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Guida Sicurezza 81

Checklist rischio elettrico: documenti, impianto e uso

Checklist rischio elettrico per piccole imprese: documenti da avere, giro di controllo dei locali, qualifiche, imprese esterne e scadenzario annuale.

Una checklist rischio elettrico efficace ha tre parti: i documenti che devono esistere in archivio, un giro di controllo dei locali da ripetere con regolarità e uno scadenzario delle verifiche. Per ogni voce indica che cosa guardare, quale prova conservare e cosa fare se il controllo non è superato, con un rinvio alla pagina di approfondimento.

Come usare questa checklist

Il capitolo sul rischio elettrico contiene un elenco sintetico in dieci punti degli adempimenti principali. Questa pagina lo trasforma in uno strumento di lavoro: tabelle da stampare o copiare, divise per frequenza, con la colonna «evidenza», cioè il documento o l'annotazione che dimostra il controllo.

La compila il datore di lavoro, l'RSPP o un preposto incaricato. Le voci con esito negativo non si correggono con una spunta: si annotano con l'azione decisa, chi la esegue e quando. Il riferimento normativo è il Capo III del Titolo III del D.Lgs. 81/08, in particolare l'art. 80 sulla valutazione e le misure e l'art. 86 su verifiche e controlli, consultabili su Normattiva.

Parte 1: documenti da avere in archivio

Si controlla una volta e poi a ogni modifica dell'impianto, trasloco o cambio di attività.

VoceCosa verificareEvidenzaSe mancaApprofondimento
Dichiarazione di conformitàCopre l'impianto attuale, comprese le modifiche successiveDiCo con allegati obbligatoriChiedere copia all'installatore; solo per impianti realizzati prima del 27 marzo 2008 è ammessa la dichiarazione di rispondenza (DM 37/2008, art. 7, c. 6), per quelli successivi serve un intervento di un'impresa abilitata che rilasci una nuova DiCoDichiarazione di conformità
Messa a terraDichiarazione inviata secondo il DPR 462/2001Ricevuta di invioRicostruire con l'installatorePagina sulle verifiche periodiche
Ultima verifica periodicaVerbale presente, esito, scadenza successivaVerbale dell'organismo o di ASL/ARPAIncaricare subito un organismoVerifiche periodiche
FulminiValutazione della necessità di protezioneRelazione tecnica o valutazione nel DVRChiedere la valutazione a un tecnicoPillar del capitolo
Qualifiche PES e PAVAtto scritto per chi esegue lavori elettrici, oppure PEC che lavora fuori tensione o in prossimità sotto supervisione o sorveglianza di una PES o PAV (CEI 11-27)Lettera di attribuzione firmata o disposizione scritta che indica chi supervisionaSospendere i lavori elettrici interni finché manca la qualifica o la supervisioneChi può fare lavori elettrici
DVRRischio elettrico valutato con misure e responsabiliSezione del DVRAggiornare il DVRPillar del capitolo

Se l'azienda è in un locale in affitto, la voce «dichiarazione di conformità» spesso si risolve chiedendo copia al proprietario. Resta però al datore di lavoro l'obbligo di sapere che l'impianto che usa è conforme.

Parte 2: giro di controllo dei locali

Il giro si fa con frequenza stabilita dal datore di lavoro, ad esempio mensile in un laboratorio e trimestrale in un ufficio, e dopo ogni riorganizzazione degli spazi. Per ogni voce: conforme, non conforme, azione.

Quadri e impianto fisso

  1. Quadri chiusi, con sportelli integri e chiave custodita da chi è incaricato.
  2. Spazio libero davanti ai quadri, nessun materiale appoggiato o depositato nel locale.
  3. Interruttori identificati con etichette leggibili sul circuito che proteggono.
  4. Interruttore generale segnalato e raggiungibile per l'emergenza.
  5. Prese e interruttori a muro integri, fissati, senza tracce di bruciatura.
  6. Nessuna linea «volante» fissata a muri, scaffali o controsoffitti.

I dettagli su accesso, etichette e chiavi sono in quadri elettrici.

Uso quotidiano

  1. Nessuna multipresa in cascata o adattatore multiplo forzato.
  2. Stufette, bollitori e piastre collegati a presa a muro e spenti a fine giornata.
  3. Prolunghe svolte, non sotto porte o tappeti, non sui passaggi.
  4. Cavi delle attrezzature integri, senza nastro isolante.
  5. Apparecchi guasti etichettati «fuori servizio» e tolti dal posto di lavoro.
  6. Caricabatterie in area dedicata, lontano da materiale combustibile.

Le regole sono spiegate in prese, prolunghe e multiprese e nella pagina sulle attrezzature elettriche portatili.

Ambienti particolari

  1. Nelle zone di lavaggio, prese e apparecchi con grado di protezione adatto e sportelli chiusi.
  2. All'esterno, solo prese e prolunghe adatte all'aperto.
  3. In cantiere, quadro di cantiere integro e cavi protetti dal passaggio dei mezzi.

Per questi casi vale la pagina sugli ambienti umidi.

Parte 3: persone e imprese esterne

VoceDomanda di controlloEvidenza
Informazione ai lavoratoriI lavoratori sanno che non devono riparare apparecchi o aprire quadri, e a chi segnalare un guasto?Informativa firmata o verbale di riunione
PrepostoQualcuno ha il compito di togliere dal servizio gli apparecchi danneggiati?Incarico o mansionario
Elettricista esternoL'impresa è abilitata per gli impianti elettrici?Visura camerale
CoordinamentoPrima dei lavori si concorda quando sezionare le linee e come avvisare il personale?Verbale di coordinamento o DUVRI se dovuto
Lavori vicino a linee aereeLe distanze dell'Allegato IX sono valutate prima di usare gru o piattaforme?Procedura o valutazione specifica

Parte 4: scadenzario

Solo alcune frequenze sono fissate per legge; le altre sono scelte organizzative da scrivere nella procedura o nel DVR.

ControlloFrequenzaFonte
Verifica periodica della messa a terraOgni 5 anni; ogni 2 anni in cantieri, locali a uso medico, ambienti a maggior rischio in caso di incendio, luoghi con pericolo di esplosioneDPR 462/2001
Prova dei differenziali con il tasto di testSecondo le istruzioni del fabbricanteManuale dell'apparecchio
Giro di controllo dei localiStabilita dal datore di lavoroProcedura aziendale
Controlli periodici di utensili e prolungheStabilita in base all'usoProcedura e registro attrezzature
Riesame delle qualifiche PES e PAVA ogni cambio di mansione o dopo lunghi periodi di inattivitàBuona prassi
Revisione della sezione rischio elettrico del DVRA ogni modifica dell'impianto o delle lavorazioniArt. 29 D.Lgs. 81/08

Esempio: un negozio con laboratorio e 5 addetti ha l'impianto dal 2019 e nessun locale a regime particolare. Nello scadenzario segna la verifica della messa a terra a 5 anni dall'ultima, la prova mensile dei differenziali indicata sul quadro, il giro dei locali ogni tre mesi, abbinato al controllo degli estintori, e il controllo annuale degli utensili del laboratorio.

Errore tipico in ispezione

La checklist esiste, è compilata da anni con tutte le caselle spuntate, ma al sopralluogo si trovano un quadro aperto e una multipresa in cascata. Una checklist senza non conformità registrate e senza azioni correttive è poco credibile: l'evidenza utile è la voce trovata non conforme, corretta e chiusa con data e firma.

Domande frequenti

Chi deve compilare la checklist rischio elettrico?

Il datore di lavoro ne è responsabile, ma può incaricare l'RSPP, un preposto o un addetto alla manutenzione per i controlli. Per le voci documentali basta una persona che sappia leggere i documenti; per giudicare lo stato tecnico di quadri e impianto serve un tecnico o l'impresa elettrica di fiducia. L'esito va firmato da chi esegue il controllo.

Ogni quanto si fa il giro di controllo?

Nessuna norma fissa una frequenza unica per il giro dei locali: la decide il datore di lavoro in base all'attività. Un riferimento ragionevole è mensile dove si usano utensili e acqua, trimestrale negli uffici, sempre dopo traslochi, ristrutturazioni o nuove attrezzature. La frequenza scelta va scritta nella procedura, così il controllo diventa verificabile.

Cosa faccio se manca la dichiarazione di conformità?

Prima si chiede all'installatore o al proprietario dei locali. Se l'impianto è anteriore al 27 marzo 2008 e la dichiarazione non si trova, il DM 37/2008 consente una dichiarazione di rispondenza redatta da un professionista con i requisiti previsti, dopo sopralluogo e accertamenti. Per impianti successivi serve l'impresa che li ha realizzati, o un adeguamento con nuova dichiarazione.

La checklist sostituisce le verifiche dell'impianto?

No. Il giro di controllo intercetta i problemi visibili e d'uso, ma non misura la resistenza di terra né l'efficienza delle protezioni. Le verifiche del DPR 462/2001 restano obbligatorie e vanno affidate a un organismo abilitato o all'ASL o ARPA; la manutenzione dei quadri va affidata a personale qualificato.

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