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Guida Sicurezza 81

Quando serve il DUVRI e quando non serve: come decidere

Quando serve il DUVRI: cinque domande per decidere, come contare gli uomini-giorno, i rischi che annullano le esclusioni e come documentare l’esclusione.

Il DUVRI serve quando affidi lavori, servizi o forniture con posa da svolgere nei tuoi locali e c'è possibilità di interferenza. Non serve per servizi intellettuali, mere forniture e interventi fino a cinque uomini-giorno in un anno, purché non ci siano rischi come incendio elevato, ambienti confinati, cancerogeni, amianto o atmosfere esplosive.

La regola in breve e dove trovarla

Il capitolo su appalti e interferenze riassume l'art. 26 e contiene una tabella con i casi più comuni. Questa pagina serve a decidere i casi meno ovvi: contratti di manutenzione con più visite all'anno, forniture con un minimo di montaggio, interventi brevi ma in luoghi particolari.

La base è il comma 3 dell'art. 26 del D.Lgs. 81/08, che chiede al committente un documento unico di valutazione dei rischi da interferenze. Il comma 3-bis toglie l'obbligo in tre casi, ma lo fa "ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2": la verifica del fornitore, l'informazione sui rischi, la cooperazione e il coordinamento restano dovuti sempre.

Cinque domande per decidere

  1. Il lavoro si svolge in luoghi di cui hai la disponibilità giuridica? La tua sede, un'unità produttiva, un'area del tuo ciclo produttivo. Se l'appaltatore lavora nella propria officina, l'art. 26 sulle interferenze non entra in gioco.
  2. È un lavoro edile o di ingegneria civile dell'Allegato X? Se sì, valgono anche le regole del Titolo IV. Con PSC e POS, il loro rispetto vale come adempimento dell'art. 26 per i commi 1 lettera b, 2, 3 e 5 (art. 96, comma 2); se il PSC non è previsto, l'art. 26 resta applicabile. Il dettaglio è nella pagina sul PSC.
  3. È un servizio intellettuale o una mera fornitura? Consulenze, audit, progettazione, formazione in aula; consegne di materiali o attrezzature senza installazione. Se sì, il DUVRI non serve.
  4. Ci sono interferenze? Contatti rischiosi tra l'appaltatore e il tuo personale, i visitatori o altri fornitori nello stesso luogo, anche solo per spazi, percorsi o orari condivisi. Se il lavoro è del tutto separato e non ne crea, il DUVRI non serve; resta da documentare la valutazione che ha portato a questa conclusione.
  5. L'intervento supera cinque uomini-giorno in un anno, o comporta uno dei rischi elencati dal comma 3-bis? Se sì e ci sono interferenze, il DUVRI serve. Se no, l'esclusione del comma 3-bis si applica.

Anche quando la soglia o i rischi non fanno scattare il DUVRI, restano verifica, informazione, cooperazione e coordinamento dei commi 1 e 2.

Come si contano gli uomini-giorno

Il comma 3-bis definisce gli uomini-giorno come l'entità presunta dei lavori, servizi e forniture, data dalla somma delle giornate di lavoro necessarie all'effettuazione dei lavori, considerata con riferimento all'arco temporale di un anno dall'inizio dei lavori. Due conseguenze pratiche: si contano le persone moltiplicate per i giorni, e si guarda l'intero anno, non la singola uscita.

InterventoCalcoloTotaleDUVRI per durata
Un tecnico, una visita di un giorno per guasto1 × 11no
Due operai per due giorni per sostituire una porta2 × 24no
Manutenzione dei condizionatori, un tecnico per 4 visite di un giorno nell'anno1 × 44no
Manutenzione mensile del compressore, un tecnico per un giorno al mese1 × 1212sì
Tre operai per due giorni per montare un soppalco3 × 26sì
Pulizia vetri, due addetti per mezza giornata ogni trimestre2 × 0,5 × 44, oppure 8 a giornate intereda valutare, prudenza: sì

Per il conteggio delle mezze giornate la norma non dà indicazioni: l'approccio prudente è contare come giornata intera ogni presenza, e con questo criterio l'ultima riga arriva a 8, sopra la soglia. Esempio: se la stessa impresa fa più interventi diversi nell'anno con contratti separati, conviene sommarli, perché le interferenze nei tuoi locali sono le stesse e la frammentazione del contratto potrebbe essere letta come elusione.

I rischi che fanno cadere l'esclusione

Il comma 3-bis elenca i casi in cui l'esclusione dei cinque uomini-giorno non vale. Sono rischi per cui anche un intervento di poche ore richiede una valutazione scritta delle interferenze.

Rischio indicato dal comma 3-bisEsempio in una piccola impresa
Incendio di livello elevatolavori a caldo in un deposito di materiali infiammabili classificato a rischio elevato
Ambienti sospetti di inquinamento o confinati (DPR 177/2011)pulizia di una cisterna, ispezione di un pozzetto o di un vano tecnico chiuso
Agenti cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione o biologiciintervento in un laboratorio con agenti biologici; rimozione di polveri di legno duro
Amiantoforatura o rimozione di pannelli o coperture con amianto
Atmosfere esplosivemanutenzione in una zona classificata ATEX, come un locale di ricarica o un'area con polveri combustibili
Rischi particolari dell'Allegato XIlavori con rischio di caduta dall'alto oltre 2 m di particolare gravità, vicino a linee elettriche aeree in tensione, con rischio di seppellimento

Sul rischio incendio una precisazione: il comma rinvia ancora alla classificazione del DM 10 marzo 1998, che nel frattempo è stato sostituito dai decreti antincendio del 2021. In attesa di un aggiornamento del rinvio, è prudente considerare escluse dall'esonero le attività che la valutazione del rischio incendio colloca al livello più alto. Per gli ambienti confinati, oltre al DUVRI valgono i requisiti del DPR 177/2011, compresa la formazione specifica.

Quando non serve: le esclusioni lette bene

Le tre esclusioni sono più strette di quanto sembri. Il servizio intellettuale resta tale finché il consulente lavora in ufficio; se il tecnico che fa la verifica dell'impianto apre quadri elettrici o sale in copertura, l'attività non è più solo intellettuale. La mera fornitura riguarda materiali o attrezzature consegnati e basta: se il fornitore installa, monta o collauda la macchina nel tuo reparto, l'esclusione non si applica e si torna al conteggio degli uomini-giorno.

Anche il caso più comune, l'intervento breve, ha un limite pratico. L'esclusione riguarda il documento, non il problema: se il tecnico deve lavorare nella corsia dove passano i carrelli, la misura di separazione va decisa e comunicata comunque, magari con un verbale di una pagina.

La norma prevede anche un'alternativa al DUVRI, l'incaricato della cooperazione e del coordinamento, ma solo nei settori a basso rischio individuati con il decreto previsto dall'art. 29, comma 6-ter. Quel decreto, a ottobre 2026, non risulta emanato: l'alternativa quindi non è utilizzabile. Esiste poi un caso particolare, il comma 3-ter, per i contratti affidati da soggetti che non sono il datore di lavoro dei luoghi, come le centrali di committenza: chi affida redige una valutazione ricognitiva dei rischi standard e chi ospita il servizio la integra prima dell'inizio con i rischi specifici del luogo.

Come documentare la decisione

Quando il DUVRI non è dovuto, conviene comunque lasciare traccia del ragionamento. Una nota di una pagina, conservata nella cartella su DUVRI e appalti, con:

  • fornitore, oggetto e luogo dell'intervento;
  • uomini-giorno stimati nell'anno e come sono stati calcolati;
  • conferma che non ci sono i rischi del comma 3-bis;
  • informazioni sui rischi consegnate e misure di coordinamento decise;
  • data e firma del datore di lavoro o di chi ha istruito la pratica.

Errore tipico in ispezione: dichiarare "intervento sotto i cinque uomini-giorno" per un contratto di manutenzione annuale con visite mensili. L'ispettore somma le giornate dell'anno: se le visite interferiscono con il personale o con altre imprese, il DUVRI risulta mancante. Il caso dei tecnici informatici e dei manutentori occasionali è approfondito in appalti informatici e tecnici; se il DUVRI serve, i suoi contenuti sono nella scheda sul DUVRI.

Domande frequenti

Il DUVRI serve per il corriere che consegna la merce?

In genere no, perché la consegna senza installazione è una mera fornitura. Il corriere però entra nel piazzale e nella baia di carico, dove possono circolare carrelli e pedoni: le regole di accesso, i percorsi e il divieto di salire sui mezzi di movimentazione vanno comunicati comunque, come informazione sui rischi dell'art. 26, comma 1. Se il fornitore installa o monta, l'esclusione non vale più.

Se l'intervento è di un giorno ma in un locale ATEX serve il DUVRI?

Sì, se l'intervento interferisce con il tuo personale o con altre imprese. Le atmosfere esplosive sono tra i rischi che il comma 3-bis indica come causa di esclusione dall'esonero, quindi in presenza di interferenze il DUVRI va redatto anche per un intervento breve. Deve indicare la zona classificata, le attrezzature ammesse, l'eventuale permesso di lavoro e le misure per evitare inneschi, coordinate con le procedure del tuo documento sulla protezione contro le esplosioni.

Un consulente che fa formazione in azienda rientra nei servizi intellettuali?

Sì, la docenza in aula è un servizio di natura intellettuale e il DUVRI non è dovuto. Restano da dare le informazioni su vie di esodo, punto di raccolta e numeri di emergenza. Se però la formazione comprende una parte pratica con macchine, carrelli o lavori in quota nei tuoi reparti, quella parte va valutata a sé, perché l'attività non è più solo intellettuale.

Il DUVRI serve se il committente non ha dipendenti?

L'art. 26 riguarda il datore di lavoro committente, quindi chi non ha lavoratori non ha interferenze con propri dipendenti da valutare. Se però affidi lavori a più imprese che operano insieme nei tuoi locali, le interferenze tra loro esistono: informare sui rischi dell'ambiente e favorire il coordinamento resta la scelta prudente. Nei lavori edili con più imprese si applicano invece le regole del Titolo IV.

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