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Guida Sicurezza 81

Sicurezza sul lavoro nel negozio e nelle attività commerciali

Sicurezza sul lavoro nel negozio: DVR, rapine e aggressioni, scaffali e scale, magazzino, emergenze con clienti presenti e checklist per i controlli.

Sicurezza sul lavoro nel negozio e nelle attività commerciali — guida di Guida Sicurezza 81

La sicurezza sul lavoro in un negozio parte da un principio semplice: con anche un solo commesso, il titolare deve valutare i rischi e scriverli nel DVR, organizzare le emergenze e formare il personale. I rischi tipici del commercio non sono le macchine ma le rapine e i clienti aggressivi, gli scaffali, le scale, il magazzino e l’evacuazione con il pubblico presente.

Perché un negozio non è un’attività senza rischi

Molti titolari considerano il punto vendita un luogo a rischio zero perché non ci sono macchinari. Gli infortuni nel commercio raccontano un’altra storia: cadute dalle scale mentre si rifornisce lo scaffale alto, scatoloni che cadono dai ripiani, schiene affaticate dallo scarico merci, tagli con il taglierino, scivolate sul pavimento appena lavato. A questi si aggiungono rischi che nascono dalle persone: rapine, taccheggiatori che reagiscono, clienti alterati, lavoro solitario alla chiusura serale.

Il D.Lgs. 81/08 chiede di valutare tutti i rischi, compresi quelli che non dipendono dal datore di lavoro ma dall’ambiente in cui si lavora. Il testo vigente è su Normattiva. Per capire da quando scattano gli obblighi e come si contano i lavoratori, vedi la guida su quando scattano gli obblighi.

Il DVR di un punto vendita: i rischi da non dimenticare

RischioDove si presentaMisure da documentare
Rapina, aggressione, minacceCassa, apertura e chiusura, trasporto incassiCassaforte a tempo, poco contante in cassa, videosorveglianza, procedura scritta, mai due operazioni a rischio da soli
Caduta dall’altoScale per scaffali alti, soppalchi, vetrineScale conformi alla UNI EN 131, divieto di salire sui ripiani, merce pesante in basso
Crollo o ribaltamento scaffaliMagazzino, esposizioneAncoraggio a parete, portata indicata, ispezione periodica dei montanti
Movimentazione manualeScarico merci, rifornimento, resiTranspallet o carrelli, limiti di peso per collo, lavoro in coppia
Postura in piediCassa e bancoSeduta alla cassa dove possibile, tappetini, pause
TagliApertura scatole, vetroTaglierini con lama retrattile, guanti per i rifiuti di vetro
Incendio ed evacuazioneMagazzino con cartone, area vendita affollataEstintori, uscite libere, addetti formati, istruzioni per i clienti
Stress e orariTurni festivi, aperture lunghe, lavoro solitarioOrganizzazione dei turni, contatto con un collega o con un sistema di allarme

Rapine e aggressioni: un rischio che va scritto

Non esiste una norma specifica che fissi le misure anti-rapina, ma l’art. 28 chiede di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza, e la violenza di terzi è tra questi. Il DVR deve dire quanto contante resta in cassa, chi apre e chi chiude, come si trasporta l’incasso, cosa si fa durante e dopo una rapina. Una procedura efficace è breve: non opporre resistenza, eseguire le richieste, non inseguire, chiamare il 112 a pericolo cessato, fornire supporto alla persona coinvolta. Dopo un evento di questo tipo il datore di lavoro dovrebbe valutare anche gli effetti psicologici e, se serve, il ricorso al medico competente. Le misure organizzative, tecniche e formative sono approfondite nella pagina su rapina, aggressione e rischio terzi; il versante dello stress da utenti è trattato in aggressioni da clienti o utenti.

Scaffali, scale e magazzino

Le scale portatili sono attrezzature di lavoro: l’art. 113 del D.Lgs. 81/08 ne disciplina caratteristiche e uso, e devono essere costruite secondo la norma tecnica UNI EN 131. Lo sgabello improvvisato, la sedia o il ripiano dello scaffale usato come gradino sono il classico errore che porta a cadute gravi. Gli scaffali devono avere la portata indicata ed essere stabili; quelli metallici del magazzino vanno ispezionati con regolarità, cercando montanti piegati e ancoraggi allentati. Approfondimenti nelle pagine su scale portatili e sul magazzino del negozio.

Formazione, figure e sorveglianza nel commercio

La formazione dei lavoratori segue l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025: 4 ore di formazione generale più la parte specifica, che per il commercio al dettaglio parte di norma dalla classe di rischio basso (4 ore). La classe va però confermata con il DVR: un addetto che usa il transpallet elettrico o lavora stabilmente in un magazzino con scaffalature alte può richiedere una formazione più ampia, oltre all’addestramento sull’attrezzatura. La formazione va fatta prima di adibire la persona alla mansione, perché il nuovo Accordo ha eliminato la tolleranza dei 60 giorni. Il quadro dei corsi è nella guida alla formazione sicurezza che deve fare il datore di lavoro.

Le figure da organizzare sono le stesse di qualsiasi impresa:

  1. RSPP, che il titolare può svolgere personalmente nelle aziende commerciali entro le soglie dell’Allegato II (fino a 200 lavoratori), dopo il corso specifico.
  2. Un preposto per punto vendita, di solito il responsabile di negozio, formato con il corso da 12 ore.
  3. Addetti antincendio e primo soccorso presenti in tutte le fasce di apertura, compresi sabati e domeniche.
  4. Il medico competente solo se il DVR individua rischi soggetti a sorveglianza sanitaria, per esempio movimentazione dei carichi con indice di rischio significativo, videoterminali per almeno 20 ore settimanali negli uffici amministrativi o lavoro notturno nei punti vendita aperti di notte.

Esempio pratico: negozio di abbigliamento con 4 commesse

Esempio: un negozio di abbigliamento di 180 m² con 4 commesse part-time, apertura 9-20 sette giorni su sette, magazzino al piano interrato raggiunto da una scala fissa. Il DVR deve trattare il rischio rapina alla cassa, le scale per i ripiani alti del magazzino, il trasporto degli scatoloni lungo la scala fissa, la postura in piedi e la chiusura serale con una sola addetta. Con tre persone presenti per turno, la scelta più pratica è formare tutte e quattro come addette antincendio e primo soccorso, così da coprire ogni turno. Il negozio non è attività soggetta e, con meno di 10 lavoratori, il piano di emergenza scritto serve solo se in negozio possono trovarsi più di 50 persone contemporaneamente, cosa che in saldi può accadere.

Emergenze con il pubblico presente

In un negozio l’emergenza riguarda soprattutto i clienti, che non conoscono le uscite e tendono a tornare verso l’ingresso da cui sono entrati. I decreti del 1, 2 e 3 settembre 2021 regolano controlli, gestione delle emergenze e progettazione antincendio dei luoghi di lavoro a basso rischio. Il punto chiave è l’affollamento: se nel locale possono esserci più di 50 persone insieme, il piano di emergenza scritto è obbligatorio anche con pochi dipendenti.

I locali di esposizione e vendita con superficie lorda superiore a 400 m², comprensiva di servizi e depositi, sono attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco (attività 69 del DPR 151/2011): serve la SCIA antincendio e gli addetti seguono di regola il corso di livello 2. Sotto la soglia valgono le regole generali e, nella maggior parte dei casi, il corso di livello 1.

Cosa verificare ogni mattina all’apertura:

  • uscite di sicurezza apribili dall’interno e non bloccate da espositori o merce in arrivo;
  • percorsi verso le uscite liberi, anche durante i saldi e il carico del magazzino;
  • illuminazione di emergenza funzionante;
  • estintori al loro posto e visibili;
  • un addetto alle emergenze presente in negozio.

Per la gestione dei picchi di clientela vedi la pagina sull’affollamento dei clienti; per nomine e numero di addetti, il capitolo su addetti antincendio, emergenze e primo soccorso.

Interferenze: chi lavora nel negozio senza essere vostro dipendente

In un punto vendita entrano ogni settimana fattorini, impresa di pulizie, manutentori dell’impianto di climatizzazione, allestitori delle vetrine, promoter dei marchi. L’art. 26 chiede al datore di lavoro committente di verificare l’idoneità di chi lavora per lui, informarlo sui rischi del locale e coordinare le attività. Nei negozi all’interno dei centri commerciali bisogna inoltre coordinarsi con le regole di emergenza della galleria: chi dà l’allarme, dove si radunano i clienti, chi chiama i soccorsi. La logica è spiegata nel capitolo su appalti e interferenze.

Errore tipico in ispezione

L’ispettore trova la porta di emergenza del retro chiusa a chiave per paura dei furti, oppure bloccata da pallet in attesa di sistemazione. È una delle violazioni più frequenti nel commercio ed è grave perché rende inutile tutto il resto. Se il timore è il furto, esistono maniglioni antipanico con allarme sonoro: la porta resta apribile dall’interno senza chiavi e segnala ogni apertura.

Checklist del negozio in regola

  • DVR datato e firmato, con il rischio rapina e aggressione valutato
  • Nomina dell’RSPP o attestato del titolare che svolge il ruolo
  • Preposto individuato per iscritto
  • Attestati di formazione dei lavoratori anteriori all’inizio del lavoro
  • Addetti antincendio e primo soccorso presenti in ogni turno
  • Estintori controllati ogni sei mesi e registro dei controlli aggiornato
  • Uscite di emergenza apribili dall’interno e segnalate
  • Scale portatili conformi, in buono stato, senza scale di fortuna
  • Scaffalature stabili, ancorate e con portata indicata
  • Cassetta o pacchetto di medicazione completo
  • Verifica dell’impianto di messa a terra entro la scadenza prevista dal DPR 462/2001
  • Procedura scritta per apertura, chiusura e gestione dell’incasso

La versione completa è nella checklist del negozio.

Domande frequenti

Un negozio con un solo dipendente deve fare il DVR?

Sì. Il DVR è obbligatorio dal primo lavoratore, anche part-time, a chiamata o apprendista. Un negozio senza dipendenti, gestito solo dal titolare, non ha invece l’obbligo del DVR. Per le aziende fino a 50 lavoratori è possibile usare le procedure standardizzate previste dalla legge, che semplificano la forma del documento ma non la sostanza della valutazione.

Chi deve controllare la scaffalatura del magazzino?

Il datore di lavoro, attraverso una persona incaricata e competente. Per le scaffalature metalliche di magazzino la norma tecnica di riferimento è la UNI EN 15635, che prevede controlli visivi frequenti da parte di un responsabile interno e ispezioni periodiche più approfondite da parte di un tecnico. In un piccolo negozio con scaffali bassi basta un controllo visivo programmato, annotato nel registro.

Il negozio è obbligato ad avere la videosorveglianza contro le rapine?

No, nessuna norma la impone in generale. È una delle misure che il datore di lavoro può scegliere dopo aver valutato il rischio, insieme a cassaforte a tempo, riduzione del contante e procedure di chiusura. Se installa telecamere che possono riprendere i lavoratori, deve però rispettare l’art. 4 dello Statuto dei lavoratori: accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato.

Le commesse possono restare in piedi per tutto il turno?

La postura eretta prolungata è un rischio da valutare nel DVR. Le misure più semplici sono una seduta alla cassa quando il lavoro lo consente, tappetini antifatica, calzature comode e pause programmate. Nel DVR conviene indicare per quanto tempo si sta in piedi, dove si può sedere e quando, così che la misura sia verificabile.

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