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Guida Sicurezza 81

Estintori obbligatori in azienda: quanti servono e dove metterli

Estintori obbligatori in azienda: quanti ne servono con la regola dei 30 metri, quale tipo scegliere, dove posizionarli e ogni quanto vanno controllati.

Gli estintori portatili sono la dotazione antincendio di base dei luoghi di lavoro. Nei luoghi a basso rischio il D.M. 3 settembre 2021 chiede estintori da almeno 13A e 6 kg o 6 litri, in numero tale che da ogni punto se ne raggiunga uno entro 30 metri. Vanno sorvegliati dai lavoratori e controllati da un tecnico qualificato ogni sei mesi.

Da dove nasce l'obbligo

Il D.Lgs. 81/08 non contiene una tabella degli estintori. L'obbligo deriva dall'art. 46, comma 2, che impone di adottare «idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l'incolumità dei lavoratori», e dall'art. 18, comma 1, lettera t, che chiede misure antincendio adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'azienda e al numero di persone presenti. I criteri tecnici sono nei decreti del Ministero dell'Interno del settembre 2021.

Il D.M. 3 settembre 2021, il cosiddetto minicodice, indica quanti estintori servono e dove. Il D.M. 1 settembre 2021 regola controlli e manutenzione. Il quadro complessivo e il test per capire se il proprio luogo di lavoro è a basso rischio sono spiegati nella guida al rischio incendio nei luoghi di lavoro: qui ci occupiamo solo degli estintori.

Quanti estintori servono: la regola dei 30 metri

Per i luoghi a basso rischio, il punto 4.4 dell'Allegato I del minicodice fissa tre requisiti. Gli estintori portatili devono avere capacità estinguente non inferiore a 13A e carica minima di 6 kg o 6 litri. Devono essere in numero tale da garantire una distanza massima di raggiungimento di 30 metri. Dove ci sono liquidi infiammabili o solidi liquefacibili, ogni estintore di classe A deve avere anche una capacità non inferiore a 89B.

La distanza di raggiungimento è il percorso reale che una persona fa a piedi, non la distanza in linea d'aria sulla planimetria. Pareti, scaffalature e porte allungano il tragitto. Per questo un locale lungo e stretto può richiedere più estintori di un locale quadrato con la stessa superficie.

SituazioneRequisito minimoNota pratica
Ufficio o negozio a basso rischio senza liquidi infiammabili13A, 6 kg o 6 litri, entro 30 m (All. I D.M. 3/9/2021)Verificare ogni piano e ogni locale separato
Basso rischio con liquidi infiammabili o solidi liquefacibili13A e almeno 89B (All. I D.M. 3/9/2021)Tipico di laboratori, piccole officine, depositi di vernici
Aree a rischio specifico (quadri elettrici, cucine, centrale termica)Estintore vicino all'areaTipo scelto in base a ciò che può bruciare
Luogo non a basso rischioRegola tecnica specifica dell'attività, se esiste, altrimenti Codice di prevenzione incendiNumero e tipi definiti da un tecnico antincendio

Esempio di calcolo

Esempio: un negozio di abbigliamento su un unico piano, 260 m², con un magazzino sul retro separato da una porta. Dall'ingresso all'angolo più lontano del magazzino il percorso a piedi è di circa 42 metri. Un solo estintore vicino all'ingresso lascerebbe scoperto il fondo del magazzino. La soluzione è un estintore vicino all'uscita del negozio e uno all'ingresso del magazzino, in modo che ogni punto stia entro 30 metri da almeno uno dei due.

Fuori dal basso rischio

Se anche una sola condizione del basso rischio non è rispettata, la regola dei 30 metri non è più il riferimento automatico. Si applica la regola tecnica specifica dell'attività, se esiste, altrimenti il Codice di prevenzione incendi, il D.M. 3 agosto 2015, e numero, capacità e posizione degli estintori si ricavano dal progetto o dalla valutazione del rischio incendio. Lo stesso vale per le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco, dove gli estintori fanno parte delle misure progettate. Il metodo è descritto nella pagina sulla valutazione del rischio incendio.

Quale tipo di estintore scegliere

La capacità estinguente si legge sull'etichetta: il numero indica la grandezza del fuoco che l'estintore riesce a spegnere nella prova normalizzata, la lettera indica la classe di fuoco. La scelta parte da cosa può bruciare nel locale.

Classe di fuocoMaterialiAgenti estinguenti tipiciDove serve
ASolidi: carta, legno, tessuti, plasticaAcqua con additivi, schiuma, polvereUffici, negozi, magazzini
BLiquidi e solidi liquefacibili: solventi, vernici, oliSchiuma, polvere, CO2Officine, laboratori, depositi
CGas infiammabiliPolvereLocali con bombole o reti gas
DMetalliPolveri specialiLavorazioni particolari di metalli
FOli e grassi da cucinaEstintori specifici per classe FCucine professionali

Negli ambienti chiusi il minicodice indica come preferibili gli estintori a base d'acqua: la polvere riduce la visibilità durante l'esodo e si disperde in tutto il locale. Vicino ai quadri elettrici si usa spesso un estintore a CO2, che non lascia residui; va comunque verificato sull'etichetta che sia utilizzabile su apparecchi in tensione. Per le friggitrici serve un estintore di classe F, approfondito nella pagina su cucine, laboratori e officine.

Dove posizionarli e come segnalarli

Il minicodice chiede che gli estintori siano in posizione facilmente visibile e raggiungibile, lungo le vie di esodo in prossimità delle uscite, oltre che vicino alle aree a rischio specifico. Un estintore nascosto dietro una porta o in un armadio chiuso non rispetta il requisito anche se il numero complessivo è corretto.

Ogni estintore va segnalato con il cartello delle attrezzature antincendio: pittogramma bianco su fondo rosso, come prevede il punto 3.5 dell'Allegato XXV del D.Lgs. 81/08. Il cartello deve restare visibile anche quando davanti c'è una persona o un carrello, quindi di solito si colloca sopra l'estintore. Colori, dimensioni e collocazione dei cartelli sono trattati nella guida alla segnaletica di sicurezza antincendio.

Checklist di posizionamento:

  • Ogni punto del locale entro 30 metri di percorso reale da un estintore (basso rischio).
  • Almeno un estintore vicino alle uscite usate per l'esodo.
  • Estintore adatto vicino a quadri elettrici, cucine, centrali termiche e depositi.
  • Supporto a parete o piantana stabile, maniglia a un'altezza comoda da afferrare.
  • Cartello rosso visibile da lontano e numero dell'estintore riportato nel registro.
  • Nessun materiale accatastato davanti.

Controlli e manutenzione: chi fa cosa

Il D.M. 1 settembre 2021 distingue la sorveglianza, affidata a lavoratori normalmente presenti e adeguatamente istruiti, dal controllo periodico e dalla manutenzione, riservati al tecnico manutentore qualificato. Per gli estintori la norma tecnica di riferimento è la UNI 9994-1, la cui edizione 2024 ha sostituito quella del 2013; la circolare dei Vigili del Fuoco n. 13838 del 17 settembre 2024 ne illustra le novità.

AttivitàChi la faFrequenzaCosa comprende
SorveglianzaLavoratore interno istruitoStabilita in base al rischioEstintore al suo posto, accessibile, segnalato, sigillo integro, manometro nel campo verde, nessun danno visibile
Controllo periodicoTecnico qualificatoOgni 6 mesi, entro la fine del mese di competenzaVerifica di efficienza secondo la UNI 9994-1
Revisione programmataTecnico qualificatoPeriodicità della UNI 9994-1 per tipo di estintoreSostituzione dell'agente estinguente e delle parti soggette a usura
CollaudoTecnico qualificatoPeriodicità della UNI 9994-1Prova di resistenza del serbatoio

La frequenza della sorveglianza non è fissata dal decreto: molte aziende la fanno ogni mese con una lista di controllo, ma la scelta va motivata e scritta. Dopo diverse proroghe, dal 25 settembre 2026 controlli periodici e manutenzioni devono essere eseguiti da tecnici qualificati secondo l'Allegato II del D.M. 1 settembre 2021. Il D.M. 22 settembre 2026 consente a chi ha presentato domanda regolare di valutazione entro il 25 settembre 2026 di continuare a operare sui presidi indicati nella domanda fino alla conclusione della valutazione e comunque non oltre il 31 marzo 2027. Il Comando VVF di Varese descrive il percorso di qualificazione: conviene chiedere al fornitore l'evidenza della qualifica del tecnico che interviene.

Controlli periodici e interventi del tecnico vanno annotati nel registro dei controlli antincendio, richiesto in tutti i luoghi di lavoro; annotare anche la sorveglianza interna è una buona pratica. Il cartellino appeso all'estintore aiuta, ma non sostituisce il registro.

Errori tipici trovati durante i controlli

Gli organi di vigilanza guardano prima se gli estintori ci sono e funzionano, poi se i documenti lo dimostrano. Nelle piccole attività gli errori sono ricorrenti:

  1. estintori in numero sufficiente ma concentrati all'ingresso, con il magazzino scoperto;
  2. estintore usato per un piccolo principio d'incendio e rimesso al suo posto scarico;
  3. controllo semestrale saltato perché il contratto con il manutentore è scaduto;
  4. estintore a polvere accanto alla friggitrice al posto di quello di classe F;
  5. cartello presente ma estintore spostato altrove dopo un riallestimento;
  6. lavoratori che non hanno mai visto come si usa un estintore.

L'ultimo punto riguarda l'addestramento: gli addetti antincendio provano l'uso degli estintori durante il corso, come spiegato nella pagina sulla formazione degli addetti antincendio. Il testo dei tre decreti è pubblicato dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; il D.Lgs. 81/08 è consultabile su Normattiva.

Domande frequenti

Esiste un numero minimo di estintori per metro quadro?

No. Nei luoghi a basso rischio il D.M. 3 settembre 2021 ragiona sulla distanza: nessun punto deve trovarsi oltre 30 metri di percorso da un estintore. Negli altri luoghi numero e tipo si ricavano dalla regola tecnica dell'attività, dal Codice di prevenzione incendi o dal progetto antincendio. Un piccolo ufficio di un solo locale a basso rischio può quindi avere un solo estintore, se la distanza è rispettata ed è adatto ai materiali presenti.

Ogni quanto vanno controllati gli estintori?

Il controllo periodico del tecnico qualificato è semestrale secondo la UNI 9994-1:2024. Revisione programmata e collaudo hanno periodicità più lunghe, diverse per tipo di estintore, indicate nella stessa norma. Tra un controllo e l'altro c'è la sorveglianza interna, con frequenza decisa dal datore di lavoro. Controlli periodici e interventi del tecnico vanno annotati nel registro dei controlli antincendio, disponibile per gli organi di controllo.

Il mio dipendente può fare il controllo semestrale degli estintori?

Solo se è un tecnico manutentore qualificato secondo il D.M. 1 settembre 2021, caso raro in una piccola azienda. Il dipendente istruito può invece fare la sorveglianza: controllo visivo di posizione, accessibilità, sigillo, manometro e cartello. Se trova un'anomalia la annota nel registro e avvisa chi gestisce il contratto con il manutentore, senza intervenire sull'estintore.

Cosa fare dopo aver usato un estintore?

Un estintore usato, anche solo per pochi secondi, va considerato non più efficiente e fatto ricaricare dal manutentore. Nel frattempo va segnalato come fuori servizio e sostituito con uno di riserva, perché la copertura entro 30 metri non resti scoperta. L'uso e la ricarica vanno annotati nel registro, con una breve descrizione dell'evento che ha richiesto l'intervento.

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