Illuminazione luoghi di lavoro: normativa, valori e controlli
Illuminazione luoghi di lavoro: cosa chiede l'Allegato IV su luce naturale, artificiale e sussidiaria, lux della UNI EN 12464-1 e riflessi sui VDT.
La normativa sull'illuminazione dei luoghi di lavoro è il punto 1.10 dell'Allegato IV del D.Lgs. 81/08: luce naturale sufficiente salvo nei locali sotterranei o per esigenze della lavorazione, luce artificiale adeguata, illuminazione sussidiaria per le emergenze e impianti tenuti puliti ed efficienti. La legge non fissa valori in lux: per quelli si usa la norma tecnica UNI EN 12464-1.
Gli altri requisiti dei locali sono nella guida ai requisiti dei luoghi di lavoro. Qui si approfondisce solo la luce: cosa dice l'Allegato IV, quali valori usare come riferimento, come gestire i videoterminali e come controllare un impianto esistente.
Cosa dice l'Allegato IV
Il punto 1.10 è breve e tutto basato su criteri. Il testo coordinato è nel D.Lgs. 81/08 pubblicato dall'Ispettorato.
| Punto | Cosa prevede |
|---|---|
| 1.10.1 | Sufficiente luce naturale, salvo diverse esigenze della lavorazione e salvo i locali sotterranei; in ogni caso illuminazione artificiale adeguata per salute, sicurezza e benessere |
| 1.10.2 | Gli impianti di illuminazione di locali e passaggi non devono creare rischi di infortunio |
| 1.10.3 | Dove un guasto della luce espone a rischi particolari serve un'illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente |
| 1.10.4 | Superfici vetrate e impianti di illuminazione vanno tenuti puliti ed efficienti |
| 1.10.5 | Locali, posti di lavoro e passaggi devono avere luce naturale o artificiale sufficiente per la visibilità |
| 1.10.6 | Se per ragioni tecniche non si raggiunge un'illuminazione adeguata, vanno adottate misure contro i rischi che ne derivano |
| 1.10.7 | Illuminazione sussidiaria: mezzi in posizioni note e sempre efficienti; accensione immediata nei casi indicati; evacuazione prima che si esaurisca |
| 1.10.8 | Se il lavoro deve proseguire anche senza luce normale, l'illuminazione sussidiaria deve essere un impianto fisso |
Due punti collegati completano il quadro. Il 1.3.5 chiede, dove la tecnica lo consente, pareti di tinta chiara, che aumentano la luce riflessa. Il 1.8.6 chiede illuminazione artificiale per i posti di lavoro esterni quando la luce del giorno non basta: piazzali di carico, parcheggi interni, cortili usati la sera.
Luce naturale e luce artificiale
La luce naturale è la regola, non un'opzione. L'Allegato IV non indica però quanta superficie finestrata serva: i rapporti tra finestre e pavimento li fissano i regolamenti edilizi e di igiene locali, e si controllano sul titolo edilizio del locale. Un deposito senza finestre usato come ufficio crea quindi due problemi insieme: destinazione d'uso e luce naturale.
Per la luce artificiale il riferimento tecnico è la UNI EN 12464-1, nella versione del 2021. La norma indica, per ogni compito visivo, un illuminamento medio da mantenere nel tempo, un limite all'abbagliamento (indice UGR) e una resa dei colori minima. Alcuni ordini di grandezza utili:
| Ambiente o compito | Illuminamento di riferimento | Note |
|---|---|---|
| Scrittura, lettura, lavoro al computer in ufficio | 500 lux | Abbagliamento contenuto, buona resa dei colori |
| Corridoi e zone di transito | 100 lux | Valore più alto se transitano mezzi |
| Magazzini e locali di stoccaggio | 100 lux | Di più dove si leggono etichette o si prepara la merce |
| Lavori di precisione, controllo qualità | Valori superiori | Da ricavare dal prospetto della norma per il compito specifico |
Sono valori di progetto per l'area del compito, non un obbligo di legge, e vanno verificati sul prospetto della norma per l'attività concreta. Servono però a capire se un locale è palesemente sottodimensionato: un banco di lavoro a 150 lux, dove si leggono disegni, non rispetta il criterio del punto 1.10.5 di luce sufficiente per la visibilità.
Videoterminali: riflessi e abbagliamento
Per chi usa un videoterminale il problema raramente è la quantità di luce. L'Allegato XXXIV, punto 2, lett. b, chiede un illuminamento sufficiente e un contrasto adeguato tra schermo e ambiente, e soprattutto che siano evitati "riflessi sullo schermo, eccessivi contrasti di luminanza e abbagliamenti dell'operatore". Le finestre devono avere un dispositivo di copertura regolabile per attenuare la luce del giorno.
In pratica funzionano tre accorgimenti: schermo con lo sguardo parallelo alle finestre, non di fronte né di spalle; tende o veneziane regolabili; plafoniere che non si riflettano sullo schermo dalla posizione di lavoro. Il resto della postazione è trattato nella pagina sull'illuminazione della postazione al videoterminale.
Illuminazione sussidiaria e di sicurezza
Il punto 1.10.7 chiede mezzi di illuminazione sussidiaria sempre efficienti, in posizioni note al personale. Il punto 1.10.7.3 chiede che entri subito in funzione, con intensità e durata sufficienti, in tre situazioni: più di 100 lavoratori presenti la cui uscita all'aperto al buio non sarebbe sicura e agevole; lavorazioni in cui l'abbandono improvviso del governo di macchine o apparecchi può pregiudicare la sicurezza; lavorazione o deposito di materie esplodenti o infiammabili. Se l'accensione non è automatica, i comandi devono essere a portata di mano e accompagnati da istruzioni.
Per le vie di esodo vale poi il punto 1.5.11 e, sul piano antincendio, il D.M. 3 settembre 2021 con la norma UNI EN 1838. Dove installare le lampade, come verificarle e come tenere il registro è spiegato nella pagina sulle luci di emergenza, che qui non ripetiamo.
Come controllare un impianto esistente
Un primo controllo non richiede un progetto illuminotecnico. Bastano un luxmetro, anche economico, e un giro nei locali alla luce artificiale, possibilmente di sera o con le tende chiuse. Le misure si prendono all'altezza del piano di lavoro, nei punti in cui si lavora davvero.
- Ogni postazione ha luce sufficiente per il compito, senza zone d'ombra create da scaffali o macchine
- Nessuna lampada fulminata o tremolante; vetri e plafoniere puliti (1.10.4)
- Nessun abbagliamento diretto dalle lampade o riflesso sugli schermi
- Tende o schermature regolabili sulle finestre dei posti al videoterminale
- Corridoi, scale e cambi di livello illuminati in modo uniforme
- Zone esterne usate la sera illuminate (1.8.6)
- Illuminazione sussidiaria presente, funzionante e con controlli annotati
- Pareti chiare dove possibile (1.3.5)
Esempio: in un laboratorio di confezionamento con 6 addetti le misure danno circa 450 lux sui banchi vicino alle finestre e 180 lux su quelli in fondo, sotto uno scaffale alto. La soluzione più semplice è spostare lo scaffale e aggiungere due apparecchi sui banchi in fondo; la non conformità e la data di chiusura vanno nel verbale della checklist di sopralluogo dei locali.
Errore tipico in ispezione
L'errore più comune non riguarda il progetto, ma la manutenzione: lampade spente da mesi in corridoio, plafoniere piene di polvere, finestre opacizzate. Sono violazioni dirette del punto 1.10.4 e sono visibili a chiunque entri. Un secondo errore frequente è il magazzino illuminato bene nei corridoi principali e al buio tra le scaffalature, dove si lavora davvero e dove si cade più facilmente.
Domande frequenti
Quanti lux servono per legge in un ufficio?
Nessun numero è fissato dalla legge. L'Allegato IV chiede luce naturale sufficiente e illuminazione artificiale adeguata per salute, sicurezza e benessere. Il valore di 500 lux per scrittura, lettura e lavoro al computer viene dalla norma tecnica UNI EN 12464-1, che è il riferimento usato da progettisti e organi di vigilanza per giudicare se la luce è adeguata.
Un locale senza finestre può essere usato come ufficio?
Dipende anzitutto dal titolo edilizio e dal regolamento locale, che decidono se quel locale può avere quella destinazione e quale superficie finestrata serve. L'Allegato IV chiede luce naturale sufficiente salvo per i locali sotterranei, che hanno una disciplina propria nell'art. 65. Un ripostiglio cieco trasformato in ufficio senza cambio di destinazione è di regola non conforme.
Le lampade di emergenza sono obbligatorie in ogni stanza?
No. L'Allegato IV le chiede lungo le vie e le uscite di emergenza che resterebbero al buio e nei luoghi dove un guasto della luce espone a rischi particolari. Il D.M. 3 settembre 2021 precisa, per i luoghi a basso rischio di incendio, quando servono lungo le vie di esodo. La valutazione decide stanza per stanza.
Ogni quanto va verificata l'illuminazione?
La legge non fissa una cadenza per l'illuminazione ordinaria: chiede che gli impianti siano sempre puliti ed efficienti. Conviene inserirla nel sopralluogo periodico e ripetere le misure quando cambiano layout o attività. Per l'illuminazione di sicurezza valgono invece le verifiche periodiche previste dalle norme tecniche e dal registro antincendio.
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