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Guida Sicurezza 81

Macchine marcate CE: obblighi del datore di lavoro e controlli

Macchine marcate CE: cosa garantisce il marchio e cosa no, documenti da chiedere, controlli alla consegna e novità del Regolamento macchine dal 2027.

Con una macchina marcata CE il datore di lavoro deve ricevere e conservare la dichiarazione CE di conformità e le istruzioni in italiano, controllare alla consegna che targhetta, ripari e comandi corrispondano, installarla secondo il manuale e verificare che sia adatta al lavoro. Il marchio attesta i requisiti di progetto, non che la macchina sia idonea o integra.

Cosa garantisce la marcatura CE

Il quadro generale degli obblighi è nel capitolo attrezzature di lavoro. Qui interessa il primo obbligo dell'art. 70 del D.Lgs. 81/08: mettere a disposizione attrezzature conformi alle norme che recepiscono le direttive di prodotto. Per le macchine la norma oggi è la Direttiva 2006/42/CE, recepita in Italia dal D.Lgs. 17/2010.

Con la marcatura CE il fabbricante dichiara, sotto la propria responsabilità, di aver progettato e costruito la macchina rispettando i requisiti essenziali di sicurezza, di aver redatto il fascicolo tecnico e di aver fornito le istruzioni. Nella maggior parte dei casi è un'autocertificazione: nessun ente terzo ha esaminato quel modello. Solo per alcune macchine particolarmente pericolose, elencate nell'Allegato IV della direttiva, la procedura può richiedere l'intervento di un organismo notificato.

Per il datore di lavoro questo significa che la marcatura CE è una condizione necessaria, non sufficiente. L'art. 71 gli chiede comunque di scegliere un'attrezzatura adatta al lavoro e all'ambiente, di installarla e usarla secondo le istruzioni, di mantenerla e di formare chi la usa.

La marcatura CE garantisceLa marcatura CE non garantisce
Che il fabbricante dichiara di aver rispettato i requisiti essenzialiChe la macchina sia adatta alla tua lavorazione e ai tuoi spazi
Che esistono un fascicolo tecnico e una valutazione dei rischi di progettoChe l'installazione sia corretta: dipende da chi la fa
Che le istruzioni descrivono uso previsto, rischi residui e manutenzioneChe non ci siano interferenze con le macchine già presenti
Un responsabile identificato a cui rivolgersiChe la macchina usata sia ancora integra dopo anni o modifiche
La libera circolazione nel mercato europeoChe non esistano difetti di progetto non rilevati

I documenti da pretendere

Prima del pagamento del saldo conviene verificare tre documenti. Sono il minimo che la direttiva impone al fabbricante e la prima cosa che un ispettore chiede.

La dichiarazione CE di conformità

È un documento firmato che deve contenere, secondo l'Allegato II della direttiva: ragione sociale e indirizzo del fabbricante; nome e indirizzo della persona autorizzata a costituire il fascicolo tecnico; descrizione e identificazione della macchina con denominazione, funzione, modello, tipo e numero di serie; dichiarazione di conformità alle direttive pertinenti; eventuale organismo notificato; norme armonizzate applicate; luogo, data, nome e firma di chi la sottoscrive. Una dichiarazione generica, senza numero di serie o riferita a un altro modello, non dimostra la conformità di quella macchina.

La targhetta

Sulla macchina devono comparire in modo leggibile e indelebile almeno ragione sociale e indirizzo del fabbricante, designazione della macchina, marcatura CE, serie o tipo, eventuale numero di serie e anno di costruzione. Il numero di serie della targhetta deve coincidere con quello della dichiarazione.

Le istruzioni in italiano

Le istruzioni devono essere fornite nella lingua del Paese di utilizzo: istruzioni solo in inglese o tedesco non bastano. Devono descrivere uso previsto, installazione, regolazioni, manutenzione, rischi residui e dispositivi di protezione. Come leggerle e usarle in formazione è spiegato nella scheda sul manuale d'uso e manutenzione.

Il caso della quasi-macchina

Un robot da integrare, un gruppo di comando o un'unità che svolge una funzione ma non funziona da sola sono quasi-macchine. Non portano la marcatura CE ai sensi della direttiva macchine (possono averla per altre norme, per esempio ATEX, ma quella marcatura non attesta la conformità come macchina): arrivano con una dichiarazione di incorporazione e con le istruzioni per l'assemblaggio. La macchina diventa completa, e marcabile CE, solo quando qualcuno la integra in un insieme e si assume il ruolo di fabbricante. Se quel qualcuno sei tu, valgono le regole descritte nella pagina sulle attrezzature autocostruite o modificate.

Controlli alla consegna: la checklist

La consegna è il momento migliore per contestare un difetto, perché la macchina non è ancora stata usata né modificata. Una verifica di mezz'ora evita mesi di discussioni.

  • Targhetta presente, con marcatura CE, anno e numero di serie leggibili
  • Numero di serie della targhetta uguale a quello della dichiarazione CE
  • Dichiarazione CE firmata, con le direttive pertinenti e le norme applicate
  • Istruzioni in italiano complete, comprese installazione e manutenzione
  • Ripari fissi e mobili montati, nessun interblocco escluso o ponticellato
  • Arresto di emergenza presente e funzionante, se previsto dal progetto
  • Pittogrammi e avvertenze sulla macchina leggibili
  • Requisiti di installazione verificati: ancoraggio, spazi liberi, alimentazione, aspirazione
  • Nessuna differenza tra la macchina consegnata e quella offerta, ad esempio accessori aggiunti dal rivenditore

Esempio: un laboratorio di pasticceria con 5 dipendenti riceve una nuova sfogliatrice. La dichiarazione CE riporta un numero di serie diverso da quello in targhetta e il manuale è in inglese. Il titolare annota le due difformità sul documento di trasporto, chiede al rivenditore la dichiarazione corretta e la traduzione, e non mette in servizio la macchina finché non le riceve. Il resto della sequenza è nella scheda sulla messa in servizio.

Macchina usata marcata CE

Una macchina usata immessa sul mercato con la marcatura CE la conserva, ma l'età conta. Chi vende deve consegnarla con dichiarazione CE e istruzioni, perché l'art. 23 del D.Lgs. 81/08 vieta di vendere o noleggiare attrezzature non rispondenti alle norme vigenti. Il datore di lavoro che la acquista deve però controllare che sia rimasta conforme: ripari originali presenti, nessuna modifica non documentata, comandi e dispositivi di sicurezza funzionanti.

Una macchina usata proveniente da un Paese extra UE e importata per la prima volta in Europa è invece trattata come immessa ora sul mercato: deve essere marcata CE secondo le regole in vigore al momento dell'importazione. Per le macchine costruite prima delle direttive vale un percorso diverso, descritto nella pagina sulle attrezzature vecchie.

Se la macchina CE si rivela pericolosa

Può succedere che una macchina marcata CE, usata correttamente, presenti un rischio dovuto a un requisito essenziale non rispettato. L'art. 70, comma 4, prevede che l'organo di vigilanza che lo accerta ne informi subito l'autorità di sorveglianza del mercato. Nei confronti del datore di lavoro utilizzatore procede con una prescrizione o con indicazioni per l'uso sicuro, mentre la verifica sul fabbricante segue un canale separato.

Nella pratica il datore di lavoro che si accorge del problema deve fermare o limitare l'uso, adottare una misura provvisoria, segnalare per iscritto il difetto al fabbricante e annotare tutto nel registro della macchina. Conviene evitare di correggere il progetto da soli: un intervento che cambia le funzioni di sicurezza può diventare una modifica con responsabilità da fabbricante.

Cosa cambia dal 20 gennaio 2027

Il Regolamento (UE) 2023/1230 sostituisce la direttiva macchine e si applica dal 20 gennaio 2027, come indicato anche dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro. Essendo un regolamento, vale direttamente in tutti gli Stati membri senza legge di recepimento.

Per chi acquista le novità pratiche sono tre. La dichiarazione si chiamerà dichiarazione UE di conformità. Le istruzioni potranno essere fornite in formato digitale, ma l'acquirente che al momento dell'acquisto chiede la copia cartacea ha diritto a riceverla gratuitamente entro un mese. Le macchine con software o funzioni di sicurezza basate su sistemi digitali avranno requisiti specifici. Le macchine già in servizio con marcatura CE secondo la direttiva restano regolari: non serve alcun adeguamento documentale.

Domande frequenti

La macchina marcata CE va comunque inserita nel DVR?

Sì. La marcatura riguarda il progetto, mentre il DVR valuta l'uso nella tua azienda: posizione, spazi, operatori, rumore, interferenze con altre lavorazioni. Se la macchina introduce rischi nuovi il documento va rielaborato entro 30 giorni, come spiegato nella scheda sull'aggiornamento del DVR per nuovi macchinari; le misure, invece, vanno applicate prima dell'uso.

Il rivenditore può darmi solo il manuale in inglese?

No. Le istruzioni devono essere fornite nella lingua del Paese in cui la macchina è usata, quindi in italiano. Se manca la traduzione va chiesta al fabbricante o al rivenditore prima della messa in servizio. Una traduzione fatta in proprio può aiutare l'addestramento, ma non sostituisce le istruzioni originali, di cui il fabbricante risponde.

Come capisco se una dichiarazione CE è valida?

Confrontala con la macchina. Deve indicare il fabbricante, il modello e il numero di serie della targhetta, le direttive applicabili, le norme seguite, la data e la firma di una persona identificata. Un documento senza numero di serie, senza firma o riferito a una gamma generica di prodotti va contestato e sostituito prima di mettere la macchina in servizio.

Dopo il 2027 devo rifare i documenti delle macchine che ho già?

No. Le macchine immesse sul mercato regolarmente secondo la direttiva 2006/42/CE conservano marcatura e dichiarazione. Il Regolamento si applica a quelle immesse sul mercato o messe in servizio da quella data in poi, e a chi modifica in modo sostanziale una macchina esistente, che da allora ne diventa fabbricante a tutti gli effetti.

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