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Guida Sicurezza 81

DVR fac simile scaricabile: perché copiarlo è un rischio

DVR fac simile scaricabile: perché un DVR copiato o generico equivale a nessuna valutazione, come se ne accorge l'ispettore e come usare bene un modello.

Un DVR fac simile scaricabile va bene solo come modello vuoto da compilare sulla tua azienda. Un DVR già compilato per un'altra impresa, o scritto in modo generico, non dimostra alcuna valutazione: in ispezione può essere contestato come valutazione non effettuata o documento incompleto, con le contravvenzioni dell'art. 55 a carico del datore di lavoro.

Modello vuoto o DVR già compilato

Su internet circolano due tipi di file che spesso vengono confusi. Il primo è un modello vuoto: una griglia con le sezioni da riempire, come quella delle procedure standardizzate o di uno strumento guidato. Il secondo è un DVR già compilato, di solito per un settore generico come «bar» o «ufficio», in cui basta cambiare la ragione sociale.

Il primo è uno strumento legittimo. Il secondo non lo è, perché l'art. 28 del D.Lgs. 81/08 chiede la valutazione di «tutti i rischi» presenti nella tua azienda e l'art. 2 definisce la valutazione come «globale e documentata», cioè fatta su luoghi, mansioni, attrezzature e persone reali. Un testo scritto per un'altra realtà documenta, nel migliore dei casi, i rischi di qualcun altro. La disciplina generale del documento è riassunta nella guida al DVR documento di valutazione dei rischi.

Lo stesso vale per il DVR generico prodotto da un consulente che riutilizza un testo standard: non conta chi lo ha copiato, conta che il documento non descrive la tua azienda.

Perché un DVR generico equivale a nessuna valutazione

Il DVR è la prova di un'attività. Se il contenuto non corrisponde all'azienda, manca la prova che l'attività sia stata svolta. Per questo un documento copiato espone a contestazioni anche quando è formalmente completo, firmato e datato.

Cosa trova l'ispettoreCome può essere qualificatoNorma di riferimento
Documento che descrive un'altra azienda o nessuna in particolareValutazione dei rischi non effettuataart. 29 c. 1, sanzionato dall'art. 55 c. 1 lett. a (arresto o ammenda)
Relazione senza criteri o con rischi presenti omessiDVR privo della lettera a dell'art. 28 c. 2art. 55 c. 4 (ammenda)
Misure generiche, nessun programma, nessun responsabileDVR privo delle lettere b, c o dart. 55 c. 3 (ammenda)
Mansioni a rischio specifico non individuateDVR privo della lettera fart. 55 c. 4 (ammenda)
Documento non aggiornato ai cambiamenti realiMancato aggiornamentoart. 29 c. 3, sanzionato dall'art. 55 c. 3

La qualificazione dipende dal caso concreto e la decide l'organo di vigilanza. Ciò che conta per il datore di lavoro è che il risparmio iniziale non protegge da nessuna di queste ipotesi. Per le contravvenzioni con ammenda alternativa all'arresto si applica di norma la prescrizione: si regolarizza entro un termine e si paga una somma ridotta, ma il DVR va comunque rifatto.

Il problema più serio arriva dopo un infortunio. In quel caso il documento viene letto per capire se il rischio che ha causato l'evento era stato valutato e quali misure erano previste. Un DVR copiato quasi sempre non lo prevede, e questo pesa nel procedimento penale per lesioni o omicidio colposo, nell'eventuale azione di regresso dell'INAIL e, per le società, nella responsabilità dell'ente prevista dal D.Lgs. 231/2001. Le ragioni per cui la carta da sola non basta sono approfondite nella scheda su quando la documentazione non basta.

Come l'ispettore riconosce un DVR copiato

Non serve un'analisi lunga. Bastano un giro nei locali, un paio di domande ai lavoratori e il confronto con gli altri documenti dell'azienda. I segnali più comuni sono questi.

  1. Nomi e luoghi sbagliati. Un'altra ragione sociale in una pagina interna, un indirizzo diverso, una città mai frequentata.
  2. Attrezzature inesistenti. Il documento parla di forni a legna, carrelli elevatori o affettatrici che in azienda non ci sono, e ignora quelle che ci sono.
  3. Mansioni che non coincidono. I lavoratori intervistati descrivono compiti che il DVR non menziona, come le consegne a domicilio o il lavoro serale da soli.
  4. Prodotti chimici diversi. L'elenco delle sostanze non corrisponde a quelle in magazzino e mancano le schede di sicurezza.
  5. Tutto basso, tutto uguale. Ogni rischio è valutato allo stesso livello, senza un criterio dichiarato.
  6. Misure senza data né responsabile. Frasi come «formare il personale» o «utilizzare DPI idonei» senza dire quali, per chi, entro quando.
  7. Incoerenza con gli altri documenti. Il DVR prevede la sorveglianza sanitaria ma non c'è un medico competente, oppure prevede DPI senza traccia di consegna e addestramento.

Gli stessi controlli li può fare il titolare prima che arrivi qualcun altro. La guida su come leggere un DVR ricevuto dal consulente li traduce in domande semplici, e quella su misure concrete o formule generiche aiuta a riconoscere le frasi vuote.

Come usare correttamente un modello

Un modello ben scelto fa risparmiare tempo, a patto di trattarlo come uno schema da riempire. Le fonti affidabili sono due. La prima è la modulistica delle procedure standardizzate del Decreto interministeriale 30 novembre 2012, utilizzabile dalle aziende fino a 50 lavoratori salvo le esclusioni dell'art. 29, comma 7: le condizioni sono spiegate nella scheda sul DVR standardizzato. La seconda sono gli strumenti OiRA promossi dall'Agenzia europea per la sicurezza e salute sul lavoro e, in Italia, dall'INAIL, che guidano la valutazione settore per settore.

Il procedimento corretto, con qualunque modello, segue questi passi.

  1. Descrivi l'azienda com'è oggi: locali, orari, numero di addetti, lavori svolti presso terzi.
  2. Elenca le mansioni reali e assegna ogni lavoratore ad almeno una.
  3. Fai l'inventario di attrezzature, macchine, veicoli e prodotti chimici, con le relative schede di sicurezza.
  4. Per ogni mansione individua i pericoli, compresi stress lavoro-correlato, gravidanza, lavoratori giovani o stranieri, lavoro in solitario.
  5. Dichiara il criterio con cui stimi il rischio e applicalo a ogni voce.
  6. Scrivi le misure già attuate e quelle da attuare, con responsabile e scadenza.
  7. Consulta l'RLS o l'RLST, firma e dai data certa al documento.

Esempio: il titolare di un piccolo negozio di ferramenta con 3 commessi scarica la modulistica delle procedure standardizzate. Nella sezione dei pericoli aggiunge la movimentazione di sacchi e lastre in magazzino, l'uso della scala per gli scaffali alti e la taglierina per i tubi, che nessun modello di «negozio» generico avrebbe previsto. Il risultato è un documento più breve di molti DVR scaricati, ma riferito alla sua attività. Come organizzare le sezioni in modo leggibile è spiegato nella guida alla struttura di un DVR comprensibile.

Se ti accorgi di avere già un DVR copiato, la soluzione non è correggere qualche nome. Serve una nuova valutazione, con sopralluogo, consultazione e data certa, senza retrodatare nulla.

Domande frequenti

Esiste un DVR fac simile gratuito e legale?

Esistono modelli vuoti gratuiti e legittimi: la modulistica delle procedure standardizzate del DM 30 novembre 2012 e gli strumenti OiRA per vari settori. Sono schemi da compilare sulla propria azienda, non documenti pronti. Un DVR già compilato per un'altra impresa, anche se gratuito, non soddisfa l'art. 28 perché non descrive i tuoi rischi reali.

Se cambio solo intestazione e nomi, il DVR scaricato diventa valido?

No. Il problema non è l'intestazione ma il contenuto: luoghi, mansioni, attrezzature, prodotti e misure devono essere quelli della tua azienda. Un documento adattato solo nei dati anagrafici resta generico e, in caso di controllo o di infortunio, non dimostra che la valutazione sia stata fatta. Va compilato partendo dalla realtà aziendale.

Il consulente mi ha consegnato un DVR generico: cosa posso fare?

Chiedi per iscritto una revisione che descriva l'azienda reale, indicando gli errori trovati: mansioni, attrezzature, prodotti, misure senza responsabile. Le correzioni di errori di fatto rientrano normalmente nell'incarico. Nel frattempo ricorda che la responsabilità verso gli organi di vigilanza resta tua: non firmare un documento che non corrisponde alla tua attività.

Un DVR copiato è peggio di nessun DVR?

Sul piano delle sanzioni può essere trattato in modo simile, perché un documento che non descrive l'azienda può essere qualificato come valutazione non effettuata. Sul piano pratico è un rischio in più: dà al titolare la falsa impressione di essere in regola e lo porta a non adottare le misure che una valutazione reale avrebbe indicato.

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