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Guida Sicurezza 81

Attrezzature elettriche portatili: sicurezza e controlli

Attrezzature elettriche portatili e sicurezza: classi I, II e III, controlli prima dell'uso, cavi danneggiati, prove EN 50699 e registro dei controlli.

Le attrezzature elettriche portatili, come trapani, smerigliatrici, aspirapolveri e lampade, devono essere marcate CE, adatte all'ambiente d'uso e mantenute integre. Il datore di lavoro sceglie la classe di isolamento giusta, fa controllare l'apparecchio prima di ogni uso, toglie subito dal servizio quelli danneggiati e organizza controlli periodici registrati, anche strumentali dove l'uso è gravoso.

Quali obblighi valgono per gli apparecchi elettrici

Un utensile elettrico è un'attrezzatura di lavoro, quindi si applicano gli obblighi generali descritti nel capitolo sulle attrezzature di lavoro: conformità alle direttive di prodotto, uso secondo le istruzioni del fabbricante, idonea manutenzione. A questi si aggiunge il Capo III del Titolo III del D.Lgs. 81/08, sintetizzato nel capitolo sul rischio elettrico.

L'art. 80, comma 3, chiede al datore di lavoro di predisporre procedure di uso e manutenzione che garantiscano nel tempo il livello di sicurezza raggiunto; il comma 3-bis precisa che queste procedure tengono conto dei manuali delle apparecchiature e delle pertinenti norme tecniche (art. 80). In pratica la legge non fissa una frequenza unica di verifica per un trapano: la stabilisce il datore di lavoro, partendo dal manuale e dalle condizioni d'uso, e la mette per iscritto.

Classi di isolamento: come leggerle e quale scegliere

La classe di un apparecchio indica come protegge dai contatti indiretti, cioè dalla tensione che può comparire sull'involucro in caso di guasto.

ClasseCome proteggeCome si riconosceNote d'uso
IIsolamento principale più collegamento delle parti metalliche a terraSpina con contatto di terraSicura solo se cavo, spina e impianto di terra sono integri
IIDoppio isolamento o isolamento rinforzato, senza terraSimbolo del doppio quadrato in targaPreferibile per utensili portatili, soprattutto in cantiere e all'esterno
IIIAlimentazione a bassissima tensione di sicurezzaSimbolo dedicato, alimentatore o trasformatore di sicurezzaIndicata nei luoghi conduttori ristretti e dove l'acqua è presente

Per un utensile di classe I la sicurezza dipende da una catena: conduttore di protezione nel cavo, contatto di terra nella spina e nella presa, impianto di terra efficiente. Basta una prolunga senza terra o una spina forzata in una presa non compatibile per interromperla. La classe II elimina questa dipendenza ed è la scelta più semplice per l'uso itinerante. Gli utensili a batteria eliminano il cavo durante l'uso, ma il caricabatterie resta un apparecchio elettrico da controllare.

Controllo prima dell'uso: checklist

Il controllo visivo prima di ogni utilizzo è affidato a chi usa l'attrezzatura, dopo averlo formato su cosa guardare. Richiede un minuto:

  1. targa leggibile, marcatura CE, classe adatta all'ambiente di lavoro;
  2. cavo integro per tutta la lunghezza: niente tagli, schiacciature, parti scoperte o nastro;
  3. cavo ben fermo nel pressacavo, sia nell'utensile sia nella spina;
  4. spina senza crepe, contatti non piegati né anneriti;
  5. involucro senza rotture, viti mancanti o parti allentate;
  6. interruttore che funziona e ritorna in posizione, protezioni meccaniche presenti;
  7. nessun odore di bruciato, scintillio anomalo o surriscaldamento durante l'uso.

Se un punto non è superato, l'apparecchio si scollega, si etichetta «fuori servizio» e si consegna al preposto o all'incaricato. Le informazioni da dare ai lavoratori sulle attrezzature sono trattate in informazioni su macchine e attrezzature.

Cavi danneggiati e riparazioni

Il cavo di alimentazione è la parte che si rovina per prima: viene trascinato, schiacciato, piegato sempre nello stesso punto. Un cavo con la guaina tagliata non va riparato con il nastro isolante, che non ripristina l'isolamento e non resiste alla trazione.

La riparazione va affidata a una persona qualificata o al servizio di assistenza del fabbricante, con ricambi equivalenti. Su apparecchi economici la sostituzione è spesso la scelta più sensata. Dopo una riparazione, la buona tecnica prevede di verificare che le misure di protezione siano ancora efficaci prima di rimettere l'apparecchio in servizio: è l'oggetto della norma CEI EN 50678. Chi può eseguire questi interventi è spiegato in lavori elettrici: chi può farli.

Verifiche periodiche strumentali: buona tecnica

Due norme europee del 2020, recepite dal CEI, descrivono le prove sugli apparecchi elettrici collegati tramite spina o in modo permanente ai circuiti finali, entro limiti di tensione e corrente: la CEI EN 50678 per la verifica dopo riparazione e la CEI EN 50699 per le prove ricorrenti. Le prove comprendono, secondo il caso, la continuità del conduttore di protezione e la misura delle correnti di dispersione o di contatto, oltre all'esame a vista. Le norme escludono alcune famiglie di apparecchi, che hanno regole proprie, tra cui gli apparecchi elettromedicali e le saldatrici ad arco.

Nessuna legge italiana impone a una piccola impresa una frequenza fissa per queste prove. Sono uno strumento per dimostrare la manutenzione richiesta dall'art. 80 e hanno più senso dove l'uso è gravoso: cantieri, officine, noleggio interno di utensili tra squadre. Va distinta dalla verifica dell'impianto fisso, che segue la CEI 64-8 e, per la messa a terra, il DPR 462/2001.

SituazioneControllo visivo prima dell'usoControllo periodico documentatoProva strumentale
Ufficio, apparecchi fissi poco spostatiSì, da parte dell'utilizzatoreNel giro periodico dei localiDi solito non necessaria
Laboratorio o officina, utensili usati ogni giornoSìCon frequenza definita nella proceduraConsigliata secondo la CEI EN 50699
Cantiere, utensili condivisi tra squadreSìFrequente e registrataConsigliata, anche dopo ogni riparazione
Dopo una riparazioneSìAnnotazione nel registroPrevista dalla CEI EN 50678

La frequenza delle prove nella tabella non è un obbligo: è un criterio di priorità da adattare alla valutazione dei rischi.

Registro ed esempio pratico

L'art. 71 del D.Lgs. 81/08 prevede controlli periodici per le attrezzature soggette a deterioramenti che possono creare situazioni pericolose (comma 8) e chiede di riportarne i risultati per iscritto (comma 9); il testo è su Normattiva. Per gli utensili elettrici basta un elenco con codice, tipo, classe, data e esito dei controlli periodici, eventuali riparazioni e prove. Un modello è nella pagina sul registro delle attrezzature.

Esempio: un'officina di manutenzione con 6 addetti possiede 18 utensili portatili. Il titolare li numera, sostituisce i due ancora in classe I usati anche all'aperto con modelli in classe II, incarica il preposto di un controllo visivo mensile annotato e fa eseguire una volta l'anno le prove secondo la CEI EN 50699 da un'impresa che dispone dello strumento. Gli utensili che non superano la prova escono dall'elenco.

Errore tipico in ispezione

Una smerigliatrice con il cavo rattoppato con il nastro isolante, appesa al banco insieme alle altre. Non è solo un'attrezzatura difettosa: dimostra che il controllo prima dell'uso non si fa e che nessuno toglie dal servizio gli apparecchi danneggiati.

Domande frequenti

Le verifiche strumentali sugli utensili elettrici sono obbligatorie?

Non esiste una norma di legge che imponga una frequenza fissa a tutte le aziende. Il D.Lgs. 81/08 chiede procedure di uso e manutenzione che mantengano la sicurezza nel tempo, tenendo conto dei manuali e delle norme tecniche. Le prove della CEI EN 50699 sono il modo tecnico di dimostrarlo, e diventano opportune dove l'uso è gravoso o gli apparecchi sono condivisi.

Un utensile in classe II si può usare con una prolunga senza terra?

Sì, l'utensile in classe II non richiede il conduttore di protezione, quindi funziona in sicurezza anche con una prolunga senza terra, purché la prolunga sia integra e adatta all'ambiente. La stessa prolunga non va però usata per apparecchi di classe I, perché interromperebbe il collegamento a terra.

Chi può riparare un utensile elettrico guasto?

Una persona qualificata dal datore di lavoro, con competenze adeguate, oppure il servizio di assistenza del fabbricante. Il lavoratore che usa l'utensile si limita a segnalare il guasto e a non usarlo. Dopo la riparazione è buona tecnica verificare l'efficacia delle protezioni, come descrive la CEI EN 50678, e annotarlo nel registro.

Gli apparecchi da ufficio vanno controllati?

Sì, anche se il rischio è più basso. PC, stampanti, bollitori e lampade da tavolo sono apparecchi elettrici messi a disposizione dei lavoratori. Di solito bastano il controllo visivo da parte di chi li usa e un controllo periodico durante il giro dei locali, con attenzione a cavi schiacciati, spine danneggiate e multiprese sovraccariche.

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