Registro prodotti chimici in azienda: come impostarlo
Registro prodotti chimici in azienda: perché serve per l'art. 223, quali colonne inserire, quando aggiornarlo e differenza con il registro di esposizione.
Nessuna legge impone un «registro dei prodotti chimici», ma senza un elenco dei prodotti non si fa la valutazione richiesta dall'art. 223 del D.Lgs. 81/08: è l'inventario che lega ogni prodotto alla sua scheda di sicurezza, ai reparti e alle mansioni. Il registro di esposizione dell'art. 243, per cancerogeni, mutageni e reprotossici, è un'altra cosa.
Perché serve se la legge non lo nomina
L'art. 223 chiede al datore di lavoro di determinare preliminarmente l'eventuale presenza di agenti chimici pericolosi e di valutarne i rischi tenendo conto di proprietà, schede di sicurezza, quantità, modalità e durata dell'esposizione. Non prescrive un formato, ma tutte queste informazioni devono stare da qualche parte, ed è difficile tenerle in ordine senza una tabella unica.
Il capitolo sul rischio chimico indica il censimento dei prodotti come primo passo della valutazione. L'elenco descritto qui è lo strumento che lo rende stabile: si compila una volta con un giro completo dei locali, poi si aggiorna invece di ricominciare da capo a ogni revisione del DVR. Serve anche per altri scopi: la scelta dei DPI per il rischio chimico, lo stoccaggio, l'informazione ai lavoratori e la gestione dei rifiuti.
Le colonne da inserire
Un foglio di calcolo basta. Le colonne che seguono coprono quello che serve alla valutazione e a un controllo, senza appesantire il lavoro.
| Colonna | Contenuto | Perché serve |
|---|---|---|
| N. progressivo | Numero della riga | Collega la riga al file della scheda di sicurezza |
| Nome commerciale | Come scritto in etichetta | Identificare il prodotto senza ambiguità |
| Fornitore | Ragione sociale e contatto | Chiedere schede e informazioni (art. 223, c. 4) |
| Data revisione SDS | Data indicata nella scheda | Dimostrare che si usa la versione in vigore |
| Pittogrammi e frasi H | Codici dalla sezione 2 | Primo filtro di pericolosità |
| Frasi critiche | H340, H350, H360 e altre di categoria 1A o 1B | Segnalare subito i prodotti del Capo II |
| Reparto e luogo di stoccaggio | Laboratorio, magazzino, furgone | Sapere dove si trova e verificare le incompatibilità |
| Mansioni che lo usano | Ruoli, non nomi | Collegare il prodotto alla valutazione per mansione |
| Modalità d'uso | Pennello, spruzzo, immersione, travaso | Stimare l'esposizione |
| Quantità | Consumo mensile o annuo e scorta massima | Stimare l'esposizione e limitare le quantità in reparto |
| DPI indicati | Dalla sezione 8 | Verificare che siano disponibili |
| Esito della valutazione | Riferimento al paragrafo del DVR | Mostrare che ogni prodotto è stato valutato |
| Stato | In uso, in esaurimento, dismesso | Tenere pulito l'archivio |
I nomi dei lavoratori non servono in questo elenco: si indicano le mansioni, e chi ricopre ciascuna mansione risulta dall'organigramma e dai documenti del personale. Lo stesso principio vale per le schede dati di sicurezza: l'elenco indica la data della revisione, il file della scheda sta nell'archivio collegato.
Esempio di due righe, per un'impresa che fa manutenzione di impianti:
| N. | Prodotto | Pericoli | Mansioni | Uso | Quantità | Esito |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | Sgrassatore spray per contatti | GHS02, GHS07; H222, H336 | Manutentori elettrici | Spruzzo, pochi minuti al giorno, anche in quadri chiusi | 2 bombolette al mese | Rischio non basso per la sicurezza: misure specifiche per lo stoccaggio e l'uso in ambienti chiusi |
| 12 | Detergente per pavimenti | Nessun pittogramma | Addetta pulizie | Diluizione in secchio | 5 litri al mese | Non classificato; verificato che non presenta rischi per modalità d'uso |
Come costruirlo la prima volta
- Giro completo dei locali: magazzino, reparti, ripostigli delle pulizie, furgoni, locale caldaia e cantiere se presente. Si fotografano le etichette di tutto quello che si trova, anche dei prodotti che sembrano innocui.
- Separazione tra prodotti in uso e prodotti da eliminare. Flaconi vecchi, con etichette illeggibili o con i simboli arancioni pre-CLP finiscono in una lista a parte per lo smaltimento.
- Raccolta delle schede di sicurezza in vigore per ogni prodotto in uso, chiedendo quelle mancanti ai fornitori.
- Compilazione delle colonne, partendo dalla sezione 2 della scheda per i pericoli e dall'intervista agli addetti per modalità e quantità.
- Aggiunta degli agenti generati dalle lavorazioni, come polveri, fumi di saldatura o gas di scarico: non hanno una scheda ma vanno nell'elenco, in una sezione separata, perché l'art. 222 li considera agenti chimici pericolosi quando creano un rischio.
- Revisione con l'RSPP, che usa l'elenco per completare la valutazione del rischio chimico.
Quando aggiornarlo
L'elenco è affidabile solo se segue la realtà. I momenti di aggiornamento sono tre.
- A ogni nuovo prodotto pericoloso, prima del primo utilizzo: si aggiunge la riga, si archivia la scheda e si verifica se la valutazione della mansione cambia. I passaggi sono descritti nella pagina sull'aggiornamento del DVR per nuove sostanze.
- A ogni nuova revisione della scheda di un prodotto già in uso: si aggiorna la data e si confrontano le sezioni 2 e 8.
- Almeno una volta l'anno, con un controllo sul posto: si confrontano elenco e scaffali, si tolgono i prodotti dismessi e si aggiungono quelli entrati senza passare dall'ufficio acquisti.
La cadenza annuale non è fissata dalla legge, che all'art. 223, comma 7, parla di aggiornamento periodico e in occasione di notevoli mutamenti. È però una buona prassi, facile da inserire nel programma di miglioramento del DVR.
Registro di esposizione dell'art. 243: un'altra cosa
Il registro di esposizione esiste davvero come obbligo di legge, ma riguarda un caso preciso. L'art. 243 del D.Lgs. 81/08, modificato dal D.Lgs. 135/2024 per includere le sostanze tossiche per la riproduzione, prevede l'iscrizione dei lavoratori per i quali la valutazione degli agenti cancerogeni, mutageni o reprotossici ha evidenziato un rischio per la salute.
| Aspetto | Elenco dei prodotti chimici | Registro di esposizione (art. 243) |
|---|---|---|
| Base | Strumento per la valutazione dell'art. 223 | Obbligo espresso di legge |
| Chi riguarda | Tutti i prodotti e gli agenti presenti | Solo i lavoratori esposti a cancerogeni, mutageni, reprotossici con rischio per la salute |
| Contenuto | Prodotti, pericoli, usi, quantità | Per ogni lavoratore: attività svolta, agente utilizzato e, se noto, valore dell'esposizione |
| Chi lo tiene | Datore di lavoro, con l'RSPP | Il datore di lavoro lo istituisce e aggiorna, tramite il medico competente |
| Trasmissioni | Nessuna | Copia all'INAIL e all'organo di vigilanza competente, con aggiornamenti periodici; trasmissione all'INAIL alla cessazione del rapporto o dell'attività |
Se l'elenco dei prodotti fa emergere una frase H340, H350 o H360, o un processo come l'esposizione a polvere di legno duro, il tema passa al medico competente e all'RSPP per la valutazione del Capo II: il registro di esposizione è una conseguenza di quella valutazione, non un modulo da compilare in autonomia. Le regole sulle cartelle sanitarie sono nella pagina sulla documentazione delle esposizioni.
Errore tipico in ispezione
L'elenco allegato al DVR riporta 20 prodotti, ma negli armadi se ne trovano 35, tra cui un disincrostante corrosivo comprato al supermercato e uno spray infiammabile tenuto nel furgone. L'organo di vigilanza ne deduce che la valutazione non copre tutti gli agenti presenti. Il secondo errore frequente è chiamare «registro di esposizione» l'elenco dei prodotti: sono documenti con funzioni e destinatari diversi.
Domande frequenti
Il registro dei prodotti chimici è obbligatorio?
Non esiste un modulo obbligatorio con questo nome. È obbligatoria la valutazione dell'art. 223, che richiede di conoscere quali agenti chimici pericolosi sono presenti, in che quantità e come vengono usati. Un elenco ordinato è il modo più semplice per dimostrarlo; in sua assenza l'informazione deve comunque risultare dal DVR in modo completo.
Vanno inseriti anche i prodotti non pericolosi?
Conviene inserirli, segnandoli come non classificati, almeno quando sono usati in quantità rilevanti. Così si dimostra che sono stati considerati e si evita di doverli rivalutare a ogni controllo. Per i prodotti non classificati va comunque verificato che non creino un rischio per il modo in cui sono usati, per esempio se nebulizzati o riscaldati.
Chi deve tenere aggiornato l'elenco?
La responsabilità della valutazione è del datore di lavoro. In pratica conviene affidare l'aggiornamento a chi gestisce gli acquisti o il magazzino, con la regola che nessun prodotto pericoloso entra in reparto senza scheda e senza riga nell'elenco. L'RSPP verifica l'elenco a ogni revisione della valutazione.
Per quanto tempo si conservano le versioni precedenti?
Per l'elenco dei prodotti non c'è un termine di legge. Conviene conservare ogni versione insieme alla revisione del DVR che l'ha usata, così da poter ricostruire nel tempo quali prodotti erano presenti. Le regole di conservazione del registro di esposizione sono invece fissate dall'art. 243, come spiegato nella guida alla cartella sicurezza aziendale.
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