Manutenzione e sicurezza sul lavoro: obblighi, registro, esempi
Manutenzione e sicurezza sul lavoro: cosa chiedono gli artt. 15, 64 e 71 del D.Lgs. 81/08, differenza tra manutenzione e verifica, registro ed esempio.
La manutenzione è una misura di sicurezza a tutti gli effetti: il D.Lgs. 81/08 la elenca tra le misure generali di tutela e la impone per luoghi, impianti e attrezzature. Una protezione che si degrada smette di proteggere, e il rischio torna al livello iniziale. Per questo va programmata, affidata a persone competenti, registrata e collegata al DVR.
Perché la manutenzione è una misura di sicurezza
Nella valutazione dei rischi molti livelli bassi si reggono su qualcosa che funziona: il riparo della macchina, il differenziale, la cappa, il fermo di emergenza, il parapetto. La valutazione presuppone che quelle misure restino efficaci. Se nessuno le controlla, il rischio scritto nel documento non corrisponde più a quello reale. Il pillar sulla valutazione dei rischi spiegata a chi non è tecnico spiega come si arriva a quei livelli; questa scheda riguarda come mantenerli.
Per questo l'art. 15 del D.Lgs. 81/2008, alla lettera z), mette tra le misure generali di tutela «la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti». Due elementi vanno sottolineati: l'attenzione ai dispositivi di sicurezza, che sono proprio le parti più spesso trascurate perché non servono alla produzione, e il riferimento alle istruzioni del fabbricante, che diventano il primo criterio per decidere che cosa fare e con quale frequenza.
Cosa prevede la legge per luoghi, impianti e attrezzature
| Oggetto | Norma | Cosa chiede in sintesi |
|---|---|---|
| Ambienti, attrezzature, impianti | Art. 15, c. 1, lett. z) | Regolare manutenzione, in particolare dei dispositivi di sicurezza, secondo i fabbricanti |
| Luoghi di lavoro, impianti, dispositivi | Art. 64, c. 1, lett. c) | Regolare manutenzione tecnica ed eliminazione rapida dei difetti che possono pregiudicare la sicurezza |
| Impianti e dispositivi di sicurezza | Art. 64, c. 1, lett. e) | Regolare manutenzione e controllo del loro funzionamento |
| Attrezzature di lavoro | Art. 71, c. 4, lett. a) | Uso conforme alle istruzioni e idonea manutenzione per conservare nel tempo i requisiti di sicurezza |
| Registro di controllo | Art. 71, c. 4, lett. b) | Tenuta e aggiornamento del registro per le attrezzature per cui è previsto |
| Controlli su attrezzature soggette a deterioramento | Art. 71, c. 8 | Controlli periodici e straordinari, eseguiti da persona competente |
| Esito dei controlli | Art. 71, c. 9 | Risultati per iscritto, conservati almeno per gli ultimi tre anni |
| Attrezzature dell'Allegato VII | Art. 71, c. 11 | Verifiche periodiche obbligatorie, oltre ai controlli del comma 8 |
Il comma 8 dell'art. 71 indica anche quando servono i controlli straordinari: dopo riparazioni, trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o lunghi periodi di inattività. È una regola utile per le piccole imprese stagionali, che riaprono dopo mesi con macchine ferme. Le verifiche sulle attrezzature dell'Allegato VII, come apparecchi di sollevamento e piattaforme, sono descritte nella pagina sulle verifiche periodiche delle attrezzature.
Manutenzione, controllo e verifica: tre cose diverse
Nei documenti aziendali le tre parole si usano spesso come sinonimi. Distinguerle aiuta a capire chi deve fare cosa.
| Attività | Scopo | Chi la fa di solito | Come si documenta |
|---|---|---|---|
| Manutenzione ordinaria | Mantenere l'efficienza: pulizia, lubrificazione, sostituzione di parti usurate | Addetti formati o manutentore, secondo il manuale | Scheda o registro di manutenzione |
| Manutenzione straordinaria | Riparare guasti o modificare l'attrezzatura | Manutentore qualificato o fabbricante | Rapporto di intervento, eventuale nuova valutazione |
| Controllo | Accertare che i dispositivi di sicurezza funzionino | Persona competente, anche interna | Registro dei controlli, conservato almeno tre anni |
| Verifica periodica | Accertamento previsto dalla legge per alcune attrezzature e impianti | Soggetti abilitati | Verbale di verifica |
Un'attrezzatura può essere ben manutenuta dal punto di vista produttivo e insicura: la macchina taglia perfettamente, ma il microinterruttore del riparo è stato escluso con un nastro. Per questo i controlli dei dispositivi di sicurezza vanno previsti in modo esplicito, non lasciati alla manutenzione generica.
Il registro dei controlli: cosa scriverci
Anche quando un registro non è obbligatorio per legge, tenerne uno è il modo più semplice per dimostrare che la manutenzione è stata fatta. Ogni annotazione dovrebbe contenere:
- attrezzatura, impianto o dispositivo, identificato in modo univoco (modello, matricola o posizione);
- data dell'intervento e tipo: ordinario, straordinario, controllo;
- che cosa è stato controllato o sostituito;
- esito, con eventuali difetti rilevati;
- provvedimento adottato e data di risoluzione;
- nome e firma di chi ha eseguito l'intervento;
- scadenza del prossimo intervento.
Il registro può essere cartaceo o digitale, purché leggibile e disponibile in caso di controllo. Come impostarlo per le macchine è spiegato nella scheda sul registro delle attrezzature.
Esempio svolto: piano di manutenzione di una pizzeria
Esempio: una pizzeria con sei addetti, forno elettrico, impastatrice, affettatrice, cappa di aspirazione, impianto elettrico e porte di emergenza. Il piano collega ogni intervento al rischio che previene.
| Elemento | Rischio che previene | Intervento | Frequenza | Chi |
|---|---|---|---|---|
| Affettatrice | Taglio | Controllo di paralama e protezioni, affilatura | Indicata dal manuale del fabbricante | Addetto formato |
| Impastatrice | Schiacciamento | Prova del fermo all'apertura della griglia | Prima dell'uso, a ogni turno | Pizzaiolo |
| Cappa di aspirazione | Incendio, fumi | Pulizia dei filtri e dei condotti | Secondo manuale e intensità d'uso | Impresa esterna |
| Impianto elettrico | Contatto elettrico | Prova del pulsante di test dei differenziali | Secondo indicazioni del costruttore | Titolare |
| Porte di emergenza | Esodo impedito | Verifica di apertura e sgombero | Settimanale | Preposto |
Le frequenze non vanno inventate: si prendono dal manuale d'uso e manutenzione, dalle norme tecniche o dalle buone prassi, come prevede lo stesso art. 71. Dove ricavarle è spiegato nella pagina sul manuale d'uso e manutenzione.
La manutenzione è essa stessa un'attività a rischio
Molti infortuni gravi avvengono proprio durante pulizia, regolazione o riparazione, quando le protezioni sono rimosse e la macchina può ripartire. L'art. 71, comma 7, prevede che riparazioni, trasformazioni e manutenzioni siano affidate a lavoratori qualificati in maniera specifica. Nel DVR la manutenzione va quindi valutata come una fase di lavoro, con procedura di messa in sicurezza: arresto, sezionamento dell'energia, blocco contro il riavvio, verifica prima di intervenire.
Quando la manutenzione è affidata a un'impresa esterna, si applicano gli obblighi di verifica e coordinamento per gli appalti, spiegati nella pagina sugli appalti di manutenzione.
Domande frequenti
La manutenzione deve essere scritta nel DVR?
Sì, nel senso che le misure di cui il DVR tiene conto devono restare efficaci, e la manutenzione è il modo per garantirlo. Il documento dovrebbe indicare, almeno per le protezioni e i dispositivi su cui si reggono i livelli di rischio, chi li controlla e con quale frequenza. Il dettaglio operativo può stare in un piano o registro separato, richiamato dal DVR.
Posso fare da solo la manutenzione delle mie attrezzature?
Gli interventi semplici previsti dal manuale per l'utilizzatore, come pulizia e controlli funzionali, possono essere fatti internamente da persone formate. Riparazioni, trasformazioni e manutenzioni più complesse vanno affidate a lavoratori qualificati in modo specifico, come richiede l'art. 71, comma 7, oppure a manutentori esterni o al fabbricante. In ogni caso l'intervento va annotato.
Per quanto tempo devo conservare i controlli sulle attrezzature?
L'art. 71, comma 9, chiede che i risultati dei controlli siano riportati per iscritto e che almeno quelli degli ultimi tre anni siano conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza. Conservarli più a lungo non è vietato e può essere utile, ad esempio per ricostruire la storia di una macchina dopo un guasto o un infortunio.
Cosa rischio se una protezione non funziona per mancata manutenzione?
Oltre alle sanzioni previste per la violazione degli obblighi sulle attrezzature e sui luoghi di lavoro, il problema più serio emerge in caso di infortunio. Se il DVR considerava basso un rischio grazie a una protezione che nessuno controllava, il documento dimostra che il rischio era noto e che la misura non è stata mantenuta. Un registro aggiornato è la prova del contrario.
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