DUVRI per tecnici informatici e manutentori: quando serve
DUVRI per tecnici informatici e manutentori: la soglia dei cinque uomini-giorno, rischi elettrici, cablaggi, sale server e una scheda semplice.
Per la visita di un tecnico informatico o di un manutentore di apparecchi il DUVRI serve solo se il suo lavoro nei tuoi locali crea interferenze con i tuoi lavoratori o con altre imprese e, in più, supera cinque uomini-giorno in un anno oppure comporta rischi particolari come incendio elevato, ambienti confinati o amianto. Senza interferenze o sotto soglia bastano verifica del fornitore, informazioni sui rischi e una scheda di coordinamento.
Quali appalti rientrano in questa pagina
Il capitolo appalti e interferenze spiega gli obblighi dell'art. 26 e la tabella generale per decidere sul DUVRI. Qui ci si concentra su una famiglia di fornitori che in un ufficio o in una piccola azienda entra spesso e quasi sempre senza alcuna formalità: tecnici informatici, installatori di reti e centralini, manutentori di stampanti e fotocopiatrici, installatori di impianti di allarme e videosorveglianza, tecnici dei gruppi di continuità e dei condizionatori delle sale server.
Il primo filtro è il luogo. L'art. 26 si applica ai lavori e servizi affidati all'interno dell'azienda o dell'unità produttiva, di cui il committente ha la disponibilità giuridica. L'assistenza da remoto, la gestione di server in un data center del fornitore o lo sviluppo di software negli uffici del fornitore non portano nessuno nei tuoi locali e non creano interferenze. La consulenza informatica, come un'analisi dei sistemi o un audit, è un servizio di natura intellettuale e rientra nelle esclusioni dal DUVRI del comma 3-bis anche quando si svolge in sede.
La soglia dei cinque uomini-giorno applicata ai tecnici
Il comma 3-bis dell'art. 26 del D.Lgs. 81/2008 esclude dal DUVRI i lavori e servizi di durata non superiore a cinque uomini-giorno. La soglia decide solo se vale questa esclusione: il DUVRI resta legato all'esistenza di interferenze (art. 26, comma 3), quindi un intervento lungo in una sala server chiusa, senza contatti con il tuo personale o con altri fornitori, può non richiederlo anche oltre i cinque uomini-giorno. La tabella presuppone che il tecnico lavori in spazi condivisi. Gli uomini-giorno sono la somma delle giornate di lavoro necessarie, stimate in anticipo e riferite all'arco di un anno dall'inizio dei lavori. Il conto va fatto sull'appalto, non sulla singola visita.
| Situazione | Uomini-giorno stimati | DUVRI |
|---|---|---|
| Installazione di 6 computer, un tecnico per un giorno | 1 | no, salvo rischi particolari |
| Contratto di assistenza con un intervento in sede al mese, un tecnico per un giorno | 12 | sì |
| Manutenzione della fotocopiatrice, 3 visite l'anno di un tecnico per mezza giornata | 3 anche contando ogni visita come giornata intera | no, salvo rischi particolari |
| Nuovo cablaggio di rete su due piani, 2 tecnici per 4 giorni | 8 | sì |
| Sostituzione delle batterie del gruppo di continuità, un tecnico per un giorno | 1 | no, salvo rischi particolari |
| Passaggio di cavi che richiede di aprire o forare pannelli contenenti amianto | qualsiasi | sì, l'esclusione cade |
L'esclusione cade, a prescindere dalla durata, se l'intervento comporta rischio di incendio di livello elevato, attività in ambienti confinati o sospetti di inquinamento, agenti cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione o biologici, amianto, atmosfere esplosive o i rischi particolari dell'Allegato XI. Per un tecnico informatico l'ipotesi più concreta è l'amianto negli edifici datati: forare o aprire controsoffitti e pannelli senza sapere di cosa sono fatti è un rischio per tutti i presenti, non solo per il tecnico. Se il DVR o il censimento dell'edificio segnalano materiali contenenti amianto, il committente deve dirlo prima dell'intervento.
I rischi che il committente deve comunicare
Un tecnico informatico non lavora solo sulla tastiera. I rischi da interferenza più frequenti, che vanno comunicati con le informazioni dell'art. 26, comma 1, lettera b, sono questi.
- Rischio elettrico: quadri e prese sovraccariche, ciabatte in cascata, gruppi di continuità che restano in tensione anche con la rete staccata. Chi apre un quadro o lavora su un UPS deve essere qualificato dal proprio datore di lavoro secondo la norma CEI 11-27; il committente deve indicare dove sono i quadri, quali linee alimentano cosa e chi può autorizzare uno sgancio. Le regole su chi può fare questi lavori sono in lavori elettrici: chi può farli.
- Interruzioni impreviste: staccare una linea per il tecnico può spegnere un frigorifero di farmaci, un allarme o una macchina in funzione. Va concordato prima.
- Lavori in quota: passaggi di cavi in controsoffitto, telecamere a parete, antenne. Il tecnico usa le sue scale o un suo trabattello; l'area sottostante va liberata dal personale.
- Polveri e forature: lavori in orario d'ufficio vicino alle postazioni, con polvere e rumore.
- Sale server con impianti di spegnimento a gas: se presenti, il tecnico deve sapere come funzionano, dove sono i comandi e come comportarsi in caso di scarica.
- Toner e parti calde: nelle stampanti professionali, polveri di toner durante la pulizia e componenti ad alta temperatura; l'intervento si fa con la macchina ferma e l'area libera.
Approccio semplificato per gli interventi sotto soglia
Sotto la soglia, senza rischi particolari, il DUVRI non è richiesto, ma restano obbligatori la verifica dell'idoneità tecnico-professionale, le informazioni sui rischi, la cooperazione e il coordinamento. Per un ufficio o una piccola azienda il modo più proporzionato è una scheda unica di una pagina, preparata una volta per ogni fornitore abituale e aggiornata quando cambia qualcosa.
- Dati del fornitore e dei tecnici che entrano, con verifica della tessera di riconoscimento (art. 26, comma 8).
- Documenti acquisiti per l'idoneità: certificato di iscrizione alla Camera di commercio e autocertificazione dei requisiti (art. 26, comma 1, lettera a).
- Tipo di interventi previsti e stima degli uomini-giorno nell'anno.
- Rischi dei locali: posizione dei quadri elettrici, locali con accesso limitato, eventuali materiali contenenti amianto, impianti di spegnimento.
- Regole: interventi elettrici solo previo accordo, sganci autorizzati dal referente, area libera per i lavori in quota, nessuna foratura senza conferma.
- Emergenze: vie di esodo, punto di raccolta, addetti, numeri utili.
- Firme del referente del committente e del responsabile del fornitore, con data.
Se in corso d'anno le visite aumentano e la stima supera i cinque uomini-giorno, e gli interventi interferiscono con le attività dei locali, la scheda non basta più e serve il DUVRI, allegato al contratto, con i costi della sicurezza da interferenze. La differenza tra i due strumenti è spiegata in quando serve il DUVRI.
Esempio pratico
Esempio: uno studio commerciale con 7 dipendenti ha un contratto di assistenza informatica che prevede la gestione da remoto e, all'occorrenza, interventi in sede. Nell'anno precedente il tecnico è venuto quattro volte, per mezza giornata. Lo studio stima per l'anno in corso non più di quattro giornate e nessun lavoro che faccia cadere l'esclusione: compila la scheda semplificata, la fa firmare al titolare della ditta informatica e la conserva con il contratto.
A marzo lo studio decide di rifare il cablaggio di rete: due tecnici per tre giorni, con passaggi nel controsoffitto. Il totale stimato dell'anno sale a dieci uomini-giorno. Lo studio redige il DUVRI per l'intervento, dopo aver verificato con il proprietario dell'immobile che i pannelli del controsoffitto non contengono amianto, concorda che i lavori in quota si fanno il sabato, indica nel contratto i costi della sicurezza da interferenze e tiene una breve riunione di coordinamento con il caposquadra.
Domande frequenti
Serve il DUVRI per un tecnico che installa un computer?
Di solito no. Un intervento di poche ore, entro cinque uomini-giorno nell'anno e senza rischi particolari, rientra nell'esclusione del comma 3-bis. Restano obbligatorie la verifica dell'idoneità del fornitore, le informazioni sui rischi dei locali e il coordinamento. Il conteggio va però fatto su tutto l'appalto nell'arco dell'anno: se lo stesso fornitore torna spesso, le giornate si sommano.
L'assistenza informatica da remoto rientra nell'art. 26?
No, se il fornitore non entra nei tuoi locali. L'art. 26 riguarda lavori e servizi affidati all'interno dell'azienda o di una sua unità produttiva, dove possono esserci interferenze tra persone di imprese diverse. Un intervento da remoto non crea questo contatto. Se però il contratto prevede anche interventi in sede, per quelli valgono le regole ordinarie dell'art. 26.
Il tecnico informatico può lavorare su un quadro elettrico?
Solo se il suo datore di lavoro lo ha qualificato per quel tipo di lavoro secondo la norma CEI 11-27 e, per modifiche all'impianto, se l'impresa è abilitata ai sensi del DM 37/2008. Il committente non deve autorizzare interventi improvvisati sui quadri: indica dove sono, chi può autorizzare gli sganci e chiede che i lavori elettrici siano affidati a personale qualificato.
Chi paga i costi della sicurezza nel contratto di assistenza?
Quando il DUVRI è dovuto, i costi delle misure contro le interferenze vanno indicati specificamente nel contratto, a pena di nullità, e non sono soggetti a ribasso (art. 26, comma 5). Fanno parte del corrispettivo pagato dal committente e non si riducono in sede di offerta. Non comprendono i costi propri della sicurezza dell'impresa, come i suoi DPI o le sue scale, che restano a suo carico.
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