Squadra di emergenza aziendale: addetti, piano e prove
Come organizzare la squadra di emergenza aziendale: chi designare, quanti addetti servono, quando scatta il piano di emergenza e come gestire le prove.
La squadra di emergenza aziendale è il gruppo di lavoratori che il datore di lavoro designa per tre compiti: prevenzione e lotta antincendio, evacuazione, primo soccorso. La designazione è un obbligo dell'art. 18 del D.Lgs. 81/08 e va fatta prima che serva, in numero adeguato a turni e assenze, con formazione specifica e un piano scritto quando la legge lo richiede.
Cosa chiede la legge: quattro obblighi distinti
Il D.Lgs. 81/08 non parla di «squadra», ma da più articoli nasce lo stesso risultato. L'art. 18, comma 1, lettera b obbliga il datore di lavoro a designare preventivamente i lavoratori incaricati della prevenzione incendi, dell'evacuazione, del salvataggio, del primo soccorso e della gestione dell'emergenza. Gli artt. 43-46 spiegano come organizzare questa gestione.
In concreto gli obblighi sono quattro:
- Organizzare i rapporti con i servizi pubblici di emergenza (118, Vigili del Fuoco) e definire chi li chiama e come (art. 43, comma 1, lett. a).
- Designare gli addetti, che non possono rifiutare l'incarico se non per giustificato motivo e devono essere formati, sufficienti di numero e dotati di attrezzature adeguate (art. 43, comma 3).
- Informare tutti i lavoratori su cosa fare in caso di pericolo grave e immediato, compreso il diritto di allontanarsi dal posto di lavoro (artt. 43 e 44).
- Pianificare l'emergenza con le misure previste dai decreti attuativi: il D.M. 2 settembre 2021 per l'antincendio e il D.M. 388/2003 per il primo soccorso (artt. 45 e 46).
La formazione degli addetti è richiamata dall'art. 37, comma 9, ma i contenuti e le ore non stanno nell'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025: restano quelli dei due decreti specifici.
Quando il datore di lavoro può fare da sé
L'art. 34, comma 1, consente al datore di lavoro di svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, prevenzione incendi ed evacuazione nei casi dell'Allegato II: aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, agricole e zootecniche fino a 30, della pesca fino a 20, altre aziende fino a 200. Sono escluse le attività ad alto rischio dell'art. 31, comma 6 (per esempio industrie a rischio di incidente rilevante, centrali termoelettriche, aziende estrattive). Il vecchio limite dei cinque lavoratori del comma 1-bis è abrogato dal 2015. Il datore di lavoro deve comunque frequentare i corsi specifici previsti per gli addetti. È una scelta comoda solo se il titolare è quasi sempre presente in sede: se è spesso fuori dai clienti, la sede resta scoperta.
Chi designare: criteri pratici di scelta
La legge non indica un profilo, ma la scelta sbagliata si vede alla prima emergenza. I criteri che reggono meglio sono la presenza fisica in sede, la conoscenza dei locali e una ragionevole tranquillità sotto stress. Il ruolo di addetto non è un premio né una punizione: conviene scegliere persone che passano la giornata nei luoghi da presidiare.
| Criterio | Domanda da porsi | Errore tipico |
|---|---|---|
| Presenza | È in sede per la maggior parte dell'orario? | Designare il commerciale sempre in trasferta |
| Copertura turni | C'è almeno un addetto per ogni turno e fascia oraria? | Tutti gli addetti nel turno del mattino |
| Distribuzione | Ogni piano o reparto ha un addetto raggiungibile in pochi secondi? | Addetti concentrati in ufficio, nessuno in magazzino |
| Ruolo | Il ruolo gli permette di lasciare subito l'attività? | Designare l'unica persona alla cassa o al centralino |
| Doppia funzione | Può fare sia antincendio sia primo soccorso? | Nessun calcolo delle assenze contemporanee |
Il cumulo dei due incarichi sulla stessa persona è ammesso ed è comune nelle piccole aziende, purché il numero complessivo copra le ferie e le malattie. Per il conteggio dettagliato c'è la guida su quanti addetti nominare, e per i casi difficili quella sui turni, le ferie e le sedi multiple.
Come si documenta la designazione
La designazione va messa per iscritto: lettera di incarico firmata dal datore di lavoro e dal lavoratore per presa visione, con data, compiti e riferimento alla formazione da frequentare. Un fac-simile di nomina dell'addetto alle emergenze aiuta a non dimenticare elementi. Il nominativo va poi riportato nel DVR, nell'organigramma della sicurezza e, dove esiste, nel piano di emergenza.
Quanti addetti servono: un calcolo di esempio
Il D.M. 2 settembre 2021 chiede un numero di addetti «adeguato» e congruo rispetto a turnazioni e assenze prevedibili; il D.M. 388/2003 non fissa un numero minimo. Il numero si ricava quindi dalla valutazione dei rischi. Un metodo semplice è partire da quante persone devono essere presenti contemporaneamente e aggiungere un margine per le assenze.
Esempio: un laboratorio artigiano con 14 dipendenti su un unico piano, orario 8-17, nessun turno serale.
- Presenza minima voluta: 1 addetto antincendio e 1 addetto al primo soccorso sempre in sede.
- Assenze prevedibili: ferie, malattie e uscite per consegne fanno mancare in media una persona su quattro in certi periodi.
- Scelta: 3 lavoratori formati per entrambi i compiti, di cui almeno uno con mansione fissa in laboratorio.
- Verifica: in agosto, con due addetti in ferie insieme, ne resta uno. Si sfalsano le ferie oppure si forma un quarto lavoratore.
Il calcolo va scritto nel DVR o in un allegato: è la prima cosa che un ispettore chiede quando trova un solo addetto per un'azienda di quindici persone.
Piano di emergenza: quando è obbligatorio
L'art. 2 del D.M. 2 settembre 2021, in vigore dal 4 ottobre 2022, rende obbligatorio il piano di emergenza scritto in tre casi:
| Situazione | Piano di emergenza scritto | Cosa serve in alternativa |
|---|---|---|
| Almeno 10 lavoratori | Sì | — |
| Luogo aperto al pubblico con oltre 50 persone presenti insieme | Sì, anche con meno di 10 lavoratori | Per i piccoli esercizi sono ammesse misure semplificate, come planimetrie e schemi |
| Attività dell'Allegato I del D.P.R. 151/2011 (soggette ai controlli VVF) | Sì | — |
| Tutti gli altri casi | No | Misure organizzative e gestionali antincendio riportate nel DVR |
Il piano deve dire cosa fanno i lavoratori quando scoppia un incendio, come si evacua, chi chiama i Vigili del Fuoco e come si assistono le persone con esigenze speciali. Deve indicare i nominativi degli addetti, oppure il datore di lavoro se svolge direttamente i compiti. La metodologia di valutazione che sta a monte, cioè come si stabilisce il livello di rischio incendio, è trattata nella pagina sul rischio incendio nei luoghi di lavoro.
Le prove di evacuazione
Dove il piano è obbligatorio, i lavoratori partecipano a esercitazioni antincendio almeno una volta l'anno, salvo regole tecniche diverse. Serve una prova aggiuntiva quando emergono gravi carenze, quando aumentano in modo significativo lavoratori o affollamento e quando cambiano in modo sostanziale le vie di esodo. Ogni prova va documentata: data, scenario simulato, tempi, problemi rilevati e azioni correttive. La guida alle prove di emergenza contiene un modello di verbale.
Formazione: il quadro in una tabella
Gli addetti antincendio seguono i percorsi dell'Allegato III del D.M. 2 settembre 2021, graduati sul livello di rischio del luogo di lavoro. Gli addetti al primo soccorso seguono il D.M. 388/2003, graduato sul gruppo dell'azienda.
| Incarico | Livello o gruppo | Corso base | Aggiornamento |
|---|---|---|---|
| Antincendio | Livello 1 | 4 ore | 2 ore pratiche ogni 5 anni |
| Antincendio | Livello 2 | 8 ore | 5 ore ogni 5 anni |
| Antincendio | Livello 3 | 16 ore | 8 ore ogni 5 anni |
| Primo soccorso | Gruppo A | 16 ore | Ripetizione triennale, almeno per la parte pratica |
| Primo soccorso | Gruppi B e C | 12 ore | Ripetizione triennale, almeno per la parte pratica |
In linea generale il livello 3 riguarda le attività più complesse elencate nel decreto e il livello 2 le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco non classificate di livello 3, più gli altri casi indicati nell'Allegato III del DM 2 settembre 2021, un elenco non esaustivo. Il livello 1 non è automatico per tutte le altre attività: vale solo dove materiali e condizioni di esercizio offrono scarse possibilità di innesco e di propagazione delle fiamme. Un'officina non soggetta ai controlli ma con un rischio d'incendio apprezzabile può richiedere il livello 2, e la scelta va motivata nella valutazione del rischio d'incendio. Per alcune attività di livello 3 serve anche l'attestato di idoneità tecnica rilasciato dai Vigili del Fuoco dopo un esame. Le scadenze vanno inserite nello scadenziario della sicurezza, perché un addetto con aggiornamento scaduto non è più considerato formato.
Coordinare antincendio e primo soccorso
Le due funzioni nascono da decreti diversi ma in un'emergenza reale si intrecciano: un principio d'incendio può causare un'ustione o un'intossicazione da fumo, un malore può avvenire durante un'evacuazione. Una procedura unica evita che due addetti facciano la stessa cosa mentre nessuno chiama i soccorsi.
Checklist di coordinamento da verificare una volta l'anno:
- Un solo punto di chiamata dei soccorsi esterni, con numero unico di emergenza e indirizzo esatto affissi vicino ai telefoni.
- Ruoli assegnati per scenario: chi interviene, chi chiama, chi apre il cancello, chi conta le persone al punto di raccolta.
- Elenco aggiornato degli addetti presenti per turno, esposto in bacheca.
- Cassetta o pacchetto di medicazione vicino al punto di raccolta, non solo in ufficio.
- Persone con esigenze speciali identificate e assistente assegnato.
- Imprese esterne presenti informate della procedura e incluse nelle prove.
- Verbale dell'ultima prova con azioni correttive chiuse.
Il punto più trascurato è l'ultimo della lista dei soggetti: manutentori, imprese di pulizia e appaltatori. Il coordinamento con loro rientra negli obblighi dell'art. 26, spiegati nella pagina su appalti e interferenze: chi lavora nei vostri locali deve sapere dove si esce e chi coordina.
Dove approfondire
Questa pagina riguarda l'organizzazione della squadra. Il dettaglio sui gruppi A, B e C, sul contenuto della cassetta e del pacchetto di medicazione e sulla comunicazione all'ASL è nella pagina sul primo soccorso aziendale secondo il D.M. 388/2003. I testi ufficiali sono consultabili sul sito dei Vigili del Fuoco, che pubblica i D.M. 1, 2 e 3 settembre 2021, e su Normattiva per il D.Lgs. 81/08.
Errori tipici trovati in ispezione
Durante un controllo l'organo di vigilanza guarda soprattutto la coerenza tra carte e realtà. Gli errori che ricorrono più spesso sono pochi e facili da prevenire:
- nomine senza formazione: la lettera c'è, l'attestato no, oppure è scaduto;
- addetti che non lavorano più in azienda ma risultano ancora nel piano;
- un solo addetto per un'azienda con più turni o più sedi;
- piano di emergenza copiato da un modello, con planimetrie di un altro edificio;
- nessun verbale delle prove di evacuazione, o prove fatte «a voce»;
- lavoratori che non sanno chi sono gli addetti né dove si trova il punto di raccolta.
La mancata designazione degli addetti è sanzionata penalmente con arresto o ammenda (art. 55 del D.Lgs. 81/08); gli importi sono rivalutati periodicamente e vanno verificati al momento della contestazione.
Domande frequenti
Un lavoratore può rifiutare la nomina ad addetto alle emergenze?
Solo per giustificato motivo, come prevede l'art. 43, comma 3, del D.Lgs. 81/08. Sono giustificati, ad esempio, una condizione di salute incompatibile con lo sforzo richiesto o una mansione che lo tiene lontano dalla sede. Il semplice disinteresse non basta. Conviene comunque scegliere persone motivate: un addetto designato controvoglia tende a non intervenire quando serve davvero.
Il titolare può essere l'unico addetto antincendio e primo soccorso?
Sì, nelle aziende che rientrano nell'Allegato II del D.Lgs. 81/08 (art. 34, comma 1), salvo le attività ad alto rischio dell'art. 31, comma 6. Il limite dei cinque lavoratori del vecchio comma 1-bis non esiste più. Deve frequentare gli stessi corsi degli addetti e aggiornarli alle stesse scadenze. Se la sua presenza in sede è discontinua, è prudente formare anche un dipendente, perché l'emergenza non aspetta il rientro del titolare.
Ogni quanto vanno aggiornati gli addetti?
Gli addetti antincendio aggiornano la formazione almeno ogni cinque anni, con durata che va da 2 a 8 ore secondo il livello. Gli addetti al primo soccorso ripetono la formazione ogni tre anni, almeno per la parte pratica, come prevede il D.M. 388/2003. Le due scadenze sono diverse e conviene registrarle separatamente per ogni persona.
Se non devo avere il piano di emergenza, non devo fare nulla?
No. Sotto le soglie del D.M. 2 settembre 2021 il piano scritto non è richiesto, ma il datore di lavoro deve comunque adottare misure organizzative e gestionali da riportare nel DVR: chi chiama i soccorsi, come si esce, dove ci si ritrova. Restano obbligatori anche la designazione degli addetti e la loro formazione.
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