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Guida Sicurezza 81

Deposito di materiali infiammabili: norme, soglie e archivi

Deposito di materiali infiammabili e archivi: soglie del DPR 151/2011, regole di stoccaggio, separazione, bombole, segnaletica e checklist pratica.

Un deposito di materiali infiammabili in azienda deve rispettare due livelli di regole. Sopra le soglie dell'Allegato I del D.P.R. 151/2011, ad esempio liquidi infiammabili oltre 1 m³ o carta oltre 5.000 kg, l'attività è soggetta ai Vigili del Fuoco. Sotto le soglie valgono comunque le misure del DVR: quantità minime, separazione, ventilazione, niente inneschi.

Due domande da farsi subito

Chi ha un magazzino, un archivio o una scorta di prodotti infiammabili deve rispondere a due domande distinte. La prima: le quantità superano le soglie dell'Allegato I del D.P.R. 151/2011? Se sì, l'attività è soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco e richiede le procedure del regolamento, con l'assistenza di un tecnico antincendio. La seconda: anche sotto soglia, il deposito cambia la valutazione del rischio incendio? Spesso sì, perché il test del basso rischio del minicodice esclude i luoghi con quantità significative di combustibili o di sostanze pericolose.

Il test completo e il metodo di valutazione sono nella pagina sulla valutazione del rischio incendio nei luoghi di lavoro. Qui si approfondiscono soglie e regole pratiche di stoccaggio.

Le soglie del D.P.R. 151/2011 più frequenti nelle PMI

Il regolamento di prevenzione incendi elenca 80 attività soggette; il testo e le procedure sono illustrati nella pagina del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sul D.P.R. 151/2011. Queste sono le voci che riguardano più spesso depositi e archivi delle piccole imprese:

Attività n.Cosa riguardaSoglia di assoggettabilità
3Depositi e rivendite di gas infiammabili in recipienti mobili (bombole)Gas compressi: capacità geometrica complessiva pari o superiore a 0,75 m³; gas disciolti o liquefatti, come GPL o acetilene: pari o superiore a 75 kg
4Depositi di gas infiammabili in serbatoi fissiCompressi: pari o superiore a 0,75 m³; liquefatti: pari o superiore a 0,3 m³
12Depositi e rivendite di liquidi infiammabili e combustibili, oli lubrificanti e diatermiciCapacità geometrica complessiva superiore a 1 m³
34Depositi di carta, cartoni e prodotti cartotecnici, archivi di materiale cartaceo, bibliotecheOltre 5.000 kg
36Depositi di legnami, legna da ardere, paglia, fieno, sughero e prodotti affiniOltre 50.000 kg, esclusi i depositi all'aperto con distanze di sicurezza esterne superiori a 100 m
70Locali adibiti a depositiSuperficie lorda oltre 1.000 m² con merci e materiali combustibili complessivamente oltre 5.000 kg

Due precisazioni. Per i liquidi conta la capacità geometrica dei contenitori: dieci fusti da 200 litri fanno 2 m³ anche se sono mezzi vuoti. E le soglie si sommano per tutta l'attività, non per singolo locale. Un negozio con superficie lorda oltre 400 m², servizi e depositi compresi, rientra inoltre nell'attività n. 69, quindi il magazzino conta anche nel calcolo della superficie di vendita.

Regole di stoccaggio sotto soglia

Il minicodice indica tra le misure preventive minime il «corretto deposito ed impiego dei materiali combustibili, di sostanze e miscele pericolose» e la ventilazione degli ambienti dove sono presenti sostanze infiammabili (D.M. 3 settembre 2021, Allegato I, punto 4.3, nel testo pubblicato dai Vigili del Fuoco). In pratica:

Liquidi infiammabili

  • In reparto solo la quantità necessaria per il turno o la giornata; il resto in un deposito o in un armadio di sicurezza per infiammabili, come quelli conformi alla norma UNI EN 14470-1.
  • Contenitori originali, chiusi, etichettati; nessun travaso in bottiglie anonime.
  • Vasca di raccolta per gli sversamenti e materiale assorbente vicino.
  • Locale ventilato, lontano da quadri elettrici, apparecchi termici e postazioni di saldatura.
  • Separazione dai prodotti incompatibili, come gli ossidanti, secondo la sezione 7 della scheda dati di sicurezza. Il registro delle sostanze presenti aiuta a non perdere il conto: vedi la pagina sul registro dei prodotti chimici.

Bombole di gas

  • In posizione verticale, assicurate contro la caduta con catene o rastrelliere.
  • Piene e vuote separate e identificate, cappellotto di protezione montato quando non sono in uso.
  • Lontane da fonti di calore e dal sole diretto, preferibilmente all'esterno in area protetta e ventilata.
  • Nei locali interrati o seminterrati i gas più pesanti dell'aria, come il GPL, ristagnano: vanno evitati.

Carta, cartoni e imballaggi

  • Scaffalature stabili, con corridoi liberi e spazio sufficiente sotto il soffitto, soprattutto se ci sono rivelatori o impianti di spegnimento.
  • Niente depositi nelle vie d'esodo, sotto le scale, nei locali tecnici o davanti ai quadri elettrici.
  • Imballaggi vuoti smaltiti con regolarità, non accumulati in attesa del ritiro.

Segnaletica ed estintori

All'ingresso del deposito servono i cartelli di divieto di fumare e di usare fiamme libere e, se ci sono liquidi o gas infiammabili, il cartello di avvertimento per materiale infiammabile, secondo il Titolo V del D.Lgs. 81/08. I criteri di scelta e posizionamento sono nella pagina sulla segnaletica antincendio.

Il minicodice chiede di collocare estintori anche in prossimità degli ambiti a rischio specifico, citando come esempi depositi e archivi (Allegato I, punto 4.4). L'estintore va messo all'esterno o vicino all'ingresso del deposito, in modo da poterlo prendere senza entrare nel locale in fiamme.

Checklist del deposito

  1. Le quantità presenti sono sotto le soglie del D.P.R. 151/2011? Il calcolo è scritto e aggiornato?
  2. Il deposito è stato considerato nella valutazione del rischio incendio, anche ai fini del basso rischio?
  3. I liquidi infiammabili sono in armadio o locale dedicato, chiusi, etichettati, con vasca di raccolta?
  4. Le bombole sono fissate, separate piene e vuote, lontane da calore?
  5. Vie d'esodo, porte e quadri elettrici sono liberi da merce?
  6. Cartelli di divieto e di avvertimento presenti, estintore vicino all'accesso?
  7. Il deposito rientra nel giro di sorveglianza registrato?

Gli aspetti di organizzazione del magazzino, come scaffalature e movimentazione, sono trattati nella pagina su magazzini e depositi.

Esempio: archivio di uno studio professionale

Esempio: studio commerciale con 12 dipendenti e un archivio storico di pratiche in un locale seminterrato di 40 m². Scaffalature piene dal pavimento al soffitto. Una stima prudente porta il peso della carta oltre 5.000 kg: l'archivio rientra nell'attività n. 34 ed è soggetto ai controlli dei Vigili del Fuoco, con le relative procedure. Le alternative sono ridurre la carta, digitalizzando e mandando al macero quanto non va conservato, oppure affidare l'archivio a un servizio esterno. Nel frattempo: niente prese multiple nel locale, estintore all'ingresso, porta sempre chiusa e locale incluso nel registro dei controlli.

Errore tipico in ispezione

Il DVR dichiara il luogo a basso rischio, ma nel retro ci sono fusti di diluente, taniche di carburante per il generatore e bancali di cartoni contro il quadro. Nessuno ha mai sommato le quantità. L'errore non è solo formale: se la somma supera una soglia, esercitare l'attività senza gli adempimenti di prevenzione incendi è punito anche penalmente dall'art. 20 del D.Lgs. 139/2006; in ogni caso la valutazione è smentita da ciò che si trova nei locali.

Domande frequenti

Quante taniche di benzina o solvente si possono tenere in azienda?

Il D.P.R. 151/2011 rende soggetti ai Vigili del Fuoco i depositi di liquidi infiammabili o combustibili con capacità geometrica complessiva superiore a 1 m³, cioè 1.000 litri di capacità dei contenitori. Sotto questa soglia non c'è un numero libero: la quantità va ridotta al necessario e valutata nel DVR, perché anche scorte minori possono escludere il basso rischio del minicodice e richiedono armadio o locale dedicato.

Un archivio cartaceo in ufficio è soggetto ai Vigili del Fuoco?

Lo diventa quando la carta supera 5.000 kg: l'attività n. 34 del D.P.R. 151/2011 comprende espressamente gli archivi di materiale cartaceo. Sotto soglia resta un ambito a rischio specifico da gestire nella valutazione, con estintore nelle vicinanze, niente inneschi elettrici nel locale e accessi liberi. Conviene stimare il peso con il fornitore delle scaffalature o con un tecnico, senza andare a occhio.

L'armadio di sicurezza per infiammabili è obbligatorio?

Nessuna norma lo impone in ogni caso, ma è la soluzione più semplice per conservare piccole quantità di liquidi infiammabili nel luogo di lavoro senza un locale dedicato. Diventa una misura necessaria quando la valutazione lo richiede, ad esempio perché i prodotti stanno vicino a postazioni di lavoro o vie d'esodo. Gli armadi conformi alla UNI EN 14470-1 hanno una resistenza al fuoco dichiarata.

Si possono tenere bombole di GPL in un locale interrato?

È da evitare. Il GPL è più pesante dell'aria: in caso di perdita si accumula in basso e nei locali interrati non trova sfogo, creando un'atmosfera esplosiva. Le bombole vanno tenute preferibilmente all'esterno, in area protetta e ventilata, o comunque secondo le indicazioni della regola tecnica e del fornitore. Se le quantità superano le soglie dell'attività n. 3 serve il percorso di prevenzione incendi.

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