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Guida Sicurezza 81

Sicurezza nelle imprese di pulizia: obblighi e rischi

Sicurezza nelle imprese di pulizia: DUVRI nei locali dei clienti, prodotti chimici, lavoro isolato, scale e formazione dei lavoratori stranieri.

Sicurezza nelle imprese di pulizia: obblighi e rischi — guida di Guida Sicurezza 81

Un'impresa di pulizia lavora quasi sempre nei locali di altri: uffici, condomini, negozi, scuole, ambulatori. La sicurezza si regge quindi su due livelli: il proprio DVR, che valuta prodotti chimici, scale, macchine e lavoro solitario, e il coordinamento con ciascun cliente tramite DUVRI e scambio di informazioni. Senza il secondo, il primo non basta.

Il profilo di rischio delle pulizie professionali

Il lavoro di pulizia sembra semplice, ma il DVR di un'impresa del settore deve tenere insieme rischi molto diversi tra loro, che cambiano da un cantiere di servizio all'altro. Un cantiere di servizio può essere un ufficio di 200 metri quadrati pulito ogni sera o un capannone industriale in cui si interviene una volta al mese.

RischioEsempio concretoMisura principale
Chimicodisincrostanti acidi, candeggina, sgrassatori alcalini, prodotti sprayschede di sicurezza, dosatori, guanti adatti, divieto di miscelare
Scivolamento e cadutapavimenti appena lavati, scale, gradinicartelli di pavimento bagnato, scarpe antiscivolo, percorsi asciutti
Caduta dall'altovetri alti, lampade, scaffaliscale conformi, aste telescopiche, divieto di sedie e sgabelli
Biologicoservizi igienici, rifiuti, ambulatori, aghi abbandonatiguanti, procedure per i taglienti, vaccinazioni se previste dal medico
Movimentazione e posturesacchi di rifiuti, secchi, macchine lavasciugacarrelli attrezzati, sacchi non sovraccarichi
Elettricomacchine con cavi danneggiati, prese dei clienticontrollo dei cavi, macchine a batteria
Lavoro isolato e aggressioniturni serali o notturni in edifici vuotisistema di chiamata, regole di accesso concordate

Le classi di pericolo dei prodotti e il giudizio di rischio basso e irrilevante sono spiegati nel capitolo sul rischio chimico. Il rischio biologico va invece valutato soprattutto per servizi igienici, raccolta rifiuti e strutture sanitarie.

Lavorare nei locali del cliente: DUVRI e coordinamento

Quando un'azienda affida le pulizie dei propri locali a un'impresa esterna, si applica l'art. 26 del D.Lgs. 81/08. Il committente verifica l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa, la informa sui rischi del luogo, coopera e coordina gli interventi. Per un servizio continuativo, che supera di molto i cinque uomini-giorno l'anno, serve anche il DUVRI, che il committente redige, allega al contratto e aggiorna; i costi della sicurezza da interferenze vanno indicati nel contratto e non sono soggetti a ribasso. Il metodo dal lato del committente è spiegato nel capitolo appalti e interferenze.

Dal lato dell'impresa di pulizia il punto è non entrare alla cieca. Prima di iniziare un nuovo servizio conviene chiedere al cliente:

  1. piano di emergenza, vie di esodo, posizione di estintori e quadri elettrici;
  2. aree con rischi particolari: locali tecnici, laboratori, depositi di prodotti, zone con macchine;
  3. orari in cui ci sono dipendenti del cliente o pubblico, e chi è il referente;
  4. dove si possono depositare i prodotti e smaltire le acque di lavaggio;
  5. eventuali prodotti già presenti nei locali che non vanno mescolati con i propri.

Le risposte vanno nel DUVRI e in una scheda di servizio che la squadra porta con sé. La guida operativa su cosa chiedere e come presentarsi al cliente è in appalti e DUVRI per le pulizie e, in generale per chi opera presso terzi, nel capitolo lavorare presso clienti. Ogni addetto deve avere con sé la tessera di riconoscimento con fotografia, generalità e indicazione del datore di lavoro (art. 26, comma 8).

Prodotti chimici: la gestione quotidiana

Il rischio chimico in un'impresa di pulizia raramente nasce dal prodotto in sé, quasi sempre dal modo in cui viene usato: concentrato invece che diluito, travasato in bottiglie anonime, spruzzato in un bagno cieco, mescolato con un altro per «fare prima». Mescolare candeggina con un disincrostante acido libera cloro gassoso; mescolarla con prodotti ammoniacali libera clorammine. In entrambi i casi un piccolo bagno diventa pericoloso in pochi secondi.

Le regole che funzionano sul campo sono poche e vanno scritte:

  • ogni prodotto resta nel suo contenitore originale o in un flacone etichettato con lo stesso contenuto dell'etichetta originale;
  • la diluizione si fa con dosatori, non a occhio;
  • per ogni prodotto la squadra conosce il guanto giusto e cosa fare in caso di schizzo negli occhi;
  • le schede di sicurezza sono consultabili, anche dal telefono, sul posto di lavoro;
  • i prodotti spray si sostituiscono, dove possibile, con prodotti a spruzzo grossolano o già pronti all'uso.

Esempio: un'impresa con 15 addetti che serve uffici e condomini usa 11 prodotti. Ridurli a 6, scegliendo prodotti non classificati dove possibile e un solo disincrostante, semplifica formazione, schede da portare in giro e rischio di errori. Le indicazioni per prodotto sono nella pagina sul rischio chimico nelle pulizie.

Lavoro isolato, scale e pavimenti bagnati

Molti servizi si svolgono di sera o all'alba in edifici vuoti, con una sola persona. Il D.Lgs. 81/08 non vieta il lavoro solitario, ma il datore di lavoro deve valutarlo nel DVR e organizzare il soccorso: chi si accorge se l'addetto cade da una scala alle 21 in un ufficio chiuso? Le soluzioni proporzionate vanno da una telefonata di controllo a orari fissi a un dispositivo di allarme uomo a terra, in base alla durata e ai rischi del servizio. Approfondimento nella pagina sul lavoro isolato.

Le scale portatili devono essere conformi e adatte all'altezza: niente sedie, sgabelli o pile di scatole. Per vetri e superfici alte conviene preferire aste telescopiche che permettono di lavorare da terra. Sul pavimento appena lavato vale una regola semplice: cartello prima di cominciare, lavaggio a metà corsia quando passano persone, cartello tolto solo a pavimento asciutto.

Formazione, lingua e sorveglianza sanitaria

Nel settore lavorano molte persone straniere, spesso part-time e con turnover elevato. L'art. 37, comma 13, chiede che la formazione sia comprensibile e, per i lavoratori stranieri, che sia preceduta dalla verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare. Un corso in italiano tecnico, firmato da chi non lo ha capito, non protegge il lavoratore né l'azienda. Funzionano meglio istruzioni brevi con pittogrammi, prove pratiche sul posto e, dove serve, un mediatore. Come impostarla è spiegato in formazione dei lavoratori stranieri.

Durata e aggiornamenti seguono l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, con la classe di rischio del codice ATECO come minimo, da elevare se il DVR evidenzia rischi maggiori, ad esempio pulizie industriali o in ambito sanitario. Ogni neoassunto va formato prima di essere mandato nel primo cantiere di servizio: la tolleranza dei 60 giorni non esiste più.

La sorveglianza sanitaria dipende dalla valutazione: è frequente per esposizione a prodotti irritanti o sensibilizzanti, rischio biologico in ambito sanitario, movimentazione dei carichi e lavoro notturno.

Checklist per il responsabile dei servizi

  • DVR aziendale con una sezione per ogni tipologia di servizio
  • Per ogni cliente con interferenze, DUVRI firmato e costi indicati nel contratto
  • Scheda di servizio con emergenze, referente e aree a rischio
  • Elenco prodotti con schede di sicurezza consultabili sul posto
  • Contenitori di travaso etichettati, dosatori disponibili
  • Scale conformi e controllate
  • Procedura per chi lavora da solo, con verifica periodica del contatto
  • Tessera di riconoscimento per ogni addetto
  • Attestati di formazione con verifica della comprensione della lingua
  • DPI consegnati per iscritto: guanti, scarpe antiscivolo, occhiali

La versione completa è nella checklist impresa pulizie.

Domande frequenti

Chi scrive il DUVRI per un appalto di pulizie?

Lo redige il datore di lavoro committente, cioè il cliente che affida il servizio nei propri locali, e va allegato al contratto. L'impresa di pulizia fornisce le informazioni sui propri rischi e sui prodotti, partecipa alla riunione di coordinamento e firma il documento. Il DUVRI non sostituisce il DVR dell'impresa di pulizia, che deve valutare i rischi propri della sua attività.

Serve il DUVRI per pulire un appartamento privato?

No: il privato che non è datore di lavoro non è soggetto all'art. 26. L'impresa di pulizia resta però obbligata a valutare nel proprio DVR i rischi di quel tipo di servizio e a informare i lavoratori, ad esempio sulla presenza di scale, prodotti del cliente o animali. Per i condomìni con dipendenti, come il portiere, il ragionamento cambia e conviene valutare il caso.

Un addetto può lavorare da solo di notte in un ufficio?

Sì, la legge non lo vieta, ma il rischio va valutato e gestito. Il datore di lavoro deve prevedere come l'addetto chiede aiuto e come qualcuno si accorge di un malore o di una caduta: chiamate a orari prestabiliti, applicazioni o dispositivi di allarme uomo a terra. Vanno esclusi da soli i compiti più pericolosi, come l'uso di scale alte o prodotti fortemente corrosivi.

Il corso di formazione si può fare online per tutti?

Solo in parte. L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ammette l'e-learning per la formazione generale e per alcuni moduli, ma la formazione specifica a rischio medio e alto va fatta in presenza o in videoconferenza sincrona. Per lavoratori con difficoltà linguistiche la presenza è comunque la scelta più sicura, perché consente di verificare che le istruzioni siano state davvero comprese.

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