Sostituzione delle sostanze pericolose: metodo ed esempi
Sostituzione delle sostanze pericolose (artt. 225 e 235 D.Lgs. 81/08): metodo in sei passi, esempi per piccole imprese e come motivarla nel DVR.
La sostituzione delle sostanze pericolose è la prima misura che il D.Lgs. 81/08 chiede quando il rischio chimico non è basso e irrilevante: prima di aspirazioni e DPI, il datore di lavoro verifica se un prodotto o un processo meno pericoloso può fare lo stesso lavoro. Per cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione l'obbligo è più stringente.
Cosa chiedono gli articoli 225 e 235
La logica della valutazione e il giudizio di rischio basso e irrilevante sono spiegati nella guida al rischio chimico. La sostituzione compare già tra i principi generali dell'art. 15, che chiede di sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non lo è o lo è meno. Nel Titolo IX diventa un obbligo con un ordine preciso.
Per gli agenti chimici pericolosi, l'art. 225, comma 1, si applica quando il rischio non è basso e irrilevante: il datore di lavoro deve in via prioritaria eliminare o ridurre il rischio sostituendo, se la natura dell'attività lo consente, l'agente o il processo con altri che nelle condizioni d'uso non sono pericolosi o lo sono meno. Solo se la sostituzione non è possibile si passa a misure tecniche, collettive, DPI e sorveglianza sanitaria.
Per cancerogeni, mutageni e, dopo il D.Lgs. 135/2024, sostanze tossiche per la riproduzione, l'art. 235 usa un criterio diverso: la sostituzione è dovuta ogni volta che è tecnicamente possibile, senza il filtro del rischio irrilevante.
| Aspetto | Agenti chimici pericolosi (Capo I) | Cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione (Capo II) |
|---|---|---|
| Quando scatta l'obbligo | se il rischio non è basso e irrilevante | sempre, se tecnicamente possibile |
| Criterio | se la natura dell'attività lo consente | se tecnicamente possibile |
| Se non si può sostituire | misure tecniche, collettive, DPI, sorveglianza | sistema chiuso; se non possibile, esposizione al più basso valore tecnicamente possibile |
| Come si riconoscono | pittogrammi e frasi H della scheda | tipicamente frasi H340, H350, H360 e simili |
Che cosa si può sostituire
Sostituire non significa solo cambiare marca. Le leve sono tre:
- il prodotto: una miscela con classi di pericolo meno gravi, o senza il componente più critico;
- la forma: granuli o paste al posto delle polveri, prodotti pronti all'uso al posto dei concentrati da diluire, pennello o rullo al posto dello spray, che genera nebbie respirabili;
- il processo: pulizia meccanica al posto della sverniciatura chimica, lavaggio ad acqua calda o a ultrasuoni al posto del solvente, sistemi di dosaggio automatici al posto dei travasi a mano.
Spesso la seconda e la terza leva danno più risultati della prima, perché riducono l'esposizione anche quando il prodotto resta lo stesso.
Il metodo in sei passi
- Individuare i candidati. Dal registro dei prodotti chimici si estraggono i prodotti con i pericoli più gravi: cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione, sensibilizzanti per la pelle o le vie respiratorie, corrosivi, solventi molto volatili e infiammabili.
- Definire la funzione. Che cosa deve fare il prodotto: sgrassare quale sporco, su quale materiale, in quanto tempo. Senza questa definizione ogni alternativa sembra peggiore.
- Cercare le alternative. Fornitore attuale, altri fornitori, associazioni di categoria, schede tecniche di settore.
- Confrontare. Pericoli dalla sezione 2 delle schede, volatilità, quantità necessaria, nuovi rischi introdotti, resa tecnica.
- Provare. Un periodo di prova su una postazione, con il parere di chi lavora.
- Decidere e documentare. Si aggiorna il DVR, si archivia la nuova scheda, si informano e formano i lavoratori, come previsto quando si introducono nuove sostanze.
Esempio di confronto: lo sgrassaggio in officina
Esempio: un'officina di 6 addetti sgrassa pezzi meccanici con un solvente idrocarburico in vaschetta aperta, circa due ore al giorno. Il confronto con due alternative si può riassumere così.
| Criterio | Solvente attuale | Sgrassante a base acquosa | Lavapezzi a ultrasuoni con detergente |
|---|---|---|---|
| Pericoli principali | infiammabile, vapori irritanti, rischio in caso di aspirazione | spesso irritante per occhi e pelle | irritante per occhi e pelle secondo il detergente |
| Esposizione per inalazione | elevata con vaschetta aperta | bassa | bassa, vasca chiusa |
| Rischio incendio | sì | di norma no | di norma no |
| Nuovi rischi | nessuno | tempi di asciugatura, possibile ruggine | rumore, consumo elettrico |
| Resa tecnica | buona | da provare su grassi pesanti | buona sui pezzi piccoli |
La scelta ragionevole può essere mista: lavapezzi per la maggior parte dei pezzi, solvente solo per i casi residui, con banco aspirato come descritto nella pagina sulla ventilazione nel rischio chimico.
Esempi tipici nelle piccole imprese
| Situazione di partenza | Alternativa da valutare | Attenzione a |
|---|---|---|
| Vernici a solvente | vernici all'acqua | i prodotti all'acqua possono contenere conservanti sensibilizzanti: leggere le frasi H |
| Sverniciatori chimici | rimozione meccanica o termica controllata | polveri e rumore della rimozione meccanica |
| Disinfettanti spray | prodotti pronti all'uso in flacone o salviette | efficacia dichiarata per l'uso previsto |
| Detergenti concentrati travasati a mano | sistemi di dosaggio chiusi | manutenzione dei dosatori |
| Polveri da pesare | granuli, paste, confezioni predosate | compatibilità con il processo |
| Prodotti con diisocianati | prodotti senza diisocianati, dove disponibili | se si mantengono, il REACH richiede una formazione specifica per gli utilizzatori professionali |
Approfondimenti per settore sono nelle pagine su vernici, solventi e colle e sui prodotti per le pulizie. Alcune sostanze sono inoltre già limitate o soggette ad autorizzazione dal Regolamento REACH, negli Allegati XIV e XVII: se un prodotto in uso le contiene, la sostituzione può diventare necessaria per ragioni che vanno oltre la sicurezza sul lavoro.
Come documentare la scelta nel DVR
Il DVR deve mostrare che la sostituzione è stata considerata, non solo dichiararlo. Per ogni prodotto critico conviene una scheda breve con:
- prodotto attuale e pericoli principali;
- alternative valutate, con la fonte;
- esito della prova, se fatta;
- decisione e motivazione: sostituito, sostituito in parte, non sostituibile per ragioni tecniche precise;
- data della prossima verifica, perché il mercato cambia.
Per gli agenti del Capo II la motivazione della non sostituibilità è ancora più importante: senza di essa non si giustificano il sistema chiuso o le misure di riduzione successive.
Errore tipico in ispezione
Il DVR riporta la frase «non sono disponibili prodotti alternativi» per tutti i prodotti, senza indicare quali alternative siano state cercate. Un secondo errore è sostituire senza aggiornare nulla: nuova scheda non archiviata, tabella DPI rimasta quella del vecchio prodotto, lavoratori non informati.
Domande frequenti
La sostituzione è obbligatoria anche se il rischio chimico è irrilevante?
L'art. 225 non si applica quando la valutazione conclude per un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute. Resta però il principio generale dell'art. 15, che chiede di sostituire ciò che è pericoloso con ciò che lo è meno. Per cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione il giudizio di irrilevanza non è utilizzabile e vale l'art. 235.
Un prodotto all'acqua è sempre meno pericoloso di uno a solvente?
Non sempre. Riduce di solito il rischio di incendio e l'inalazione di vapori, ma può contenere conservanti o altri componenti sensibilizzanti per la pelle. Il confronto va fatto leggendo le sezioni 2 e 3 delle due schede di sicurezza e considerando come il prodotto verrà usato: quantità, durata, spruzzatura o pennello.
Chi decide se un'alternativa è tecnicamente valida?
Il datore di lavoro, con il supporto del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e, dove nominato, del medico competente. È utile coinvolgere chi usa il prodotto ogni giorno e il fornitore. La decisione va scritta nel DVR con le prove fatte, così da poterla rivedere quando compaiono nuovi prodotti sul mercato.
Dopo la sostituzione bisogna rifare tutta la valutazione?
No, ma va aggiornata la parte che riguarda il prodotto sostituito: nuova scheda di sicurezza, nuovo giudizio per le mansioni interessate, DPI e procedure coerenti. I lavoratori vanno informati sul nuovo prodotto e sui suoi pericoli, che possono essere diversi da quelli conosciuti, anche se complessivamente minori.
Approfondisci nella guida
Vai alla guida completa: Rischio chimico: come si fa la valutazione in azienda →Iscriviti alla newsletter
Una email al mese con aggiornamenti normativi, nuove guide e checklist pratiche. Niente spam.