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Guida Sicurezza 81

Come scegliere i DPI: metodo in 6 passi, norme tecniche e prova

Come scegliere i DPI secondo l'art. 77: analisi del rischio, requisiti, confronto delle note informative, compatibilità, prova con i lavoratori.

Per scegliere i DPI si parte dal rischio che resta dopo le misure collettive, si fissano le prestazioni necessarie, si confrontano le note informative dei modelli disponibili e si provano con chi li userà. È il percorso dell'art. 77, comma 1, del D.Lgs. 81/08, da ripetere ogni volta che cambiano gli elementi della valutazione.

Che cosa chiede la legge

Il pillar sui DPI riassume gli obblighi di scelta in poche righe. Qui il percorso è scomposto in passi operativi, con i riferimenti che lo reggono.

L'art. 77, comma 1, chiede al datore di lavoro, ai fini della scelta, di:

  • analizzare e valutare i rischi che non possono essere evitati con altri mezzi (lett. a);
  • individuare le caratteristiche dei DPI necessarie perché siano adeguati a quei rischi, tenendo conto delle ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI (lett. b);
  • valutare, sulla base delle informazioni e delle istruzioni del fabbricante, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e confrontarle con quelle individuate (lett. c);
  • aggiornare la scelta ogni volta che interviene una variazione significativa negli elementi di valutazione (lett. d).

L'art. 76, comma 2 aggiunge che il DPI deve essere adeguato al rischio senza comportare un rischio maggiore, adeguato alle condizioni del luogo di lavoro, rispettoso delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore e adattabile all'utilizzatore. L'art. 18, comma 1, lett. d, prevede che la fornitura avvenga sentiti l'RSPP e, ove presente, il medico competente.

Per alcuni dispositivi esistono criteri tecnici di riferimento. L'art. 79, comma 2-bis, mantiene in vigore il DM 2 maggio 2001, che detta criteri per otoprotettori, apparecchi di protezione delle vie respiratorie, filtri per la protezione degli occhi e indumenti contro agenti chimici, da leggere con le edizioni più recenti delle norme UNI richiamate, come la UNI EN 458 per gli otoprotettori e la UNI EN 529 per i respiratori. L'Allegato VIII del decreto, sostituito con il decreto interministeriale del 20 dicembre 2021, offre schemi per l'inventario dei rischi e l'abbinamento ai DPI.

Il metodo in 6 passi

  1. Descrivere il rischio residuo con precisione: quale agente, quale parte del corpo, per quanto tempo, in quali condizioni. Per i prodotti chimici la sezione 8 della scheda di dati di sicurezza indica già il tipo di protezione consigliata.
  2. Tradurre il rischio in prestazioni: classe di filtrazione, livello di resistenza al taglio, attenuazione acustica, tempo di permeazione, classe di visibilità.
  3. Considerare il contesto: caldo, umidità, spazi ristretti, necessità di sentire allarmi o di parlare, uso di occhiali da vista, durata del turno.
  4. Confrontare le note informative di almeno due modelli che rispondono ai requisiti, verificando marcatura, norma tecnica e limiti d'uso dichiarati.
  5. Far provare i modelli ai lavoratori per qualche giorno nelle condizioni reali, raccogliendo osservazioni su comfort, taglia e interferenze.
  6. Registrare la scelta nel DVR o in un allegato, con il modello, la norma, le condizioni d'uso e il criterio di sostituzione.

Il passo 5 non è un obbligo formulato in questi termini, ma risponde alle esigenze ergonomiche e di adattabilità dell'art. 76 ed è il modo più economico per evitare il problema descritto nella pagina sui DPI comprati ma non usati. Coinvolgere l'RLS nella prova facilita anche la consultazione sulla valutazione dei rischi.

Tabella rischio, DPI e norma tecnica di riferimento

Le norme tecniche armonizzate sono il linguaggio con cui il fabbricante dichiara le prestazioni. Non sono legge, ma permettono di confrontare modelli diversi. L'edizione applicata è indicata nella nota informativa e nella dichiarazione di conformità.

RischioDPI tipicoNorma tecnica di riferimentoPrestazione da specificare
Caduta di oggetti sul capoCasco di protezioneEN 397; EN 12492 per lavori in quota con sottogolaTipo di casco, requisiti opzionali (basse temperature, isolamento elettrico)
Schegge, spruzziOcchiali, visieraEN 166Resistenza meccanica, campo d'uso (gocce, polveri)
Tagli, abrasioniGuanti per rischi meccaniciEN 388Livelli di abrasione, taglio, strappo, perforazione
Prodotti chimiciGuanti per rischi chimiciEN ISO 374-1Tipo e sostanze di prova, tempo di permeazione
Polveri, aerosolFacciale filtranteEN 149Classe FFP1, FFP2 o FFP3
Gas e vaporiSemimaschera con filtriEN 140 per la maschera, EN 14387 per i filtriTipo di filtro per famiglia di sostanze e classe
RumoreInserti o cuffieSerie EN 352Attenuazione (SNR o valori per banda) adeguata al livello misurato
Schiacciamento, perforazione del piedeCalzature di sicurezzaEN ISO 20345Classe e requisiti aggiuntivi, ad esempio antiperforazione
InvestimentoIndumenti ad alta visibilitàEN ISO 20471Classe 1, 2 o 3
Caduta dall'altoImbracatura e sottosistemaEN 361, EN 363, ancoraggi EN 795Compatibilità dei componenti, tirante d'aria disponibile

Le schede dei singoli dispositivi, come guanti e maschere e respiratori, spiegano come leggere le marcature di ciascuna norma.

Compatibilità tra DPI e rischi creati dal DPI

L'art. 76, comma 3, chiede che più DPI indossati insieme siano compatibili e mantengano, anche nell'uso simultaneo, la propria efficacia. I conflitti più comuni sono pochi e prevedibili.

CombinazioneProblema possibileSoluzione tipica
Occhiali e facciale filtranteAppannamento, perdita di tenuta sul nasoModelli con valvola o guarnizione, prova insieme
Cuffie e occhialiLe aste riducono la tenuta dei cuscinettiAste sottili o inserti auricolari
Casco e cuffieInterferenza tra bardatura e archettoCuffie da montare sul casco, dello stesso sistema
Barba e facciale filtranteTenuta del bordo compromessaValutare dispositivi che non dipendono dalla tenuta sul viso
Guanti spessi e comandi della macchinaPerdita di sensibilità, presa insicuraGuanti con prestazione adeguata ma spessore minore

C'è poi il rischio creato dal DPI stesso, che la lett. b dell'art. 77, comma 1, impone di considerare. Esempio: in un magazzino con carrelli in movimento un otoprotettore molto più attenuante del necessario può impedire di sentire il cicalino di retromarcia. Scegliere l'attenuazione adeguata al livello misurato, non la più alta in catalogo, è parte della scelta corretta.

Errore tipico e quando rifare la scelta

L'errore più frequente è scegliere sul catalogo del fornitore partendo dal prodotto e non dal rischio: «guanti da lavoro», «mascherine», «tappi». In ispezione si chiede quale norma e quale livello di protezione siano stati richiesti, e perché. Se il DVR non lo dice, la scelta non è dimostrabile.

La scelta va rifatta, come chiede la lett. d, quando cambia un elemento della valutazione: nuovo prodotto chimico, nuova macchina, esito di una misura del rumore, segnalazioni di disagio, prescrizioni del medico competente, infortunio o quasi infortunio. Dopo la scelta, consegna e documentazione seguono le regole descritte nella pagina sulla consegna dei DPI.

Domande frequenti

Posso scegliere i DPI senza RSPP e medico competente?

L'art. 18, comma 1, lett. d, prevede che i DPI siano forniti sentiti l'RSPP e il medico competente, ove presente. La decisione resta del datore di lavoro, ma il parere va chiesto e conviene tenerne traccia scritta. Il medico competente è particolarmente utile per i lavoratori con allergie, problemi respiratori o uditivi, o con limitazioni indicate nel giudizio di idoneità.

Un DPI più protettivo è sempre la scelta migliore?

No. Il DPI deve essere adeguato al rischio senza crearne uno maggiore, come chiede l'art. 76, comma 2. Un respiratore troppo impegnativo affatica e viene tolto, un otoprotettore eccessivo isola dai segnali di pericolo, un guanto troppo spesso riduce la presa. Si sceglie la prestazione richiesta dalla valutazione, con un margine ragionevole, e si privilegia il modello che i lavoratori accettano di indossare.

Il lavoratore può scegliere il modello di DPI?

Può e conviene coinvolgerlo, ma tra modelli che il datore di lavoro ha già verificato come idonei al rischio. Offrire due o tre alternative equivalenti, ad esempio inserti o cuffie con attenuazione adeguata, migliora l'uso effettivo. Il lavoratore non può invece sostituire di sua iniziativa il DPI con uno personale non verificato, né modificarlo, come stabilisce l'art. 78.

Dove trovo le prestazioni di un DPI?

Nella nota informativa del fabbricante, che il Regolamento (UE) 2016/425 rende obbligatoria e che deve indicare livelli o classi di protezione, limiti d'uso, istruzioni di manutenzione ed eventuale scadenza. Sulla marcatura del dispositivo compaiono la norma tecnica e i codici di prestazione. Se un fornitore non è in grado di fornire la nota informativa prima dell'acquisto, è un buon motivo per cambiare fornitore.

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