art. 14. Gli errori puramente formali, come la data mancante su una nomina comunque esistente, si risolvono più facilmente, ma lasciano scoperto il periodo che non si riesce a provare.

Esempio: rimettere in ordine una nomina difettosa

Esempio: un'officina con 14 dipendenti trova in cartella una lettera di nomina del 2019 a un RSPP esterno, senza firma di accettazione. Controllando l'attestato emerge che l'ultimo aggiornamento risale a più di cinque anni prima e che nel frattempo un meccanico, eletto RLS, non è mai stato consultato.

I passaggi per sistemare la situazione:

  1. chiedere all'RSPP la prova dell'aggiornamento di 40 ore; se manca, farglielo completare prima di proseguire, oppure scegliere un altro professionista;
  2. consultare l'RLS sulla designazione e verbalizzare l'incontro;
  3. firmare una nuova lettera con la data del giorno, compiti dell'art. 33, ore o visite garantite e risorse;
  4. far firmare l'accettazione datata;
  5. aggiornare il DVR nella parte che indica il nominativo dell'RSPP e archiviare tutto nella cartella sicurezza.

La vecchia lettera non va distrutta né corretta a penna: resta agli atti come documento storico. Un modello da adattare è nel fac-simile commentato di nomina RSPP.

Checklist prima di firmare

  • chi firma è il datore di lavoro effettivo, con poteri decisionali e di spesa;
  • l'azienda può scegliere quel tipo di RSPP (interno, esterno, titolare) secondo gli artt. 31 e 34;
  • il candidato ha diploma e moduli A, B, C, oppure un esonero previsto dall'art. 32;
  • la specializzazione del modulo B è coerente con il settore;
  • l'ultimo aggiornamento rientra nel quinquennio;
  • il candidato non è l'RLS in carica;
  • l'RLS o l'RLST è stato consultato, con verbale;
  • la lettera ha data, compiti, risorse e firma per accettazione;
  • il DVR riporta il nuovo nominativo.

Per i controlli sull'attestato c'è la procedura in come verificare un attestato RSPP, mentre ore e moduli sono spiegati nei requisiti formativi dell'RSPP. Il testo dell'art. 50 sulle attribuzioni dell'RLS e dell'art. 31 sul servizio di prevenzione è consultabile su TUSSL.

Domande frequenti

La nomina dell'RSPP va inviata all'ASL o all'INAIL?

No. La nomina resta agli atti dell'azienda e si esibisce in caso di controllo; non esiste un obbligo di trasmissione a ASL, Ispettorato o INAIL. Per questo deve essere completa: data, firma del datore di lavoro, accettazione, riferimento ai requisiti e traccia della consultazione dell'RLS. Il nominativo dell'RSPP va inoltre riportato nel DVR.

Posso correggere una nomina vecchia aggiungendo la data o la firma mancante?

Non conviene. Aggiungere oggi una data passata, o far firmare un'accettazione retrodatata, crea un documento non veritiero, più dannoso dell'errore originario. La strada corretta è un atto nuovo, datato il giorno in cui viene firmato, che può dare atto che l'incarico era già svolto di fatto. Il periodo precedente resta coperto solo dalle prove che si hanno davvero.

Se l'RSPP esterno ha l'aggiornamento scaduto, la nomina decade?

La lettera resta, ma l'RSPP non è in regola con i requisiti dell'art. 32 finché non completa l'aggiornamento. Se non sono passati dieci anni dall'ultima formazione valida, può recuperare con un aggiornamento tardivo; oltre quel limite l'attestato decade e serve rifare il percorso. Nel frattempo il datore di lavoro dovrebbe valutare una nomina sostitutiva.

Un'azienda con più sedi può avere un solo RSPP?

Sì. L'art. 31, comma 8, consente di istituire un unico servizio di prevenzione e protezione nelle aziende con più unità produttive e nei gruppi di imprese. Restano però le condizioni generali: l'RSPP deve avere tempo e mezzi adeguati per seguire tutte le sedi, e nei casi dell'art. 31, comma 6, il servizio deve essere interno. La nomina dovrebbe indicare espressamente le sedi coperte.

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