Cause di incendio nei luoghi di lavoro e come prevenirle
Cause di incendio nei luoghi di lavoro: impianti elettrici, fiamme libere, lavori a caldo, fumo e autocombustione. Tabella causa-misura ed esempio.
Le cause di incendio nei luoghi di lavoro nascono quasi sempre dall'incontro tra una sorgente di innesco e un materiale combustibile lasciato nel posto sbagliato. Nelle piccole imprese gli inneschi tipici sono guasti e sovraccarichi elettrici, fiamme libere e lavori a caldo, apparecchi di riscaldamento e cottura, fumo, autocombustione di scarti impregnati e, in alcuni casi, atti dolosi.
Perché parte un incendio: innesco più combustibile
Perché un incendio si sviluppi servono tre elementi insieme: un materiale che brucia, l'ossigeno dell'aria e una fonte di calore sufficiente ad accenderlo. L'ossigeno non si può togliere da un ambiente di lavoro, quindi la prevenzione agisce sugli altri due lati del cosiddetto triangolo del fuoco: tenere lontane le sorgenti di innesco e ridurre o separare i materiali combustibili.
Il metodo di valutazione, il test del basso rischio e il quadro dei tre decreti del 2021 sono spiegati nella pagina sulla valutazione del rischio incendio nei luoghi di lavoro. Qui l'obiettivo è più stretto: riconoscere le cause concrete che si trovano in uffici, negozi, laboratori e magazzini, e collegare ciascuna a una contromisura verificabile.
Il D.M. 3 settembre 2021, nella nota al punto 4.3 dell'Allegato I, elenca tra le misure preventive minime il «corretto deposito ed impiego dei materiali combustibili, di sostanze e miscele pericolose», la ventilazione dove ci sono sostanze infiammabili, le vie d'esodo sgombre e la «riduzione delle sorgenti di innesco»: limitazione delle fiamme libere, rispetto del divieto di fumo dove previsto, divieto di usare attrezzature malfunzionanti o in modo improprio. Il testo è nella raccolta dei decreti del 2021 pubblicata dai Vigili del Fuoco. L'obbligo di base resta l'art. 46 del D.Lgs. 81/08, che impone misure per prevenire gli incendi e limitarne le conseguenze.
Le cause più comuni nelle piccole attività
L'ordine che segue non è una graduatoria statistica: è l'elenco delle sorgenti che una valutazione seria deve sempre cercare nei locali.
Impianto elettrico e apparecchi
Collegamenti allentati, prese sovraccariche, multiprese a cascata, cavi schiacciati sotto le scrivanie o dalle ruote dei carrelli, quadri elettrici impolverati: sono situazioni che scaldano i conduttori fino a innescare isolanti e materiali vicini. Lo stesso vale per apparecchi difettosi o tenuti accesi senza sorveglianza, come macchine del caffè, piastre, stampanti. L'approfondimento è nella pagina su impianti elettrici e rischio incendio.
Batterie e ricariche
Le batterie al litio di utensili, monopattini, biciclette elettriche e dispositivi portatili possono surriscaldarsi se danneggiate o caricate con alimentatori non adatti. Le batterie al piombo dei carrelli elevatori, durante la carica, liberano idrogeno: per questo la zona di ricarica deve essere ventilata e lontana da fiamme libere.
Fiamme libere e lavori a caldo
Saldatura, taglio con flessibile, guaine posate a fiamma, brasature: le scintille possono raggiungere materiali a metri di distanza e covare per ore. Il punto 4.3, lettera f, del minicodice chiede di gestire i lavori di manutenzione valutandone i rischi aggiuntivi e di interferenza, con riferimento esplicito ai lavori a caldo. Spesso l'intervento è di un'impresa esterna.
Apparecchi di riscaldamento e cottura
Stufette portatili sotto i tavoli, fornelli lasciati accesi, friggitrici, forni e cappe incrostate di grasso. Per cucine e laboratori c'è una pagina dedicata al rischio incendio in cucine, laboratori e officine.
Fumo
Mozziconi gettati nei cestini, nei vasi o nelle aree di carico, dove si accumulano imballaggi. Il divieto funziona solo se è segnalato, controllato e se esiste un'area fumatori sicura all'esterno.
Autocombustione e reazioni chimiche
Stracci e carta impregnati di oli vegetali, impregnanti o alcune vernici possono scaldarsi da soli fino ad accendersi, soprattutto se ammucchiati. Prodotti chimici incompatibili conservati insieme possono reagire: le condizioni di stoccaggio sono nella sezione 7 della scheda dati di sicurezza.
Accumulo di materiale e rifiuti
Non è un innesco, ma è ciò che trasforma un principio d'incendio in un incendio. Cartoni nel corridoio, bancali vuoti contro la parete del quadro elettrico, contenitori dei rifiuti appoggiati alla facciata: anche un incendio doloso appiccato dall'esterno trova così il combustibile pronto.
Tabella: causa, situazione tipica, misura
| Causa | Dove si trova di solito | Misura di prevenzione | Chi controlla |
|---|---|---|---|
| Sovraccarico elettrico | Uffici, casse, retro negozio | Prese sufficienti, niente multiprese in cascata, apparecchi spenti a fine giornata | Preposto o addetto antincendio, giro di chiusura |
| Quadro elettrico | Locali tecnici, ripostigli | Spazio libero davanti al quadro, niente depositi nel locale, pulizia | Addetto, con verifica dell'impresa elettrica |
| Ricarica batterie | Magazzino, officina, uffici | Area dedicata e ventilata, caricatori adatti, ricariche sorvegliate | Responsabile di reparto |
| Lavori a caldo | Officine, manutenzioni, lavori edili interni | Permesso di lavoro, rimozione dei combustibili, estintore a portata, sorveglianza dopo la fine | Chi autorizza il lavoro |
| Apparecchi di cottura | Cucine, bar, laboratori alimentari | Pulizia di cappe e filtri, spegnimento a fine servizio, estintore adatto agli oli | Responsabile di cucina |
| Fumo | Aree di carico, esterni, bagni | Divieto segnalato, posacenere sicuri in area esterna dedicata | Preposti |
| Stracci impregnati | Officine, verniciature, falegnamerie | Contenitori metallici chiusi, svuotamento regolare | Operatore, verifica del preposto |
| Accumulo di imballaggi | Retro, corridoi, aree esterne | Smaltimento regolare, distanza da fonti di calore e da pareti esterne | Addetto, controllo periodico |
La tabella va adattata: non tutte le righe esistono in ogni azienda, e in alcune attività compaiono cause specifiche come polveri combustibili, gas in bombole o liquidi infiammabili, trattate nella pagina su depositi, archivi e materiali infiammabili.
Come portare le cause nel DVR
Nel DVR la parte antincendio deve elencare pericoli concreti, non categorie generiche. Una frase come «rischio di incendio da apparecchiature elettriche» non aiuta nessuno; «multipresa sotto la cassa 2 alimenta registratore, stampante e stufetta» indica il problema e porta direttamente alla misura.
Un metodo semplice in quattro passaggi:
- Fate un giro dei locali con l'elenco delle cause della tabella e annotate ogni situazione reale, con foto.
- Per ciascuna scrivete la misura: eliminare (togliere la stufetta), separare (spostare i cartoni dal quadro), controllare (giro di chiusura serale).
- Indicate un responsabile, anche solo come ruolo, e una frequenza di controllo.
- Ripetete il giro quando cambiano layout, materiali o lavorazioni, e comunque almeno una volta l'anno, ad esempio in occasione della prova di evacuazione.
Le misure che richiedono spesa o tempo entrano nel programma di miglioramento con una scadenza. Le verifiche ricorrenti confluiscono nella checklist antincendio per piccole attività.
Esempio: un negozio di articoli per la casa
Esempio: negozio di 250 m² con 4 addetti e un retro di 60 m² usato come magazzino. Il giro di verifica trova tre situazioni. Nel retro gli scatoloni vuoti sono accatastati contro il quadro elettrico. Alla cassa una multipresa alimenta quattro apparecchi, compresa una stufetta. Fuori dalla porta posteriore c'è il contenitore della carta, accanto alla zona dove i dipendenti fumano.
Le misure: spazio libero davanti al quadro, segnato a pavimento; ritiro della carta più frequente; stufetta eliminata e presa aggiuntiva fatta installare da un'impresa abilitata; area fumatori spostata lontano dal contenitore e dalla porta, con posacenere metallico. Il responsabile del giro di chiusura serale è il preposto di turno. Costo modesto, tre inneschi realistici eliminati.
Errore tipico in ispezione
L'errore più frequente è un DVR che elenca correttamente le cause in astratto mentre i locali mostrano l'opposto: estintore coperto da scatoloni, uscita di emergenza usata come deposito, multiprese a catena. Chi ispeziona non legge solo il documento, guarda i locali; una valutazione smentita da ciò che si vede dimostra che le misure non sono state attuate.
Il secondo errore è dimenticare le attività occasionali. Un DVR che non dice nulla su come si gestiscono i lavori a caldo delle imprese esterne lascia scoperta una delle cause più insidiose. Il coordinamento con chi lavora nei vostri locali è trattato nella pagina sui rischi interferenti.
Domande frequenti
Quali sono le cause di incendio più frequenti negli uffici?
Negli uffici gli inneschi tipici sono elettrici: multiprese collegate in serie, apparecchi lasciati accesi, cavi danneggiati, stufette portatili, caricabatterie inadatti. Il combustibile è di solito carta: archivi, scatoloni, imballaggi. Le misure più efficaci sono semplici: spegnimento a fine giornata, prese sufficienti senza adattatori a catena, archivi lontani da quadri e apparecchi termici, controllo periodico di cavi e spine.
Il divieto di fumo nei luoghi di lavoro è sempre obbligatorio?
Nei locali chiusi il fumo è vietato dall'art. 51 della legge 3/2003 sulla tutela dei non fumatori, salvo i locali riservati ai fumatori realizzati con i requisiti previsti. Ai fini antincendio, il minicodice chiede il rispetto del divieto di fumo dove previsto. Nelle aree esterne con materiali combustibili, come le zone di carico, conviene stabilire un divieto anche all'aperto e un'area fumatori dedicata.
Cosa si intende per autocombustione degli stracci?
Gli stracci impregnati di oli vegetali, impregnanti per legno o alcune vernici possono ossidarsi e scaldarsi da soli. Se sono ammucchiati, il calore non si disperde e la temperatura può salire fino all'accensione, anche ore dopo la fine del lavoro. La misura è conservarli in contenitori metallici con coperchio e svuotarli regolarmente, seguendo le indicazioni della scheda dati di sicurezza del prodotto.
Chi deve controllare che le cause di incendio siano tenute sotto controllo?
L'obbligo di valutare e prevenire il rischio è del datore di lavoro. Il controllo quotidiano si affida di solito ai preposti e agli addetti antincendio, che con il giro di verifica controllano uscite, estintori, apparecchi spenti e materiali fuori posto. Le responsabilità vanno scritte nel DVR indicando ruolo e frequenza: senza un responsabile il controllo tende a non essere fatto.
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