Rischio chimico per parrucchieri ed estetisti: prodotti e misure
Rischio chimico per parrucchieri ed estetisti: tinture, decoloranti con persolfati, acetone, gel unghie, cosmetici senza SDS, guanti e aspirazione.
Il rischio chimico per parrucchieri ed estetisti riguarda soprattutto la pelle e le vie respiratorie: tinture ossidative e decoloranti con persolfati possono sensibilizzare, acqua ossigenata e prodotti per permanente irritano, acetone e prodotti per unghie liberano vapori. Anche se i cosmetici non hanno etichetta CLP né scheda di sicurezza obbligatoria, la valutazione nel DVR va fatta comunque.
Cosmetici e sicurezza sul lavoro: due norme diverse
Il Regolamento (CE) 1223/2009 disciplina la sicurezza dei cosmetici per chi li riceve: ingredienti ammessi, limiti di concentrazione, avvertenze in etichetta, valutazione del prodotto prima della vendita. Per i cosmetici finiti il Regolamento CLP non si applica (art. 1, paragrafo 5) e il REACH esclude l'obbligo della scheda dati di sicurezza (art. 2, paragrafo 6). Per questo un flacone di tintura non porta i pittogrammi a rombo rosso e il fornitore non è tenuto a consegnare la SDS.
Queste esclusioni riguardano l'immissione sul mercato, non gli obblighi del datore di lavoro. Il Titolo IX del D.Lgs. 81/08 considera agenti chimici pericolosi anche quelli che, pur non classificati come miscela, possono comportare un rischio per le proprietà delle sostanze che contengono e per il modo in cui sono usati. Molti ingredienti delle tinture e dei decoloranti sono sostanze classificate sensibilizzanti o irritanti: la valutazione del rischio chimico va quindi fatta, con il metodo spiegato nella guida alla valutazione del rischio chimico.
In pratica le informazioni si ricavano da: elenco ingredienti in etichetta, avvertenze obbligatorie del Regolamento cosmetici (per molte sostanze delle tinture è prevista anche l'indicazione di indossare guanti adatti), schede tecniche o schede informative che molti produttori professionali forniscono su richiesta. I prodotti non cosmetici presenti in salone, come acetone puro, alcol denaturato, disinfettanti per attrezzi e detergenti, hanno invece etichetta CLP e scheda di sicurezza.
I prodotti del salone e i loro rischi
| Prodotto | Sostanze tipiche | Rischio principale | Momento critico |
|---|---|---|---|
| Tinture ossidative | p-fenilendiammina (PPD), toluene-2,5-diammina, resorcinolo | sensibilizzazione cutanea, dermatite allergica | preparazione e applicazione, risciacquo |
| Decoloranti in polvere | persolfati di ammonio, potassio e sodio | sensibilizzazione respiratoria (asma, rinite) e cutanea | apertura della confezione e miscelazione |
| Ossidanti (sviluppatori) | perossido di idrogeno | irritazione di pelle e occhi | travaso, schizzi |
| Permanente e stirature | tioglicolati, ammoniaca o etanolammina | irritazione, sensibilizzazione cutanea | applicazione e fissaggio |
| Lacche e spray | propellenti infiammabili, solventi | infiammabilità, irritazione respiratoria | uso ripetuto vicino a fonti di calore |
| Solventi per unghie | acetone, acetato di etile | vapori, infiammabilità, secchezza cutanea | rimozione smalto e semipermanente |
| Gel e ricostruzione unghie | acrilati e metacrilati | sensibilizzazione cutanea, anche grave | contatto con prodotto non polimerizzato, limatura |
| Disinfettanti per attrezzi | alcoli, sali di ammonio quaternario | irritazione, infiammabilità | immersione degli strumenti senza guanti |
La tabella è indicativa: ogni salone parte dal proprio elenco di prodotti, con quantità e frequenza d'uso. Come costruirlo è spiegato nella pagina sul registro dei prodotti chimici.
Dermatite e asma: come si prevengono
La pelle delle mani è l'organo più esposto. Contano il contatto diretto con tinture e permanenti, ma anche il cosiddetto lavoro in umido: shampoo ripetuti, mani bagnate per gran parte della giornata, lavaggi frequenti. La pelle irritata assorbe più facilmente le sostanze sensibilizzanti, e una volta sviluppata un'allergia a una sostanza come la PPD di solito non regredisce.
Le misure più utili, in ordine:
- Guanti per tutte le fasi a contatto con il prodotto: preparazione, applicazione, risciacquo, shampoo dopo il colore, pulizia di ciotole e pennelli. Il monouso in nitrile senza polvere è la scelta più diffusa; i guanti in lattice con polvere andrebbero evitati per il rischio di allergia al lattice. Il guanto si cambia quando è rotto o bagnato all'interno.
- Tagliare e acconciare prima di colorare, quando possibile, per non toccare capelli impregnati di tintura a mani nude.
- Ridurre il tempo con le mani bagnate, alternando le attività in umido tra più persone.
- Asciugare bene le mani e usare creme emollienti dopo il lavoro: aiutano la barriera cutanea, ma non sostituiscono i guanti.
Per le vie respiratorie il punto critico sono le polveri dei decoloranti. Esistono formulazioni in crema o in polvere "antipolvere", che riducono la dispersione e sono il primo passo verso la sostituzione dei prodotti più pericolosi. La miscelazione va fatta in un punto dedicato, con il barattolo aperto il meno possibile, versando lentamente e lontano dal viso, meglio sotto una cappa o un'aspirazione localizzata.
Esempio: salone con tre dipendenti
Esempio: un salone con titolare e tre dipendenti esegue in media 15 colorazioni e 6 decolorazioni a settimana; l'estetista interna fa ricostruzioni unghie in una cabina senza finestra. La valutazione individua tre situazioni: preparazione colori al banco nel retro, applicazione e risciacquo alle postazioni, lavori sulle unghie in cabina.
Misure decise: decolorante in versione a bassa dispersione di polvere, banco di miscelazione con piccola aspirazione verso l'esterno, guanti in nitrile in confezioni accessibili a ogni postazione, aspiratore da tavolo con filtro nella cabina unghie, contenitori di acetone chiusi e con pompetta dosatrice. Con l'uso quotidiano di sensibilizzanti il rischio per la salute difficilmente può essere giudicato irrilevante senza un'analisi accurata; se l'esito è non irrilevante, i lavoratori esposti vanno sottoposti alla sorveglianza sanitaria dell'art. 229, che comprende tra le classi di pericolo proprio irritanti e sensibilizzanti.
Ventilazione e organizzazione degli spazi
Vapori di ammoniaca, solventi e lacche si accumulano nei saloni piccoli, soprattutto d'inverno con porte e finestre chiuse. Il ricambio d'aria generale non basta per le lavorazioni puntuali: per la miscelazione dei decoloranti e per la ricostruzione unghie è più efficace un'aspirazione vicino alla sorgente. I requisiti degli impianti e i controlli da fare sono trattati nella pagina sulla ventilazione nei saloni.
Alcune regole di organizzazione che riducono l'esposizione senza costi:
- un solo punto di preparazione dei colori, separato dal reparto clienti quando lo spazio lo consente;
- confezioni sempre richiuse subito dopo l'uso, niente ciotole di prodotto lasciate aperte;
- cotone e salviette imbevuti di acetone gettati in un contenitore chiuso;
- lacche e prodotti spray lontani da phon, piastre e fonti di calore, nelle quantità del giorno.
Per l'estetista conviene ricordare che la polimerizzazione completa riduce l'esposizione ai monomeri non reagiti ma non rende innocuo il gel: il residuo appiccicoso e le limature contengono ancora acrilati, per cui serve evitare il contatto con la pelle anche durante la pulizia del tavolo. Limare o fresare il gel indurito produce inoltre polveri inalabili, come segnala anche il Comitato scientifico UE per la sicurezza dei consumatori (SCCS): la valutazione dei rischi deve considerare l'inalazione e prevedere aspirazione localizzata al tavolo e, se non basta, protezione delle vie respiratorie.
Formazione, gravidanza e figure coinvolte
L'informazione e la formazione dei lavoratori devono riguardare i prodotti realmente usati in salone, l'uso corretto dei guanti e i primi segni di dermatite o di disturbi respiratori da segnalare subito. Gli apprendisti, spesso molto giovani e addetti proprio agli shampoo e alla preparazione dei colori, sono tra i più esposti e vanno formati prima di iniziare.
Per le lavoratrici in gravidanza o in allattamento la valutazione deve considerare i prodotti chimici tra i rischi da esaminare, insieme a postura e stazione eretta prolungata; il medico competente, se nominato, partecipa a questa analisi. La guida completa di settore, con DVR, rischio biologico e posture, è nella pagina sulla sicurezza per parrucchieri ed estetisti.
Errore tipico in ispezione
Il DVR del salone riporta «rischio chimico irrilevante, i prodotti sono cosmetici». È l'errore più diffuso del settore: l'esclusione dal CLP non rende irrilevante il rischio per chi lavora. Un secondo errore è avere guanti solo per la colorazione e non per lo shampoo e il risciacquo, che sono le fasi in cui le mani restano più a lungo a contatto con il prodotto.
Domande frequenti
Il parrucchiere deve chiedere le schede di sicurezza delle tinture?
Per i cosmetici finiti la scheda di sicurezza REACH non è obbligatoria, ma conviene chiedere al fornitore le schede tecniche o informative disponibili, perché servono alla valutazione. Per i prodotti non cosmetici usati in salone, come acetone, alcol o disinfettanti per attrezzi, la scheda di sicurezza invece va richiesta e conservata, come per qualsiasi prodotto chimico pericoloso usato al lavoro.
Un salone senza dipendenti deve fare la valutazione del rischio chimico?
Se in salone lavora solo il titolare, senza dipendenti né soggetti equiparati, non c'è l'obbligo di redigere il DVR. Le regole cambiano non appena entra un lavoratore: dipendente, apprendista, tirocinante o socio lavoratore. Anche per chi lavora da solo, guanti e aspirazione restano le misure più efficaci contro dermatite e asma professionale.
Quali guanti usare per tinture e decoloranti?
La soluzione più diffusa è il guanto monouso in nitrile senza polvere, conforme alla norma sui guanti contro le sostanze chimiche, da cambiare a ogni cliente o quando si rompe. I guanti in lattice con polvere andrebbero evitati. Le indicazioni del produttore della tintura vanno sempre lette, e il guanto va usato anche durante shampoo e risciacquo.
La visita medica è obbligatoria per i parrucchieri?
Lo è quando la valutazione conclude che il rischio chimico per la salute non è irrilevante e i lavoratori sono esposti ad agenti con le classi di pericolo dell'art. 229, tra cui irritanti e sensibilizzanti. Con l'uso quotidiano di tinture e decoloranti è un esito frequente, ma va deciso sui dati del singolo salone e non per categoria.
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