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Guida Sicurezza 81

Errori nella valutazione dei rischi: i più frequenti e i rimedi

Errori nella valutazione dei rischi: dodici sbagli tipici delle piccole imprese, cosa comportano in caso di controllo o infortunio e come correggerli.

Gli errori più frequenti nella valutazione dei rischi sono quattro famiglie: lasciare fuori una parte del lavoro reale, stimare i rischi con il metodo sbagliato, scrivere misure che nessuno attua, non aggiornare il documento. Quasi tutti nascono dal non rispettare la definizione di legge: una valutazione «globale e documentata» di tutti i rischi, collegata a un programma di miglioramento.

Da dove nascono gli errori: la definizione di legge

La guida su come si fa la valutazione dei rischi descrive il metodo in cinque passi e cita gli sbagli tipici di chi valuta per la prima volta. Questa scheda li riprende in modo sistematico, aggiungendo per ciascuno che cosa comporta e come si corregge.

L'art. 2, comma 1, lett. q, del D.Lgs. 81/08 definisce la valutazione dei rischi come «valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori», finalizzata a individuare le misure adeguate e a elaborare il programma per migliorare nel tempo i livelli di salute e sicurezza. Il testo è su Normattiva, art. 2 D.Lgs. 81/2008. Ogni parola della definizione corrisponde a un gruppo di errori.

  • Globale: riguarda l'intera organizzazione in cui i lavoratori prestano attività, non solo la sede o le lavorazioni principali.
  • Documentata: deve essere scritta in modo che un terzo possa capire come si è arrivati alle conclusioni.
  • Di tutti i rischi: compresi quelli che l'art. 28, comma 1, nomina espressamente, come lo stress lavoro-correlato e i rischi per le lavoratrici in gravidanza.
  • Finalizzata alle misure e al programma: una valutazione che non produce azioni concrete è incompleta.

Il caso estremo, il documento scaricato o copiato da un'altra azienda, è trattato nella scheda sul DVR copiato da internet. Qui si parla degli errori che si trovano anche in documenti fatti in buona fede.

Dodici errori, conseguenze e rimedi

ErroreConseguenzaCome correggerlo
Valutare solo la sede, dimenticando cantieri, sedi dei clienti, consegne e trasferteRischi stradali, di interferenza e di lavoro isolato senza misureElencare tutti i luoghi in cui si lavora, anche saltuariamente
Valutare il lavoro ordinario e non pulizie, manutenzioni, avviamenti, emergenzeRestano fuori le fasi in cui la macchina si usa fuori dalla routine, spesso le più esposteAggiungere per ogni attrezzatura le fasi non produttive
Omettere stress lavoro-correlato, gravidanza, differenze di genere, età, provenienza, tipologia contrattualeViolazione diretta dell'art. 28, comma 1Una sezione per ciascun tema, anche quando la conclusione è un rischio basso
Dimenticare stagisti, somministrati, soci lavoratori, apprendistiPersone esposte senza formazione né misurePartire dall'elenco reale di chi lavora, non dal libro unico
Scrivere le conclusioni senza il criterio usatoIl documento non è verificabile e manca la lettera a dell'art. 28, comma 2Dichiarare metodo, scale e soglie in una pagina iniziale
Usare la matrice P per D al posto delle valutazioni specificheRumore, vibrazioni, chimico e carichi restano senza la valutazione richiesta dai titoli specificiApplicare i metodi previsti e riportare gli esiti nel DVR
Contare misure che esistono solo sulla cartaRischio sottostimato, misure contestabili in ispezioneStimare il rischio con le misure effettivamente presenti e funzionanti
Assegnare a tutto lo stesso livelloNessuna priorità, programma inutilizzabileRivedere le scale finché distinguono i rischi davvero diversi
Ignorare quasi infortuni e segnalazioni dei lavoratoriProbabilità stimate a tavolinoRaccogliere gli episodi e riconsiderare le stime
Misure senza responsabile, scadenza e verificaMancano le lettere c e d dell'art. 28, comma 2Una riga per misura con chi, cosa, quando, come si controlla
Non coinvolgere RSPP, medico competente quando previsto, RLSViolazione dell'art. 29 e valutazione meno accurataCollaborazione e consultazione documentate prima della firma
Non aggiornare dopo cambiamenti o infortuniDVR che descrive un'azienda che non esiste piùRielaborazione entro 30 giorni per le modifiche significative, gli infortuni significativi e gli esiti rilevanti della sorveglianza sanitaria (art. 29, comma 3); per le modifiche minori, aggiornare le sezioni interessate. Misure aggiornate subito

Tre errori della tabella meritano un approfondimento, perché sono i più difficili da vedere per chi non è tecnico.

Gli errori di perimetro: la valutazione non è globale

Il perimetro sbagliato è l'errore più insidioso perché non si nota leggendo il documento: si nota solo confrontandolo con il lavoro reale. Un DVR può essere impeccabile per il laboratorio e non dire nulla del dipendente che due volte a settimana consegna con il furgone o del tecnico che lavora presso i clienti.

Lo stesso vale per le persone. L'art. 28, comma 1, chiede di considerare i gruppi esposti a rischi particolari e lo stress lavoro-correlato. Una sezione assente non è un rischio basso: è un rischio non valutato. Per lo stress esiste una metodologia specifica, spiegata nella guida allo stress lavoro-correlato; per gravidanza, età e lavoratori stranieri, la scheda sul perché la valutazione deve considerare le persone.

Gli errori di stima: metodo dichiarato e metodo giusto

La legge lascia al datore di lavoro la scelta del criterio, ma chiede di dichiararlo (art. 28, comma 2, lett. a, su Normattiva). Due errori ricorrono. Il primo è non scrivere il criterio: si trovano solo tabelle con numeri, senza spiegare che cosa significa probabilità 2 o danno 3. Il secondo è usare un criterio generale dove la legge ne richiede uno specifico, per esempio stimare il rumore «medio» con la matrice invece di confrontare l'esposizione con i valori di azione.

Come scegliere e scrivere il criterio è spiegato nella scheda sui criteri di valutazione. Un controllo semplice: se togli le tabelle, il documento spiega ancora perché un rischio è alto e un altro basso? Se la risposta è no, la valutazione non è davvero documentata.

Gli errori sulle misure e sull'aggiornamento

Una valutazione corretta può fallire nell'ultimo passo, quando le misure restano formule come «sensibilizzare il personale». Come riconoscerle e riscriverle è spiegato nella scheda sulle misure di prevenzione generiche nel DVR.

L'altro errore frequente è considerare il DVR un documento chiuso. L'art. 29, comma 3, chiede di rielaborarlo in occasione di modifiche significative del processo produttivo o dell'organizzazione, dell'evoluzione della tecnica, di infortuni significativi o quando la sorveglianza sanitaria lo richiede, entro 30 giorni; le misure vanno aggiornate subito. Per un'azienda nuova il termine per elaborare il documento è di 90 giorni dall'inizio dell'attività (art. 28, comma 3-bis). Le regole sono nella guida all'aggiornamento del DVR.

Esempio: tre errori nello stesso documento

Esempio: un'impresa di installazione di impianti elettrici con cinque addetti ha un DVR con una buona valutazione del rischio elettrico e delle attrezzature in magazzino. Rileggendolo con la tabella, emergono tre errori.

  1. Il documento non parla dei cantieri: eppure i tecnici lavorano tutti i giorni presso clienti, su scale e in quadri elettrici di terzi.
  2. Manca la valutazione dello stress, perché «in cinque non ce n'è bisogno»: ma l'obbligo vale per tutte le aziende.
  3. Il programma di miglioramento indica «aggiornare la formazione» senza nomi né date, mentre due tecnici hanno l'attestato scaduto.

Nessuno dei tre richiede di rifare il documento da capo: servono una sezione sul lavoro presso terzi, la valutazione dello stress e una tabella del programma con responsabili e scadenze.

Autoverifica in otto domande

  1. Il DVR copre tutti i luoghi in cui si lavora, anche saltuariamente?
  2. Per ogni attrezzatura considera anche pulizia, manutenzione e guasti?
  3. Ci sono le sezioni su stress lavoro-correlato, gravidanza e gruppi particolari?
  4. Tutte le persone che lavorano, con qualsiasi contratto, si ritrovano in una mansione?
  5. Il criterio di stima è scritto e comprensibile?
  6. Rumore, vibrazioni, chimico e carichi, se presenti, hanno una valutazione specifica?
  7. Ogni misura ha responsabile, scadenza e modalità di verifica?
  8. Dopo l'ultimo cambiamento importante, il documento è stato aggiornato?

Domande frequenti

Un errore nella valutazione rende il DVR inesistente?

Dipende dalla gravità. Un errore isolato, come una mansione descritta male, si corregge con un aggiornamento. Se invece mancano interi rischi o il documento non corrisponde all'azienda, la valutazione può essere considerata non effettuata. Per il datore di lavoro questo rientra nell'art. 55, comma 1, cioè arresto da tre a sei mesi o ammenda che, per le violazioni dal 6 ottobre 2023, va da 3.559,60 a 9.112,57 euro.

Che cosa significa che la valutazione deve essere globale?

Significa che deve riguardare tutti i rischi presenti nell'organizzazione in cui le persone lavorano, non solo quelli della lavorazione principale. Comprende quindi le attività fuori sede, le fasi accessorie come pulizia e manutenzione, i rischi organizzativi come lo stress e le condizioni delle singole persone. Una valutazione parziale, anche se ben fatta, non soddisfa la definizione dell'art. 2.

Gli errori del consulente sono responsabilità mia?

Sì, nei confronti degli organi di vigilanza. La valutazione dei rischi è un obbligo non delegabile del datore di lavoro, che firma il documento e ne risponde. Il consulente può rispondere verso l'azienda sul piano contrattuale, ma questo non evita la contestazione. Per questo conviene rileggere il documento con l'autoverifica prima di firmarlo e chiedere correzioni per iscritto.

Ogni quanto conviene ricontrollare la valutazione?

Oltre agli aggiornamenti obbligatori entro 30 giorni dagli eventi significativi, è utile un riesame almeno annuale. Basta ripercorrere le otto domande dell'autoverifica, confrontare l'elenco di mansioni, attrezzature e prodotti con la situazione reale e controllare lo stato delle misure programmate. Un riesame breve e regolare costa meno di una revisione completa fatta dopo un controllo.

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