Rischio chimico officina meccanica: oli, carburanti e sgrassanti
Rischio chimico in officina meccanica: olio usato e pelle, benzina e gasolio, sgrassanti spray, soglia DPR 151/2011 e conferimento degli oli al CONOU.
Il rischio chimico in un'officina meccanica nasce da quattro famiglie di prodotti: oli e lubrificanti, soprattutto usati, che sporcano a lungo la pelle; carburanti, infiammabili e con vapori nocivi; sgrassanti e spray, spesso a base di solventi; fluidi come antigelo, liquido freni e acido delle batterie. Ognuna richiede misure diverse, da scrivere nel DVR per mansione.
I prodotti di un'officina e cosa guardare per ciascuno
Il metodo per valutare il rischio (censimento, schede di sicurezza, esposizione, giudizio) è nella guida alla valutazione del rischio chimico. In officina il censimento è spesso lungo: decine di flaconi, bombolette e taniche, molti acquistati al bisogno. La tabella aiuta a capire dove concentrare l'attenzione.
| Prodotto | Pericoli frequenti da verificare in SDS | Via di esposizione principale | Misure tipiche |
|---|---|---|---|
| Olio motore nuovo | spesso non classificato o con frasi limitate | pelle | guanti, pulizia delle mani senza solventi |
| Olio motore usato | contaminanti da combustione e metalli; l'esposizione cutanea è un processo cancerogeno dell'Allegato XLII | pelle, indumenti impregnati | guanti nitrile, cambio tuta, recupero in contenitori chiusi |
| Benzina | estremamente infiammabile, tossica per aspirazione, in molte schede cancerogena e mutagena | inalazione, pelle | travasi all'aperto o aspirati, nessun innesco, guanti |
| Gasolio | infiammabile, tossico per aspirazione, irritante per la pelle | pelle, inalazione di nebbie | guanti, raccolta delle perdite |
| Sgrassanti a solvente e pulitori freni spray | infiammabili, aerosol sotto pressione, effetti narcotici | inalazione, pelle | ridurre lo spray, ventilazione, guanti chimici |
| Antigelo e liquido freni | nocivi se ingeriti, alcuni con effetti sugli organi | ingestione accidentale, pelle | mai in bottiglie anonime, guanti |
| Acido delle batterie | corrosivo | occhi, pelle | occhiali o visiera, guanti, lavaocchi |
La classificazione cambia tra fornitori e versioni della scheda: la tabella indica cosa controllare, non sostituisce la sezione 2 della SDS. Per la benzina il punto è decisivo. Molte schede riportano la classificazione come cancerogeno e mutageno di categoria 1B per il contenuto di benzene. Se la vostra scheda la riporta, l'esposizione dei lavoratori va gestita con le regole più severe del Capo II del Titolo IX, che prevedono anche il registro di esposizione (art. 243), e non con il giudizio di rischio irrilevante.
Lo stesso vale per l'olio motore usato, indipendentemente dalla scheda: l'Allegato XLII del D.Lgs. 81/08 elenca tra i processi cancerogeni i lavori che comportano esposizione cutanea a oli minerali precedentemente usati nei motori a combustione interna. Se la valutazione rileva questa esposizione, come accade di norma nel cambio olio e nella manutenzione dei motori, si applicano le misure del Capo II: riduzione al minimo del contatto, sorveglianza sanitaria, registro di esposizione e comunicazioni previste dall'art. 243.
Contatto cutaneo: il rischio quotidiano dell'officina
Il meccanico lavora con mani e avambracci a contatto con oli, grassi e carburanti per gran parte della giornata. Gli effetti più comuni sono dermatiti irritative, follicoliti da olio e screpolature; l'olio usato, con i suoi residui di combustione, è quello che preoccupa di più per gli effetti a lungo termine del contatto ripetuto.
Le misure che funzionano davvero:
- Guanti in nitrile per cambi olio, smontaggio di parti unte e travasi; per i solventi aggressivi, il materiale indicato nella sezione 8 della scheda.
- Tute cambiate quando sono impregnate: un indumento intriso di olio tiene il prodotto a contatto con la pelle per ore. Gli indumenti di lavoro sporchi non vanno lavati a casa insieme ai capi di famiglia.
- Pulizia delle mani con prodotti specifici, mai con gasolio, benzina o diluente: è un'abitudine ancora diffusa che aggiunge l'esposizione a un solvente.
- Crema barriera e crema emolliente a fine turno, come complemento e non al posto dei guanti.
Il guanto contro le sostanze chimiche è un DPI di terza categoria: serve l'addestramento, che include anche come toglierlo senza sporcarsi. Come scegliere materiale e livello è spiegato nella pagina sui DPI per il rischio chimico.
Carburanti: infiammabilità, vapori e quantità
I carburanti portano insieme un rischio per la sicurezza e uno per la salute. Il primo riguarda incendi ed esplosioni durante i travasi, lo svuotamento dei serbatoi e i lavori sull'impianto di alimentazione. I vapori di benzina sono più pesanti dell'aria: si stratificano in basso, nelle fosse di ispezione, nei pozzetti e sotto i ponti sollevatori. Una fossa senza aspirazione può accumulare vapori infiammabili anche quando nel locale non si sente odore.
Regole minime da scrivere nella procedura di reparto:
- svuotamento dei serbatoi con apparecchi di recupero chiusi, non con secchi aperti;
- nessuna fiamma, smerigliatura o saldatura vicino a veicoli con impianto di alimentazione aperto;
- taniche omologate, chiuse, nella quantità del giorno; il resto in un locale o armadio per infiammabili;
- materiale assorbente pronto per le perdite e contenitore chiuso per gli assorbenti usati.
Quando il deposito di carburanti è soggetto ai Vigili del Fuoco
Il D.P.R. 151/2011 rende soggetti ai controlli di prevenzione incendi i depositi di liquidi infiammabili e combustibili, compresi oli lubrificanti, con capacità geometrica complessiva superiore a 1 m³ (attività n. 12). Conta la capacità dei contenitori, non il liquido presente, e si sommano fusti di olio nuovo, cisternette di olio usato e taniche di carburante. Il calcolo e le regole di stoccaggio sono spiegati nella pagina sul deposito di materiali infiammabili; in officina è facile superare la soglia senza accorgersene, perché un contenitore da 1.000 litri per l'olio usato arriva da solo al limite e basta un fusto in più per superarlo.
Olio usato, filtri e assorbenti: dove finiscono
Gli oli usati sono rifiuti pericolosi. L'art. 236 del D.Lgs. 152/2006 ha istituito il consorzio nazionale per la gestione degli oli minerali usati (oggi CONOU) e prevede che chi detiene oli minerali esausti li conferisca al consorzio, direttamente o tramite soggetti incaricati dal consorzio o autorizzati alla gestione di questi rifiuti (testo dell'art. 236). L'olio va avviato prioritariamente alla rigenerazione: per questo non va mescolato con solventi, acqua, antigelo o altri rifiuti.
Esempi di codici dell'elenco europeo dei rifiuti frequenti in officina, da confermare con il raccoglitore:
| Rifiuto | Codice EER tipico |
|---|---|
| Oli minerali per motori, ingranaggi e lubrificazione, non clorurati | 13 02 05* |
| Filtri dell'olio | 16 01 07* |
| Assorbenti, stracci e indumenti contaminati da sostanze pericolose | 15 02 02* |
| Batterie al piombo | 16 06 01* |
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso. Deposito temporaneo, registri e formulari sono trattati nella pagina su rifiuti e smaltimento dei prodotti chimici.
Esempio: officina con cinque meccanici
Esempio: officina di riparazione auto con cinque meccanici, un ponte con fossa, un lavapezzi a solvente e una cisternetta da 1.000 litri per l'olio usato. Il censimento conta 31 prodotti; la scheda della benzina in uso riporta H350 e H340.
Misure decise dopo la valutazione:
- svuotamento dei serbatoi solo con aspiratore chiuso, procedura scritta e travasi limitati, con valutazione dell'esposizione a benzina secondo il Capo II e, se emerge un rischio per la salute, iscrizione degli esposti nel registro;
- aspirazione meccanica sul fondo della fossa, attiva durante il lavoro;
- sostituzione del lavapezzi a solvente con uno a base acquosa, come descritto nella pagina sulla sostituzione dei prodotti pericolosi;
- riduzione degli spray pulitori freni a un solo prodotto, con uso al banco aspirato quando possibile;
- calcolo delle capacità: cisternetta, fusti di olio nuovo e taniche superano 1 m³, quindi verifica della posizione dell'officina rispetto al D.P.R. 151/2011 con un tecnico antincendio.
Gli altri rischi del settore, come sollevatori, rumore e gas di scarico, sono nella guida alla sicurezza in officina meccanica.
Errore tipico in ispezione
Il DVR dell'officina tratta i carburanti solo come rischio incendio e dichiara il rischio chimico irrilevante senza aver letto la classificazione della benzina. Oppure gli stracci sporchi d'olio finiscono nel cassonetto urbano e l'olio usato viene mescolato con il liquido del lavapezzi, compromettendo il conferimento corretto.
Domande frequenti
L'olio motore nuovo è un prodotto pericoloso?
Molti oli motore nuovi non sono classificati pericolosi o hanno poche frasi di pericolo, ma va verificato sulla scheda di sicurezza di ciascun prodotto. L'olio usato è diverso: contiene residui di combustione e contaminanti, è un rifiuto pericoloso e il contatto cutaneo ripetuto va evitato con guanti e cambio degli indumenti impregnati.
Quanto carburante si può tenere in officina?
Sopra 1 m³ di capacità geometrica complessiva di liquidi infiammabili e combustibili, oli lubrificanti compresi, il deposito è un'attività soggetta al D.P.R. 151/2011. Sotto soglia non esiste un quantitativo libero: si tiene il minimo necessario, in contenitori chiusi e in un armadio o locale adatto, e la quantità va considerata nella valutazione del rischio incendio e chimico.
I meccanici devono fare la sorveglianza sanitaria per il rischio chimico?
Dipende dalla valutazione. Se il rischio per la salute non è irrilevante e i prodotti hanno classi di pericolo previste dall'art. 229, la sorveglianza è obbligatoria per gli esposti. Se la benzina usata è classificata cancerogena o mutagena di categoria 1A o 1B, si applicano anche le regole del Capo II, con registro di esposizione e sorveglianza sanitaria specifica.
Si può pulire le mani con il gasolio?
No, è una pratica da vietare nella procedura di reparto. Il gasolio è irritante per la pelle e aggiunge un'esposizione a un prodotto pericoloso a quella già subita con l'olio. Vanno messi a disposizione detergenti per mani specifici per officina e creme emollienti, e vanno indossati i guanti nelle lavorazioni che sporcano.
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