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Guida Sicurezza 81

Checklist antincendio per piccole attività: controlli e scadenze

Checklist antincendio per piccole attività: cosa controllare ogni giorno, ogni mese, ogni sei mesi e ogni anno, chi lo fa e cosa scrivere nel registro.

Una checklist antincendio per una piccola attività divide i controlli per frequenza: ogni giorno uscite libere, estintori visibili e apparecchi spenti; ogni mese la sorveglianza visiva di estintori, luci e segnaletica; ogni sei mesi i controlli del tecnico manutentore; ogni anno riesame e, dove prevista, prova di evacuazione. Nel registro dei controlli antincendio vanno i controlli periodici e le manutenzioni; per la sorveglianza basta una lista di controllo, con le anomalie annotate insieme alla correzione.

A cosa serve e su quali norme si basa

La checklist traduce in operazioni ripetibili gli obblighi di mantenere in efficienza le misure antincendio. Il D.M. 3 settembre 2021 inserisce nella gestione della sicurezza antincendio la verifica periodica delle misure preventive e il «mantenimento in efficienza di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio» (Allegato I, punto 4.3). Il D.M. 1 settembre 2021 distingue sorveglianza, controllo periodico e manutenzione e impone il registro dei controlli in ogni luogo di lavoro. I testi sono nella raccolta dei decreti pubblicata dai Vigili del Fuoco; alla base c'è l'art. 46 del D.Lgs. 81/08.

Il quadro generale, cioè come si valuta il rischio e quali misure scegliere, è nella pagina sulla valutazione del rischio incendio. Questa pagina presuppone che la valutazione sia fatta e si occupa solo di come tenere le misure sotto controllo nel tempo.

Chi fa che cosa

Prima di scrivere la checklist conviene chiarire tre livelli, perché un errore comune è affidare all'addetto interno controlli che spettano al tecnico, o al contrario non fare nulla tra una visita del manutentore e l'altra.

LivelloChi lo esegueCosa comprende
SorveglianzaPersonale interno informato, di solito l'addetto antincendio o il prepostoControllo visivo: presenza, accessibilità, integrità, segnali di anomalia
Controllo periodicoTecnico manutentore qualificatoVerifiche funzionali con la periodicità della norma tecnica di riferimento
ManutenzioneTecnico manutentore qualificatoRiparazioni, ricariche, revisioni, sostituzioni

Per gli estintori, ad esempio, la norma UNI 9994-1 prevede il controllo periodico del tecnico ogni sei mesi. Per idranti, luci di emergenza e porte con maniglioni antipanico le cadenze dipendono dalle rispettive norme tecniche e dalle istruzioni del fabbricante: il manutentore le deve indicare nel contratto e nel registro.

Checklist giornaliera: apertura e chiusura

Il controllo quotidiano è quello che previene davvero gli incendi, perché intercetta i comportamenti. Si fa in pochi minuti, all'apertura o alla chiusura, da chi apre o chiude i locali.

  • Uscite di emergenza apribili dall'interno, senza lucchetti, catene o chiavi da cercare.
  • Vie di esodo libere: nessun carrello, scatolone o espositore nei corridoi e davanti alle porte.
  • Estintori al loro posto, visibili e raggiungibili, non coperti da merce o cappotti.
  • Porte tagliafuoco, se presenti, chiuse o trattenute solo da dispositivi a sgancio automatico, mai con cunei.
  • Apparecchi elettrici non necessari spenti: stufette, piastre, macchine del caffè, caricabatterie.
  • Rifiuti e imballaggi portati via, nessun accumulo vicino a quadri, apparecchi termici o pareti esterne.
  • Spie delle lampade di emergenza accese, dove previste.

Il giro giornaliero non va registrato voce per voce: basta che sia previsto da una procedura e che le anomalie trovate vengano annotate con la correzione fatta.

Checklist mensile: sorveglianza

Una volta al mese, o con la frequenza stabilita nella valutazione, l'addetto incaricato compie un giro più accurato. Annotarlo con data e firma nella lista di controllo o nel registro non è imposto dal decreto, ma è il modo più semplice per dimostrare che la sorveglianza si fa.

ElementoCosa controllareEsito da annotare
EstintoriPresenza, cartello, sigillo integro, indicatore di pressione nel campo verde, cartellino con data dell'ultimo controllo, nessun danno o corrosioneOK oppure anomalia e richiesta al manutentore
Idranti e naspi, se presentiCassetta accessibile e chiusa, vetro integro, lancia e tubazione presentiCome sopra
Luci di emergenzaSpie accese, apparecchi integri, eventuale esito del test automaticoLampade non funzionanti
SegnaleticaCartelli di uscita, estintori e percorsi presenti e visibiliCartelli mancanti o coperti
Uscite e maniglioniApertura agevole, maniglione funzionante, nessun ostacolo esternoPorte bloccate o difficili da aprire
Planimetrie e numeriPlanimetria di emergenza affissa e aggiornata, numeri di emergenza espostiDa aggiornare
Pulsanti e allarmi, se presentiPulsanti accessibili e integriAnomalie

Nello stesso giro si può controllare la cassetta di primo soccorso, che ha però regole proprie: le scadenze dei presidi sono nella checklist mensile del primo soccorso.

Controlli semestrali e annuali

Ogni sei mesi il tecnico manutentore esegue il controllo periodico degli estintori e, secondo le rispettive norme, degli altri impianti presenti. Il datore di lavoro non deve eseguirlo, ma deve verificare che sia fatto: il cartellino sull'estintore e la registrazione sul registro sono la prova. Chiedete al fornitore evidenza della qualificazione del tecnico che interviene.

Una volta l'anno:

  1. Prova di evacuazione: dove il D.M. 2 settembre 2021 impone il piano di emergenza, l'esercitazione antincendio è almeno annuale; sotto quelle soglie resta una buona prassi poco costosa. Come organizzarla e verbalizzarla è nella pagina sulle prove di evacuazione.
  2. Riesame della valutazione: nuovi materiali, nuovi locali, più persone presenti, modifiche alle uscite.
  3. Controllo delle scadenze formative degli addetti antincendio, con aggiornamento almeno quinquennale come spiegato nella pagina sulla formazione degli addetti antincendio.
  4. Verifica che le scadenze di legge degli impianti, come quella della messa a terra, siano nello scadenziario.

Controlli legati a un evento

Alcuni controlli non hanno una data, ma un fatto che li fa scattare:

  • dopo l'uso di un estintore, anche parziale: va sostituito o ricaricato subito, non al controllo successivo;
  • dopo lavori di manutenzione o ristrutturazione: uscite, cartelli e compartimentazioni come prima;
  • dopo l'arrivo di grandi quantità di merce: il magazzino non deve invadere vie d'esodo e spazi davanti ai quadri;
  • dopo un principio d'incendio o un falso allarme: cosa ha funzionato e cosa no, da annotare.

Dove si registra

Controlli periodici e manutenzioni vanno nel registro dei controlli antincendio, che è obbligatorio in ogni luogo di lavoro e non solo nelle attività soggette ai Vigili del Fuoco. Il modello e i contenuti sono nella pagina sul registro dei controlli antincendio. Le schede possono stare anche nella cartella dei documenti antincendio.

Esempio: bar con 3 dipendenti

Esempio: bar di 90 m² con 3 dipendenti, un estintore a polvere in sala e uno adatto agli oli in cucina, due lampade di emergenza. Il barista che chiude fa il giro serale: macchina del caffè e piastre spente, cartoni portati al contenitore esterno, porta sul retro libera. Il primo lunedì del mese il titolare, che è anche addetto antincendio, controlla estintori, lampade e cartelli e firma la riga del registro. A marzo e settembre passa il manutentore. A maggio, anche se con 3 dipendenti e non più di 50 clienti presenti insieme il piano scritto non è obbligatorio, si fa una breve prova di evacuazione con il personale, annotata nello stesso registro.

Errore tipico in ispezione

Il registro mostra controlli mensili regolari tutti con esito positivo, mentre l'ispettore trova un estintore con il cartellino scaduto da un anno o un'uscita chiusa a chiave. Un registro compilato senza guardare è peggio di un registro con anomalie annotate e corrette, perché dimostra che il controllo non è stato fatto davvero. Meglio poche voci controllate sul serio che un modulo lungo firmato in blocco.

Domande frequenti

Chi può fare i controlli mensili sugli estintori?

La sorveglianza mensile è un controllo visivo e può farla personale interno adeguatamente informato, di solito l'addetto antincendio o il preposto. Si verifica che l'estintore sia al suo posto, accessibile, integro, con sigillo e indicatore di pressione in ordine. Il controllo periodico semestrale e ogni intervento sull'estintore spettano invece a un tecnico manutentore qualificato, che lo registra sul cartellino e sul registro.

Il registro antincendio serve anche in un piccolo ufficio?

Sì. Il D.M. 1 settembre 2021 chiede al datore di lavoro di predisporre e tenere aggiornato il registro dei controlli in ogni luogo di lavoro, indipendentemente dal numero di dipendenti. Nel piccolo ufficio sarà breve: estintori, eventuali luci di emergenza, uscite e segnaletica. Per le attività soggette ai Vigili del Fuoco il registro va anche tenuto a disposizione del Comando.

Ogni quanto va fatta la prova di evacuazione in una piccola attività?

Il D.M. 2 settembre 2021 prevede l'esercitazione antincendio almeno annuale nei luoghi che devono avere il piano di emergenza: almeno 10 lavoratori, aperti al pubblico con oltre 50 persone presenti insieme, o soggetti ai Vigili del Fuoco. Sotto queste soglie non è un obbligo specifico, ma una prova semplice, annotata con data e partecipanti, resta il modo più efficace per verificare uscite e istruzioni.

La checklist antincendio va allegata al DVR?

Non è obbligatorio allegarla, ma è utile che il DVR la richiami come misura di gestione, indicando chi esegue i controlli e con quale frequenza. Le schede compilate si conservano con il registro dei controlli. In caso di ispezione dimostrano che le misure previste nella valutazione sono attuate e mantenute, che è ciò che l'organo di vigilanza verifica.

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