DUVRI per l'impresa di pulizie: cosa deve fare il committente
DUVRI per l'impresa di pulizie: quando serve, interferenze con personale e pubblico, prodotti chimici, pavimenti bagnati, orari e un esempio.
Il DUVRI per l'impresa di pulizie lo redige l'azienda che affida il servizio nei propri locali, quando le pulizie creano interferenze con il personale o con altre ditte e non rientrano nell'esclusione del comma 3-bis, cioè superano cinque uomini-giorno nell'anno o comportano rischi particolari: un contratto di pulizie periodiche supera quasi sempre la soglia. Il documento regola orari, aree, prodotti chimici, pavimenti bagnati ed emergenze, e va allegato al contratto.
Quando l'appalto di pulizie richiede il DUVRI
Le regole generali su DUVRI ed esclusioni sono nel capitolo appalti e interferenze. Questa pagina è scritta dal lato del cliente: l'ufficio, il negozio, l'ambulatorio o il laboratorio che affida le pulizie a un'impresa esterna. Il punto di vista dell'impresa di pulizie, con il suo DVR, i prodotti e il lavoro isolato, è trattato nel capitolo sulle imprese di pulizia.
Il comma 3-bis dell'art. 26 del D.Lgs. 81/2008 esclude dal DUVRI i servizi fino a cinque uomini-giorno, calcolati sommando le giornate di lavoro nell'arco di un anno dall'inizio del servizio. Il testo non chiarisce come contare le frazioni di giornata. La lettura prudente, che conviene seguire, considera ogni giornata di presenza: un addetto che viene due ore il lunedì e due ore il giovedì è presente più di cento giorni l'anno. Anche chi conta solo le ore lavorate arriva, con lo stesso servizio, a oltre venti giornate di otto ore. In entrambi i casi la soglia è superata e l'esclusione non si applica: il DUVRI serve se le pulizie interferiscono con il personale o con altre imprese presenti, cosa che accade quasi sempre quando si pulisce durante l'orario di apertura o con qualcuno in ufficio. Per uffici davvero vuoti e chiusi vale quanto detto nelle domande frequenti.
Restano fuori dal DUVRI, di norma, solo gli interventi occasionali brevi: una pulizia straordinaria dopo un trasloco fatta da due persone in due giorni, se non comporta i rischi particolari che fanno cadere l'esclusione. Tra questi, elencati nel comma 3-bis e nell'Allegato XI, per le pulizie contano soprattutto gli agenti biologici, per esempio in un ambulatorio o in uno studio dentistico, e l'amianto. Anche quando il DUVRI non serve, restano dovute la verifica dell'impresa, le informazioni sui rischi e il coordinamento.
Le interferenze tipiche delle pulizie
Il rischio da interferenza nasce da chi è presente mentre si pulisce e da cosa resta dopo la pulizia. La tabella raccoglie i casi più frequenti con la misura da scrivere nel DUVRI.
| Interferenza | Chi è esposto | Misura nel DUVRI |
|---|---|---|
| Pavimenti bagnati in orario di apertura | personale, clienti, fornitori | pulizia fuori orario; se impossibile, lavaggio per settori, cartelli di pavimento bagnato, percorso asciutto alternativo |
| Prodotti chimici usati vicino alle postazioni | personale, pubblico | schede di sicurezza consegnate, prodotti pronti all'uso, aerazione, divieto di miscelare, nessun travaso in contenitori anonimi |
| Carrelli, cavi della lavasciuga, secchi lungo i corridoi | personale, pubblico | percorsi liberi, cavi non trasversali alle vie di passaggio, carrello mai incustodito davanti alle uscite |
| Pulizia di vetrate o scaffali alti | addetto, chi passa sotto | scale conformi dell'impresa, area sottostante libera, niente sedie o scale del committente |
| Locali con rischi propri, come archivi, laboratori, locali tecnici, sale server | addetto | elenco dei locali interdetti o accessibili solo con indicazioni, oggetti da non toccare |
| Rifiuti speciali o sanitari | addetto | rifiuti a rischio gestiti dal committente, contenitori chiusi, nessun contatto dell'addetto |
| Addetto solo in sede fuori orario | addetto | numero di emergenza, chiavi e allarme, informazioni sulle vie di esodo e sugli estintori |
| Presenza contemporanea di altre imprese, come manutentori o allestitori | tutte le imprese | coordinamento delle fasce orarie, aree assegnate, riunione comune |
Le informazioni sui prodotti e sulla loro conservazione nei locali del cliente sono approfondite nella pagina sui prodotti per pulizie. Per la gestione dei pavimenti la pagina di riferimento è quella sui pavimenti bagnati.
Fasce orarie: la misura che risolve di più
Il modo più semplice di eliminare un'interferenza è non far coincidere le persone. Il DUVRI di un appalto di pulizie dovrebbe quindi partire dall'orario, non dai rischi in astratto.
Le soluzioni possibili, dalla più efficace alla meno efficace, sono tre. La pulizia a locali chiusi, prima dell'apertura o dopo la chiusura, elimina quasi tutte le interferenze con personale e pubblico e lascia aperto solo il tema del lavoro isolato dell'addetto. La pulizia in orario di lavoro ma in aree svuotate, per esempio la sala riunioni libera o il bagno chiuso con cartello, riduce il contatto a pochi minuti. La pulizia in presenza di persone, inevitabile in un supermercato o in una struttura sanitaria, richiede misure scritte: settori, segnaletica, prodotti a basso impatto, attrezzature silenziose.
Il DUVRI deve dire quale soluzione si usa in ogni area e che cosa succede quando l'orario cambia, per esempio in caso di straordinari o di eventi.
Esempio di DUVRI compilato in sintesi
Esempio: uno studio professionale con 9 dipendenti su un piano di 300 metri quadrati affida le pulizie a un'impresa, un addetto dal lunedì al venerdì dalle 18.30 alle 20.30. Lo studio chiude alle 18.
- Area e orario: tutto il piano, dopo la chiusura; il personale che si ferma oltre le 18.30 lavora solo nelle stanze già pulite o avvisa l'addetto.
- Interferenze residue: dipendenti in straordinario; corriere serale occasionale. Misure: cartello di pavimento bagnato all'ingresso, lavaggio dell'atrio per ultimo, corridoio principale lavato a metà per lasciare un passaggio asciutto.
- Prodotti: l'impresa consegna l'elenco con le schede di sicurezza; nessun prodotto lasciato nei bagni accessibili al pubblico; armadio chiuso assegnato all'impresa.
- Locali particolari: archivio e locale server esclusi dal servizio ordinario, puliti una volta al mese alla presenza di un incaricato dello studio.
- Emergenze: planimetria con vie di esodo, posizione degli estintori, codice dell'allarme, numero del referente dello studio e del responsabile dell'impresa; l'impresa garantisce un sistema di contatto per l'addetto che lavora da solo.
- Costi della sicurezza da interferenze: cartelli, riunione iniziale e verifica semestrale, indicati nel contratto come voce separata non soggetta a ribasso (art. 26, comma 5).
- Aggiornamento: a ogni cambio di orario, di locali o di addetto con mansioni diverse, e almeno al rinnovo del contratto.
Il DUVRI è firmato dal titolare dello studio e dal titolare dell'impresa di pulizie, allegato al contratto e consegnato all'addetto in forma di scheda sintetica. Come strutturare il documento completo è spiegato nella pagina sul DUVRI.
Errori frequenti del committente
- Affidare le pulizie a una persona pagata a ore senza contratto e senza verificare se è un'impresa, un lavoratore autonomo o un dipendente: il regime di sicurezza cambia del tutto.
- Usare il DUVRI fornito dall'impresa di pulizie, uguale per tutti i clienti, senza scriverci i propri locali e orari.
- Non chiedere chi entrerà davvero: l'impresa cambia addetto o subappalta e il committente non lo sa.
- Lasciare all'addetto le chiavi di tutti i locali, compresi quelli con rischi particolari, senza indicazioni.
- Non verificare la tessera di riconoscimento con fotografia, generalità e indicazione del datore di lavoro, obbligatoria per il personale delle imprese appaltatrici (art. 26, comma 8).
Domande frequenti
Chi scrive il DUVRI per le pulizie, il cliente o l'impresa?
Il cliente committente, cioè il datore di lavoro che affida il servizio nei propri locali e ne ha la disponibilità giuridica. L'impresa di pulizie fornisce le informazioni sui propri prodotti, attrezzature e modalità di lavoro, partecipa al coordinamento e firma il documento. Un modello preparato dall'impresa può essere un punto di partenza, ma il committente deve completarlo con i propri locali, orari e rischi.
Se le pulizie si fanno a uffici chiusi serve ancora il DUVRI?
Dipende dalle interferenze che restano. Se gli uffici sono davvero vuoti e chiusi e il servizio non ha effetti sul tuo personale o su altri fornitori, il DUVRI non serve anche oltre i cinque uomini-giorno: la soglia decide solo se si applica l'esclusione del comma 3-bis, non crea l'obbligo. Serve invece se restano contatti, come personale in straordinario, altre ditte presenti o impianti in funzione che espongono gli addetti a rischi del committente. Le informazioni sulle emergenze del luogo vanno date comunque, in base al comma 1.
Quali documenti chiedere all'impresa di pulizie?
Per la verifica dell'idoneità tecnico-professionale fuori dai cantieri bastano il certificato di iscrizione alla Camera di commercio e l'autocertificazione dei requisiti (art. 26, comma 1, lettera a). Conviene chiedere anche l'elenco dei prodotti con le schede di sicurezza, i nominativi degli addetti e l'indicazione di eventuali subappalti. L'elenco completo è nella pagina sui documenti da chiedere ai fornitori.
Il DUVRI va rifatto quando cambia l'addetto?
Non necessariamente: il DUVRI riguarda l'appalto, non la persona. Va però aggiornato se il cambio comporta modifiche di orari, aree, attrezzature o subappaltatori. Il nuovo addetto deve ricevere le stesse informazioni su rischi ed emergenze e la scheda sintetica del DUVRI; conviene registrare la consegna con data e firma.
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