Defibrillatore obbligatorio in azienda: quando serve davvero
Defibrillatore obbligatorio in azienda? Chi deve averlo per legge, quando sceglierlo con il DVR, formazione BLSD, registrazione al 118 e manutenzione.
Per un'azienda privata ordinaria il defibrillatore non è obbligatorio per legge: né il D.Lgs. 81/08 né il D.M. 388/2003 lo includono tra le dotazioni minime. Diventa necessario per alcuni soggetti indicati da norme specifiche, come le società sportive dilettantistiche, oppure quando la valutazione dei rischi conclude che serve.
Cosa dice la legge, soggetto per soggetto
Il pillar sul primo soccorso aziendale spiega gruppi, cassetta e corsi del D.M. 388/2003: nessuno di questi elementi comprende il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Gli obblighi di dotazione vengono da altre fonti, che riguardano categorie precise. La tabella le mette in fila.
| Soggetto | Fonte | Cosa prevede |
|---|---|---|
| Datore di lavoro privato in generale | D.Lgs. 81/08, D.M. 388/2003 | Nessun obbligo esplicito di DAE; resta l'obbligo di valutare tutti i rischi |
| Sedi delle pubbliche amministrazioni con almeno 15 dipendenti e servizi aperti al pubblico | L. 116/2021, art. 1, comma 1 | Progressiva dotazione secondo un programma pluriennale |
| Aeroporti, stazioni ferroviarie, porti | L. 116/2021, art. 1, comma 1 | Progressiva dotazione |
| Mezzi di trasporto aerei, ferroviari, marittimi e della navigazione interna su tratte lunghe senza fermate intermedie | L. 116/2021, art. 1, comma 1 | Progressiva dotazione |
| Società sportive professionistiche | D.L. 158/2012, art. 7, comma 11, e D.M. 24 aprile 2013 | DAE e personale formato durante gare e allenamenti |
| Società e associazioni sportive dilettantistiche | D.M. 26 giugno 2017 e D.M. 7 aprile 2023 | DAE nell'impianto e persona formata presente durante gare e allenamenti; escluse le attività a ridotto impegno cardiocircolatorio |
| Chiunque possieda già un DAE, pubblico o privato | L. 116/2021, art. 6, comma 1 | Comunicazione alla centrale operativa 118 competente |
La legge 4 agosto 2021, n. 116 usa una formula precisa: è volta a favorire «la progressiva diffusione e l'utilizzazione» dei DAE, attraverso un programma pluriennale. Per le imprese private non introduce un obbligo di dotazione. Prevede invece che gli enti territoriali possano incentivare l'installazione in centri commerciali, condomìni, alberghi e strutture aperte al pubblico (art. 2, comma 3).
Il caso dello sport e delle palestre
Il settore in cui l'obbligo è più netto è quello sportivo. Il decreto ministeriale del 26 giugno 2017, aggiornato dal D.M. 7 aprile 2023, considera assolto l'obbligo delle società dilettantistiche quando usano un impianto dotato di DAE e quando, durante le gare e durante gli allenamenti, è presente una persona formata al suo uso. Una palestra che ospita gare o allenamenti deve quindi collegare il DAE anche alla propria procedura di emergenza come datore di lavoro. Le esigenze di chi gestisce spazi frequentati dal pubblico sono trattate nella pagina sulle emergenze con pubblico presente.
Quando il DVR dovrebbe prenderlo in considerazione
L'assenza di un obbligo generale non chiude la questione. L'art. 28 del D.Lgs. 81/08 chiede di valutare tutti i rischi e l'art. 45 lega l'organizzazione del primo soccorso alla natura dell'attività e alle dimensioni dell'azienda. Il D.M. 388/2003 consente inoltre di integrare la dotazione minima in base ai rischi presenti, sentito il medico competente quando è nominato. Il DAE può quindi diventare una misura scelta dal datore di lavoro e motivata nel documento.
I fattori che rendono ragionevole valutarlo sono tre: quante persone frequentano il luogo, quanto tempo impiegano i soccorsi ad arrivare, quali attività si svolgono. Un arresto cardiaco può colpire chiunque, ma la probabilità che accada in un dato luogo cresce con il numero di presenti, compresi clienti e visitatori.
Tabella di decisione
| Situazione | Indicazione pratica |
|---|---|
| Ufficio con 6 persone in centro città, DAE pubblico nello stesso edificio | Annotare nel piano di emergenza dove si trova il DAE più vicino e chi va a prenderlo |
| Negozio o showroom con molti clienti al giorno | Valutare il DAE, soprattutto se nelle vicinanze non ce n'è uno accessibile |
| Stabilimento isolato, lontano dal centro abitato | Valutare il DAE: i tempi di arrivo dell'ambulanza contano più delle dimensioni dell'azienda |
| Lavori fisicamente pesanti, turni notturni, esposizione a calore | Sentire il medico competente sull'opportunità del DAE |
| Lavori su impianti elettrici in tensione | Valutare il DAE insieme alle procedure di soccorso in caso di elettrocuzione |
| Palestra o impianto sportivo che ospita gare o allenamenti | Obbligo specifico del settore sportivo |
Esempio: un'azienda di 40 dipendenti con un capannone in zona industriale, a una ventina di minuti dal pronto soccorso più vicino, decide nel DVR di installare un DAE all'ingresso. Il documento indica il motivo, cioè i tempi di intervento, e collega la scelta alla procedura di emergenza e alla formazione di alcuni addetti.
Chi lo può usare e quale formazione serve
Dopo le modifiche della legge 116/2021 alla legge 120/2001, il DAE può essere usato dal personale sanitario e da chi ha una formazione specifica nelle manovre di rianimazione. In assenza di queste persone, nei casi di sospetto arresto cardiaco l'uso è comunque consentito a chiunque, e la legge richiama l'art. 54 del codice penale sullo stato di necessità per chi agisce in buona fede. La regola serve a togliere la paura di sbagliare: il dispositivo analizza il ritmo cardiaco e consente la scarica solo quando è indicata.
In azienda conviene comunque non affidarsi al caso. Il corso di riferimento è il BLSD (Basic Life Support and Defibrillation), erogato da centri accreditati secondo le regole regionali, che fissano anche la validità dell'attestato e il retraining. Il BLSD non sostituisce il corso del D.M. 388/2003: i due si sommano. Il rapporto tra i corsi è spiegato nella pagina sulla formazione di primo soccorso, i criteri per scegliere chi designare in quella sugli addetti al primo soccorso.
Una scelta frequente è formare al BLSD almeno un addetto per turno, così che il DAE abbia sempre qualcuno pronto a usarlo e a dare il cambio nelle compressioni toraciche.
Registrazione al 118, collocazione e manutenzione
Comprare il DAE è il passaggio più facile. La legge 116/2021 aggiunge adempimenti che spesso vengono dimenticati.
- Comunicazione al 118: i soggetti pubblici e privati già dotati di DAE dovevano comunicarlo alla centrale operativa 118 competente, indicando numero, marca e modello, ubicazione esatta, orari di accessibilità, scadenza di batterie e piastre ed eventuali nominativi dei formati (art. 6, comma 1). Per i DAE acquistati dopo l'entrata in vigore della legge la comunicazione la fa il venditore, con i dati forniti dall'acquirente.
- Responsabile: nei luoghi pubblici con un DAE registrato va individuato un soggetto responsabile del corretto funzionamento e dell'informazione all'utenza (art. 6, comma 2). In un'azienda privata è buona prassi indicare comunque un referente nel piano di emergenza.
- Collocazione: un punto visibile, segnalato e raggiungibile in pochi minuti da ogni area. Per i DAE installati in luoghi pubblici la legge chiede, ove possibile, una teca accessibile 24 ore su 24 e una segnaletica ben visibile (art. 2, comma 2).
- Collegamento al 118: l'art. 6, comma 3, chiede che i DAE siano collegati al sistema di monitoraggio remoto della centrale operativa 118 più vicina. Le modalità tecniche dipendono dalla regione: conviene chiederle alla centrale 118 al momento della comunicazione e sceglierne un modello compatibile.
- Manutenzione: controllare la spia di stato, le scadenze di batteria e piastre e la presenza degli accessori, secondo le istruzioni del fabbricante.
Checklist di controllo del DAE
- Spia di autotest in stato di pronto.
- Piastre adesive sigillate e non scadute, possibilmente con un ricambio.
- Batteria entro la data indicata dal fabbricante.
- Rasoio, forbici, guanti e maschera per la ventilazione nella custodia.
- Teca o supporto integro, cartello visibile.
- Data e firma nel registro dei controlli, insieme a quelli della cassetta: un modello è nella checklist mensile.
- Dati aggiornati al 118 se cambiano ubicazione o dispositivo.
Errori frequenti
Il primo errore è considerare il DAE un sostituto della cassetta o del corso di primo soccorso: in ispezione si verifica la dotazione del D.M. 388/2003, non il defibrillatore. Il secondo è chiuderlo in un ufficio a chiave o in un locale che resta chiuso nei turni serali. Il terzo è lasciarlo con piastre scadute da anni, perché nessuno ha in carico il controllo.
C'è anche l'errore opposto: scrivere nel DVR che il DAE «è obbligatorio» quando non lo è. Una frase così crea un impegno che poi va mantenuto e documentato. Meglio motivare la scelta con fattori concreti, come i tempi di arrivo dei soccorsi e l'affollamento, e collegarla alla procedura di primo soccorso. Il testo del decreto sul primo soccorso è pubblicato dal Ministero del Lavoro.
Domande frequenti
Un ufficio privato con 20 dipendenti deve avere il defibrillatore?
No, nessuna norma lo impone a un'azienda privata in base al numero di dipendenti. La soglia dei 15 dipendenti della legge 116/2021 riguarda le sedi delle pubbliche amministrazioni con servizi aperti al pubblico. L'ufficio privato può comunque sceglierlo dopo la valutazione dei rischi, ad esempio se è lontano dai soccorsi o riceve molto pubblico, e motivare la scelta nel DVR.
Chi può usare il DAE in azienda se l'addetto formato è assente?
Chiunque, se c'è un sospetto arresto cardiaco e non sono presenti personale sanitario o persone formate: la legge 116/2021 lo consente espressamente. Durante la chiamata al 112 l'operatore può guidare il soccorritore passo per passo. Resta preferibile avere almeno una persona con corso BLSD per turno, perché qualità delle compressioni e rapidità di intervento migliorano con l'addestramento.
Il corso BLSD vale come corso di primo soccorso aziendale?
No. Il corso di primo soccorso segue gli allegati del D.M. 388/2003, dura 12 o 16 ore secondo il gruppo dell'azienda e comprende traumi, emorragie, ustioni e intossicazioni. Il BLSD riguarda solo rianimazione cardiopolmonare e uso del defibrillatore. Un addetto al primo soccorso può frequentare entrambi, e molti enti offrono il BLSD come modulo aggiuntivo.
Il defibrillatore aziendale va comunicato a qualcuno?
Sì. La legge 116/2021 prevede che la centrale operativa 118 competente conosca i DAE presenti sul territorio, con ubicazione, orari di accessibilità e scadenze di batterie e piastre, così da indicarli a chi chiama in caso di arresto cardiaco. Per gli acquisti successivi alla legge la comunicazione la fa il venditore. Conviene aggiornarla se il dispositivo viene spostato o sostituito.
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