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Guida Sicurezza 81

Sostituzione e manutenzione DPI: scadenza e controlli

Sostituzione DPI e scadenza: chi decide la durata, controlli prima dell'uso, pulizia, conservazione e quando cambiare ogni tipo di dispositivo.

La sostituzione e la manutenzione dei DPI spettano al datore di lavoro, che deve mantenerli efficienti e igienici con le riparazioni e le sostituzioni necessarie, secondo le indicazioni del fabbricante (art. 77, comma 4, lett. a, D.Lgs. 81/08). La scadenza non la fissa la legge: la indica la nota informativa, insieme all'usura reale e ai danni subiti.

Chi fa che cosa

Il pillar sui DPI elenca gli obblighi del datore di lavoro e del lavoratore. Per la manutenzione la divisione dei compiti è precisa.

SoggettoObbligoRiferimento
Datore di lavoroMantenere i DPI in efficienza e in condizioni d'igiene con manutenzione, riparazioni e sostituzioni, secondo le indicazioni del fabbricanteArt. 77, c. 4, lett. a
Datore di lavoroFar usare i DPI solo per gli usi previsti, salvo casi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricanteArt. 77, c. 4, lett. b
Datore di lavoroStabilire le procedure di riconsegna e deposito a fine utilizzoArt. 77, c. 4, lett. g
LavoratoreAvere cura dei DPI, non modificarli, segnalare subito difetti o inconvenientiArt. 78, c. 3 e 5
PrepostoSe rileva deficienze dei DPI, interrompere temporaneamente l'attività se necessario e segnalare le non conformitàArt. 19, c. 1, lett. f-bis

Dopo il DL 159/2025 l'obbligo di manutenzione e igiene della lett. a si applica anche agli specifici indumenti di lavoro che, in base alla valutazione dei rischi, assumono la caratteristica di DPI. Il lavaggio di una giacca ignifuga o di un indumento per il rischio chimico individuato nel DVR non può essere lasciato al lavoratore a sue spese.

Da dove viene la scadenza

Il Regolamento (UE) 2016/425, Allegato II, punto 1.4, impone al fabbricante di indicare nella nota informativa le istruzioni di deposito, uso, pulizia, manutenzione, revisione e disinfezione e, quando applicabile, il mese e l'anno di scadenza del DPI o di alcuni suoi componenti. Le informazioni che contano per programmare le sostituzioni sono di tre tipi:

  • scadenza di immagazzinamento: il tempo entro cui il prodotto nuovo, nella confezione integra, va messo in uso;
  • durata in uso: per quanto tempo, o per quanti turni, lavaggi o cicli, il dispositivo mantiene le prestazioni;
  • criteri di ritiro: danni, urti, deformazioni o eventi dopo i quali il DPI non va più usato, a prescindere dalla data.

Le durate che circolano sui cataloghi o online, come «un casco dura cinque anni», non hanno valore generale. Vale quello che scrive il fabbricante di quel modello, combinato con le condizioni reali: sole, calore, prodotti chimici e uso intenso possono accorciare la vita del dispositivo.

Tabella: dove guardare e quando sostituire, per tipo di DPI

La tabella indica dove si trovano le informazioni e quali segnali impongono la sostituzione. Le durate precise vanno prese dalla nota informativa del modello in uso.

DPIDove si trova l'informazione sulla durataQuando sostituire, oltre la scadenza indicata
Casco di protezioneNota informativa; data di fabbricazione marcata sul cascoDopo un urto significativo, crepe, deformazioni, bardatura danneggiata, esposizione a sostanze che il fabbricante indica come dannose
Facciale filtranteMarcatura NR (non riutilizzabile oltre un turno) o R (riutilizzabile); scadenza sulla confezioneSe NR, a fine turno; se danneggiato, sporco o con respirazione difficoltosa
Filtri per semimascheraScadenza sulla confezione; indicazioni d'uso del fabbricanteSecondo il programma di cambio stabilito con la valutazione; non affidarsi solo alla percezione di odori
Guanti chimiciNota informativa e prestazioni di permeazioneSecondo il tempo d'uso compatibile con la sostanza; subito se forati, gonfi o induriti; monouso dopo ogni impiego
Guanti per rischi meccaniciNota informativaQuando l'usura scopre la mano o riduce la presa; se lavabili, entro i cicli indicati
OtoprotettoriNota informativa; inserti monouso o riutilizzabiliInserti monouso a ogni uso; cuscinetti delle cuffie secondo il fabbricante o se rigidi o crepati
Calzature di sicurezzaNota informativaSuola consumata o staccata, puntale esposto o deformato dopo un urto, tomaia lacerata
Indumenti ad alta visibilitàEtichetta con numero massimo di lavaggi, se indicatoSuperati i cicli di lavaggio, colore sbiadito, bande retroriflettenti danneggiate
Imbracatura e cordiniNota informativa e scheda del dispositivoDopo aver arrestato una caduta, cuciture danneggiate, fibbie deformate, esito negativo dell'ispezione periodica

Per i dispositivi anticaduta le ispezioni periodiche vanno svolte con la cadenza e le modalità indicate dal fabbricante, da una persona competente: dettagli nella scheda sui DPI anticaduta.

Controllo prima dell'uso, pulizia e deposito

Il lavoratore controlla il DPI prima di ogni utilizzo, come insegnato durante formazione e addestramento. Un controllo visivo di pochi secondi intercetta la maggior parte dei difetti: integrità, pulizia, regolazioni, scadenza leggibile. Se trova un difetto, lo segnala subito al preposto o al datore di lavoro e non usa il dispositivo.

La pulizia segue le istruzioni del fabbricante: prodotti non indicati, come alcuni solventi o disinfettanti aggressivi, possono degradare materiali e marcature. Per i DPI condivisi la sanificazione tra un utilizzatore e l'altro è parte delle misure richieste dall'art. 77, comma 4, lett. d.

Il deposito è la causa nascosta di molti DPI rovinati. Facciali filtranti lasciati sul cruscotto al sole, filtri tenuti senza confezione in un locale con solventi, imbracature appese vicino a fonti di calore perdono prestazioni prima del tempo. Serve un luogo definito, pulito e asciutto, separato dagli indumenti contaminati quando c'è rischio chimico o biologico.

Un programma di sostituzione per una piccola impresa

Esempio: un'officina con 7 addetti imposta il programma in quattro mosse.

  1. Per ogni DPI del DVR annota modello, scadenza di immagazzinamento e criteri di sostituzione tratti dalla nota informativa.
  2. Fissa un controllo mensile delle scorte e delle scadenze, affidato al preposto.
  3. Registra ogni sostituzione con il motivo nel registro di consegna.
  4. Rivede il programma una volta l'anno, o prima se cambiano lavorazioni o modelli.

Il controllo può rientrare nello scadenziario aziendale, come suggerito nella pagina sul controllo DPI nello scadenziario della sicurezza. Le registrazioni seguono il modello descritto nella pagina sulla consegna dei DPI.

Errore tipico in ispezione

Filtri per semimaschera scaduti nell'armadio, o in uso da mesi senza un criterio di cambio. Un caso simile: caschi con la data di fabbricazione ben oltre la durata indicata dal fabbricante, ancora assegnati. Entrambi dimostrano che manca un programma, e la correzione è scriverlo e assegnarlo a qualcuno.

Domande frequenti

I DPI hanno una scadenza per legge?

No. Il D.Lgs. 81/08 non fissa durate per tipo di DPI. Impone al datore di lavoro di mantenerli efficienti con le sostituzioni necessarie, secondo le indicazioni del fabbricante. La scadenza, quando esiste, è indicata nella nota informativa o sul prodotto, come prevede il Regolamento (UE) 2016/425. Un DPI può comunque andare sostituito prima, se danneggiato o usurato.

Chi paga la sostituzione di un DPI rotto?

L'azienda. L'art. 15, comma 2, esclude che le misure di sicurezza comportino oneri finanziari per i lavoratori, e l'art. 77 attribuisce al datore di lavoro sostituzioni e riparazioni. Se il danno è stato provocato volontariamente, la questione si affronta sul piano disciplinare secondo il contratto collettivo, ma intanto il lavoratore deve ricevere un DPI efficiente per continuare a lavorare in sicurezza.

Posso riparare un DPI danneggiato?

Solo se e come lo consente il fabbricante, con i ricambi originali indicati nella nota informativa, ad esempio cuscinetti delle cuffie o valvole di una semimaschera. Riparazioni improvvisate, come nastro su un'imbracatura o cuciture su un guanto chimico, fanno perdere le prestazioni certificate. Il lavoratore non può modificare i DPI di sua iniziativa, come stabilisce l'art. 78, comma 3.

Ogni quanto vanno cambiati i filtri della maschera?

Dipende dal tipo di filtro, dalla sostanza, dalla concentrazione e dal tempo di utilizzo. Il programma di cambio va definito in base alla valutazione del rischio chimico e alle indicazioni del fabbricante, non lasciato alla percezione di odori da parte del lavoratore. Prima del primo uso va controllata la scadenza sulla confezione. Dettagli nella scheda su maschere e respiratori.

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