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Guida Sicurezza 81

Lavoratore non usa i DPI: cosa fare e perché succede

Lavoratore non usa i DPI: obblighi dell'art. 78, intervento del preposto, percorso disciplinare, cause tipiche del mancato uso e cosa guarda l'ispettore.

Se un lavoratore non usa i DPI, il preposto deve intervenire subito, indicargli il comportamento corretto e, se l'inosservanza continua, interrompere la sua attività e informare i superiori. Il datore di lavoro può avviare un procedimento disciplinare. Prima però conviene capire il perché: spesso il DPI è scomodo, della taglia sbagliata o incompatibile con il lavoro.

Gli obblighi in gioco: lavoratore, preposto, datore di lavoro

Il pillar sui DPI descrive gli obblighi generali. Quando un DPI c'è ma non viene indossato, entrano in gioco tre livelli di responsabilità che si sommano, senza che uno cancelli l'altro.

SoggettoObbligoRiferimentoConseguenza della violazione
LavoratoreUsare in modo appropriato i dispositivi di protezione; usare i DPI secondo informazione, formazione e addestramento; averne cura; segnalare difettiArt. 20, c. 2, lett. d; art. 78Arresto fino a un mese o ammenda (art. 59, c. 1, lett. a); responsabilità disciplinare
PrepostoVigilare sull'uso dei DPI, intervenire sul comportamento non conforme, interrompere l'attività se l'inosservanza persiste e informare i superioriArt. 19, c. 1, lett. aSanzioni dell'art. 56
Datore di lavoro e dirigenteRichiedere l'osservanza delle disposizioni sull'uso dei DPI; vigilare anche sull'operato dei prepostiArt. 18, c. 1, lett. f; art. 18, c. 3-bisPer la lett. f, arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro (art. 55, c. 5, lett. c)

Gli importi sono quelli rivalutati per le violazioni commesse dal 6 ottobre 2023, riportati nel prospetto allegato alla nota INL n. 1159 del 9 novembre 2023.

La conseguenza pratica è che sanzionare il lavoratore non mette al riparo l'azienda. Dopo un infortunio l'organo di vigilanza verifica prima di tutto se il DPI era adatto, se il lavoratore era informato, formato e, quando dovuto, addestrato, e se qualcuno vigilava davvero. Per escludere la responsabilità del datore di lavoro, la giurisprudenza richiede di regola un comportamento del lavoratore abnorme ed eccezionale, imprevedibile rispetto al lavoro affidato: non basta la semplice disattenzione o un'abitudine tollerata.

Perché i DPI restano nell'armadietto

Prima di intervenire sul comportamento conviene chiedersi se il problema è il dispositivo. Le cause più comuni si riconoscono e si correggono.

CausaSegnaleCorrezione
Taglia o modello sbagliatoGuanti larghi tolti per prendere i pezzi, scarpe che fanno maleProva di più taglie e modelli prima dell'acquisto
Comfort termicoFacciali e indumenti tolti nei mesi caldiModelli traspiranti, valvola di espirazione, pause organizzate
Incompatibilità tra DPIOcchiali appannati sotto il facciale, cuffie che non stanno sul cascoScelta combinata dei dispositivi, prova insieme
Interferenza con il lavoroGuanti spessi su lavori di precisione, otoprotettori che coprono i segnaliPrestazione adeguata al rischio, non la massima
DPI non disponibile al momentoScorte finite, dispositivo lontano dalla postazionePunto di prelievo vicino, controllo delle scorte
Regola poco chiara«Gli occhiali si mettono quando serve»Condizioni d'uso scritte per fase e area
Cattivo esempioCapisquadra o titolare senza DPI in repartoRegola valida per tutti, compresi visitatori e responsabili

La pagina sulla scelta corretta dei DPI spiega come evitare a monte i primi quattro problemi. La sesta causa è più frequente di quanto sembri: senza condizioni d'uso precise, come richiede l'art. 77, comma 2, il lavoratore decide da solo quando il rischio c'è.

Il percorso da seguire, passo per passo

  1. Correggere sul momento. Il preposto ferma il lavoratore, spiega il rischio e indica il modo corretto. È il primo gradino descritto nella pagina sulla vigilanza del preposto.
  2. Ascoltare il motivo. Se il lavoratore segnala un problema del DPI, scatta la sostituzione o la revisione della scelta, non il richiamo.
  3. Interrompere l'attività se l'inosservanza persiste. Il preposto allontana il lavoratore da quella lavorazione e informa i superiori diretti (art. 19, c. 1, lett. a).
  4. Annotare l'episodio con data, luogo, DPI mancante e intervento svolto, su un foglio di osservazione o in un registro.
  5. Valutare la contestazione disciplinare. Il datore di lavoro contesta per iscritto l'addebito secondo l'art. 7 della legge 300/1970 e il CCNL applicato: il lavoratore ha diritto di essere sentito e i provvedimenti più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicati prima di cinque giorni dalla contestazione.
  6. Ripetere informazione, formazione o addestramento se dall'episodio emerge che il lavoratore non sapeva usare il dispositivo.

Il codice disciplinare deve essere portato a conoscenza dei lavoratori, ad esempio con l'affissione in luogo accessibile, come prevede lo Statuto. Conviene che indichi esplicitamente il mancato uso dei DPI tra le infrazioni.

Che cosa osserva l'ispettore

In un sopralluogo il mancato uso dei DPI è tra le prime cose che si notano, perché si vede a colpo d'occhio. Le verifiche successive seguono uno schema prevedibile.

  • Il DVR prevede quel DPI per quella lavorazione, con le condizioni d'uso?
  • C'è un verbale di consegna con il dispositivo specifico, la data e la firma?
  • Per terza categoria e otoprotettori, c'è un addestramento documentato?
  • Il preposto è individuato, formato, e sa quali DPI servono in reparto?
  • Ci sono tracce di vigilanza: richiami, annotazioni, provvedimenti?
  • Il DPI è disponibile e in buono stato vicino alla postazione?

Esempio: in un magazzino con 10 addetti l'ispettore trova due operatori senza scarpe di sicurezza. L'azienda mostra i verbali di consegna, ma nessuna traccia di richiami nonostante il problema fosse noto da mesi. Il verbale prova la fornitura, non la vigilanza. Quello che manca è il passaggio da «abbiamo dato le scarpe» a «abbiamo preteso che fossero indossate».

Errori dell'azienda da evitare

  • Comprare un solo modello per tutti per risparmiare, senza prove di taglia.
  • Tollerare per settimane un comportamento noto e poi contestarlo solo dopo un infortunio.
  • Fermare il lavoratore ma non sostituire il DPI rotto che aveva segnalato.
  • Lasciare che il preposto sia l'unico a rispettare o far rispettare la regola, senza sostegno del datore di lavoro.
  • Considerare la firma sul verbale di consegna una prova di uso: prova solo la consegna, come spiegato nella pagina sulla consegna dei DPI.

Domande frequenti

Posso licenziare un lavoratore che non usa i DPI?

Il licenziamento disciplinare è possibile solo nei casi previsti da legge e CCNL, valutando gravità, recidiva e proporzionalità, dopo la procedura dell'art. 7 dello Statuto dei lavoratori. Nella maggior parte dei casi il percorso inizia con richiami e sanzioni conservative. Prima di arrivare a provvedimenti gravi conviene documentare richiami precedenti, formazione ricevuta e idoneità del DPI fornito.

Se il lavoratore si fa male senza DPI, la colpa è solo sua?

Di regola no. Se il datore di lavoro ha fornito il DPI ma non ha vigilato, non ha preteso l'uso o ha tollerato l'abitudine, resta responsabile. La giurisprudenza esclude la responsabilità datoriale solo davanti a comportamenti abnormi e imprevedibili. Il lavoratore può comunque rispondere della propria violazione, sul piano penale con l'art. 59 e sul piano disciplinare.

Il preposto può sospendere il lavoratore che non usa i DPI?

Il preposto può interrompere l'attività del lavoratore quando l'inosservanza persiste dopo il suo intervento, e deve informarne i superiori diretti, come prevede l'art. 19. Non si tratta di una sanzione disciplinare, ma di una misura per far cessare il rischio. Eventuali provvedimenti disciplinari, compresa la sospensione dal servizio prevista dal CCNL, spettano al datore di lavoro.

Il lavoratore può rifiutare un DPI che ritiene scomodo?

Non può semplicemente non usarlo: l'art. 78 gli impone di usare i DPI messi a disposizione. Può e deve però segnalare il problema al preposto o al datore di lavoro, che dovrebbe valutare un modello diverso con prestazioni equivalenti. Un disagio fisico importante, come un'allergia o una difficoltà respiratoria, va segnalato anche al medico competente, se presente.

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