Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro: procedura aziendale
Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro in azienda: ruoli e tempi dal soccorso alla denuncia INAIL, numeri utili da esporre e un modello di procedura.
In caso di infortunio sul lavoro l'azienda deve avere una procedura che dica chi soccorre, chi chiama il 112, chi mette in sicurezza l'area, chi raccoglie i fatti e chi invia la comunicazione o la denuncia all'INAIL. Scritta prima, affissa e provata, trasforma i primi minuti da improvvisazione a sequenza di compiti chiari.
Perché serve una procedura scritta
Il pillar sul primo soccorso aziendale spiega come designare e formare gli addetti e quali presidi tenere. La guida all'infortunio sul lavoro descrive nel dettaglio scadenze, denuncia, sanzioni e infortunio in itinere. Questa pagina sta in mezzo: traduce gli obblighi in una procedura aziendale da affiggere e da spiegare a tutti, con ruoli, tempi e numeri.
L'art. 43 del D.Lgs. 81/08 chiede al datore di lavoro di organizzare i rapporti con i servizi pubblici di pronto soccorso e di programmare gli interventi. Il D.M. 388/2003 aggiunge l'obbligo di un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza. Una procedura scritta è il modo più semplice per dimostrare entrambe le cose.
Chi fa cosa: la sequenza per ruoli
| Tempo | Chi | Compito |
|---|---|---|
| Subito | Chi assiste all'evento | Dà l'allarme all'addetto al primo soccorso e, se la situazione è grave, chiama direttamente il 112 |
| Primi minuti | Addetto al primo soccorso | Valuta la scena, presta il soccorso con i presidi aziendali, guida la chiamata al 112 |
| Primi minuti | Preposto o capo turno | Ferma la macchina o il processo, toglie tensione, delimita l'area, manda qualcuno all'ingresso ad attendere l'ambulanza |
| Stessa giornata | Preposto con RSPP | Annota ora, luogo, attività, attrezzatura, testimoni; scatta fotografie senza alterare la scena oltre il necessario |
| Stessa giornata | Datore di lavoro | Informa RSPP, medico competente se nominato e RLS |
| Alla ricezione del certificato | Ufficio del personale o consulente del lavoro | Annota giorno e ora in cui arrivano i riferimenti del certificato e calcola il termine INAIL |
| Entro i termini | Ufficio del personale o consulente del lavoro | Invia comunicazione o denuncia telematica e archivia la ricevuta |
| Nei giorni seguenti | Datore di lavoro con RSPP | Analizza le cause, decide le misure, valuta se rielaborare il DVR |
In una micro impresa più colonne coincidono nella stessa persona, ma la sequenza resta valida. Conta che, se il titolare è assente, qualcuno sappia comunque cosa fare: per questo la procedura nomina ruoli e sostituti, non solo persone. I primi gesti sul posto sono approfonditi in cosa fare subito.
Numeri utili da esporre
Il numero da chiamare per qualunque emergenza sanitaria, di soccorso tecnico o di ordine pubblico è il 112, il numero unico europeo indicato anche dal manuale INAIL sul primo soccorso. Nelle aree dove è attiva la centrale unica di risposta, anche le chiamate ai vecchi numeri 118, 115 e 113 vengono gestite dal sistema 112; dove non è ancora attiva, i numeri tradizionali restano operativi. La situazione nella propria zona si verifica sulla pagina del Ministero della Salute dedicata al NUE 112 o sul sito della Regione.
Il cartello da tenere vicino a ogni telefono fisso, in bacheca e nei mezzi aziendali dovrebbe contenere:
- 112 numero unico di emergenza.
- Indirizzo esatto della sede, con civico, ingresso per i mezzi di soccorso e, per stabilimenti estesi, punto di raccolta per l'ambulanza.
- Nomi e numeri interni o di cellulare degli addetti al primo soccorso e all'antincendio, per turno.
- Numero del centro antiveleni di riferimento, se si usano prodotti chimici.
- Numero del medico competente, se nominato.
- Numero di chi gestisce impianti, gas e quadri elettrici, per interventi tecnici urgenti.
- Data dell'ultimo aggiornamento.
Il contenuto va verificato ogni volta che cambiano gli addetti: un cartello con nomi di persone che non lavorano più in azienda è un errore comune nei controlli. Come informare i lavoratori sulle emergenze è spiegato nella pagina sulle informazioni sulle emergenze.
I termini verso l'INAIL in sintesi
L'art. 18, comma 1, lettera r, del D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro a comunicare in via telematica all'INAIL, a fini statistici e informativi, gli infortuni che comportano l'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento, e, a fini assicurativi, quelli con assenza superiore a tre giorni. In pratica:
| Caso | Adempimento | Termine |
|---|---|---|
| Assenza da 1 a 3 giorni, escluso quello dell'evento | Comunicazione a fini statistici | 48 ore dalla ricezione dei riferimenti del certificato |
| Prognosi oltre 3 giorni | Denuncia di infortunio | 2 giorni dalla ricezione dei riferimenti del certificato |
| Infortunio mortale o con pericolo di morte | Segnalazione con un mezzo che provi l'invio, poi denuncia | 24 ore dall'evento |
I dettagli sulla compilazione sono nella guida alla denuncia di infortunio e nella pagina INAIL sulla comunicazione di infortunio. Il registro infortuni cartaceo non esiste più dal dicembre 2015: la traccia interna dell'evento resta però l'unico modo per dimostrare cosa l'azienda ha fatto dopo.
Dopo l'emergenza: analisi e DVR
Una volta chiusa la parte assicurativa resta la prevenzione. L'art. 29, comma 3, del D.Lgs. 81/08 impone, dopo un infortunio significativo, di rielaborare subito la valutazione dei rischi, aggiornare le misure di prevenzione, darne immediata evidenza con un documento e comunicarlo all'RLS. Il termine di 30 giorni riguarda solo la rielaborazione del documento di valutazione dei rischi, non la valutazione né le misure. Come decidere se un evento è significativo e come documentare la revisione è spiegato nella pagina sull'aggiornamento del DVR dopo un infortunio.
Due controlli pratici chiudono la procedura: reintegrare la cassetta e verificare se gli addetti presenti erano sufficienti. Se l'infortunio è avvenuto in un turno senza addetto formato, il problema non è l'evento ma l'organizzazione della squadra.
Esempio di procedura in una pagina
Esempio: una falegnameria con 9 dipendenti affigge vicino alla timbratrice questa procedura.
- Chi vede un infortunio avvisa l'addetto di turno; se la persona non risponde, non respira o sanguina molto, chiama subito il 112.
- L'addetto presta soccorso con la cassetta posta all'ingresso del reparto.
- Il capo reparto ferma le macchine, delimita l'area e manda un collega al cancello.
- Entro fine turno il capo reparto compila il modulo interno con fatti, testimoni e foto.
- L'ufficio annota quando arrivano i riferimenti del certificato e li inoltra subito al consulente del lavoro, che invia comunicazione o denuncia.
- Subito, prima di riprendere il lavoro nella zona o con la macchina coinvolta, il titolare mette in sicurezza il pericolo emerso; per un infortunio significativo valutazione e misure si aggiornano immediatamente (art. 29, comma 3). Entro una settimana titolare e RSPP completano l'analisi delle cause e documentano le misure.
Errori tipici in ispezione
- Procedura presente nel DVR ma sconosciuta ai lavoratori.
- Numeri e nomi degli addetti non aggiornati.
- Certificato arrivato in azienda senza annotazione della data, con termine INAIL impossibile da dimostrare.
- Infortunio con assenza di due giorni non comunicato perché «sotto i tre giorni».
- Nessuna analisi scritta e DVR invariato dopo un infortunio grave.
Domande frequenti
Chi deve chiamare il 112, l'addetto o chi vede l'infortunio?
Chi vede per primo una situazione grave, come una persona che non risponde, non respira o perde molto sangue, chiama subito senza aspettare l'addetto. Negli altri casi l'addetto valuta la situazione e chiama o fa chiamare. La procedura deve dirlo chiaramente, perché nei primi minuti l'esitazione su chi debba telefonare fa perdere tempo prezioso.
Il 112 funziona anche dove c'è ancora il 118?
Sì, il 112 è il numero di emergenza europeo ed è raggiungibile in tutta Italia, anche da cellulare senza credito. Dove la centrale unica non è ancora attiva, i numeri 118, 115 e 113 restano operativi. Nel cartello aziendale conviene indicare il 112 e, se la Regione non ha ancora attivato il servizio unico, anche il 118.
Conviene una procedura scritta anche con due dipendenti?
Il D.Lgs. 81/08 chiede di organizzare il primo soccorso e i rapporti con i servizi di emergenza in ogni azienda con lavoratori. Né l'art. 43 né il D.M. 388/2003 impongono un documento separato, ma scrivere l'organizzazione è il modo più semplice per dimostrarla, anche dentro il DVR. In una micro impresa basta mezza pagina, spiegata ai lavoratori: indirizzo, numeri, chi soccorre, chi avvisa il consulente per la comunicazione INAIL.
Chi invia la denuncia se il datore di lavoro è assente?
L'obbligo resta del datore di lavoro, ma l'invio telematico può essere fatto da un intermediario abilitato, di solito il consulente del lavoro, o da una persona incaricata con le credenziali aziendali. Per non perdere i termini, la procedura deve indicare chi riceve i riferimenti del certificato e chi li inoltra, anche durante ferie e chiusure.
Approfondisci nella guida
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