Salta al contenuto
Guida Sicurezza 81

Manutenzione idranti: controlli, scadenze e chi può farli

Manutenzione idranti e naspi in azienda: quando c'è la rete, manutenzione annuale e prova delle tubazioni ogni 5 anni, sorveglianza interna e registro.

La manutenzione degli idranti è obbligatoria in ogni luogo di lavoro dove esiste una rete idranti. Il D.M. 1 settembre 2021 richiede sorveglianza da parte di lavoratori istruiti, controlli periodici e manutenzione da parte di un tecnico qualificato. Per idranti a muro e naspi la UNI EN 671-3 prevede un intervento annuale e una prova delle tubazioni ogni cinque anni.

Quando in azienda c'è una rete idranti

Nessuna norma impone la rete idranti a tutti i luoghi di lavoro. Nei piccoli uffici e negozi a basso rischio la protezione si basa di solito sugli estintori portatili. La rete idranti compare quando è richiesta dal progetto antincendio, da una regola tecnica verticale o dalla valutazione del rischio: capita spesso in capannoni, magazzini, autorimesse, alberghi, scuole e attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco.

Anche nei luoghi a basso rischio la rete può esserci, per scelta o perché l'edificio l'aveva già. In quel caso il punto 4.4 dell'Allegato I del D.M. 3 settembre 2021 chiede che sia progettata secondo la UNI 10779 e la UNI EN 12845, con livello di pericolosità 1, protezione interna e alimentazione idrica singola. Il quadro dei tre decreti del 2021 è spiegato nella pagina sul rischio incendio.

Il principio pratico è semplice: se l'impianto è installato, va mantenuto efficiente. L'art. 64, comma 1, lettera e del D.Lgs. 81/08 chiede che impianti e dispositivi di sicurezza siano sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento. Un idrante che non eroga acqua è peggio di un idrante assente, perché lavoratori e soccorritori contano su di esso.

I componenti da conoscere

Chi gestisce la sicurezza di una piccola impresa non deve diventare un tecnico idraulico, ma deve sapere cosa c'è nei propri locali per leggere il rapporto del manutentore.

ComponenteCos'èNorma di riferimento
Idrante a muroCassetta con valvola, tubazione flessibile appiattibile e lanciaUNI EN 671-2 (prodotto), UNI EN 671-3 (manutenzione)
NaspoBobina con tubazione semirigida, utilizzabile anche da una sola personaUNI EN 671-1 (prodotto), UNI EN 671-3 (manutenzione)
Idrante esternoIdrante soprasuolo o sottosuolo nel piazzaleProgetto della rete
Attacco per autopompaRaccordo che permette ai Vigili del Fuoco di immettere acqua nella reteProgetto della rete
Alimentazione idricaAcquedotto, riserva idrica, gruppo di pompaggioUNI EN 12845 e progetto della rete
Rete di tubazioniCollega alimentazione e terminaliUNI 10779

Il naspo è più semplice da usare per un lavoratore non esperto: la tubazione semirigida si può usare senza svolgerla del tutto. L'idrante a muro eroga più acqua, ma la manichetta flessibile va stesa per intero prima di aprire la valvola, altrimenti si strozza.

Sorveglianza interna: cosa controlla il personale

Il punto 2 dell'Allegato I del D.M. 1 settembre 2021 affida la sorveglianza a lavoratori normalmente presenti e adeguatamente istruiti, che la svolgono con liste di controllo. È un controllo visivo che non richiede attrezzi né l'apertura delle valvole.

Checklist di sorveglianza per ogni idrante o naspo:

  • Cassetta accessibile, senza merci, pallet o veicoli davanti.
  • Cartello rosso dell'idrante visibile.
  • Vetro o sportello integro, sistema di apertura funzionante.
  • Manichetta o tubazione al suo posto, arrotolata correttamente, senza danni evidenti.
  • Lancia presente e collegata.
  • Nessuna perdita d'acqua visibile dalla valvola.
  • Manometro, dove installato, con pressione nel campo indicato dal manutentore.
  • Attacco per autopompa accessibile e segnalato.

La frequenza della sorveglianza la decide il datore di lavoro in base al rischio e all'uso dei locali. In un magazzino con movimentazione continua conviene controllare più spesso, perché è lì che gli idranti vengono coperti dalla merce o urtati dai carrelli.

Controllo periodico e manutenzione del tecnico

Controlli periodici e manutenzione spettano al tecnico manutentore qualificato. Dopo diverse proroghe, dal 25 settembre 2026 la qualificazione segue l'Allegato II del D.M. 1 settembre 2021, che comprende contenuti formativi specifici per le reti di idranti. Il D.M. 22 settembre 2026 consente a chi ha presentato domanda regolare di valutazione entro il 25 settembre 2026 di continuare a operare sui presidi indicati nella domanda fino alla conclusione della valutazione e comunque non oltre il 31 marzo 2027. Il percorso è descritto dal Comando VVF di Varese.

Il decreto non fissa direttamente le scadenze: rinvia alle norme tecniche, al manuale d'uso e manutenzione e alla regola dell'arte. Le scadenze principali da conoscere:

InterventoRiferimentoPeriodicità
Ispezione e manutenzione di idranti a muro e naspiUNI EN 671-3Annuale, da persona competente
Prova delle tubazioni alla pressione massima di esercizioUNI EN 671-3Ogni 5 anni
Controllo di rete, valvole e alimentazione idricaNorme della rete e manuale dell'impiantoSecondo il programma del manutentore
Gruppo di pompaggio, dove presenteUNI EN 12845 e manuale del costruttoreProve periodiche secondo norma e costruttore

Prima di firmare un contratto conviene chiedere al manutentore il programma scritto degli interventi, con periodicità e norme applicate. Un'impresa che lavora nei vostri locali va gestita anche sotto il profilo delle interferenze, come spiegato nella guida agli appalti di manutenzione.

Cosa deve lasciare il manutentore

Al termine di ogni intervento il tecnico deve lasciare traccia di quanto fatto. Gli elementi minimi da pretendere sono data, idranti controllati, esito per ciascuno, anomalie, interventi eseguiti e nome del tecnico con il riferimento alla sua qualifica. Sulla cassetta di solito resta un cartellino con la data dell'ultimo controllo, ma il documento che conta è l'annotazione nel registro dei controlli antincendio.

Idrante fuori servizio: cosa fare

Lavori sulla rete idrica, un guasto alla pompa o una tubazione rotta possono lasciare gli idranti senz'acqua. Il periodo di fuori servizio è il più delicato, perché tutti continuano a contare su una protezione che non c'è.

Esempio: in un magazzino di 1.500 m² il manutentore deve chiudere la rete per sostituire una valvola, con lavori previsti per due giorni. Una sequenza ragionevole:

  1. il datore di lavoro o un suo incaricato riceve la comunicazione prima dell'intervento;
  2. gli idranti interessati ricevono un cartello di fuori servizio;
  3. si aggiungono estintori di riserva vicino alle zone scoperte;
  4. si sospendono le lavorazioni a rischio, come saldature o uso di fiamme libere;
  5. gli addetti antincendio vengono informati;
  6. il ripristino viene verificato con una prova di erogazione e annotato nel registro.

Per le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco, una modifica permanente della rete può richiedere adempimenti verso il Comando: va valutata con il professionista antincendio. Il ruolo dei Vigili del Fuoco nelle verifiche è descritto nella pagina sui controlli dei Vigili del Fuoco.

Chi può usare l'idrante in emergenza

Usare un idrante a muro non è intuitivo: la manichetta va stesa senza pieghe, la lancia va tenuta saldamente e il getto va diretto alla base delle fiamme. L'acqua non va usata su apparecchi elettrici in tensione né su oli da cucina. Per questo, dove c'è una rete idranti, gli addetti antincendio devono provarne l'uso durante il corso o in un'esercitazione aziendale.

Un errore frequente è avere idranti installati e addetti che hanno visto solo estintori. Conviene chiedere all'ente formatore che la parte pratica comprenda l'uso di idranti o naspi e organizzare una prova sul proprio impianto insieme al manutentore. I testi ufficiali del D.M. 1 settembre 2021 e degli altri decreti sono pubblicati dai Vigili del Fuoco; il D.Lgs. 81/08 è su Normattiva.

Domande frequenti

Ogni quanto si fa la manutenzione degli idranti?

Per idranti a muro e naspi la UNI EN 671-3 prevede ispezione e manutenzione annuale da parte di persona competente e una prova delle tubazioni alla pressione massima di esercizio ogni cinque anni. Rete, valvole e alimentazione idrica seguono il programma del manutentore, basato su norme e manuale dell'impianto. Tra un intervento e l'altro i lavoratori istruiti fanno la sorveglianza visiva.

Sono obbligato a installare idranti nel mio capannone?

Dipende. L'obbligo nasce dal progetto antincendio, dalla regola tecnica dell'attività o dalla valutazione del rischio, non da una regola valida per tutte le aziende. Un'attività soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco ha spesso la rete idranti tra le misure progettate. Se il capannone rientra nel basso rischio possono bastare gli estintori, e la scelta va motivata nella valutazione.

Se la rete è condominiale, chi si occupa della manutenzione?

Se la rete serve più attività, la manutenzione è spesso a carico del proprietario o dell'amministratore. Il datore di lavoro resta però tenuto a verificare che gli idranti nei suoi locali siano efficienti: conviene chiedere copia dei rapporti di controllo e annotarne gli esiti nel proprio registro. È utile chiarire per iscritto, nel contratto di locazione, chi fa cosa.

Cosa succede se la manichetta non ha mai fatto la prova a pressione?

La tubazione può cedere proprio quando serve. Va chiesto al manutentore di eseguire la prova prevista dalla UNI EN 671-3 o di sostituire la tubazione, annotando l'intervento nel registro. Fino al ripristino l'idrante va considerato non affidabile e la zona va protetta con estintori aggiuntivi.

Iscriviti alla newsletter

Una email al mese con aggiornamenti normativi, nuove guide e checklist pratiche. Niente spam.

Iscrivendoti accetti la nostra Privacy Policy. Puoi disiscriverti in qualsiasi momento.

Hai trovato un errore in questa pagina?