Misure di prevenzione generiche nel DVR: come riconoscerle
Misure di prevenzione generiche nel DVR: come riconoscere le formule vuote, i segnali da controllare e come riscriverle con chi, cosa ed entro quando.
Una misura di prevenzione è generica quando potrebbe stare nel DVR di qualunque azienda: «formare il personale», «usare DPI idonei», «mantenere in efficienza le attrezzature». È concreta quando dice che cosa si fa, su quale attrezzatura o mansione, chi lo fa, entro quando e come si verifica. Se manca anche uno di questi elementi, va chiesta una riscrittura.
Perché le misure generiche sono un problema concreto
La guida su come verificare un DVR fatto dal consulente propone una prova dei 30 minuti per l'intero documento. Questa scheda si ferma su un solo punto, quello in cui i documenti preparati in serie cedono più spesso: le misure di prevenzione e protezione.
L'art. 28, comma 2, del D.Lgs. 81/08 chiede tre cose distinte. La lettera b vuole l'indicazione delle misure attuate e dei DPI adottati a seguito della valutazione; la lettera c il programma delle misure per migliorare nel tempo i livelli di sicurezza; la lettera d le procedure per attuarle e i ruoli aziendali che devono provvedervi, affidati a persone con competenze e poteri adeguati. Il testo è consultabile su Normattiva, art. 28 D.Lgs. 81/2008.
Una formula come «sensibilizzare i lavoratori» non soddisfa nessuna delle tre. Non dice che cosa è già in atto, non programma nulla, non assegna nulla a nessuno. In più non serve a chi lavora: un capo reparto che la legge non sa che cosa deve fare lunedì mattina.
Il test delle cinque domande
Per ogni misura del documento prova a rispondere a cinque domande. Se la risposta non si trova nel testo, la misura è generica.
- Cosa si fa, esattamente? Un'azione osservabile, non un'intenzione.
- Dove o per chi? Quale attrezzatura, quale locale, quale mansione.
- Chi la realizza o la fa rispettare? Un ruolo o un nome, non «l'azienda».
- Quando? Una data di scadenza o una frequenza.
- Come si controlla che sia stata fatta e che funzioni? Un registro, una firma, un sopralluogo.
Le prime due domande riguardano soprattutto la lettera b, le ultime tre le lettere c e d. Un DVR può avere misure concrete nella sostanza ma un programma senza responsabili e scadenze: anche questo va corretto. Il modo di impostare la tabella del programma è nella scheda sul programma di miglioramento.
Formule generiche e come riscriverle
La tabella mette a confronto le formule che si incontrano più spesso con una possibile versione concreta. Gli esempi sono riferiti a un'officina meccanica con sei addetti; nel tuo DVR i contenuti cambieranno, ma la struttura della frase dovrebbe essere questa.
| Formula generica | Che cosa manca | Esempio di riscrittura |
|---|---|---|
| Formare e informare il personale sui rischi | Quale formazione, per chi, entro quando | Formazione specifica per i 4 meccanici sui rischi di mola, ponte sollevatore e oli, entro il 30 novembre; responsabile: titolare; prova: attestati in cartella |
| Utilizzare DPI idonei | Quali DPI, per quale operazione | Occhiali con protezione laterale alla mola e al trapano a colonna; guanti antitaglio per la manipolazione di lamiere; consegna con verbale firmato |
| Mantenere in efficienza macchine e attrezzature | Quali attrezzature, quale controllo, con che frequenza | Verifica mensile del carter e del fermo di emergenza della mola, annotata sul registro controlli dal capo officina |
| Rispettare le procedure aziendali | Quali procedure esistono | Procedura scritta di sollevamento con ponte, affissa accanto al ponte; verifica di applicazione trimestrale da parte del preposto |
| Garantire una adeguata pulizia degli ambienti | Chi pulisce, cosa, quando | Rimozione di oli dal pavimento a fine turno con materiale assorbente; responsabile: addetto di turno; controllo a campione del titolare |
| Valutare l'opportunità di installare un impianto di aspirazione | Una decisione e una data | Preventivo per l'aspirazione alla postazione di saldatura entro gennaio, installazione entro aprile; responsabile: titolare |
L'ultima riga merita attenzione. Verbi come «valutare l'opportunità», «prevedere», «sensibilizzare» rimandano la decisione: se un rischio richiede un intervento, il programma deve dire quale e quando. Se invece l'intervento non si farà, il documento deve dirlo e spiegare con quali altre misure il rischio resta sotto controllo.
Gli altri segnali da controllare insieme alle misure
Una misura generica è spesso il sintomo di un problema più a monte: il consulente non ha visto, o non ha descritto, l'azienda reale. Per questo, mentre leggi le misure, conviene fare quattro verifiche collegate.
I luoghi descritti sono quelli reali
Le misure devono riferirsi ai locali che esistono: il magazzino con il soppalco, il retro senza finestre, l'area esterna dove si scaricano i furgoni, i cantieri o le sedi dei clienti. Se il DVR parla di «ambienti di lavoro conformi» senza nominarli, nessuna misura potrà essere specifica. Le regole sui locali sono nella guida ai luoghi di lavoro.
Le attrezzature sono quelle effettivamente usate
Confronta l'elenco con ciò che c'è davvero, comprese scale, transpallet, utensili portatili e furgoni. Un'attrezzatura citata ma mai posseduta indica testo riciclato; un'attrezzatura usata ma assente indica un rischio non valutato. In entrambi i casi le misure collegate sono da rivedere, come spiegato nella guida alle attrezzature di lavoro.
La formazione è coerente con i rischi
Se il DVR individua un rischio, la formazione specifica deve parlarne: l'art. 37 la riferisce ai rischi della mansione e alle misure e procedure conseguenti. Dal 2025 durata e contenuti dei corsi seguono il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. atti 59/CSR, GU n. 119 del 24 maggio 2025). Le mansioni con rischi specifici individuate ai sensi della lettera f dell'art. 28 richiedono anche l'addestramento, quando serve. Come organizzare i corsi è spiegato nella pagina su formazione e obblighi del datore di lavoro.
Le richieste di chiarimento vanno messe per iscritto
Quando trovi un segnale, annota pagina, frase e domanda. Una semplice tabella a tre colonne, «dove», «cosa ho trovato», «cosa chiedo», rende la revisione più rapida e lascia traccia delle correzioni richieste prima della firma. È lo stesso schema usato nella tabella dei segnali di copia-incolla della guida principale.
Esempio: dalla misura vaga alla riga del programma
Esempio: un negozio di alimentari con banco gastronomia e quattro addetti riceve un DVR in cui, per l'affettatrice, è scritto: «Rischio di taglio. Misure: formazione del personale, uso di DPI, manutenzione periodica.»
Applicando il test delle cinque domande, la misura diventa:
- uso dell'affettatrice riservato ai due addetti al banco addestrati, con addestramento registrato entro fine mese;
- guanto antitaglio obbligatorio durante la pulizia della lama, consegnato con verbale;
- pulizia solo a macchina spenta e spina staccata, con istruzione affissa vicino alla macchina;
- controllo settimanale del paralama e del pressamerce, annotato su un foglio di registro dal responsabile del banco;
- verifica del titolare a fine trimestre che il registro sia compilato.
Le righe sono cinque invece di una, ma ciascuna è verificabile da chiunque, ispettore compreso.
L'errore tipico in ispezione
Durante un controllo l'ispettore non si limita a leggere il DVR: confronta le misure scritte con quello che vede. Se il documento dice «uso obbligatorio di otoprotettori» e in reparto nessuno li indossa né risultano consegnati, la misura generica diventa una prova contro l'azienda. Paradossalmente, una misura vaga e non attuata espone più di una misura precisa ancora in programma con una scadenza credibile.
Sul piano sanzionatorio, l'art. 55, comma 3, punisce il datore di lavoro che adotta il documento senza gli elementi delle lettere b, c o d dell'art. 28, comma 2: per le violazioni dal 6 ottobre 2023 l'ammenda va da 2.847,69 a 5.695,36 euro, secondo il prospetto della nota INL n. 1159/2023. Perché un DVR fatto di formule equivalga a nessuna valutazione è spiegato nella scheda sul DVR copiato o scaricato.
Domande frequenti
Posso riscrivere io le misure senza tornare dal consulente?
Puoi proporre le correzioni, e anzi conviene, perché conosci l'azienda meglio di chiunque. Il documento però va rielaborato in collaborazione con l'RSPP e, quando c'è sorveglianza sanitaria, con il medico competente, e l'RLS va consultato. La strada più semplice è inviare al consulente le proposte per iscritto e chiedere una revisione datata e firmata.
Quante misure deve avere ogni rischio?
Non c'è un numero minimo. Un rischio modesto può avere una sola misura ben scritta; un rischio alto ne ha di solito diverse, tecniche, organizzative e personali. Conta che ogni misura risponda alle cinque domande e che, nel complesso, giustifichi il livello di rischio residuo dichiarato. Un elenco lungo di formule generiche vale meno di due righe precise.
Le misure già in atto vanno scritte nel DVR?
Sì. La lettera b dell'art. 28 chiede proprio le misure attuate e i DPI adottati. Scriverle serve anche a ricordare perché un rischio è stato valutato basso: se la protezione di una macchina viene tolta o la procedura abbandonata, il livello di rischio cambia. Indica per ciascuna come viene mantenuta nel tempo e chi la controlla.
Una misura con scadenza superata rende il DVR non valido?
Non automaticamente, ma è un segnale che il programma non viene seguito. Se una misura non è stata realizzata, va riprogrammata con una nuova data e una motivazione, e il documento aggiornato. Lasciare scadenze passate senza traccia suggerisce a un ispettore che il programma esiste solo sulla carta. Un registro degli aggiornamenti aiuta a dimostrare il contrario.
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