DUVRI: cos'è, cosa contiene e come si tiene aggiornato
DUVRI cos'è e cosa contiene: le sezioni di un documento ben fatto, chi lo redige e lo firma, come si allega al contratto e quando va aggiornato.
Il DUVRI è il documento unico di valutazione dei rischi da interferenze: lo redige il committente e indica, per un appalto preciso, dove i lavoratori delle due imprese possono intralciarsi o mettersi in pericolo e quali misure lo evitano. Contiene anagrafica, luoghi, orari, interferenze, misure, emergenze e costi, va allegato al contratto e aggiornato quando cambia qualcosa.
A cosa serve e cosa non deve contenere
Quando il DUVRI è obbligatorio lo spiega il capitolo su appalti e interferenze, e i casi di confine sono nella pagina quando serve il DUVRI. Qui si parla del documento in sé: come è fatto, chi lo firma, come si mantiene vivo durante il contratto.
L'art. 26, comma 3 chiede un documento che indichi le misure adottate per eliminare o, ove non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Lo stesso comma precisa che queste regole non si applicano ai rischi specifici propri dell'attività dell'appaltatore. Per questo un buon DUVRI è breve e mirato: non ripete il DVR del committente, non copia quello dell'appaltatore, non elenca rischi generici come "rischio elettrico" senza dire dove e quando.
Il criterio di verifica è semplice. Per ogni riga ci si chiede: questo rischio esiste perché due attività si incontrano? Se la risposta è no, la riga sta in un altro documento.
Le sezioni di un DUVRI completo
| Sezione | Cosa scrivere | Esempio |
|---|---|---|
| Anagrafica e contratto | committente, appaltatore, eventuali subappaltatori, oggetto, durata, riferimento del contratto | pulizia uffici e magazzino, da gennaio a dicembre |
| Referenti | chi coordina per il committente; il preposto dell'appaltatore indicato ai sensi del comma 8-bis | responsabile amministrativo; caposquadra pulizie |
| Luoghi e orari | aree in cui si lavora, accessi, orari, aree vietate | uffici dalle 18 alle 21, magazzino solo il sabato mattina |
| Attività del committente presenti | chi c'è e cosa fa negli stessi luoghi e orari | carrellisti fino alle 18; pubblico in negozio fino alle 19:30 |
| Interferenze individuate | dove e quando le attività si sovrappongono, con il pericolo concreto | pavimenti bagnati nel passaggio clienti; carrelli in corsia |
| Misure | cosa si fa, chi lo fa, quando | segnaletica pavimento bagnato a carico dell'appaltatore; corsie lavate dopo le 18 |
| Emergenze | vie di esodo, punto di raccolta, estintori, numeri, chi chiama i soccorsi | planimetria allegata, addetto antincendio del committente |
| Regole di accesso | tessera di riconoscimento, registro ingressi, uso di impianti e attrezzature del committente | divieto di usare il carrello elevatore aziendale |
| Costi della sicurezza | misure da interferenza con il loro valore, non soggetto a ribasso | segnaletica mobile, coni, una riunione iniziale |
| Firme e revisioni | data, firme, numero di revisione, motivo dell'aggiornamento | revisione 2 per nuovo subappaltatore |
La sezione sui costi è collegata all'obbligo del comma 5, che richiede di indicarli nel contratto a pena di nullità, salvo la somministrazione di beni e servizi essenziali (art. 1559 c.c.): il metodo di stima è nella pagina sui costi della sicurezza. Per individuare le interferenze nelle situazioni più frequenti si può partire dagli esempi della pagina sulle interferenze.
Chi lo redige e chi lo firma
L'obbligo di elaborare il DUVRI è del datore di lavoro committente, che può farsi aiutare dall'RSPP o da un consulente ma ne resta responsabile. Il comma 3 dice che il documento è allegato al contratto, ma non elenca chi deve firmarlo. Nella pratica le firme utili sono tre.
- Il datore di lavoro committente, che adotta il documento.
- Il datore di lavoro dell'appaltatore, o un suo delegato, per presa visione e condivisione delle misure. La firma prova che le informazioni sono state scambiate; non trasferisce all'appaltatore l'obbligo di redazione.
- Ogni subappaltatore, quando entra nei luoghi di lavoro.
Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto di accedere al DUVRI su richiesta, come prevede lo stesso comma 3; coinvolgerlo prima della firma aiuta a trovare interferenze che chi scrive da ufficio non vede. La legge non impone la data certa per il DUVRI, ma una data esplicita e un numero di revisione su ogni versione evitano dubbi su quale testo fosse in vigore in un certo giorno.
Un caso particolare è quello del comma 3-ter, quando chi affida il contratto non è il datore di lavoro dei luoghi, ad esempio una centrale di committenza: il soggetto che affida redige un documento con una valutazione ricognitiva dei rischi standard, e il soggetto presso cui si esegue il contratto lo integra con i rischi specifici del luogo prima dell'inizio. L'integrazione è sottoscritta per accettazione dall'esecutore.
Allegato al contratto: come farlo davvero
Il DUVRI deve essere allegato al contratto di appalto o d'opera. Nelle piccole imprese il contratto spesso non c'è, o è un preventivo firmato: in quel caso il DUVRI va richiamato e allegato al documento con cui si conferisce l'incarico, firmato da entrambe le parti prima dell'inizio. Un DUVRI datato dopo l'inizio dei lavori è uno degli elementi che un ispettore nota subito.
Nei contratti continuativi, come le pulizie o la manutenzione programmata, il DUVRI accompagna il contratto per tutta la durata e va conservato con le sue revisioni. Una copia deve essere disponibile nei luoghi di lavoro per il preposto dell'appaltatore, che è la persona che deve far rispettare le misure ai suoi lavoratori.
Nei cantieri temporanei o mobili, con PSC e POS, il DUVRI non si redige: l'art. 96, comma 2 stabilisce che accettazione del PSC e redazione del POS valgono come adempimento dell'art. 26 per i commi 1 lettera b, 2, 3 e 5.
Quando va aggiornato
Il comma 3 chiede di adeguare il DUVRI in funzione dell'evoluzione dei lavori, servizi e forniture. Non c'è una scadenza fissa: conta il cambiamento. Le situazioni tipiche che richiedono una revisione sono:
- nuove aree o nuovi orari di lavoro dell'appaltatore;
- ingresso di un subappaltatore o di un'altra impresa che lavora negli stessi luoghi;
- nuove attrezzature, prodotti o mezzi portati dall'appaltatore;
- modifiche al layout, al piano di emergenza o alle attività del committente;
- un infortunio o un quasi infortunio legato all'appalto;
- il rinnovo di un contratto pluriennale.
Ogni revisione va datata, motivata e firmata almeno dalle due parti, con l'indicazione delle misure cambiate. Se l'aggiornamento nasce da una riunione, il verbale si può costruire sul modello del fac-simile di verbale di coordinamento.
Errori tipici in ispezione
- DUVRI fotocopia: lo stesso documento per l'impresa di pulizie, il manutentore e l'elettricista, con le stesse frasi generiche. Non dimostra alcuna valutazione.
- Rischi propri dell'appaltatore al posto delle interferenze: pagine sull'uso dei detergenti o sulla movimentazione dei carichi dell'impresa di pulizie, nessuna riga sui clienti che camminano sul pavimento bagnato.
- Misure senza responsabile: "delimitare l'area" senza dire chi delimita, con cosa e quando.
- Costi assenti o pari a zero quando il documento prevede misure che hanno un costo, come transenne o un addetto a terra.
- Subappaltatore presente in azienda ma assente dal DUVRI.
- Nessuna revisione in tre anni di contratto, nonostante il cambio di orari o di sede.
Esempio: un ristorante con 10 dipendenti affida la pulizia delle cappe a un'impresa, tre addetti per due giorni l'anno. Il DUVRI dedica una pagina a luoghi e orari, chiusura della cucina, gas spento e verificato, accesso al tetto solo con le misure dell'impresa, area esterna delimitata, e una tabella di sei interferenze con misura e responsabile. Quattro pagine bastano, se ogni riga è vera.
Domande frequenti
Il DUVRI va redatto per ogni appaltatore o ne basta uno per tutti?
Il documento riguarda le interferenze di un appalto concreto, quindi in genere ne serve uno per ogni contratto. Quando più imprese lavorano negli stessi luoghi e periodi, è utile un DUVRI che le comprenda tutte, perché le interferenze tra loro sono proprio ciò che il committente deve coordinare. Ciò che non funziona è un unico modello generico riusato senza adattarlo.
L'appaltatore può rifiutarsi di firmare il DUVRI?
La legge non prevede espressamente la firma dell'appaltatore, ma l'art. 26 lo obbliga a cooperare e coordinarsi. Un rifiuto va chiarito prima dell'inizio dei lavori: se l'appaltatore non condivide alcune misure, si discute e si modifica il documento. Far entrare un'impresa che rifiuta di condividere le regole di coordinamento espone il committente a rischi che è meglio non correre.
Il DUVRI va consegnato all'RLS?
Il comma 3 prevede che il DUVRI sia accessibile, su richiesta, al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e agli organismi locali delle organizzazioni sindacali più rappresentative. Non c'è l'obbligo di consegnarlo d'ufficio, ma coinvolgere l'RLS durante la redazione è una buona prassi, perché i lavoratori conoscono passaggi, orari e abitudini che determinano le interferenze reali.
Posso usare un modello di DUVRI trovato online?
Un modello può aiutare per la struttura, cioè l'elenco delle sezioni. Il contenuto invece deve descrivere i tuoi luoghi, i tuoi orari, le attività che si sovrappongono e le misure decise con quell'appaltatore. Un DUVRI compilato solo con frasi standard è facile da riconoscere in un controllo e non protegge nessuno in caso di infortunio.
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