Salta al contenuto
Guida Sicurezza 81

DPI anticaduta: obbligo, componenti e addestramento

DPI anticaduta: quando sono obbligatori secondo l'art. 115, componenti e norme EN, tirante d'aria, piano di soccorso, addestramento e ispezioni periodiche.

I DPI anticaduta sono obbligatori quando un lavoratore è esposto al rischio di caduta da una quota superiore a 2 metri e parapetti, reti o altre protezioni collettive non si possono installare. Sono DPI di terza categoria: oltre a consegnarli, il datore di lavoro deve organizzare un addestramento pratico, un piano di soccorso e ispezioni periodiche secondo il fabbricante.

Quando scatta l'obbligo

L'art. 107 del D.Lgs. 81/08 definisce lavoro in quota l'attività che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile. Non riguarda solo i cantieri: pulizia di lucernari, manutenzione di impianti sul tetto, montaggio di insegne, lavori su soppalchi senza parapetto rientrano nella stessa definizione.

L'art. 115, riscritto dall'art. 5 del DL 31 ottobre 2025 n. 159, convertito dalla legge 29 dicembre 2025 n. 198, mette in fila le scelte:

  1. prima le misure di protezione collettiva, come parapetti e reti di sicurezza;
  2. solo se queste non si possono attuare, sistemi di protezione individuale adatti all'uso specifico;
  3. tra questi, la priorità va ai sistemi di trattenuta, di posizionamento sul lavoro e di accesso e posizionamento mediante funi rispetto ai sistemi di arresto caduta;
  4. ogni sistema, composto da un dispositivo di presa del corpo e da un sottosistema di collegamento, va assicurato a un punto di ancoraggio sicuro.

La differenza tra trattenuta e arresto è decisiva. Un sistema di trattenuta impedisce di raggiungere il bordo: il cordino è così corto che la caduta non può avvenire. Un sistema di arresto caduta lascia cadere e ferma la persona dopo qualche metro, con forze sul corpo e necessità di soccorso. Il principio generale "prima collettivo, poi individuale" è spiegato nel capitolo sui DPI e gli obblighi del datore di lavoro; gli aspetti di cantiere sono nella pagina sui lavori in quota.

Componenti del sistema e norme tecniche

Un DPI anticaduta non è un oggetto singolo ma un sistema: imbracatura, elemento di collegamento, eventuale assorbitore e ancoraggio devono essere compatibili tra loro. Le norme tecniche che si trovano sulle etichette sono queste.

ComponenteFunzioneNorma tecnica di riferimento
Imbracatura per il corpotrattiene il corpo e distribuisce le forze di arrestoEN 361
Cintura di posizionamentosostiene il lavoratore in posizione, ad esempio su un palo; non arresta caduteEN 358
Cordinocollega imbracatura e ancoraggioEN 354
Assorbitore di energiariduce la forza trasmessa al corpo durante l'arrestoEN 355
Anticaduta retrattilecordino che si avvolge e si blocca in caso di cadutaEN 360
Anticaduta di tipo guidatoscorre su linea rigida o flessibileEN 353-1, EN 353-2
Connettorimoschettoni e ganci con chiusuraEN 362
Dispositivi di ancoraggiopunti fissi, linee vita, ancoraggi provvisoriEN 795
Sistema completo di arresto cadutaregole di assemblaggio dei componentiEN 363

Le linee vita installate in modo permanente sulle coperture sono dispositivi di ancoraggio per DPI, non protezioni collettive: per la progettazione e la manutenzione si fa riferimento alle norme UNI 11578 e UNI 11560, oltre che alle eventuali regole regionali sulle coperture. Imbracatura, cordini, assorbitori e anticaduta sono DPI di terza categoria secondo il Regolamento (UE) 2016/425, che colloca le "cadute dall'alto" tra i rischi della categoria III.

Esempio: verificare il tirante d'aria

Il tirante d'aria è lo spazio libero che serve sotto il lavoratore perché il sistema di arresto lo fermi prima di toccare il suolo o un ostacolo. Se manca, l'imbracatura non serve a nulla. Ogni fabbricante indica nella nota informativa come calcolarlo; i numeri che seguono sono solo un esempio.

Esempio: un manutentore lavora su una copertura piana a 5 metri, agganciato con cordino da 2 metri e assorbitore a un ancoraggio posto a livello dei piedi.

  • lunghezza del cordino: 2 m;
  • allungamento massimo dell'assorbitore dichiarato dal fabbricante: 1,75 m;
  • distanza tra l'attacco dorsale e i piedi del lavoratore: circa 1,5 m;
  • margine di sicurezza indicato dal fabbricante: 1 m.

Lo spazio libero necessario sotto il bordo supera i 6 metri, più dei 5 disponibili. Con quella configurazione il lavoratore toccherebbe terra. La soluzione corretta è passare a un sistema di trattenuta che impedisca di raggiungere il bordo, oppure a un anticaduta retrattile con ancoraggio sopra la testa, oppure ancora installare un parapetto provvisorio. È il tipo di verifica che va fatta prima del lavoro e scritta nella procedura.

Piano di soccorso e sospensione inerte

Una persona rimasta appesa all'imbracatura dopo un arresto non è al sicuro. La sospensione inerte prolungata può causare gravi disturbi circolatori, noti come sindrome da sospensione: per questo il recupero deve avvenire in tempi molto brevi. Il piano di soccorso fa parte della valutazione dei rischi e della gestione delle emergenze e deve indicare chi interviene, con quale attrezzatura e con quale tecnica.

Per una piccola impresa il piano può essere semplice ma deve essere concreto:

  • kit di recupero o discensore disponibile sul posto, non in magazzino;
  • almeno una seconda persona presente e addestrata a usarlo, mai lavoro in quota da soli con arresto caduta;
  • accesso al punto di caduta previsto, per esempio con una piattaforma elevabile o con un sistema di sollevamento;
  • numero di emergenza e indirizzo preciso del luogo comunicati prima di iniziare.

Un piano che si limita a chiamare i soccorsi esterni di solito non basta: i tempi di arrivo possono non essere compatibili con la sospensione inerte.

Addestramento, consegna e ispezioni

L'art. 77, comma 5, rende l'addestramento indispensabile per tutti i DPI di terza categoria. Per l'anticaduta significa indossare e regolare l'imbracatura, verificare i connettori, scegliere l'ancoraggio, calcolare il tirante d'aria e provare la procedura di recupero. Come organizzarlo e documentarlo è spiegato nella pagina sull'addestramento DPI anticaduta.

I controlli sono di tre tipi:

  1. prima di ogni uso, a cura del lavoratore: cinghie senza tagli, bruciature o abrasioni, cuciture integre, fibbie e connettori che si chiudono bene, indicatore di caduta dell'assorbitore non attivato, etichetta leggibile;
  2. periodicamente, da una persona competente secondo le istruzioni del fabbricante: la norma tecnica EN 365 prevede di regola un esame almeno ogni 12 mesi, ma la nota informativa può chiedere intervalli più brevi in caso di uso intenso;
  3. dopo un arresto caduta: il dispositivo che ha trattenuto una caduta va tolto dall'uso finché una persona competente non ne autorizza per iscritto il riutilizzo, se il fabbricante lo ammette.

Ogni imbracatura dovrebbe avere una scheda con data di primo utilizzo, esiti delle ispezioni e data di scarto prevista. È lo strumento che rende tracciabili sostituzioni e manutenzioni descritte nella pagina su sostituzione e manutenzione dei DPI.

Errori tipici in ispezione

Gli errori più frequenti sono ricorrenti: imbracatura consegnata senza addestramento documentato, cordino agganciato a tubi, grondaie o parapetti non verificati come ancoraggi, assorbitore usato con ancoraggio ai piedi senza calcolare lo spazio libero, nessun piano di recupero, schede di ispezione assenti. Anche il casco è parte del sistema: chi lavora in quota ha bisogno di un modello con sottogola, come spiegato nella pagina sui caschi di protezione. Il testo vigente dell'art. 115 del D.Lgs. 81/08 e quello dell'art. 77 sono consultabili online.

Domande frequenti

Sotto i 2 metri l'imbracatura non serve mai?

La definizione di lavoro in quota dell'art. 107 parte dai 2 metri, ma il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi presenti, anche a quote inferiori: una caduta da 1,5 metri su un macchinario o in una fossa può essere grave. Sotto i 2 metri, però, un sistema di arresto caduta raramente ha lo spazio per funzionare: si usano soprattutto protezioni collettive e trattenuta.

Chi può fare l'ispezione periodica dell'imbracatura?

Una persona competente, cioè formata sul tipo di dispositivo secondo le istruzioni del fabbricante. Alcuni fabbricanti richiedono una formazione specifica o un'abilitazione rilasciata da loro stessi. L'ispezione va registrata con data, esito e firma. Può essere un dipendente formato o un servizio esterno: conta che il fabbricante lo consideri idoneo e che resti traccia scritta.

La linea vita sul tetto basta per lavorare in sicurezza?

No. La linea vita è un dispositivo di ancoraggio: serve solo se il lavoratore ha imbracatura, cordino e assorbitore compatibili, è addestrato e il sistema ha il tirante d'aria sufficiente. Va inoltre verificata periodicamente secondo le istruzioni dell'installatore. Se è possibile montare un parapetto, l'art. 115 dà la priorità alla protezione collettiva.

Ogni quanto va ripetuto l'addestramento anticaduta?

Il D.Lgs. 81/08 non fissa una cadenza. L'addestramento va ripetuto quando cambiano i dispositivi o le procedure, quando si osservano errori d'uso e, per chi usa l'imbracatura raramente, a intervalli ragionevoli stabiliti nella valutazione dei rischi. Molte aziende lo inseriscono nel programma annuale insieme alla prova del piano di recupero.

Iscriviti alla newsletter

Una email al mese con aggiornamenti normativi, nuove guide e checklist pratiche. Niente spam.

Iscrivendoti accetti la nostra Privacy Policy. Puoi disiscriverti in qualsiasi momento.

Hai trovato un errore in questa pagina?