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Guida Sicurezza 81

Chi è il datore di lavoro per la sicurezza: come individuarlo

Chi è il datore di lavoro per la sicurezza in ditte, S.r.l., cooperative, enti e PA: definizione dell’art. 2, datore di fatto e scheda di verifica.

Chi è il datore di lavoro per la sicurezza: come individuarlo — guida di Guida Sicurezza 81

Per la sicurezza sul lavoro il datore di lavoro è chi ha la responsabilità dell’organizzazione, o dell’unità produttiva, perché esercita i poteri decisionali e di spesa (art. 2 lett. b del D.Lgs. 81/08). Non coincide sempre con chi firma i contratti: in società, cooperative ed enti pubblici va individuato guardando chi decide davvero.

La definizione dell’art. 2 spiegata in pratica

La norma dà due criteri alternativi. Il primo è formale: datore è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore. Il secondo è sostanziale: datore è chi, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione, ne ha la responsabilità perché esercita i poteri decisionali e di spesa. Il secondo criterio è quello che conta nei casi dubbi, perché la sicurezza si fa con decisioni e soldi.

L’art. 2 parla anche di unità produttiva: uno stabilimento o una struttura con autonomia finanziaria e tecnico-funzionale. In un’azienda con più sedi realmente autonome possono esistere più datori di lavoro, uno per unità, se ciascuno ha davvero budget e potere di decidere. Una filiale che deve chiedere alla sede centrale anche l’acquisto di un estintore non è un’unità produttiva autonoma.

Per le pubbliche amministrazioni la norma è specifica: datore è il dirigente con poteri di gestione, o il funzionario a capo di un ufficio con autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice. Se l’individuazione manca o non è conforme, il datore coincide con l’organo di vertice stesso. Il testo completo è su Normattiva.

Tabella: chi è il datore di lavoro per tipo di organizzazione

La tabella riassume l’orientamento più diffuso. Nei casi limite conta sempre la distribuzione reale dei poteri, documentata da statuto, atto costitutivo, deliberazioni e procure.

Tipo di organizzazioneChi è di norma il datore di lavoroCosa verificare
Ditta individualeIl titolareEventuali collaboratori familiari: vedi sotto
S.n.c.I soci amministratoriSe l’atto costitutivo affida la gestione a uno solo
S.a.s.Il socio accomandatario o i soci accomandatariAccomandanti che si ingeriscono nella gestione
S.r.l. con amministratore unicoL’amministratore unicoProcure con poteri di spesa a terzi
S.r.l. o S.p.A. con consiglio di amministrazioneIl consiglio, salvo che i poteri in materia siano conferiti a un amministratore delegatoDelibera di delega e ampiezza dei poteri
CooperativaL’organo amministrativo, come nelle società di capitaliI soci lavoratori contano come lavoratori
Studio professionale associatoIl professionista o i soci con poteri di gestioneChi assume e decide le spese
Associazione o ente del Terzo settoreIl legale rappresentante o l’organo direttivoVolontari e dipendenti hanno tutele diverse
Condominio con portiere o addettiIl condominio, che agisce tramite l’amministratorePoteri di spesa ricevuti dall’assemblea
Scuola stataleIl dirigente scolasticoInterventi strutturali spettano all’ente proprietario
Pubblica amministrazioneIl dirigente individuato dall’organo di verticeAtto formale di individuazione

Un caso particolare è l’impresa familiare senza dipendenti: i familiari che collaborano rientrano tra i soggetti dell’art. 21, con obblighi propri ma senza un datore di lavoro in senso tecnico. Se però l’impresa assume anche un solo dipendente, il titolare diventa datore di lavoro a tutti gli effetti. Come si conta chi è lavoratore è spiegato nella pagina su quando scattano gli obblighi.

Il nodo del consiglio di amministrazione

Nelle società con più amministratori la giurisprudenza di legittimità tende a ritenere che, in assenza di una chiara attribuzione dei poteri, la posizione di datore di lavoro gravi su tutti i componenti del consiglio. Quando invece il consiglio conferisce a un amministratore delegato poteri ampi e autonomi in materia di sicurezza, l’AD diventa il datore di lavoro, ma il consiglio conserva un dovere di vigilanza sull’andamento generale della gestione. Le varianti più comuni sono analizzate nella scheda su S.r.l. e società di capitali; per cooperative ed enti non profit c’è la pagina su associazioni, enti del Terzo settore e cooperative.

Il datore di lavoro di fatto (art. 299)

L’art. 299 stabilisce che le posizioni di garanzia di datore di lavoro, dirigente e preposto gravano anche su chi, pur senza regolare investitura, esercita in concreto i relativi poteri. È una regola pensata per i casi in cui la forma non corrisponde alla sostanza.

Esempi tipici, presentati come casi di scuola:

  • il fondatore che ha passato la carica di amministratore al figlio, ma continua a decidere assunzioni, acquisti e organizzazione del lavoro;
  • l’amministratore «di facciata» di una S.r.l., mentre un socio senza cariche gestisce tutto;
  • il direttore generale che firma ordini e contratti per importi rilevanti senza una delega scritta.

In queste situazioni l’organo di vigilanza e il giudice possono considerare datore di lavoro sia la persona formalmente investita sia quella che decide davvero. La forma non protegge chi esercita il potere, e non libera del tutto chi ha accettato la carica. Approfondimento nella pagina sul datore di lavoro di fatto.

Datore, dirigente e delegato: dove passano i confini

Il datore di lavoro può affidare molti compiti ad altri, ma con strumenti diversi. Il dirigente attua le direttive organizzando e vigilando; ha obblighi propri per legge (art. 18), senza bisogno di delega. La delega di funzioni dell’art. 16, invece, trasferisce specifici obblighi a una persona qualificata, con atto scritto, data certa, accettazione e autonomia di spesa adeguata.

Due obblighi non si spostano in nessun caso: la valutazione dei rischi con il DVR e la nomina dell’RSPP (art. 17). I requisiti di una delega valida e ciò che resta comunque al datore sono trattati nella pagina su obblighi delegabili e non delegabili.

Scheda pratica: cinque domande per individuare il datore

Se in azienda non è chiaro chi sia il datore di lavoro, rispondere per iscritto a queste domande aiuta a fare ordine, anche in vista di un controllo.

  1. Chi firma i contratti di assunzione e può licenziare?
  2. Chi può decidere una spesa per la sicurezza, per esempio sostituire un’attrezzatura, senza chiedere autorizzazioni?
  3. Lo statuto o una delibera attribuiscono i poteri in materia di sicurezza a una persona specifica?
  4. Esistono procure o deleghe scritte, e la persona indicata ha davvero un budget?
  5. Le sedi secondarie hanno autonomia finanziaria e tecnica, o dipendono dalla sede centrale?

Se le risposte puntano a persone diverse, la situazione va sistemata: con una delibera chiara, con una delega conforme all’art. 16 o riconoscendo che il datore è chi ha davvero il potere. Il modello da compilare è nella scheda pratica per individuare il datore di lavoro.

Perché conta individuarlo correttamente

Le conseguenze pratiche di un’individuazione sbagliata sono concrete. Il DVR deve essere firmato dal datore di lavoro: se lo firma un procuratore senza poteri o un impiegato amministrativo, il documento è debole. La nomina dell’RSPP, che il datore non può delegare, rischia di essere considerata inesistente se firmata dalla persona sbagliata.

Dal 2025 c’è un motivo in più. L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha reso operativo l’obbligo di formazione del datore di lavoro previsto dall’art. 37 c. 7: un corso di 16 ore, con aggiornamento di 6 ore ogni cinque anni, da completare entro 24 mesi dall’entrata in vigore dell’Accordo per chi era già in carica. Se il corso lo frequenta la persona sbagliata, l’obbligo resta scoperto. Testo e FAQ dell’Accordo sono sul sito del Ministero del Lavoro; i contenuti del piano formativo sono nella guida sulla formazione che il datore di lavoro deve organizzare.

Errori tipici in ispezione

  • DVR firmato dal responsabile amministrativo o dal consulente, non dal datore.
  • Corso datore di lavoro frequentato dal figlio che lavora in azienda, mentre l’amministratore è il padre.
  • In una S.r.l. con tre amministratori, nessuna delibera che chiarisca chi si occupa della sicurezza.
  • Sede secondaria con un «responsabile» indicato come datore, ma senza alcun potere di spesa.

Per vedere il datore di lavoro all’interno dell’intero organigramma c’è la mappa delle figure della sicurezza.

Domande frequenti

Il legale rappresentante è sempre il datore di lavoro?

Spesso coincide, ma non automaticamente. Per la sicurezza conta chi ha la responsabilità dell’organizzazione e i poteri decisionali e di spesa. In una società con consiglio di amministrazione il presidente può avere la rappresentanza legale, mentre i poteri gestionali in materia di sicurezza sono affidati a un amministratore delegato. In quel caso il datore di lavoro è chi ha davvero quei poteri.

In una S.r.l. con due soci amministratori chi è il datore di lavoro?

Dipende da come sono attribuiti i poteri. Se gli amministratori operano congiuntamente o senza una ripartizione chiara, la posizione di garanzia grava su entrambi. Se l’atto costitutivo o una delibera affidano a uno solo la gestione del personale e della sicurezza, con poteri di spesa, sarà lui il datore di lavoro, mentre l’altro mantiene un dovere di vigilanza generale.

Un professionista senza dipendenti è datore di lavoro?

No, finché non ha lavoratori. Il libero professionista che lavora da solo è un lavoratore autonomo e ha gli obblighi dell’art. 21, come usare attrezzature conformi e DPI adeguati. Diventa datore di lavoro quando inserisce nello studio un dipendente, un praticante o un tirocinante, perché per la sicurezza sono lavoratori anche i soggetti non retribuiti che operano nella sua organizzazione.

Il datore di lavoro può nominare qualcun altro al suo posto?

Non può spogliarsi del ruolo, che deriva dalla legge e dai poteri effettivi. Può però conferire una delega di funzioni conforme all’art. 16 per molti obblighi operativi, e nominare dirigenti e preposti. Restano comunque personali la valutazione dei rischi, la firma del DVR e la nomina dell’RSPP, oltre al dovere di vigilare che il delegato svolga correttamente i compiti affidati.

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