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Guida Sicurezza 81

Evacuazione persone con disabilità: obblighi e assistenza

Evacuazione delle persone con disabilità sul lavoro: cosa chiedono DM 2 e 3 settembre 2021, spazio calmo, piano di assistenza individuale ed esempi.

Per l'evacuazione delle persone con disabilità il datore di lavoro deve individuarne le necessità particolari e tenerne conto nelle misure antincendio e nelle procedure di emergenza (D.M. 2 settembre 2021, Allegato II, punto 3). In pratica servono un assistente designato, percorsi e allarmi adatti e, sui piani dove necessario, un luogo sicuro o uno spazio calmo.

Cosa chiedono le norme

La valutazione del rischio incendio, descritta nella pagina sul rischio incendio nei luoghi di lavoro, deve già contare le persone che potrebbero avere bisogno di aiuto per uscire. Tre decreti e il D.Lgs. 81/08 trasformano questa attenzione in obblighi precisi.

NormaCosa prevede
D.Lgs. 81/08, art. 63, commi 2-3I luoghi di lavoro sono strutturati tenendo conto, se del caso, dei lavoratori disabili, in particolare per porte, vie di circolazione, ascensori, scale, servizi e posti di lavoro
D.M. 3/9/2021, Allegato I, punto 4Il datore di lavoro individua le necessità particolari delle persone con esigenze speciali e ne tiene conto nella progettazione delle misure
D.M. 3/9/2021, Allegato I, punto 4.2.3Sui piani con presenza non occasionale di persone che non possono raggiungere da sole un luogo sicuro per via verticale, deve essere possibile l'esodo orizzontale verso un luogo sicuro o uno spazio calmo
D.M. 2/9/2021, Allegato II, punti 2.1 e 3Il piano di emergenza prevede l'assistenza alle persone con esigenze speciali, comprese quelle con ridotte capacità sensoriali o motorie
D.M. 2/9/2021, Allegato I, punto 1.3Le esercitazioni tengono conto delle persone con esigenze specifiche

L'Allegato II, punto 3, del D.M. 2 settembre 2021 ricorda che le esigenze speciali non riguardano solo le disabilità permanenti: vanno considerati anche anziani, donne in gravidanza, persone con disabilità temporanee e bambini. Per le persone con ridotte capacità sensoriali il decreto cita come esempi gli avvisatori luminosi, i dispositivi a vibrazione e i messaggi vocali preregistrati.

Chi considerare: lavoratori e non solo

Il primo passo è un censimento, da ripetere quando cambiano le persone. Riguarda tre gruppi diversi, con strumenti diversi.

  1. Lavoratori con disabilità permanente: motoria, visiva, uditiva, cognitiva o legata a condizioni di salute che riducono la resistenza allo sforzo.
  2. Lavoratori con limitazioni temporanee: una gamba ingessata, un intervento recente, una gravidanza avanzata.
  3. Persone esterne: clienti, pazienti, visitatori, fornitori, che non si conoscono in anticipo.

Per i lavoratori conviene un colloquio diretto, con la collaborazione del medico competente dove nominato: la persona interessata sa meglio di chiunque cosa le serve. Si raccolgono solo le informazioni utili all'emergenza, non la diagnosi. Per le persone esterne si lavora per ipotesi: quante persone in carrozzina possono essere presenti nello stesso momento, ci sono servizi per anziani, si ricevono scolaresche? Gli aspetti più generali di salute e mansioni sono trattati nella pagina sui lavoratori con disabilità.

Le misure per tipo di esigenza

Le soluzioni dipendono dal tipo di difficoltà e dalla struttura dell'edificio. La tabella riassume le misure più usate nelle piccole attività.

EsigenzaProblema in emergenzaMisure tipiche
Motoria, piano terraPorte pesanti, gradini, uscite stretteUscita senza dislivelli, porte con apertura agevole, assistente designato
Motoria, piano superioreScale non percorribili in autonomiaEsodo orizzontale verso luogo sicuro o spazio calmo, assistenti formati, informazioni immediate ai Vigili del Fuoco
VisivaSegnaletica non leggibile, ostacoli lungo il percorsoAccompagnatore designato, percorso provato, ordine costante nei corridoi
UditivaAllarme acustico non percepitoAvvisatori luminosi, dispositivi a vibrazione, collega incaricato di avvisare di persona
Cognitiva o psichicaDisorientamento, reazione imprevedibileIstruzioni semplici, persona di riferimento conosciuta, prove ripetute
Temporanea (gravidanza, arto ingessato)Lentezza, fatica, equilibrioAggiornamento del piano finché dura la condizione, assistente temporaneo
Visitatori e clientiEsigenze sconosciutePersonale incaricato di verificare i locali aperti al pubblico, punto di attesa noto

Lo spazio calmo e gli ascensori

Lo spazio calmo è un'area protetta dal fuoco e dal fumo, collegata a una via d'esodo, in cui chi non può scendere le scale attende in sicurezza l'arrivo dei soccorsi insieme al suo assistente. Il minicodice lo indica come alternativa al luogo sicuro sui piani con presenza non occasionale di persone che non possono usare le scale in autonomia. Le caratteristiche tecniche vanno definite con un professionista, perché uno spazio calmo improvvisato, come un pianerottolo senza protezione dal fumo, non lo è.

Una regola vale sempre: gli ascensori non si usano per l'esodo, salvo quelli realizzati appositamente, e il piano di emergenza deve indicare quali sono. Chi è nello spazio calmo deve poter comunicare con l'esterno, e i Vigili del Fuoco devono saperlo appena arrivano.

Il piano di assistenza individuale

Per ogni lavoratore che ha bisogno di aiuto conviene una scheda breve, allegata al piano di emergenza. La legge non usa questo nome né impone un modello, ma la scheda è il modo più chiaro per dimostrare che le necessità sono state individuate e affrontate.

Contenuti utili della scheda:

  • nome, posizione abituale di lavoro, piano;
  • tipo di aiuto necessario, descritto in termini pratici (per esempio «non può usare le scale», «non sente l'allarme»);
  • assistente designato e almeno un sostituto, presenti negli stessi orari;
  • percorso da seguire e luogo sicuro o spazio calmo di destinazione;
  • modo in cui la persona viene avvisata dell'allarme;
  • ausili disponibili, come una sedia di evacuazione, e chi è addestrato a usarli;
  • informazione ai soccorritori: chi riferisce ai Vigili del Fuoco la posizione della persona;
  • data dell'ultima verifica in esercitazione.

Gli assistenti sono di solito addetti alle emergenze o colleghi dello stesso reparto. Devono essere informati e, se si usano ausili per il trasporto, addestrati in modo pratico: trasportare una persona su una scala senza preparazione espone entrambi a cadute. Come si sceglie e si forma la squadra è spiegato nella pagina sulla nomina degli addetti antincendio.

Esempi in piccole attività

Esempio 1: uno studio professionale al secondo piano di un condominio, con un dipendente in carrozzina. L'edificio non ha uno spazio calmo e l'ascensore non è utilizzabile in caso di incendio. Il punto 4.2.3 del minicodice (D.M. 3 settembre 2021) chiede, per chi non può usare le scale in autonomia, un esodo orizzontale verso un luogo sicuro o uno spazio calmo protetto. La soluzione da valutare con il tecnico e con l'amministratore: realizzare lo spazio calmo sul piano oppure, finché non c'è, spostare la postazione a un piano con uscita accessibile; in più, due colleghi designati come assistenti, con prova pratica dell'ausilio di evacuazione, e comunicazione immediata ai soccorritori della posizione della persona. Spostare la scrivania vicino alle scale, da solo, non basta: lascerebbe la persona e chi l'aiuta su una scala che può riempirsi di fumo. Se il condominio ospita altre attività, la procedura va coordinata con loro.

Esempio 2: una lavoratrice al settimo mese di gravidanza in un laboratorio su due piani. Per il periodo residuo la postazione si sposta al piano terra e la scheda di assistenza indica un collega che l'accompagna all'uscita. La scheda si chiude al termine della condizione.

Esempio 3: un negozio con clientela anziana. Non si conoscono le esigenze in anticipo, quindi il piano assegna a un addetto il compito di verificare camerini e servizi e di accompagnare all'uscita chi ha difficoltà, con la porta d'ingresso senza gradini come via principale.

Errori da evitare

  • un solo assistente, assente in ferie o nel turno sbagliato;
  • persone con disabilità escluse dalle prove di evacuazione «per non disturbarle», con il risultato che la procedura non è mai stata provata;
  • spazio calmo indicato in planimetria ma non conosciuto dai lavoratori;
  • uso dell'ascensore previsto nel piano come via di fuga;
  • nessuna procedura per i clienti e i visitatori.

I testi di riferimento sono il D.M. 2 settembre 2021 in Gazzetta Ufficiale e il minicodice presentato sul sito dei Vigili del Fuoco.

Domande frequenti

Lo spazio calmo è sempre obbligatorio?

No. Il minicodice lo prevede come una delle soluzioni sui piani in cui sono presenti in modo non occasionale persone che non possono raggiungere un luogo sicuro per via verticale: in alternativa può esserci un esodo orizzontale verso un luogo sicuro. Se tutte le persone lavorano al piano terra con uscite senza dislivelli, il problema non si pone. La scelta va motivata nella valutazione del rischio incendio.

Un lavoratore con disabilità può essere escluso dalle prove di evacuazione?

Non è una buona scelta. Il D.M. 2 settembre 2021 chiede che le esercitazioni tengano conto delle persone con esigenze specifiche, e solo provando si scopre se assistente, percorso e ausili funzionano. La prova va concordata con l'interessato, che può indicare come preferisce essere aiutato. Se partecipare comporta un rischio concreto, si possono simulare solo alcune fasi.

Chi può fare l'assistente durante l'evacuazione?

Un lavoratore presente negli stessi orari e nello stesso luogo della persona da assistere, informato sul piano e, se servono ausili, addestrato a usarli. Non deve essere per forza un addetto antincendio, ma spesso conviene sceglierlo tra gli addetti. Va sempre previsto almeno un sostituto, perché ferie, malattie e turni lasciano scoperto un assistente unico.

Come si gestiscono i visitatori con disabilità?

Non potendo conoscerne le esigenze in anticipo, il piano deve prevedere chi controlla le aree aperte al pubblico e chi accompagna le persone in difficoltà. All'ingresso conviene indicare a chi rivolgersi. Nelle strutture con molto pubblico, come studi medici o negozi frequentati da anziani, la valutazione dovrebbe stimare quante persone potrebbero avere bisogno di aiuto contemporaneamente.

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