Addetti alle emergenze: chi sono, cosa fanno e come si nominano
Addetti alle emergenze: chi sono secondo il D.Lgs. 81/08, compiti e limiti, chi può esserlo, quando il titolare fa da sé e quale formazione serve.
Gli addetti alle emergenze sono i lavoratori che il datore di lavoro designa per la prevenzione incendi e la lotta antincendio, l'evacuazione, il salvataggio e il primo soccorso (art. 18, comma 1, lettera b, D.Lgs. 81/08). Intervengono nei primi minuti, prima dei soccorsi esterni, devono essere formati e non possono rifiutare l'incarico senza un giustificato motivo.
Chi sono: tre funzioni, due decreti
Il D.Lgs. 81/08 non usa la parola «squadra», ma l'art. 18, comma 1, lettera b, obbliga il datore di lavoro a designare preventivamente i lavoratori incaricati delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza. Gli artt. 43-46 ne disciplinano l'organizzazione. Nella mappa delle figure della sicurezza sono la squadra operativa, distinta dallo staff tecnico (RSPP, medico competente) e dalla linea di comando.
| Funzione | Norma di riferimento | Cosa fa | Cosa non fa |
|---|---|---|---|
| Antincendio ed evacuazione | Art. 46 D.Lgs. 81/08; D.M. 2/9/2021 | Dà l'allarme, usa gli estintori su un principio d'incendio, guida l'evacuazione, controlla le vie di esodo | Non affronta incendi estesi: quello è compito dei Vigili del Fuoco |
| Primo soccorso | Art. 45 D.Lgs. 81/08; D.M. 388/2003 | Valuta la scena, chiama il 112, presta i primi interventi, assiste fino all'arrivo dei soccorsi | Non fa diagnosi, non somministra farmaci, non sostituisce il personale sanitario |
| Gestione dell'emergenza | Art. 43 D.Lgs. 81/08 | Applica le procedure del piano o del DVR, conta le persone al punto di raccolta, accoglie i soccorsi | Non decide da solo di far riprendere il lavoro con il pericolo ancora presente |
Nelle piccole aziende le funzioni si sommano spesso sulle stesse persone. È ammesso, purché ciascuno abbia i due corsi e la presenza in sede sia garantita in tutte le fasce orarie.
Perché servono gli addetti
L'emergenza in un'azienda si gioca nei minuti che passano tra l'evento e l'arrivo dei soccorsi. In quel tempo un estintore usato bene spegne un principio d'incendio nel cestino, una chiamata con l'indirizzo giusto fa arrivare l'ambulanza al cancello corretto, una persona che sa cosa fare evita che un collega ferito venga spostato senza motivo. Nessun soccorso esterno può coprire quei minuti: per questo la legge chiede persone designate prima, dentro l'azienda.
C'è anche una ragione organizzativa. L'art. 43, comma 1, impone al datore di lavoro di organizzare i rapporti con i servizi pubblici di emergenza, informare i lavoratori esposti a pericolo grave e immediato e programmare gli interventi per l'abbandono del posto di lavoro. Senza addetti designati queste misure restano sulla carta: nessuno sa chi chiama, chi apre le uscite, chi conta le persone. Il lavoratore, dal canto suo, ha il diritto di allontanarsi dal posto di lavoro in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile senza subire pregiudizi (art. 44).
Chi può essere designato
La legge non fissa requisiti di titolo di studio o di età. Contano la presenza in sede, la conoscenza dei locali e l'idoneità a svolgere i compiti. Alcune combinazioni con altri ruoli sono frequenti e vanno valutate:
| Ruolo | Può essere addetto? | Nota pratica |
|---|---|---|
| Lavoratore dipendente | Sì | È la scelta normale; conta la presenza nei turni |
| Preposto | Sì | Utile perché ha autorità sul gruppo, ma va formato per entrambi i ruoli |
| RLS | Sì | L'incompatibilità dell'art. 50, comma 7, riguarda RSPP e ASPP, non gli addetti |
| RSPP interno | Possibile | Se presente in sede; va valutato il carico di compiti |
| RSPP o consulente esterno | Di regola no | Non è presente quando serve |
| Datore di lavoro | Sì, nei casi dell'art. 34 | Con gli stessi corsi degli addetti |
L'idoneità sanitaria merita attenzione: se il medico competente è nominato, può segnalare condizioni incompatibili con lo sforzo richiesto, ad esempio per l'uso degli estintori o per l'assistenza durante l'evacuazione. Anche le lingue contano: un addetto che non capisce bene l'italiano può avere difficoltà a parlare con il 112.
Designazione, rifiuto e diritti dell'addetto
La designazione deve essere preventiva e conviene sia scritta, con compiti, sede e formazione prevista. L'RLS va consultato prima (art. 50, comma 1, lettera c). Un modello pronto da adattare è nel fac simile di nomina dell'addetto antincendio e primo soccorso.
Secondo l'art. 43, comma 3, il lavoratore non può rifiutare la designazione se non per giustificato motivo. In cambio l'azienda deve garantirgli la formazione, attrezzature adeguate e un numero di colleghi sufficiente a non lasciarlo solo. Il tempo dei corsi e delle esercitazioni è a carico del datore di lavoro: per l'art. 37, comma 12, la formazione si svolge durante l'orario di lavoro e non comporta oneri per i lavoratori.
L'addetto interviene nei limiti della formazione ricevuta. Il suo compito non è fare l'eroe: davanti a un incendio che non si spegne con un estintore deve allontanarsi e far evacuare, davanti a un infortunio grave deve chiamare i soccorsi e proteggere la persona senza improvvisare manovre che non conosce.
La formazione in sintesi
I corsi non dipendono dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, ma da decreti specifici.
| Incarico | Cosa determina il corso | Durata iniziale | Aggiornamento |
|---|---|---|---|
| Antincendio | Livello di rischio del luogo (D.M. 2/9/2021) | 4, 8 o 16 ore | Almeno ogni 5 anni, 2, 5 o 8 ore |
| Primo soccorso | Gruppo A, B o C dell'azienda (D.M. 388/2003) | 16 ore gruppo A, 12 ore gruppi B e C | Ogni 3 anni, almeno la parte pratica |
Il livello antincendio va motivato nella valutazione del rischio incendio: il livello 1 vale solo dove le possibilità di innesco e propagazione sono scarse. I dettagli sono nelle pagine sulla formazione degli addetti antincendio e sulla formazione di primo soccorso.
Quando il datore di lavoro fa da sé
L'art. 34, comma 1, consente al datore di lavoro di svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, prevenzione incendi ed evacuazione nelle aziende dell'Allegato II: artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, agricole e zootecniche fino a 30, della pesca fino a 20, altre aziende fino a 200, escluse le attività dell'art. 31, comma 6. Il vecchio comma 1-bis, che parlava delle aziende fino a cinque lavoratori, è stato abrogato nel 2015.
La scelta funziona solo se il titolare è presente quasi sempre. Esempio: un idraulico con due dipendenti che passa le giornate nei cantieri dei clienti lascia il magazzino senza nessuno in grado di intervenire. In quel caso conviene formare anche un dipendente. Lo stesso articolo consente al datore di lavoro di fare da RSPP: le due scelte sono indipendenti, come spiegato nella pagina sul datore di lavoro RSPP. Quanti addetti servono in base a turni e sedi è nella pagina su quanti addetti nominare.
Errori tipici in ispezione
- Addetti designati che non lavorano più in azienda o in quella sede.
- Lettera di nomina presente, attestato assente o scaduto.
- Livello antincendio più basso di quello richiesto dalla valutazione.
- Tutti gli addetti nello stesso turno o nella stessa sede.
- Lavoratori che non sanno chi siano gli addetti.
Il testo degli artt. 18 e 43-46 è su Normattiva, D.Lgs. 81/2008; il D.M. 2 settembre 2021 è nella Gazzetta Ufficiale n. 237 del 4 ottobre 2021 e il D.M. 388/2003 sul sito del Ministero del Lavoro.
Domande frequenti
L'addetto alle emergenze ha diritto a un compenso in più?
Il D.Lgs. 81/08 non prevede un'indennità. Alcuni contratti collettivi o accordi aziendali possono riconoscerla, quindi conviene verificare il CCNL applicato. La legge garantisce invece che la formazione si svolga in orario di lavoro e senza costi per il lavoratore, e che l'addetto disponga di attrezzature adeguate e di colleghi in numero sufficiente.
L'addetto risponde personalmente se l'intervento non riesce?
L'addetto è tenuto a intervenire secondo la formazione ricevuta e le procedure aziendali, come ogni lavoratore deve seguire le istruzioni ricevute (art. 20). Le responsabilità organizzative, come numero, formazione e attrezzature, restano del datore di lavoro. Un intervento prudente, limitato a quanto insegnato al corso e accompagnato dalla chiamata ai soccorsi, è la condotta che gli si chiede.
Un lavoratore in smart working può essere addetto?
Può esserlo solo per i giorni in cui è presente in sede, quindi conta poco nel calcolo della copertura. Se l'organizzazione prevede molti giorni da remoto, conviene designare chi lavora stabilmente nei locali e considerare i lavoratori ibridi come rinforzo, verificando che in ogni giornata sia presente almeno un addetto per funzione.
Gli addetti devono essere indicati nel DVR?
Il D.Lgs. 81/08 non lo dice in modo espresso, ma il DVR descrive le misure di emergenza adottate e indicare gli addetti nell'organigramma della sicurezza allegato è la prassi più chiara e la prima cosa che un ispettore cerca. Dove il piano di emergenza è obbligatorio, il D.M. 2 settembre 2021 chiede di riportarvi i nominativi degli addetti, oppure del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti.
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