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Guida Sicurezza 81

Vie di circolazione nei luoghi di lavoro: pavimenti e passaggi

Vie di circolazione nei luoghi di lavoro: cosa chiede l’Allegato IV su pavimenti, passaggi, pedoni e carrelli, con tabella dei punti e checklist pronta.

Le vie di circolazione dei luoghi di lavoro devono essere dimensionate sul numero di persone e sul tipo di attività, tenere i pedoni a distanza di sicurezza dai veicoli, restare sgombre e avere pavimenti fissi, stabili e antisdrucciolevoli. Lo chiedono l’art. 64 del D.Lgs. 81/08 e i punti 1.3, 1.4 e 1.8 dell’Allegato IV, che fissano criteri più che misure.

Le regole in sintesi: art. 64 e Allegato IV

Il capitolo sui luoghi di lavoro spiega il quadro generale del Titolo II. Qui interessa una parte precisa: dove e come si cammina e si circola. L’art. 64, comma 1, lettera b, chiede che le vie di circolazione interne o all’aperto che portano alle uscite, e le uscite di emergenza stesse, siano sgombre per poterle usare in ogni evenienza. Le lettere c e d aggiungono la manutenzione tecnica regolare e la pulizia.

I requisiti tecnici sono nell’Allegato IV, consultabile nel testo del D.Lgs. 81/08 su Normattiva. I punti che contano per corridoi, passaggi e piazzali sono questi:

Punto Allegato IVCosa chiedeDomanda da farsi
1.3.2Pavimenti fissi, stabili, antisdrucciolevoli, senza protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosiCi sono piastrelle rotte, soglie rialzate, rampe ripide?
1.3.3 e 1.3.4Pavimenti con liquidi: impermeabili e in pendenza verso gli scarichi; se restano bagnati, pedane o grigliati salvo calzature impermeabiliDove si lava o si versa acqua, il pavimento drena?
1.3.6Pareti trasparenti vicine a passaggi: segnalate e in materiale di sicurezza fino a 1 m da terra, oppure separateLe vetrate lungo i corridoi sono visibili e di sicurezza?
1.4.1-1.4.4Vie dimensionate sugli utenti, distanza di sicurezza tra pedoni e veicoli, vie dei mezzi lontane da porte, scale e corridoiCarrelli e persone usano lo stesso corridoio?
1.4.5Tracciato delle vie evidenziato quando l’uso e le attrezzature lo richiedonoLe corsie sono segnate a terra?
1.4.9-1.4.11Niente buche o sporgenze, niente materiali che ingombrano, ostacoli inevitabili segnalatiCosa c’è per terra oggi?
1.4.14Barriere davanti alle uscite che danno direttamente su vie percorse da mezziChi esce da una porta finisce sulla corsia dei carrelli?
1.4.16Vie non sicure per lavori o guasti sbarrate, con cartello di divieto di transitoCome si chiude un corridoio durante una riparazione?
1.8.3-1.8.5Le stesse regole valgono per piazzali, vie esterne e banchine di caricoIl cortile ha percorsi pedonali definiti?

Pavimenti: stabili, asciutti, senza dislivelli nascosti

Il requisito dell’antisdrucciolevolezza è un principio, non un numero: la legge non fissa un coefficiente di attrito. Nella pratica si valuta il pavimento in relazione a ciò che ci cade sopra (acqua, olio, farina, segatura) e alle calzature usate. Dove il pavimento si bagna per il processo, le soluzioni previste sono due: superficie in pendenza verso gli scarichi e pedane o grigliati nei punti di lavoro, oppure calzature impermeabili adatte, che rientrano tra i DPI da scegliere e consegnare come le scarpe antinfortunistiche con suola resistente allo scivolamento.

I dislivelli sono la causa più banale di cadute: un gradino isolato tra due locali, una soglia di alluminio sollevata, una rampa breve ma ripida. Quando non si possono eliminare vanno resi visibili con colore a contrasto o strisce, come chiede il punto 1.4.11 per gli ostacoli. La pulizia regolare è l’altra metà del problema ed è trattata nella pagina su ordine e pulizia.

Quanto devono essere larghi i passaggi

L’Allegato IV non dà una larghezza minima valida per tutti i corridoi: il punto 1.4.2 chiede che il dimensionamento tenga conto del numero potenziale di utenti e del tipo di impresa. La misura quindi si costruisce caso per caso, partendo da tre domande.

  1. È una via di esodo? Allora prevale la normativa antincendio. Nei luoghi a basso rischio il D.M. 3 settembre 2021 chiede almeno 900 mm, con le riduzioni ammesse solo nei casi previsti: i valori sono nella pagina sulle uscite di emergenza.
  2. Ci passa un mezzo? La larghezza parte dall’ingombro del mezzo e del carico. Per i carrelli elevatori la scheda tecnica del costruttore indica la larghezza del corridoio di lavoro necessaria per le manovre con pallet; a questa si aggiunge lo spazio per i pedoni, se il corridoio è promiscuo.
  3. Si lavora ai lati? Una postazione affacciata su un corridoio riduce lo spazio utile: chi lavora non deve occupare la via e chi passa non deve urtare chi lavora.

Esempio: in un laboratorio artigiano il corridoio centrale è largo 1,20 metri ed è anche via di esodo. Un nuovo bancale di materiale appoggiato di lato riduce il passaggio a 80 centimetri. Anche se nessuno inciampa, la via non ha più la larghezza prevista per l’esodo e non è più sgombra come chiede la lettera b dell’art. 64: il materiale va spostato o il deposito ridisegnato.

Pedoni e carrelli: separare, segnalare, rallentare

Dove circolano carrelli, transpallet elettrici o furgoni, il rischio principale è l’investimento. I punti 1.4.3 e 1.4.4 chiedono distanza di sicurezza dai pedoni e vie dei mezzi lontane da porte, portoni, passaggi pedonali, corridoi e scale. Il punto 1.6.8 aggiunge che accanto ai portoni carrabili servono porte pedonali segnalate e sempre libere, salvo che il passaggio pedonale sia già sicuro. Per il traffico interno l’art. 163, comma 3, consente di usare la segnaletica prevista dalla normativa sul traffico stradale, nel rispetto dell’Allegato XXVIII.

SituazioneMisura tipica
Corridoio unico per carrelli e personeCorsia pedonale delimitata a terra o, meglio, con barriere; senso unico per i mezzi
Porta di un ufficio che si apre sulla corsia dei carrelliBarriera o transenna davanti all’uscita (punto 1.4.14), specchio, cartello di attenzione
Incrocio cieco tra scaffaliSpecchio parabolico, precedenza e limite di velocità scritti nella procedura
Portone di carico usato anche dai pedoniPorta pedonale separata accanto al portone (punto 1.6.8)
Piazzale con camion in manovraPercorso pedonale segnato verso uffici e spogliatoi, zona di attesa per gli autisti

Le strisce delle corsie, secondo l’Allegato XXVIII, sono continue, ben visibili e preferibilmente bianche o gialle, in contrasto con il pavimento. Le regole di circolazione, come velocità, precedenze e sensi unici, vanno scritte: lo schema è nella pagina sulle procedure di viabilità interna, mentre l’abilitazione di chi guida è nella scheda sui carrelli elevatori.

Ostacoli, aperture nel pavimento e zone di pericolo

Gli ostacoli fissi o mobili che non si possono togliere, come un pilastro, una tubazione bassa o lo spigolo di una macchina, vanno segnalati. L’Allegato XXVIII prevede strisce alternate gialle e nere oppure rosse e bianche, inclinate di circa 45 gradi e di dimensioni simili, proporzionate all’ostacolo. Le caratteristiche dei cartelli sono nella pagina sulla segnaletica di sicurezza.

Le aperture nel pavimento usate per sollevare carichi tra un piano e l’altro vanno protette su tutti i lati con parapetti normali con arresto al piede; al piano terreno l’arresto al piede non è richiesto (punto 1.4.12). Le zone in cui si rischia di cadere o di essere colpiti da oggetti devono avere dispositivi che impediscono l’accesso ai non autorizzati ed essere segnalate (punti 1.4.6-1.4.8). Durante una riparazione la via non sicura si sbarra e si espone il divieto di transito: un nastro bianco e rosso senza cartello e senza nessuno che lo controlli è un presidio debole.

Errore tipico in ispezione e checklist

L’osservazione più frequente durante un sopralluogo non riguarda il progetto ma l’uso: scatole in corridoio «solo per oggi», prolunghe che attraversano il passaggio, il bancale lasciato davanti alla porta pedonale. È anche la violazione più facile da contestare, perché basta una fotografia. La soluzione è organizzativa: aree di sosta segnate a terra per il materiale in attesa, una persona incaricata del controllo, un giro rapido a inizio turno.

  • Pavimenti integri: nessuna piastrella rotta, buca, soglia sollevata o tappeto che scivola.
  • Zone bagnate con scarico, pedane o calzature adatte.
  • Gradini isolati e dislivelli segnalati con colore a contrasto.
  • Corridoi liberi per tutta la larghezza, anche nei giorni di consegna.
  • Corsie pedonali separate da quelle dei mezzi, con strisce visibili.
  • Barriere davanti alle porte che si aprono sulle vie dei carrelli.
  • Porta pedonale accanto ai portoni carrabili, libera e segnalata.
  • Ostacoli inevitabili segnalati con strisce a 45 gradi.
  • Vetrate lungo i passaggi segnalate e di sicurezza fino a 1 metro, o separate dal passaggio.
  • Piazzale con percorsi pedonali e drenaggio delle acque.

Le carenze rilevate vanno nel DVR con l’azione correttiva, il responsabile e la data, così da dimostrare la gestione nel tempo. Una lista completa dei controlli per tutto l’edificio è nella checklist di sopralluogo dei locali.

Domande frequenti

Esiste una larghezza minima per i corridoi di lavoro?

L’Allegato IV non fissa un valore generale: chiede di dimensionare le vie sul numero di utenti e sul tipo di attività. Per le vie di esodo valgono le misure della normativa antincendio, che nei luoghi a basso rischio indica 900 mm con alcune riduzioni ammesse. Per i corridoi percorsi da carrelli si parte dall’ingombro del mezzo indicato dal costruttore, aggiungendo lo spazio per i pedoni se il passaggio è promiscuo.

Devo per forza tracciare le corsie a terra?

Il punto 1.4.5 chiede di evidenziare il tracciato delle vie quando l’uso e le attrezzature lo richiedono per proteggere i lavoratori. In un ufficio di norma non serve; in un magazzino con carrelli e pedoni sullo stesso pavimento è la misura minima attesa. Le strisce, secondo l’Allegato XXVIII, sono continue e preferibilmente bianche o gialle. Dove lo spazio lo consente, una barriera fisica protegge meglio della sola vernice.

Il pavimento bagnato in cucina o in lavaggio è una violazione?

Non di per sé, se il processo lo rende inevitabile. Il punto 1.3.3 chiede pavimenti impermeabili con pendenza verso gli scarichi e il punto 1.3.4 pedane o grigliati dove il pavimento resta bagnato, salvo che i lavoratori abbiano calzature impermeabili adatte. Diventa una carenza quando l’acqua ristagna, mancano scarichi o pedane e le calzature non sono adeguate.

Le regole valgono anche per il cortile e il parcheggio aziendale?

Sì, se sono aree dell’azienda accessibili ai lavoratori. Il punto 1.8 dell’Allegato IV estende i requisiti delle vie di circolazione alle vie principali sul terreno dell’impresa, a quelle che portano a posti di lavoro fissi, alle banchine di carico e, per analogia, ai luoghi di lavoro esterni. Il piazzale deve consentire la circolazione sicura di pedoni e veicoli, avere illuminazione artificiale se la luce naturale non basta e far defluire le acque piovane.

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