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Guida Sicurezza 81

Obblighi sicurezza con il primo dipendente: quando scattano

Chi conta come lavoratore, cosa fare prima che il primo dipendente inizi e quali soglie (5, 15, 30, 50, 200) cambiano gli obblighi, con tabella.

Obblighi sicurezza con il primo dipendente: quando scattano — guida di Guida Sicurezza 81

Gli obblighi di sicurezza scattano con il primo lavoratore, cioè con la prima persona che svolge un'attività nella tua organizzazione, retribuita o no, anche solo per imparare un mestiere (art. 2 D.Lgs. 81/08). Da quel momento servono valutazione dei rischi, RSPP, formazione, gestione delle emergenze e, se il rischio lo richiede, medico competente.

Chi conta come lavoratore

L'art. 2, comma 1, lett. a, definisce lavoratore chi svolge un'attività lavorativa nell'organizzazione di un datore di lavoro, con o senza retribuzione, anche solo per apprendere un mestiere, un'arte o una professione. Esclusi solo gli addetti ai servizi domestici e familiari. Il tipo di contratto non conta: dipendente a tempo indeterminato, a termine, part-time, apprendista, intermittente.

La legge equipara ai lavoratori anche altre figure, tra cui:

  • il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta attività per conto della società;
  • i tirocinanti e i beneficiari di iniziative di alternanza scuola-lavoro;
  • gli allievi di istituti di istruzione e universitari quando usano laboratori, attrezzature o agenti pericolosi;
  • i volontari in alcuni ambiti, come protezione civile e vigili del fuoco.

Diverso è il caso dei componenti dell'impresa familiare e dei lavoratori autonomi: per loro l'art. 21 prevede obblighi più limitati, come usare attrezzature conformi e DPI e, nei cantieri e negli appalti, esporre il tesserino di riconoscimento. Se l'impresa familiare assume anche un solo dipendente, però, gli obblighi pieni ricadono sul titolare. I singoli casi sono trattati nelle schede su collaboratori familiari, soci lavoratori e stagisti e tirocinanti. Chi riveste il ruolo di datore di lavoro nelle diverse forme d'impresa è spiegato in chi è il datore di lavoro.

Cosa fare con il primo dipendente

Esempio: una parrucchiera titolare di ditta individuale, finora sola, assume la prima collaboratrice il 1° del mese. Questa è la sequenza minima, in ordine di urgenza.

  1. Prima dell'ingresso: valutare i rischi della mansione (prodotti chimici, posture, rischio elettrico) e decidere chi farà l'RSPP: la titolare stessa, dopo il corso previsto, o un professionista esterno.
  2. Prima dell'ingresso: verificare con il consulente se la valutazione richiede la sorveglianza sanitaria e, in caso positivo, nominare il medico competente e programmare la visita preventiva.
  3. Primo giorno, prima della mansione: formazione generale e specifica secondo l'Accordo Stato-Regioni 2025, informazione su emergenze e procedure, consegna dei DPI con ricevuta firmata.
  4. Primo giorno: organizzare primo soccorso e antincendio. Nelle aziende dell'Allegato II (artigiane, industriali e agricole fino a 30 lavoratori, pesca fino a 20, altre fino a 200) il datore di lavoro può svolgere direttamente questi compiti (art. 34, comma 1), con la relativa formazione, salvo le attività ad alto rischio dell'art. 31, comma 6.
  5. Prime settimane: informare la lavoratrice del diritto di eleggere un RLS; se non lo elegge, il riferimento è il rappresentante territoriale (RLST).
  6. Entro 90 giorni, se l'impresa è di nuova costituzione: completare il DVR scritto (art. 28, comma 3-bis).
  7. Da subito: tenere la documentazione in una cartella sicurezza aziendale ordinata.

Sul punto 6 attenzione: i 90 giorni valgono per la «costituzione di nuova impresa» e anche in quel caso il datore di lavoro deve effettuare subito la valutazione e dare immediata evidenza documentale delle misure adottate. Se l'attività esiste già da tempo e assume il primo dipendente, i 90 giorni non si applicano: il DVR deve essere pronto prima dell'ingresso del lavoratore. Un piano operativo è nel piano 30 giorni di regolarizzazione.

Le soglie che cambiano gli obblighi

Una volta superata la soglia del primo lavoratore, la maggior parte degli obblighi resta identica fino a dimensioni ben più grandi di una micro impresa. Alcuni numeri, però, cambiano le regole.

LavoratoriCosa cambiaRiferimento
da 1DVR, RSPP, formazione, emergenze, DPI, sorveglianza se previstaartt. 17, 18, 28, 37
meno di 3primo soccorso gruppo C, se l'azienda non rientra nel gruppo ADM 388/2003
3 o piùprimo soccorso gruppo B, se non rientra nel gruppo ADM 388/2003
oltre 5gruppo A di primo soccorso in alcuni settori a più alto indice infortunisticoDM 388/2003
fino a 15RLS eletto direttamente dai lavoratori o RLST; riunione periodica solo su richiesta dell'RLSartt. 35, 47, 48
oltre 15riunione periodica almeno annuale obbligatoria; RLS nell'ambito delle rappresentanze sindacaliartt. 35, 47
fino a 30il datore di lavoro può fare l'RSPP e svolgere primo soccorso, antincendio ed evacuazione in aziende artigiane, industriali e agricole (pesca fino a 20, altre aziende fino a 200)art. 34, comma 1, e Allegato II
fino a 50possibilità di usare le procedure standardizzate per il DVR, con esclusioniart. 29, commi 6 e 7
oltre 50servizio di prevenzione interno nelle industrie estrattive e nelle strutture di ricoveroart. 31, comma 6
fino a 200il datore di lavoro può fare l'RSPP nelle altre aziende, ad esempio commercio e serviziAllegato II
oltre 200servizio di prevenzione interno nelle aziende industriali; da 201 lavoratori servono 3 RLSartt. 31 e 47

Due avvertenze. La possibilità per il datore di lavoro di fare l'RSPP non vale in alcune attività, come le aziende a rischio di incidente rilevante, le centrali termoelettriche, le industrie estrattive e le strutture sanitarie. Anche le procedure standardizzate hanno esclusioni diverse per fascia: fino a 10 lavoratori sono escluse solo le aziende dell'art. 31, comma 6, lettere a, b, c, d e g (art. 29, comma 5); da 11 a 50 si aggiungono le aziende con rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni o da amianto (art. 29, comma 7), con l'eccezione dell'interpello 14/2013 per gli agenti chimici a rischio basso e irrilevante. Il testo delle norme richiamate è su Normattiva.

Il mito dei 10 dipendenti

Molti datori di lavoro credono ancora che fino a 10 dipendenti basti un'autocertificazione della valutazione dei rischi. Non è così dal 2013: la possibilità prevista dall'art. 29, comma 5, è terminata e oggi anche l'azienda con un solo dipendente deve avere un DVR scritto, eventualmente redatto con le procedure standardizzate. In ispezione, l'autocertificazione è considerata una valutazione mancante.

Come contare i lavoratori

Le soglie si calcolano con le regole dell'art. 4, non con il numero di persone presenti in un dato giorno. In sintesi:

  • alcune figure non si contano, ad esempio i collaboratori familiari, i tirocinanti e chi sostituisce un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto;
  • i part-time si contano in proporzione all'orario svolto rispetto al tempo pieno;
  • i lavoratori a termine e stagionali si contano in base al lavoro effettivamente svolto nell'arco dell'anno.

Non contare una persona ai fini delle soglie non significa escluderla dalla tutela: il tirocinante non entra nel conteggio per la riunione periodica, ma va formato, informato e dotato di DPI come ogni altro lavoratore.

Calcolo di esempio

Esempio: un negozio con 3 dipendenti a tempo pieno, 2 part-time al 50%, un tirocinante e una sostituta di maternità. Il conteggio dà 3 + 1 = 4 unità: il tirocinante e la sostituta non si contano, i due part-time valgono mezza unità ciascuno. L'azienda resta sotto le soglie di 5 e di 15, quindi il titolare può gestire direttamente primo soccorso e antincendio, e la riunione periodica si tiene solo se l'RLS la chiede. Tutte e sette le persone, però, devono essere formate e informate.

Errori tipici nei primi mesi

Gli errori che si vedono più spesso nelle aziende al primo dipendente sono prevedibili:

  • far iniziare il lavoro e rimandare il corso «a quando c'è tempo»;
  • considerare i familiari che aiutano saltuariamente come esclusi da ogni regola;
  • non nominare l'RSPP pensando che basti il consulente del lavoro;
  • non dotare di DPI il tirocinante «perché non è un dipendente»;
  • ignorare il cambio di soglia quando l'organico cresce, ad esempio oltre 15 lavoratori.

Conviene ripassarli ogni volta che l'organico cambia, insieme alle date di formazione, visite e aggiornamento del DVR riportate nello scadenziario sicurezza.

Domande frequenti

Ho solo partita IVA e nessun dipendente: devo fare il DVR?

In genere no: il lavoratore autonomo senza dipendenti né soggetti equiparati non è datore di lavoro e non deve redigere il DVR. Restano gli obblighi dell'art. 21, come usare attrezzature conformi e DPI adeguati, e quelli legati agli appalti quando lavori presso altre imprese. Se però ospiti un tirocinante o fai lavorare un socio, gli obblighi scattano.

Un lavoratore occasionale fa scattare gli obblighi?

Sì, se svolge attività nella tua organizzazione sotto la tua direzione, anche per pochi giorni. La definizione dell'art. 2 non richiede continuità né un contratto stabile. Serve almeno la formazione per la mansione, l'informazione sui rischi, i DPI e la sua inclusione nella valutazione dei rischi. La scheda sui lavoratori occasionali distingue i diversi contratti.

Quanto tempo ho per fare il DVR dopo la prima assunzione?

Se l'impresa è appena costituita, l'art. 28, comma 3-bis, concede 90 giorni dall'inizio dell'attività per elaborare il documento, ma la valutazione va fatta subito e le misure adottate vanno documentate immediatamente. Se l'attività esiste già, il DVR va elaborato prima che il primo dipendente inizi: il termine di 90 giorni vale solo per la costituzione di una nuova impresa e non per chi diventa datore di lavoro in un'attività già avviata.

Se assumo il sedicesimo dipendente cosa cambia?

Superati i 15 lavoratori la riunione periodica dell'art. 35 diventa obbligatoria almeno una volta l'anno, con datore di lavoro, RSPP, medico competente se nominato e RLS. L'RLS, inoltre, viene eletto o designato nell'ambito delle rappresentanze sindacali aziendali, se presenti. Gli altri obblighi restano quelli già in vigore, aggiornando il DVR alla nuova organizzazione.

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