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Guida Sicurezza 81

Obblighi dei lavoratori per la sicurezza: art. 20 e diritti

Obblighi dei lavoratori per la sicurezza (art. 20), chi è lavoratore per il D.Lgs. 81/08, sanzioni dell’art. 59 e diritti come allontanarsi dal pericolo.

Gli obblighi dei lavoratori per la sicurezza sono fissati dall'art. 20 D.Lgs. 81/08: prendersi cura della propria salute e di quella dei colleghi, rispettare istruzioni e procedure, usare correttamente attrezzature e DPI, segnalare subito i pericoli, partecipare alla formazione e sottoporsi alle visite. Le violazioni possono comportare sanzioni penali (art. 59) e disciplinari.

La mappa delle figure della sicurezza mette il lavoratore alla base della linea di comando. Questa pagina è pensata per il datore di lavoro di una piccola impresa che deve spiegare ai dipendenti cosa ci si aspetta da loro e cosa fare quando le regole non vengono rispettate.

Chi è lavoratore per il D.Lgs. 81/08

La definizione dell'art. 2 lett. a è molto più ampia di quella del diritto del lavoro. È lavoratore la persona che, «indipendentemente dalla tipologia contrattuale», svolge un'attività lavorativa nell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche solo per apprendere un mestiere. Sono esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.

Chi presta attivitàÈ lavoratore ai fini della sicurezza?Nota pratica
Dipendente a tempo indeterminato, determinato, part-timeSìTutti gli obblighi, compresa la formazione prima della mansione
ApprendistaSìFormazione sicurezza distinta da quella professionale
Socio lavoratore di cooperativa o di societàSì, se presta attività per conto della societàIl socio che lavora in officina va formato come un dipendente
Tirocinante, studente in alternanzaSìObblighi coordinati con l'ente promotore o la scuola
Studente che usa laboratori e attrezzatureSì, nei periodi di effettivo utilizzoTipico dei corsi di formazione professionale
Lavoratore in somministrazioneSìGli obblighi di prevenzione sono a carico dell'utilizzatore (art. 3 c. 5)
Lavoratore autonomo che opera in aziendaNoHa obblighi propri (art. 21) e va gestito con le regole degli appalti
Collaboratore domestico in casa del titolareNoEscluso dalla definizione

Le situazioni più delicate per una piccola impresa sono stagisti e somministrati, perché il rapporto è con un altro soggetto. I dettagli sono nelle schede su stagisti, tirocinanti e studenti in alternanza e sul personale in somministrazione.

Gli obblighi dell'art. 20 spiegati con esempi

Il comma 1 fissa il principio: ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. L'inciso finale conta: il lavoratore risponde in base a quello che ha ricevuto. Senza formazione e senza istruzioni chiare, è difficile pretendere comportamenti corretti.

LetteraObbligoEsempio praticoSanzionato dall'art. 59?
aContribuire con datore, dirigenti e preposti all'adempimento degli obblighiPartecipare a una riunione sui rischi del repartoNo
bOsservare disposizioni e istruzioniRispettare la procedura di blocco della macchina prima della puliziaSì
cUsare correttamente attrezzature, sostanze, mezzi di trasporto e dispositivi di sicurezzaNon usare il carrello elevatore per sollevare personeSì
dUsare in modo appropriato i DPIIndossare gli occhiali alla mola, non solo tenerli al colloSì
eSegnalare subito deficienze di mezzi e dispositivi e ogni pericoloAvvisare il preposto di un riparo rottoSì
fNon rimuovere o modificare i dispositivi di sicurezza senza autorizzazioneNon bloccare il microinterruttore di un portelloSì
gNon compiere di propria iniziativa operazioni non di competenza o pericoloseNon intervenire su un quadro elettrico senza essere abilitatoSì
hPartecipare ai programmi di formazione e addestramentoPresentarsi al corso programmato in orario di lavoroSì
iSottoporsi ai controlli sanitari previstiNon rifiutare la visita periodica del medico competenteSì

La lettera e contiene anche una facoltà: in caso di urgenza il lavoratore può adoperarsi direttamente, nell'ambito delle proprie competenze e possibilità, per eliminare o ridurre situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia all'RLS. Il comma 3 aggiunge un obbligo per chi lavora in appalto o subappalto: esporre la tessera di riconoscimento con fotografia, generalità e indicazione del datore di lavoro.

Le sanzioni per i lavoratori

L'art. 59 prevede due livelli. Le violazioni dell'art. 20 c. 2, lettere da b a i, e il rifiuto senza giustificato motivo della designazione come addetto alle emergenze (art. 43 c. 3) sono punite con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda. La mancata esposizione della tessera di riconoscimento in appalto è invece punita con una sanzione amministrativa pecuniaria. La lettera a, il dovere generico di contribuire, non è sanzionata penalmente.

Accanto alla sanzione penale, che richiede l'accertamento dell'organo di vigilanza, c'è il piano disciplinare: il datore di lavoro può contestare la violazione secondo le procedure del CCNL applicato e dell'art. 7 dello Statuto dei lavoratori. Approfondimento nella scheda sulla responsabilità dei lavoratori.

Le sanzioni ai lavoratori non spostano la responsabilità. Se un dipendente non indossa i DPI e si fa male, l'organo di vigilanza verifica prima di tutto se il datore di lavoro li aveva forniti, se il lavoratore era formato e se qualcuno vigilava. Il preposto ha il dovere di intervenire e, se il comportamento persiste, di interrompere l'attività del lavoratore e informare i superiori (art. 19): come farlo in pratica è spiegato nella scheda sulla vigilanza sui comportamenti.

I diritti del lavoratore

Gli obblighi hanno un contrappeso preciso. I diritti principali, da indicare anche nell'informativa consegnata al lavoratore:

  1. Allontanarsi dal pericolo grave: chi, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa non può subire pregiudizio e va protetto da conseguenze dannose (art. 44 c. 1).
  2. Agire in emergenza: chi, non potendo contattare il superiore, prende misure per evitare le conseguenze del pericolo non può subire pregiudizio per questa azione, salvo grave negligenza (art. 44 c. 2).
  3. Formazione in orario di lavoro e senza costi (art. 37 c. 12); più in generale nessuna misura di sicurezza può comportare oneri economici per i lavoratori (art. 15 c. 2).
  4. Eleggere l'RLS e, attraverso di lui, verificare l'applicazione delle misure di sicurezza (artt. 47 e 18 c. 1 lett. n).
  5. Chiedere una visita al medico competente, che la effettua se la ritiene correlata ai rischi professionali (art. 41 c. 2 lett. c).
  6. Fare ricorso contro il giudizio di idoneità all'organo di vigilanza entro 30 giorni (art. 41 c. 9).

Checklist per il datore di lavoro

Per pretendere il rispetto dell'art. 20 servono prove che il lavoratore sapeva cosa fare. Prima di contestare una violazione verificate di avere:

  • attestato di formazione generale e specifica valido per la mansione svolta;
  • informativa sui rischi e sulle procedure consegnata e firmata;
  • verbale di consegna dei DPI, con le istruzioni d'uso;
  • istruzioni operative scritte per le lavorazioni a rischio, affisse o consegnate;
  • preposto individuato e formato per il reparto;
  • registrazione di eventuali richiami precedenti.

Senza questi elementi una contestazione difficilmente regge, sul piano disciplinare come in caso di infortunio. Per le regole sulla consegna e sull'uso dei dispositivi c'è la guida ai DPI.

I testi vigenti sono consultabili su TUSSL: art. 20 sugli obblighi dei lavoratori, art. 59 sulle sanzioni e art. 2 sulle definizioni.

Domande frequenti

Un lavoratore può rifiutarsi di indossare i DPI?

No, salvo che il DPI sia inadeguato o difettoso, nel qual caso deve segnalarlo subito. L'uso appropriato dei DPI è un obbligo dell'art. 20 c. 2 lett. d, sanzionato dall'art. 59. Il preposto deve intervenire e il datore di lavoro può avviare un procedimento disciplinare. Conviene però verificare il motivo del rifiuto: un DPI scomodo o della taglia sbagliata va sostituito.

Il socio di una S.r.l. che lavora in azienda è un lavoratore?

Sì, se presta la propria attività per conto della società: l'art. 2 lett. a equipara al lavoratore il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto. Va quindi formato, dotato di DPI e, se la valutazione lo richiede, sottoposto a sorveglianza sanitaria. Il socio che si limita a conferire capitale, senza lavorare, non rientra nella definizione.

Il lavoratore può essere denunciato per non aver usato le protezioni?

Sì, l'art. 59 prevede l'arresto fino a un mese o l'ammenda per le violazioni delle lettere da b a i dell'art. 20 c. 2, tra cui l'uso dei DPI. In pratica l'organo di vigilanza valuta anche le responsabilità di datore di lavoro, dirigenti e preposti: se mancavano formazione o vigilanza, la sanzione al lavoratore non esclude le loro.

Un tirocinante deve fare la formazione sicurezza?

Sì. Il tirocinante è equiparato al lavoratore dall'art. 2 lett. a e deve ricevere formazione, informazione e, se necessario, DPI e sorveglianza sanitaria prima di iniziare le attività a rischio. La convenzione con l'ente promotore o la scuola può ripartire alcuni compiti, ad esempio la formazione generale, ma la formazione specifica sui rischi del luogo in cui si opera fa di norma capo all'azienda ospitante.

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