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Guida Sicurezza 81

Consulente esterno sicurezza sul lavoro: cosa può fare e cosa no

Cosa può fare un consulente esterno per la sicurezza sul lavoro, cosa resta al datore, differenza con l’RSPP esterno e checklist del contratto di incarico.

Un consulente esterno per la sicurezza sul lavoro può valutare i rischi insieme al datore, redigere il DVR, preparare procedure, organizzare la formazione e, se nominato, fare da RSPP esterno. Non può però decidere, spendere o firmare al posto del datore di lavoro: valutazione dei rischi e designazione dell'RSPP restano obblighi non delegabili (art. 17 D.Lgs. 81/08).

Nella mappa delle figure della sicurezza il consulente compare solo come possibile RSPP esterno, perché la legge non gli riconosce un ruolo autonomo. Questa pagina spiega come usarlo bene: cosa affidargli, cosa scrivere nel contratto e come controllare quello che consegna.

Cosa può fare e cosa resta al datore di lavoro

La regola di fondo è nell'art. 31 c. 5: quando il datore di lavoro ricorre a persone o servizi esterni, «non è per questo liberato dalla propria responsabilità in materia». Il consulente porta competenza tecnica; le decisioni e la responsabilità restano in azienda.

AttivitàIl consulente può farla?Cosa resta al datore di lavoro
Valutazione dei rischi e stesura del DVRSì, come supporto tecnicoLe scelte, la firma, la data certa, l'attuazione delle misure (art. 17 lett. a)
Ruolo di RSPPSì, se designato e con i requisiti dell'art. 32La scelta della persona e la verifica dei requisiti (art. 17 lett. b)
Formazione di lavoratori e prepostiSì, se ha i requisiti di docenteOrganizzare i corsi, verificare che il corso sia valido, conservare gli attestati
Procedure e istruzioni operativeSìApprovarle, consegnarle, far vigilare preposti e dirigenti
Scelta e acquisto dei DPIPuò proporre i modelliAcquistarli, consegnarli, pretenderne l'uso (art. 18)
Individuazione dei prepostiPuò suggerire chi lo è di fattoFirmare la lettera di individuazione (art. 18 lett. b-bis)
Nomina del medico competentePuò proporre un professionistaFirmare l'incarico (art. 18 lett. a)
Rapporti con l'ispettore durante il controlloPuò essere presente e spiegare i documentiRicevere il verbale e adempiere alle prescrizioni

Due attività sono escluse in ogni caso. La prima è la vigilanza quotidiana sui comportamenti, che spetta a datore, dirigenti e preposti presenti sul posto. La seconda è il potere di spesa: anche il consulente più bravo può solo proporre un intervento, non realizzarlo. Il caso tipico è approfondito nella scheda sull'errore di pensare che ci pensa il consulente.

RSPP esterno o consulente senza nomina

Le due situazioni si confondono spesso, ma hanno conseguenze diverse.

L'RSPP esterno è designato dal datore di lavoro con un atto scritto, deve avere il diploma e i moduli A, B ed eventuale specializzazione e C, e svolge i compiti dell'art. 33. Il suo nome va nel DVR (art. 28 c. 2 lett. e), sottoscrive il documento ai fini della data certa e partecipa alla riunione periodica dove prevista. Il ricorso a un RSPP esterno è obbligatorio quando in azienda nessuno ha i requisiti dell'art. 32 (art. 31 c. 4), mentre in alcuni casi dell'art. 31 c. 6, come le aziende industriali oltre 200 lavoratori, il servizio deve essere interno.

Il consulente senza nomina, invece, lavora per un'azienda che ha già un RSPP, magari il titolare stesso nei limiti dell'art. 34. Prepara documenti, fa sopralluoghi, aggiorna valutazioni specifiche come rumore o chimico. È un supporto previsto anche dall'art. 31 c. 3, che consente di integrare il servizio interno con persone esterne. Non firma il DVR come RSPP e non sostituisce nessuno.

Se il contratto è ambiguo, in caso di controllo nessuno saprà dire chi sia l'RSPP. Esempio: un negozio di arredamento con 6 dipendenti ha un contratto annuale di «consulenza sicurezza». Il titolare ritiene che il consulente sia l'RSPP, ma non esiste alcuna lettera di designazione e il titolare non ha il corso da datore di lavoro RSPP. Risultato: l'azienda è priva di RSPP, una violazione dell'art. 17 lett. b punita dall'art. 55 c. 1 con l'arresto da 3 a 6 mesi o l'ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro. Per scegliere tra soluzione interna ed esterna c'è la guida RSPP interno o esterno.

Checklist del contratto di incarico

Un contratto chiaro protegge entrambe le parti. Prima di firmarlo verificate che contenga questi punti.

  1. Oggetto: se l'incarico comprende la designazione a RSPP oppure è solo consulenza tecnica.
  2. Requisiti del professionista: estremi degli attestati e scadenza dell'aggiornamento, se fa da RSPP o da docente.
  3. Sedi e unità produttive coperte.
  4. Numero minimo di sopralluoghi all'anno, con verbale scritto di ciascuno.
  5. Documenti da consegnare: DVR, valutazioni specifiche, procedure, piano di emergenza, programma di formazione, con le scadenze.
  6. Formato dei file: copia modificabile, non solo PDF, così l'azienda può aggiornarli anche cambiando consulente.
  7. Eventi che fanno scattare un aggiornamento: nuove macchine, nuove mansioni, infortuni, cambio sede, e tempi di intervento.
  8. Disponibilità in caso di ispezione o infortunio.
  9. Partecipazione alla riunione periodica, se l'azienda vi è tenuta.
  10. Gestione dei dati personali dei lavoratori, con le clausole richieste dalla normativa privacy.
  11. Copertura assicurativa per responsabilità civile professionale.
  12. Recesso e passaggio di consegne: restituzione di documenti e archivi entro una data.

L'ultimo punto è il più trascurato. Quando il rapporto si interrompe, l'azienda deve continuare ad avere un DVR aggiornabile e lo storico di formazione e sopralluoghi.

Come valutare quello che consegna

Il datore di lavoro firma il DVR, quindi deve essere in grado di leggerlo. Non serve essere tecnici: bastano alcune domande di controllo, approfondite nella guida su come verificare un DVR fatto dal consulente.

SegnaleBuon lavoroLavoro da rifare
Descrizione dell'aziendaReparti, macchine, prodotti e mansioni realiTesto generico valido per qualunque attività
SopralluogoData, persone incontrate, foto o noteNessuna traccia di visita in azienda
MisureChi fa cosa e entro quandoFormule come «formare il personale» senza nomi né date
OrganigrammaNominativi aggiornati e coerenti con le nominePersone che non lavorano più in azienda
CoinvolgimentoConsultazione dell'RLS e, se nominato, del medico competenteFirme raccolte senza verbale
AggiornamentoRegistro delle revisioni e trigger previstiStessa data di emissione da anni

Un altro indicatore semplice: chiedete al consulente di spiegarvi in dieci minuti i tre rischi principali della vostra azienda e le misure previste. Se la risposta non riguarda le vostre lavorazioni, il documento difficilmente lo farà.

Responsabilità del consulente

Il D.Lgs. 81/08 non prevede sanzioni proprie per l'RSPP o per il consulente, perché non hanno obblighi di attuazione. Questo non significa che non rispondano mai. Sul piano civile, il professionista che consegna un lavoro negligente risponde verso il cliente secondo le regole del contratto d'opera. Sul piano penale, in caso di infortunio la giurisprudenza ha ritenuto possibile il concorso del consulente o dell'RSPP quando un suo errore o una sua omissione ha contribuito all'evento, accanto alla responsabilità del datore di lavoro. Il confronto è nella scheda sulla responsabilità del consulente e del datore di lavoro.

I testi di riferimento sono l'art. 17 su Normattiva e l'art. 31 su TUSSL; gli importi delle sanzioni sono quelli del prospetto allegato alla nota INL 1159/2023.

Domande frequenti

Il consulente esterno può firmare il DVR al posto mio?

No. La valutazione dei rischi e l'elaborazione del DVR sono obblighi del datore di lavoro che non si possono delegare (art. 17 lett. a). Il consulente può scriverlo materialmente e, se è anche RSPP, lo sottoscrive in quella veste ai fini della data certa, come il medico competente se nominato e l'RLS (art. 28 c. 2). La firma del datore di lavoro resta indispensabile e non è sostituibile.

Se ho un consulente, devo comunque nominare un RSPP?

Sì, sempre. Le strade sono tre: nominare RSPP lo stesso consulente, se ha i requisiti; nominare un dipendente formato; svolgere i compiti personalmente come datore di lavoro, nei limiti dell'art. 34 e dopo il corso previsto. Il contratto di consulenza da solo non equivale a una designazione e non copre l'obbligo dell'art. 17 lett. b.

Il consulente può fare la formazione ai miei dipendenti?

Sì, se possiede i requisiti di docente richiesti dal decreto interministeriale 6 marzo 2013, richiamato dall'Accordo Stato-Regioni del 2025, e se il corso è organizzato da un soggetto formatore ammesso o direttamente dall'azienda secondo le regole dell'Accordo. Chiedete il curriculum del docente e verificate che l'attestato riporti tutti gli elementi richiesti.

Cosa succede se cambio consulente?

Il nuovo consulente deve ricevere DVR, valutazioni, verbali e registro della formazione, possibilmente in formato modificabile. Se il precedente era anche RSPP, serve una nuova designazione prima che il vecchio incarico cessi, con consultazione dell'RLS, così da non lasciare scoperto il ruolo. Il DVR non decade con il cambio, ma conviene farlo riesaminare dal nuovo RSPP.

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