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Guida Sicurezza 81

Checklist rischio chimico: controlli, fonti e prove da mostrare

Checklist rischio chimico stampabile: inventario, schede, etichette, stoccaggio, aspirazione, DPI, formazione, sorveglianza ed emergenze, con fonti.

Questa checklist del rischio chimico serve a verificare, area per area, che valutazione e misure siano complete e dimostrabili. Per ogni controllo indica la fonte normativa e l'evidenza da mostrare in caso di ispezione. Si usa prima di firmare o aggiornare il DVR, quando entra un nuovo prodotto e almeno una volta l'anno, con un giro nei reparti.

Come usare la checklist

La valutazione in sé è spiegata nella guida alla valutazione del rischio chimico, che contiene anche una lista breve di dieci punti per una verifica veloce. Questa pagina è la versione estesa, pensata per chi deve controllare davvero: datore di lavoro, RSPP, preposto di reparto, consulente al primo sopralluogo.

Tre regole di compilazione:

  1. Si parte dai luoghi, non dai documenti: magazzino, reparti, furgoni, ripostigli delle pulizie, locali tecnici. I prodotti trovati si confrontano poi con l'elenco del DVR.
  2. Si annota la prova: numero di revisione della scheda, data del verbale, foto dell'armadio. Una casella spuntata senza riferimento non aiuta nessuno.
  3. Si distingue per esito: le righe segnate con l'asterisco nelle tabelle si applicano solo se la valutazione non ha concluso per un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute (art. 224, comma 2). Con quell'esito vanno segnate come non applicabili, citando il giudizio.

Inventario, valutazione e schede di sicurezza

ControlloFonteEvidenza da mostrare
Esiste un elenco di tutti i prodotti chimici presenti, con quantità e repartoart. 223 D.Lgs. 81/08registro dei prodotti chimici aggiornato
I prodotti trovati nei locali sono tutti nell'elencoart. 223confronto datato tra sopralluogo ed elenco
La valutazione considera anche agenti generati dal processo (fumi, polveri, vapori)art. 223paragrafo del DVR
Il giudizio è motivato per mansione o gruppo omogeneo, con i parametri usatiartt. 223 e 224metodo, dati di quantità, frequenza, durata
Nessun prodotto con classificazione cancerogena, mutagena o tossica per la riproduzione di categoria 1A o 1B è gestito come rischio irrilevanteCapo II, artt. 233 e seguentielenco delle frasi H350, H340, H360 verificate
La valutazione è stata aggiornata dopo l'ultimo cambio di prodotti o processiart. 223data dell'ultima revisione
Ogni prodotto pericoloso ha la scheda di sicurezza in italiano, nella revisione più recenteREACH art. 31archivio SDS con data di revisione
Le schede sono accessibili ai lavoratori nel punto di utilizzoart. 227 c. 1cartella in reparto o accesso digitale

Le regole per richiedere, controllare e archiviare le schede sono nella pagina sulle schede dati di sicurezza; il riferimento europeo è il Regolamento REACH.

Etichette, stoccaggio e misure tecniche

ControlloFonteEvidenza da mostrare
Tutti i contenitori originali hanno etichetta leggibileReg. CLP, art. 227 c. 3sopralluogo, foto
I contenitori di travaso indicano contenuto e pericoli; nessuna bottiglia alimentareart. 227 c. 3etichette per flaconi di lavoro
Prodotti incompatibili separati (acidi e basi, ossidanti e infiammabili)art. 224 c. 1, SDS sezioni 7 e 10schema del magazzino
Liquidi infiammabili in armadio o locale dedicato, nelle quantità necessarieart. 224 c. 1, DPR 151/2011 se sopra sogliacalcolo delle capacità
Vasche di contenimento e kit per sversamenti disponibiliart. 224 c. 1posizione indicata in planimetria
*È stata valutata la sostituzione dei prodotti più pericolosiart. 225 c. 1nota motivata nel DVR
*Aspirazioni localizzate presenti dove la valutazione le richiedeart. 225 c. 1descrizione dell'impianto
Aspirazioni e cabine sottoposte a manutenzione e controlloart. 15 c. 1 lett. zregistro interventi, cambio filtri
*Misurazioni degli agenti eseguite, o motivazione per cui non servonoart. 225 c. 2relazione di misura o motivazione

Le regole pratiche di stoccaggio sono nella pagina sulla conservazione dei prodotti chimici; per impianti e verifiche dell'aspirazione si veda la pagina sulla ventilazione.

DPI, informazione, formazione e sorveglianza sanitaria

ControlloFonteEvidenza da mostrare
I DPI corrispondono alla sezione 8 della scheda (materiale del guanto, tipo di filtro)artt. 18 e 77, SDS sezione 8tabella mansione e DPI
Consegna dei DPI documentataart. 77verbale di consegna firmato
Addestramento per i DPI di terza categoria (guanti chimici, respiratori)art. 77 c. 5registro dell'addestramento
Lavoratori informati sui prodotti realmente usati, sui rischi e sulle precauzioniart. 227 c. 1informativa firmata, istruzioni di reparto
Formazione specifica sui rischi chimici della mansioneart. 37, art. 227attestati e registro presenze
Formazione REACH documentata per chi usa prodotti con diisocianatiReg. UE 2020/1149attestato di esito positivo, data di rinnovo
*Lavoratori esposti ad agenti con le classi di pericolo dell'art. 229 in sorveglianza sanitariaart. 229giudizi di idoneità, protocollo del medico
Registro di esposizione istituito per gli esposti a cancerogeni, mutageni o reprotossiciart. 243registro tenuto tramite il medico competente

La scelta dei guanti e dei filtri è approfondita nella pagina sui DPI per il rischio chimico.

Emergenze e rifiuti

ControlloFonteEvidenza da mostrare
*Procedure scritte per sversamenti, schizzi negli occhi, inalazione, incendio di prodotti chimiciart. 226 c. 1procedura e sua diffusione
*Esercitazioni a cadenza adeguata al tipo di lavorazioneart. 226 c. 1verbale dell'esercitazione
Lavaocchi o soluzioni per lavaggio oculare dove si usano corrosivivalutazione dei rischi, SDS sezione 4posizione e controllo della scadenza
Cassetta di primo soccorso coerente con i prodotti presentiD.M. 388/2003, valutazioneelenco del contenuto
Rifiuti chimici separati, in contenitori chiusi ed etichettatiD.Lgs. 152/2006area di deposito, formulari
Contenitori vuoti contaminati gestiti come rifiuti e non riutilizzatiD.Lgs. 152/2006procedura interna

Il testo completo delle disposizioni per le emergenze è nell'art. 226. Classificazione dei rifiuti, deposito temporaneo e registri sono nella pagina su rifiuti e smaltimento.

Come leggere i risultati

Non tutti i "no" pesano allo stesso modo. Conviene ordinarli in tre fasce:

  • Da risolvere subito: prodotto cancerogeno o mutageno non gestito, prodotto pericoloso senza scheda in uso quotidiano, travasi in bottiglie alimentari, incompatibili stoccati insieme, isocianati senza formazione REACH, lavoratori che usano guanti chimici o respiratori di III categoria senza l'addestramento obbligatorio (art. 77, c. 5): finché non sono addestrati non svolgono quelle lavorazioni o vengono spostati su attività senza esposizione. Sono situazioni che espongono i lavoratori ora.
  • Da programmare entro poche settimane: aggiornamento della valutazione dopo nuovi prodotti, manutenzione dell'aspirazione non registrata.
  • Da migliorare: archivio delle schede ordinato, istruzioni di reparto più chiare, riduzione del numero di prodotti.

Ogni "no" diventa una riga del programma di miglioramento con responsabile, scadenza e data di verifica.

Esempio: tipografia con otto addetti

Esempio: una tipografia compila la checklist durante il giro annuale. Esiti: due solventi di lavaggio rulli nuovi non presenti nell'elenco e senza scheda archiviata; taniche di solvente sotto il banco della macchina; guanti in lattice monouso per il lavaggio, mentre la scheda indica un altro materiale; nessuna procedura per lo sversamento. Le azioni: richiesta immediata delle schede al fornitore e aggiornamento della valutazione, armadio per infiammabili con quantità giornaliere a bordo macchina, guanti nel materiale indicato con addestramento, procedura per sversamenti con kit assorbente vicino alle macchine.

Errore tipico in ispezione

La checklist è compilata, tutta a "sì", ma senza alcuna evidenza: l'ispettore apre il magazzino e trova prodotti non in elenco. Una checklist utile riporta le date e i riferimenti dei documenti, e qualche "no" con la relativa azione è più credibile di una pagina perfetta.

Domande frequenti

Ogni quanto va usata la checklist del rischio chimico?

Almeno una volta l'anno con un giro nei reparti, e comunque quando entra un nuovo prodotto pericoloso, cambia un processo o un locale, o dopo un infortunio o un quasi incidente con prodotti chimici. L'art. 223 non fissa una periodicità in anni, ma chiede di aggiornare la valutazione quando cambiano le condizioni: la checklist è il modo pratico per accorgersene.

Con rischio basso e irrilevante quali righe restano?

Restano l'inventario, le schede di sicurezza, le etichette, lo stoccaggio corretto, le misure generali dell'art. 224 comma 1, l'informazione e la formazione dell'art. 227 e la gestione dei rifiuti. Si possono segnare come non applicabili le righe con asterisco: misure specifiche, misurazioni, procedure di emergenza dell'art. 226 e sorveglianza sanitaria per il rischio chimico.

Chi deve compilare la checklist?

La legge non indica chi compili una checklist, che è uno strumento di lavoro. In una piccola impresa la compila di solito l'RSPP con il datore di lavoro o con il preposto del reparto, che conosce i prodotti realmente usati. Il risultato va riportato nel DVR o nel programma di miglioramento e discusso con l'RLS, dove presente.

La checklist sostituisce la valutazione del rischio chimico?

No. La checklist verifica che la valutazione esista, sia aggiornata e che le misure decise siano applicate. Il giudizio di rischio, con prodotti, quantità, esposizioni e motivazioni, resta nel DVR. Una checklist tutta positiva senza una valutazione scritta alle spalle non dimostra nulla in caso di controllo.

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