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Guida Sicurezza 81

Ordine e pulizia nei luoghi di lavoro: obblighi e routine

Ordine e pulizia nei luoghi di lavoro: cosa chiedono art. 64 e Allegato IV, routine 5S per piccole imprese, piano delle pulizie e checklist di fine turno.

Ordine e pulizia nei luoghi di lavoro sono un obbligo del datore di lavoro: l'art. 64 del D.Lgs. 81/08 chiede di tenere sgombre le vie di circolazione e le uscite e di pulire regolarmente locali, impianti e attrezzature. Non è una questione estetica: disordine e sporco sono tra le cause più comuni di scivolamenti, inciampi e incendi.

Gli altri requisiti dei locali sono riassunti nella guida ai requisiti dei luoghi di lavoro. Qui si guarda a un tema che sembra banale e invece compare in quasi ogni verbale di sopralluogo: come tenere in ordine e puliti locali e passaggi, chi lo fa e come dimostrarlo.

Cosa chiede la legge

L'obbligo principale è nell'art. 64, comma 1. La lett. b chiede che le vie di circolazione che portano alle uscite, e le uscite di emergenza, siano sgombre per poter essere usate in ogni momento. La lett. d chiede che luoghi, impianti e dispositivi siano sottoposti a "regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate". L'Allegato IV, nel testo coordinato dell'Ispettorato, traduce questi principi in regole precise.

Punto Allegato IVCosa prevede
1.1.6Locali tenuti puliti, con pulizia per quanto possibile fuori dall'orario di lavoro e in modo da ridurre il sollevamento di polvere, oppure con aspiratori
1.3.3Dove si versano regolarmente liquidi, pavimenti impermeabili, lisci e con pendenza verso gli scarichi
1.3.17Locali e attrezzature con sostanze tossiche, irritanti o infettanti puliti con frequenza e accuratezza
1.4.10Pavimenti e passaggi non ingombrati da materiali che ostacolano la circolazione
1.5.9Vie e uscite di emergenza e relative porte mai ostruite
1.9.1.5Depositi e sporcizia che possono contaminare l'aria eliminati rapidamente
1.13.4Refettori, spogliatoi, bagni e gabinetti tenuti scrupolosamente puliti dal datore di lavoro e usati con cura dai lavoratori

Le violazioni dell'art. 64 sono sanzionate dall'art. 68 a carico di datore di lavoro e dirigenti. Anche i lavoratori hanno un ruolo: l'art. 20 chiede di osservare le disposizioni ricevute e di segnalare le condizioni di pericolo, e il punto 1.13.4.2 chiede di usare i servizi con cura.

Perché il disordine è un rischio

Disordine e sporco non sono un rischio a sé, ma moltiplicano tre rischi già presenti in quasi tutte le aziende. Il primo è la caduta in piano: cavi sul pavimento, scatoloni nei passaggi, olio o acqua non asciugati. Il secondo è l'incendio: cartoni, imballi e stracci accumulati vicino a quadri elettrici o fonti di calore aumentano il carico di incendio. Il terzo è l'esodo: un'uscita bloccata da un bancale rende inutile tutto il piano di emergenza.

Per i pavimenti scivolosi in cucina c'è una pagina dedicata ai pavimenti scivolosi; le regole generali su pavimenti e passaggi sono nella pagina sulle vie di circolazione.

Una routine 5S per piccole imprese

Il metodo 5S nasce nell'organizzazione industriale giapponese e non è un obbligo normativo. È però il modo più semplice per rendere l'ordine un'abitudine controllabile anche in un laboratorio di tre persone. Le cinque fasi, tradotte:

  1. Separare: togliere dal reparto ciò che non serve, dagli attrezzi rotti ai materiali di commesse chiuse.
  2. Ordinare: dare un posto fisso a ogni cosa, segnato a terra, sulla parete o sullo scaffale, con gli oggetti pesanti in basso.
  3. Pulire: pulire per vedere i problemi, come perdite d'olio, cavi danneggiati, prese bruciate.
  4. Standardizzare: scrivere chi fa cosa e con quale frequenza, in un piano delle pulizie.
  5. Mantenere: un breve controllo periodico con la stessa lista, annotando gli scostamenti.

Il passaggio 3 è il più sottovalutato. Una pulizia fatta con attenzione è anche un'ispezione: chi pulisce il pavimento sotto una macchina vede la perdita prima che diventi una macchia scivolosa.

Il piano delle pulizie

Un piano scritto risponde a tre domande: cosa si pulisce, ogni quanto, chi lo fa. Il responsabile può essere indicato con il ruolo, purché sia chiaro. Esempio di piano per un laboratorio alimentare con 7 addetti:

AreaFrequenzaChiNote
Banchi e attrezzature di lavoroA fine turnoAddetto alla postazioneProdotti indicati nel piano, guanti
Pavimenti del laboratorioGiornaliera, a fine turnoImpresa di pulizieArea delimitata e cartello se si lavora ancora
Passaggi e uscite di emergenzaControllo giornalieroPrepostoNessun materiale nei passaggi
Bagni e spogliatoiGiornalieraImpresa di pulizieRegistro firmato
Scaffali del magazzinoSettimanaleMagazziniereEliminare imballi vuoti
Filtri dei climatizzatoriSecondo il librettoManutentoreAnnotare nel registro manutenzioni
Cappe e griglie di aspirazioneSecondo il librettoManutentoreGrasso accumulato aumenta il rischio incendio

Se le pulizie sono affidate a un'impresa esterna, si applica l'art. 26: verifica dell'idoneità tecnico-professionale, informazione sui rischi e coordinamento, con DUVRI nei casi in cui è richiesto. Gli aspetti contrattuali sono nella pagina sugli appalti di pulizia. Se invece puliscono i dipendenti, i prodotti usati vanno valutati nel rischio chimico e i lavoratori informati sulle schede di sicurezza; un modello di istruzione è nella procedura di pulizia.

Checklist di fine turno ed errori tipici

Una lista breve, appesa in reparto, funziona meglio di un regolamento lungo:

  • Uscite di emergenza e percorsi verso le uscite liberi
  • Nessun materiale, cavo o tubo nei passaggi
  • Liquidi versati asciugati, cartello "pavimento bagnato" dove serve
  • Attrezzi riposti nel loro posto, nessun utensile sui bordi degli scaffali
  • Imballi e scarti nei contenitori, non accatastati vicino a quadri o fonti di calore
  • Estintori e quadri elettrici visibili e raggiungibili
  • Prodotti chimici chiusi e riposti nell'armadio

Esempio: in una piccola falegnameria la segatura accumulata sotto le macchine viene rimossa con scopa e aria compressa a metà turno. È il caso tipico che il punto 1.1.6 vuole evitare: la pulizia solleva polvere mentre si lavora. La soluzione è un aspiratore industriale adatto alle polveri di legno e la pulizia a fine turno, a macchine ferme.

Gli errori che si vedono più spesso durante i controlli sono sempre gli stessi: uscite secondarie usate come deposito, spogliatoi pieni di merce, pavimenti lavati in orario di lavoro senza segnalazione, piano delle pulizie inesistente o mai compilato. Tutti si correggono senza spese, con un responsabile e un controllo fisso.

Domande frequenti

Il datore di lavoro può chiedere ai dipendenti di pulire?

Sì, se la pulizia rientra nelle mansioni previste dal contratto e dal CCNL applicato. In quel caso i lavoratori devono ricevere informazione e formazione sui prodotti usati, sulle schede di sicurezza e sui DPI necessari, come guanti adatti. Il piano delle pulizie deve indicare chi fa cosa, così che la responsabilità non resti generica.

Si può pulire durante l'orario di lavoro?

Il punto 1.1.6 dell'Allegato IV chiede che la pulizia avvenga, per quanto possibile, fuori dall'orario di lavoro e in modo da ridurre il sollevamento di polvere, oppure con aspiratori. Quando non è possibile, come in un negozio o in un bar aperti tutto il giorno, si pulisce a zone, delimitando l'area bagnata e segnalandola con un cartello.

Ogni quanto vanno puliti i locali di lavoro?

La legge chiede una pulizia regolare, senza fissare frequenze. La cadenza dipende dall'attività: giornaliera per bagni, pavimenti dei reparti e superfici di lavoro, più frequente dove si usano sostanze tossiche o infettanti, come chiede il punto 1.3.17. Il piano delle pulizie scritto serve proprio a fissare e dimostrare queste frequenze.

Un'uscita di emergenza ingombra per pochi minuti è una violazione?

Sì. L'art. 64 e il punto 1.5.9 dell'Allegato IV chiedono che vie e uscite di emergenza siano sgombre per poter essere usate in ogni momento, non solo durante i controlli. Un bancale lasciato davanti all'uscita durante uno scarico è proprio la situazione in cui un'emergenza diventa pericolosa. Conviene tracciare a terra le zone da tenere sempre libere.

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