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Guida Sicurezza 81

Quanti addetti antincendio e primo soccorso nominare in azienda

Quanti addetti antincendio e primo soccorso nominare: la legge non fissa un numero. Criteri per turni, ferie e sedi multiple e quattro esempi di calcolo.

Nessuna norma indica quanti addetti antincendio e primo soccorso nominare. Il D.Lgs. 81/08 chiede che siano «in numero sufficiente» e il D.M. 2 settembre 2021 che il personale designato sia congruo rispetto a turni e assenze prevedibili. Il numero giusto si ricava quindi dalla presenza reale delle persone in sede, ora per ora, e va motivato per iscritto.

Cosa dicono le norme sul numero

La regola generale sta nell'art. 43, comma 3, del D.Lgs. 81/08: gli addetti «devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate», tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell'azienda o dell'unità produttiva. Il comma 2 aggiunge che, nel designarli, il datore di lavoro segue i criteri dei decreti attuativi.

Per l'antincendio il decreto è il D.M. 2 settembre 2021. Il punto 2.1 dell'Allegato II, riferito ai luoghi in cui il piano di emergenza è obbligatorio, chiede che il personale incaricato di attuarlo sia congruo, stabilito tenendo conto delle turnazioni e delle assenze prevedibili. Per il primo soccorso il D.M. 388/2003 non fissa un numero minimo: resta il criterio generale dell'art. 43 applicato all'organizzazione aziendale.

Il risultato pratico è che non esiste un rapporto fisso, del tipo un addetto ogni dieci lavoratori. Le tabelle che girano in rete sono regole di prudenza, non obblighi di legge. Chi le applica senza guardare orari e turni rischia di avere il numero «giusto» sulla carta e la sede scoperta nel momento sbagliato. Come si organizza la squadra nel suo insieme è spiegato nella pagina sulla squadra di emergenza aziendale.

I criteri che determinano il numero

Il metodo più solido parte dalla domanda opposta a quella abituale: non «quante persone formo», ma «in quali momenti la sede potrebbe restare senza un addetto». I fattori da esaminare sono sei.

CriterioDomanda da porsiEffetto sul numero
Orario di aperturaQuante ore al giorno ci sono lavoratori o pubblico presenti?Orari lunghi richiedono più persone per coprire le fasce
TurniQuanti turni ci sono, anche notturni o nel fine settimana?Almeno un addetto per funzione in ogni turno, più il margine
Assenze prevedibiliFerie concentrate, malattie, permessi, part-time?Una persona in più per funzione, o di più se le ferie si sovrappongono
Mansioni esterneGli addetti escono per consegne, cantieri, clienti?Chi è spesso fuori non conta come presenza
Distribuzione dei localiPiù piani, capannoni separati, magazzino distante?Un addetto raggiungibile in tempi brevi in ogni zona
Sedi multipleCi sono altre unità produttive o punti vendita?Calcolo separato per ogni sede

A questi si aggiungono i fattori di rischio: un'attività con molto pubblico, un livello di rischio incendio 2 o 3 o un'azienda del gruppo A di primo soccorso giustificano un numero più alto rispetto a un ufficio con dieci persone. In un negozio affollato, per esempio, durante un'evacuazione servono più persone che guidino i clienti verso le uscite.

Turni, ferie e assenze

Le assenze sono il punto in cui i calcoli cedono più spesso. Un metodo semplice: per ogni funzione si parte dal numero di addetti da avere sempre presenti, si guarda il periodo dell'anno con più assenze contemporanee e si aggiunge una persona per ogni assenza probabile. Se le ferie sono collettive ma l'azienda resta aperta con un presidio ridotto, il presidio deve comprendere almeno un addetto per funzione.

Nei turni a rotazione conviene ragionare per squadre: se i turni sono tre, servono addetti in ognuno, e nei turni con meno personale il cumulo tra antincendio e primo soccorso diventa quasi inevitabile. Il part-time va contato per le ore effettive: due lavoratori a mezza giornata coprono fasce diverse, non la stessa.

Sedi multiple e unità produttive

Ogni unità produttiva ha bisogno dei propri addetti. L'addetto della sede centrale non interviene in tempo nel punto vendita a dieci chilometri, e nemmeno nel capannone dall'altra parte della strada se i tempi di arrivo sono lunghi. Per la stessa ragione, nelle sedi su più piani conviene distribuire gli addetti in modo che ognuno raggiunga la propria zona in pochi istanti.

Esempi di calcolo per quattro casi tipici

Gli esempi che seguono sono ipotesi costruite per mostrare il ragionamento; i numeri vanno adattati alla propria valutazione dei rischi.

CasoSituazioneMinimo presenteMargineAddetti per funzione
Ufficio con 8 personeOrario 9-18, un piano, ferie scaglionate112 antincendio, 2 primo soccorso (anche le stesse persone)
Negozio su turni6 dipendenti, apertura 9-20, domenica aperta1 per turno13, con almeno uno in ogni turno e nel fine settimana
Officina con 25 dipendentiUnico turno, reparto e magazzino separati, 3 tecnici spesso fuori2 (reparto e magazzino)24 antincendio, 4 primo soccorso, nessuno tra i tecnici esterni
Azienda con due sediSede principale 12 persone, deposito con 3 persone1 per sede1 per sede2 o 3 in sede principale, 2 nel deposito

Esempio: l'ufficio con otto persone. Due lavoratori formati per entrambe le funzioni coprono l'orario, a patto che non vadano in ferie insieme. Se uno dei due lavora part-time al mattino, il pomeriggio resta coperto da una sola persona: in quel caso conviene formarne un terzo.

Esempio: il negozio su turni. Tre persone formate, con turni pianificati in modo che almeno una sia sempre presente, anche la domenica. Se il negozio è aperto al pubblico con più di 50 persone presenti insieme, il D.M. 2 settembre 2021 richiede anche il piano di emergenza, eventualmente in forma semplificata, e il numero va confrontato con le azioni che il piano assegna.

Esempio: l'officina con 25 dipendenti. Il magazzino è in un capannone separato, quindi un addetto deve essere sempre lì. I tre tecnici che lavorano presso i clienti non contano, perché sono assenti proprio nelle ore in cui servirebbero.

Esempio: le due sedi. Il deposito con tre persone non può affidarsi agli addetti della sede principale. Due addetti nel deposito garantiscono la copertura quando uno è in ferie.

Come scrivere e mantenere il calcolo

Il numero va motivato in poche righe nel DVR o in un allegato al piano di emergenza: orari, turni, criteri usati, nomi e funzioni. Un modello minimo può contenere:

  • fasce orarie e turni in cui sono presenti lavoratori o pubblico;
  • numero minimo di addetti per funzione in ogni fascia;
  • assenze prevedibili considerate (ferie, part-time, trasferte);
  • elenco nominativo con funzione, sede, turno e scadenze dei corsi;
  • regola per le sostituzioni, per esempio «gli addetti non vanno in ferie nella stessa settimana»;
  • data dell'ultima verifica del calcolo.

Il calcolo invecchia in fretta: basta una dimissione, un cambio di orario o una nuova sede. Conviene rivederlo almeno una volta l'anno e ogni volta che un addetto lascia l'azienda o cambia mansione. Le nuove designazioni si fanno con una lettera scritta, come nel fac-simile di nomina dell'addetto alle emergenze, e i nomi vanno aggiornati nell'organigramma della sicurezza nel DVR.

Un addetto con il corso scaduto, ai fini del conteggio, non va contato. Le scadenze dei corsi antincendio (almeno quinquennali) e di primo soccorso (triennali per la parte pratica) vanno nello scadenziario della formazione degli addetti all'emergenza. Il livello del corso antincendio dipende dal rischio del luogo ed è spiegato nella pagina sulla formazione degli addetti antincendio; le ore di primo soccorso dipendono dal gruppo, come indicato nella pagina sulla formazione di primo soccorso.

Errore tipico in ispezione

L'errore più frequente non è il numero basso in assoluto, ma la copertura sbagliata. Un caso ricorrente: tre addetti designati, tutti impiegati amministrativi con orario 8-14, in un'azienda che lavora fino alle 22. Sulla carta il numero sembra adeguato, nel turno serale non c'è nessuno.

Altri scostamenti comuni:

  • addetti scelti tra commerciali o tecnici sempre in trasferta;
  • un solo nome per due sedi distanti;
  • addetti dimessi o trasferiti ancora presenti nell'elenco;
  • nessuna regola sulle ferie, con tutti gli addetti assenti nella stessa settimana di agosto.

Un numero insufficiente espone alla contestazione degli obblighi di designazione dell'art. 18, comma 1, lettera b, e dell'art. 43. Il testo del decreto è su Normattiva, D.Lgs. 81/2008; il D.M. 2 settembre 2021 è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 237 del 4 ottobre 2021 e il D.M. 388/2003 sul sito del Ministero del Lavoro.

Domande frequenti

Esiste un numero minimo di addetti per legge?

No. Né il D.Lgs. 81/08 né i decreti attuativi fissano un rapporto tra addetti e lavoratori. La legge chiede un numero sufficiente e, per l'antincendio, un personale congruo rispetto a turni e assenze prevedibili. In pratica serve almeno un addetto per funzione presente in ogni fascia oraria di attività, più un margine per le assenze, motivato nel DVR.

Lo stesso lavoratore può contare sia per l'antincendio sia per il primo soccorso?

Sì, il cumulo è ammesso e nelle piccole aziende è la scelta più comune. Deve però frequentare entrambi i corsi. Il limite è pratico: in un'emergenza con fuoco e un ferito la stessa persona non può fare due cose. Per questo, quando le funzioni sono cumulate, conviene che in ogni turno siano presenti almeno due persone formate.

Se il titolare fa da addetto, servono altri addetti?

Nelle aziende dell'Allegato II del D.Lgs. 81/08, escluse le attività dell'art. 31, comma 6, il datore di lavoro può svolgere personalmente i compiti di emergenza (art. 34, comma 1), con gli stessi corsi degli addetti. Basta se è quasi sempre presente in sede. Se lavora spesso fuori, nelle sue assenze la sede è scoperta: conviene formare anche almeno un dipendente.

Con un solo dipendente quanti addetti servono?

Serve che una persona formata sia presente quando si lavora. Spesso è il titolare, nei limiti dell'art. 34, oppure il dipendente stesso. Se titolare e dipendente lavorano in orari diversi, ciascuno resta solo in sede in alcune fasce: in quel caso la soluzione più sicura è che entrambi abbiano frequentato i corsi previsti.

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