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Guida Sicurezza 81

Impianto elettrico in ambienti umidi e bagnati: cosa serve

Impianto elettrico in ambienti umidi e bagnati: gradi IP da scegliere, differenziali, SELV, cantieri, esterni e luoghi conduttori ristretti, con esempi.

Negli ambienti umidi e bagnati l'acqua riduce la resistenza del corpo e del pavimento, quindi un guasto che altrove darebbe una scossa lieve può essere grave. L'impianto deve avere componenti con grado di protezione IP adatto agli spruzzi o ai getti presenti, prese protette da differenziali ad alta sensibilità e, nei casi più critici, alimentazione a bassissima tensione di sicurezza.

Quali ambienti contano come umidi o bagnati

Il capitolo sul rischio elettrico inquadra gli obblighi generali dell'art. 80 del D.Lgs. 81/08, che chiede di valutare anche «le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro» (art. 80). L'acqua è la più comune di queste condizioni. La norma impiantistica CEI 64-8 dedica la parte 7 agli ambienti e alle applicazioni particolari, con regole aggiuntive rispetto a quelle generali.

Nelle piccole imprese i casi ricorrenti sono:

  • locali con docce e bagni, compresi gli spogliatoi aziendali;
  • zone di lavaggio di cucine, laboratori alimentari, macellerie, lavanderie;
  • officine con lavaggio di veicoli o pezzi, autolavaggi;
  • celle frigorifere e locali con condensa;
  • aree esterne: cortili, piazzali, giardini, banchi di mercato;
  • cantieri edili e stradali;
  • ambienti agricoli e zootecnici;
  • luoghi conduttori ristretti: serbatoi, cisterne, cunicoli metallici, dove ci si muove a contatto con pareti conduttrici.

La classificazione dei locali è una scelta del progettista o dell'impresa installatrice. Il datore di lavoro deve però dare le informazioni corrette: se in un laboratorio si lava a terra con la lancia ogni sera, chi progetta l'impianto deve saperlo.

Il grado di protezione IP: come leggerlo

Il codice IP, definito dalla norma CEI EN 60529, è formato da due cifre. La prima indica la protezione contro i corpi solidi e la polvere, la seconda quella contro l'acqua. Una X al posto di una cifra significa che quella caratteristica non è dichiarata.

Seconda cifraProtezione contro l'acquaDove serve tipicamente
1-2Gocce verticali o poco inclinateLocali asciutti con rischio di condensa minimo
3PioggiaEsterni riparati
4Spruzzi da ogni direzioneBagni e docce, zone vicine ai lavelli, esterni
5Getti d'acquaLocali lavati con lancia o idropulitrice
6Getti potentiAutolavaggi, lavaggi industriali
7Immersione temporaneaComponenti in vasche o pozzetti allagabili

Il grado IP vale solo se il componente è chiuso come previsto: una presa IP55 con lo sportello rotto o lasciato aperto con la spina inserita non lo è più. Nei bagni e nelle docce la CEI 64-8 divide lo spazio in zone attorno alla vasca o al piatto doccia, con requisiti più severi man mano che ci si avvicina all'acqua.

Le misure di protezione: differenziali, SELV, separazione

Le misure più usate negli ambienti con acqua sono tre.

  1. Interruttore differenziale ad alta sensibilità, con corrente differenziale non superiore a 30 mA: interviene rapidamente se una corrente verso terra passa attraverso una persona. È una protezione addizionale, non sostituisce l'isolamento e la terra.
  2. Bassissima tensione di sicurezza, SELV: l'apparecchio è alimentato da un trasformatore di sicurezza a una tensione così bassa da non essere pericolosa nelle condizioni previste. È la soluzione per lampade portatili e utensili nei luoghi più critici.
  3. Separazione elettrica: un trasformatore di isolamento alimenta un solo apparecchio, separato dalla rete.

L'interruttore differenziale va provato periodicamente con il tasto di prova, come indicato dal fabbricante: è il controllo più semplice che una piccola azienda può fare da sé, annotando l'esito.

Cantieri, esterni e luoghi conduttori ristretti

Cantieri

In cantiere l'impianto è temporaneo, ma deve comunque essere realizzato da un'impresa abilitata con dichiarazione di conformità, e la messa a terra si verifica ogni 2 anni secondo il DPR 462/2001, come spiegato in verifiche periodiche. Le regole tecniche più rilevanti della CEI 64-8 per i cantieri:

  • circuiti delle prese con corrente nominale fino a 32 A protetti da differenziale con soglia non superiore a 30 mA, oppure alimentati in SELV o con separazione elettrica;
  • quadri di cantiere costruiti secondo la CEI EN 61439-4 (quadri ASC), con grado di protezione minimo IP44;
  • cavi per posa mobile in gomma adatti all'esterno e agli urti, protetti dal passaggio dei mezzi.

Gli obblighi documentali del cantiere sono nel capitolo su edilizia e cantieri.

Aree esterne

All'aperto si usano prese e apparecchi con grado di protezione almeno contro gli spruzzi, spine e prese industriali con coperchio, prolunghe in gomma. Le regole d'uso quotidiano sono in prese, prolunghe e multiprese. Un'insegna, un'illuminazione del piazzale o un cancello automatico sono parti dell'impianto: installazione e modifiche spettano a un'impresa abilitata.

Luoghi conduttori ristretti

Dentro un serbatoio metallico o un cunicolo umido il lavoratore tocca con ampie parti del corpo superfici conduttrici e non può allontanarsene facilmente. Qui la CEI 64-8 chiede che gli utensili portatili siano alimentati in SELV o con separazione elettrica, un solo apparecchio per ogni avvolgimento secondario del trasformatore, e che le lampade portatili siano in SELV. Il trasformatore resta fuori dal luogo ristretto. Se il luogo è anche un ambiente confinato, si applicano le regole del DPR 177/2011 e la relativa formazione.

Esempi pratici

Esempio: un laboratorio di pasticceria lava i pavimenti con acqua ogni sera. Le prese a parete vicino ai lavelli sono domestiche, a 30 cm da terra. Il titolare chiede all'impresa elettrica di valutare il locale: le prese vengono spostate più in alto e sostituite con prese con grado di protezione adeguato e coperchio, e la linea è protetta da un differenziale da 30 mA. Le impastatrici restano collegate solo durante l'uso.

Esempio: un'officina di autoriparazione usa l'idropulitrice nel box di lavaggio. Il quadro di zona, la presa e la lampada del box hanno un grado di protezione contro i getti, e l'idropulitrice si collega senza prolunghe. La procedura scritta vieta di lavare con il getto in direzione del quadro.

Esempio: un'impresa di manutenzione deve pulire una cisterna metallica. Per l'illuminazione usa una lampada portatile in SELV con trasformatore lasciato all'esterno; i lavori di saldatura sono pianificati con una procedura specifica.

Errore tipico in ispezione

Una presa domestica con sportello rotto vicino al lavello, una multipresa appoggiata sul pavimento bagnato, un faro alogeno da interni usato sul piazzale. Sono situazioni che un controllo visivo trova in pochi minuti: la checklist rischio elettrico aiuta a includerle nel giro periodico.

Domande frequenti

Che grado IP serve per una presa all'esterno?

Dipende dall'esposizione. Sotto una tettoia può bastare una protezione contro gli spruzzi, mentre in un'area lavata con la lancia serve una protezione contro i getti. Conta anche lo sportello: il grado IP dichiarato vale con la presa chiusa o con la spina inserita secondo le istruzioni. La scelta spetta all'impresa installatrice, in base alle condizioni d'uso descritte dal datore di lavoro.

Il differenziale da 30 mA basta a rendere sicuro un ambiente bagnato?

No. È una protezione addizionale, molto efficace, ma non sostituisce isolamento, grado di protezione adeguato, collegamento a terra e un uso corretto. Inoltre va provato periodicamente con il tasto di prova: un differenziale che non interviene dà una falsa sicurezza. Nei luoghi più critici, come i luoghi conduttori ristretti, servono misure ulteriori come la SELV.

Cos'è la SELV e quando si usa?

È un sistema a bassissima tensione di sicurezza: l'apparecchio è alimentato da un trasformatore di sicurezza a una tensione che non è pericolosa nelle condizioni previste. Si usa per lampade portatili e utensili nei luoghi conduttori ristretti, in vasche e serbatoi e in altri ambienti dove il contatto con superfici bagnate o metalliche è inevitabile.

La verifica della messa a terra in un cantiere è diversa?

La procedura è la stessa del DPR 462/2001, ma la periodicità è biennale invece che quinquennale. Le regole sui cantieri del Titolo IV sono nel testo del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro dell'impresa che gestisce l'impianto di cantiere conserva la dichiarazione di conformità, la invia come previsto e richiede la verifica periodica se il cantiere dura oltre due anni.

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