Segnaletica di sicurezza antincendio: cartelli e planimetrie
Segnaletica di sicurezza antincendio: cartelli rossi e verdi secondo il Titolo V del D.Lgs. 81/08, dimensioni, posizione, segnali luminosi e planimetrie.
La segnaletica di sicurezza antincendio è composta da cartelli rossi per le attrezzature antincendio e cartelli verdi per vie di esodo, uscite e primo soccorso. Le regole sono nel Titolo V del D.Lgs. 81/08 e negli Allegati XXIV-XXXII. Il D.M. 3 settembre 2021 chiede segnaletica per il sistema di esodo, e il piano di emergenza aggiunge le planimetrie.
Le regole: Titolo V e allegati
Il Titolo V del D.Lgs. 81/08, articoli da 161 a 166, regola la segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro. L'art. 163 obbliga il datore di lavoro a usare la segnaletica quando risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure tecniche o organizzative. L'art. 164 chiede di informare e formare i lavoratori sul significato dei segnali: un cartello che nessuno capisce non serve.
Gli allegati dividono la materia per tipo di segnale:
| Allegato | Argomento | Cosa interessa per l'antincendio |
|---|---|---|
| XXIV | Prescrizioni generali | Tipi di segnaletica e colori di sicurezza |
| XXV | Cartelli segnaletici | Forme, colori, dimensioni, collocazione, cartelli antincendio e di salvataggio |
| XXVII | Attrezzature antincendio | Identificazione con il colore rosso e con cartelli |
| XXVIII | Ostacoli e punti di pericolo | Strisce gialle e nere, rosse e bianche |
| XXIX | Segnali luminosi | Segnali di uscita luminosi |
| XXX | Segnali acustici | Segnale di evacuazione |
| XXXI | Comunicazione verbale | Messaggi in emergenza |
| XXXII | Segnali gestuali | Manovre, poco rilevanti per l'esodo |
Questa pagina riguarda la segnaletica legata all'incendio e all'evacuazione. Divieti, obblighi di DPI e avvertimenti per gli altri rischi sono trattati nella guida generale alla segnaletica nei luoghi di lavoro.
I cartelli dell'emergenza: rossi e verdi
L'Allegato XXV assegna a ogni famiglia di cartelli una forma e un colore. Per l'emergenza contano due famiglie.
| Famiglia | Forma e colore (All. XXV) | Esempi | Dove si mettono |
|---|---|---|---|
| Attrezzature antincendio | Quadrata o rettangolare, pittogramma bianco su fondo rosso, rosso almeno al 50% | Estintore, idrante, lancia, pulsante di allarme, telefono per interventi antincendio | Sopra o accanto all'attrezzatura, visibile da lontano |
| Salvataggio e soccorso | Quadrata o rettangolare, pittogramma bianco su fondo verde, verde almeno al 50% | Uscita di emergenza, freccia di direzione, primo soccorso, punto di raccolta, barella, lavaggio occhi | Sopra le uscite, lungo i percorsi, ai cambi di direzione, all'esterno |
I pittogrammi in commercio seguono di solito la UNI EN ISO 7010. L'Allegato XXV ammette che i pittogrammi differiscano leggermente da quelli riportati nel decreto, purché il significato resti equivalente: i cartelli ISO 7010 sono quindi utilizzabili. Conviene non mescolare stili diversi nello stesso edificio, per non confondere chi legge in fretta.
I cartelli che mancano più spesso
- Freccia di direzione ai cambi di percorso, non solo il cartello sopra la porta finale.
- Cartello del pulsante di allarme o del telefono da usare per chiamare i soccorsi.
- Cartello del punto di raccolta all'esterno.
- Cartello della cassetta di primo soccorso.
- Indicazione degli interruttori generali e delle valvole di intercettazione del gas, utile ai Vigili del Fuoco.
Dimensioni e posizione dei cartelli
L'Allegato XXV raccomanda una formula per le dimensioni: la superficie del cartello A, in metri quadrati, deve essere maggiore di L al quadrato diviso 2000, dove L è la distanza in metri da cui il cartello deve essere riconosciuto. La formula vale fino a circa 50 metri.
| Distanza di lettura (L) | Superficie minima (A) | Esempio di formato quadrato |
|---|---|---|
| 10 m | 0,05 m² | circa 23 x 23 cm |
| 15 m | 0,1125 m² | circa 34 x 34 cm |
| 20 m | 0,2 m² | circa 45 x 45 cm |
| 30 m | 0,45 m² | circa 67 x 67 cm |
Esempio: in un magazzino lungo 30 metri, il cartello di uscita in fondo deve essere letto da chi sta all'altra estremità. Un cartello da 20 x 30 cm, adatto a un corridoio d'ufficio, è troppo piccolo; serve un formato più grande o una freccia intermedia che riduca la distanza di lettura.
Il punto 2.1 dell'Allegato XXV chiede di collocare i cartelli tenendo conto degli ostacoli, a un'altezza e in una posizione appropriate rispetto all'angolo di visuale, in un luogo ben illuminato e facilmente accessibile. Se l'illuminazione naturale è scarsa si usano colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale. I cartelli di uscita vanno visti anche durante un blackout: per questo sopra le uscite si usano spesso apparecchi di illuminazione di sicurezza con il pittogramma verde incorporato.
Segnali luminosi, acustici e identificazione delle attrezzature
L'Allegato XXVII chiede che le attrezzature antincendio siano identificate con il colore rosso e con un cartello che ne indichi la posizione. Una cassetta idrante grigia dietro una colonna, senza cartello, non è conforme anche se funziona. Gli estintori hanno già il corpo rosso, ma il cartello serve a trovarli da lontano: le regole di posizionamento sono nella pagina sugli estintori obbligatori in azienda.
Il segnale acustico di evacuazione deve essere riconoscibile e distinto da altri suoni dell'azienda, come la campanella di fine turno o l'allarme di un macchinario. Nelle piccole attività senza impianto di allarme, il piano o le misure di emergenza devono dire con quale segnale si dà l'ordine di uscire: una sirena manuale, un messaggio a voce o un codice convenuto. I lavoratori vanno informati del segnale, come spiega la pagina sulle informazioni sulle emergenze.
Le planimetrie di emergenza
Dove il piano di emergenza è obbligatorio, il punto 2.2 dell'Allegato II del D.M. 2 settembre 2021 chiede una o più planimetrie che riportino almeno:
- caratteristiche distributive del luogo, con vie di esodo e compartimentazioni antincendio;
- posizione di impianti e attrezzature di sicurezza antincendio ed estinzione;
- ubicazione degli allarmi e della centrale di controllo;
- ubicazione dell'interruttore generale dell'alimentazione elettrica e delle valvole di intercettazione di gas e fluidi combustibili;
- ubicazione dei locali a rischio specifico e dei presidi di primo soccorso;
- gli ascensori utilizzabili in caso di incendio, se presenti.
Le planimetrie esposte con l'indicazione «voi siete qui» sono una prassi diffusa e utile: vanno orientate come l'edificio reale, perché una mappa ruotata rispetto a chi la guarda fa sbagliare direzione. Quando il piano non è obbligatorio, una planimetria semplice resta il modo più rapido per mostrare a lavoratori e clienti dove sono uscite e punto di raccolta. Contenuti e soglie del piano sono nella guida al piano di emergenza aziendale.
Errori tipici e checklist
Gli errori più comuni non riguardano la mancanza di cartelli, ma la loro coerenza con i locali reali:
- Ogni cartello di uscita porta davvero a un'uscita aperta e praticabile.
- Le frecce indicano il percorso più breve e coerente con la planimetria.
- Nessun cartello coperto da scaffali, insegne o decorazioni stagionali.
- Ogni estintore e idrante ha il suo cartello, anche dopo uno spostamento.
- Cartelli leggibili alla distanza reale, secondo la formula dell'Allegato XXV.
- Planimetrie aggiornate dopo lavori, nuove pareti o cambi di destinazione dei locali.
- Lavoratori informati sul significato dei segnali e sul segnale di evacuazione.
Il testo del D.Lgs. 81/08 con il Titolo V e gli allegati è su Normattiva; il D.M. 2 settembre 2021 con l'Allegato II sul piano di emergenza è pubblicato dai Vigili del Fuoco. La valutazione da cui dipendono numero e posizione dei presidi è spiegata nella guida al rischio incendio.
Domande frequenti
I cartelli antincendio devono essere fotoluminescenti?
Non sempre. L'Allegato XXV chiede che i cartelli siano visibili: se l'illuminazione naturale è scarsa, si usano colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale. Per i cartelli di uscita la soluzione più sicura è l'apparecchio di illuminazione di sicurezza con pittogramma, che resta acceso durante il blackout. Il cartello fotoluminescente è un'integrazione utile, non un sostituto dell'illuminazione dei percorsi.
Posso usare cartelli acquistati online con pittogrammi diversi da quelli del decreto?
Sì, se il significato è equivalente. L'Allegato XXV ammette piccole differenze rispetto ai pittogrammi del decreto, e i cartelli conformi alla UNI EN ISO 7010 sono quelli più diffusi. Conviene verificare colore di fondo, forma e dimensione rispetto alla distanza di lettura, e usare lo stesso stile in tutto l'edificio.
La planimetria di emergenza è obbligatoria anche per un piccolo negozio?
È un contenuto obbligatorio del piano di emergenza, richiesto con almeno 10 lavoratori, oltre 50 persone presenti insieme in un luogo aperto al pubblico o per attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco. Sotto queste soglie il piano non è obbligatorio, ma una planimetria semplice con uscite, estintori e punto di raccolta resta un modo efficace per informare lavoratori e clienti.
Chi deve controllare che la segnaletica sia al suo posto?
Il datore di lavoro, che può affidare la verifica ai lavoratori incaricati della sorveglianza antincendio. Il controllo dei cartelli rientra bene nel giro periodico di estintori, idranti e uscite: si annota nel registro dei controlli antincendio e si corregge subito ogni cartello mancante, coperto o non più coerente con i locali.
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