Malore sul lavoro: cosa fare nei primi minuti
Malore sul lavoro, cosa fare: chiamare il 112, proteggere, valutare coscienza e respiro, cosa non dare alla persona e cosa annotare dopo l'intervento.
Davanti a un malore sul lavoro l'addetto al primo soccorso controlla che la scena sia sicura e verifica se la persona risponde; se non risponde chiama subito il 112, poi apre le vie aeree e controlla il respiro seguendo le indicazioni dell'operatore. Non somministra farmaci, non dà da bere a chi non è pienamente vigile e non lascia sola la persona fino all'arrivo dei soccorsi.
Cosa può e cosa non può fare l'addetto
L'addetto designato secondo il D.M. 388/2003 non è un sanitario. Il suo corso, descritto nel pillar sul primo soccorso aziendale, gli insegna ad allertare il sistema di soccorso, riconoscere un'emergenza e attuare i primi interventi, conoscendone i limiti. Davanti a un malore questo vuol dire tre cose: riconoscere i segni di gravità, chiamare presto e mantenere la persona nelle condizioni più sicure in attesa dell'ambulanza.
Le indicazioni che seguono sono quelle di base del primo soccorso laico, coerenti con il manuale INAIL Il primo soccorso nei luoghi di lavoro e con le linee guida dello European Resuscitation Council. Non sostituiscono il corso pratico, che resta l'unico modo per imparare davvero le manovre.
La sequenza dei primi minuti
- Valutare la scena: prima di avvicinarsi l'addetto controlla che non ci siano pericoli per sé, come cavi elettrici scoperti, fumi, macchine in moto o un ambiente confinato. Se il malore è avvenuto in un locale dove potrebbero esserci gas o carenza di ossigeno, non si entra senza le misure previste.
- Verificare la coscienza: si scuote delicatamente la persona per le spalle e la si chiama ad alta voce.
- Chiamare subito il 112 se non risponde, o farlo chiamare da un collega, con il vivavoce attivo per ricevere istruzioni, e far portare il DAE se presente. Cosa dire all'operatore è spiegato più sotto.
- Aprire le vie aeree e verificare il respiro: si inclina la testa all'indietro sollevando il mento, poi si guarda, si ascolta e si sente il respiro per non più di 10 secondi.
- Agire secondo il caso: se la persona non risponde e non respira normalmente, si considera un arresto cardiaco e si iniziano le compressioni toraciche, usando il DAE appena arriva. Se non risponde ma respira, la si mette in posizione laterale di sicurezza e si controlla il respiro di continuo. Se è cosciente, la si fa stare a riposo nella posizione più comoda.
- Restare con la persona fino all'arrivo dei soccorsi, rassicurandola e annotando l'evoluzione dei sintomi.
Sull'uso del defibrillatore da parte di chi non ha fatto il corso, e su quando valutarne l'acquisto, c'è la pagina defibrillatore in azienda.
Riconoscere i segni di gravità
Non tutti i malori sono uguali, ma l'addetto non deve stabilire la causa. Deve accorgersi dei segnali che richiedono di chiamare subito il 112, senza aspettare che passi.
| Cosa si osserva | Possibile significato | Cosa fa l'addetto | Cosa non fa |
|---|---|---|---|
| Dolore oppressivo al petto, sudore freddo, difficoltà a respirare, nausea | Possibile problema cardiaco | 112 subito, persona a riposo, DAE vicino | Non la fa camminare, non le dà farmaci |
| Bocca storta, braccio debole, parola confusa | Possibile ictus | 112 subito, annota l'ora di inizio dei sintomi | Non le dà da bere o da mangiare |
| Perdita di coscienza breve con ripresa rapida | Svenimento, ma la causa va accertata | Sdraiare la persona, 112 se non si riprende subito o ha battuto la testa | Non la fa rialzare in fretta |
| Convulsioni | Crisi convulsiva | Allontana oggetti pericolosi, protegge la testa, poi posizione laterale | Non mette nulla in bocca, non la blocca con la forza |
| Pelle calda, confusione, lavoro al caldo | Colpo di calore | 112, porta all'ombra e raffredda subito | Non la lascia al sole o in un ambiente caldo |
| Sudorazione, tremori, confusione in persona diabetica nota | Possibile ipoglicemia | 112 se non è pienamente vigile; altrimenti si segue quanto appreso al corso | Non dà nulla per bocca se non è vigile |
L'ora di inizio dei sintomi è un'informazione preziosa per i sanitari, soprattutto nel sospetto di ictus. Le linee guida europee ricordano che il riconoscimento precoce e l'allerta anticipata dell'ospedale migliorano l'esito del trattamento.
Cosa non fare mai
- Non dare farmaci, nemmeno quelli che la persona chiede o che qualcuno ha nel cassetto: la scelta spetta ai sanitari, e gli eventuali farmaci personali prescritti li gestisce il lavoratore stesso secondo le indicazioni del suo medico.
- Non dare da bere a chi è confuso, assopito o privo di coscienza: può soffocare.
- Non far alzare o camminare chi ha avuto un dolore al petto o uno svenimento.
- Non accompagnare la persona in ospedale con l'auto di un collega quando ci sono segni di gravità: l'ambulanza porta le cure con sé.
- Non lasciare la persona da sola, nemmeno per pochi minuti.
La telefonata al 112: cosa dire
Il manuale INAIL indica il 112, il numero unico europeo, come numero da chiamare. Le domande dell'operatore sono sempre due: che cosa è successo e dove deve venire l'ambulanza. Conviene prepararsi le risposte prima, con un cartello vicino al telefono.
- Indirizzo completo, numero civico, ingresso da usare e riferimenti per trovarlo.
- Cosa è successo, quante persone sono coinvolte, se la persona è cosciente e respira.
- Numero di telefono da cui si chiama, da tenere libero.
- Una persona mandata all'ingresso ad aspettare l'ambulanza e a liberare il percorso.
Il D.M. 388/2003 chiede a tutte le aziende un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza. Le aziende del gruppo A devono anche raccordarsi con il sistema di emergenza sanitaria. La sequenza completa, dall'allarme ai rapporti con l'INAIL, è nella pagina sulle procedure in caso di infortunio.
Dopo il malore: cosa annotare e cosa verificare
Quando l'ambulanza è ripartita, l'addetto scrive una breve nota: ora, luogo, cosa stava facendo la persona, sintomi osservati, manovre eseguite, ora della chiamata e dell'arrivo dei soccorsi, presidi usati. La nota resta in azienda e serve a ricostruire i fatti; non contiene diagnosi né informazioni sanitarie oltre quelle osservate. I presidi della cassetta usati vanno reintegrati subito, come indicato nella checklist mensile.
Un malore non è di per sé un infortunio sul lavoro. Ai fini INAIL lo diventa quando è riconducibile a una causa violenta in occasione di lavoro, ad esempio uno sforzo eccezionale o un'esposizione a calore o sostanze: la valutazione spetta all'INAIL sulla base del certificato medico. Se il lavoratore consegna un certificato di infortunio, il datore di lavoro procede con la comunicazione o la denuncia nei termini, spiegati nella guida all'infortunio sul lavoro.
Esempio: malore in magazzino d'estate
Esempio: un magazziniere si sente male a metà pomeriggio di luglio, dopo ore di carico in un locale senza ventilazione. L'addetto lo trova confuso e molto caldo, chiama il 112, lo porta all'ombra e inizia a raffreddarlo con acqua, come previsto dalle linee guida per il colpo di calore. Dopo l'evento l'azienda rivede con l'RSPP e il medico competente la valutazione del microclima, gli orari e le pause: un malore ripetibile è un segnale per la valutazione dei rischi, non solo un fatto sanitario.
Errori che emergono dopo un evento
- Addetto formato in ferie e nessun sostituto presente nel turno.
- Telefono aziendale senza il numero e l'indirizzo da comunicare, persi minuti a cercarli.
- Persona fatta sedere in auto e accompagnata al pronto soccorso da un collega.
- Cassetta senza guanti o con presidi scaduti.
- Nessuna nota scritta: dopo una settimana nessuno ricorda orari e sequenza.
Domande frequenti
L'addetto può dare un'aspirina a chi ha dolore al petto?
No. L'addetto al primo soccorso non somministra farmaci: la decisione spetta ai sanitari, che possono dare indicazioni anche al telefono. Il suo compito è chiamare subito il 112, tenere la persona a riposo, far preparare il DAE se presente e riferire all'operatore sintomi, orari ed eventuali farmaci che la persona dichiara di assumere.
Se il collega dice di stare meglio, si può evitare il 112?
Dipende dai segni. Dolore al petto, difficoltà di parola, debolezza di un lato del corpo, perdita di coscienza o confusione richiedono sempre la chiamata, anche se i sintomi sembrano passare. Per malesseri lievi e chiaramente risolti, la persona va comunque tenuta a riposo e sotto osservazione, invitata a rivolgersi al proprio medico, e l'episodio va annotato.
Il malore va comunicato all'INAIL?
Non automaticamente. Va comunicato se il lavoratore riceve un certificato medico di infortunio sul lavoro, perché in quel caso valgono le normali regole della comunicazione e della denuncia. È l'INAIL a stabilire se il malore abbia una causa lavorativa. L'azienda conserva la nota interna dell'evento, utile per la ricostruzione e per la valutazione dei rischi.
Cosa fare se la persona perde coscienza ma respira?
Dopo aver chiamato il 112, la si mette in posizione laterale di sicurezza, così che la lingua e le eventuali secrezioni non ostacolino il respiro, e si continua a controllare che respiri normalmente. Se il respiro si ferma o diventa anomalo, la si rimette sulla schiena e si iniziano le compressioni toraciche, seguendo le istruzioni dell'operatore.
Approfondisci nella guida
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