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Guida Sicurezza 81

Chi può redigere il DVR: datore di lavoro, RSPP e consulente

Chi può redigere il DVR: perché l'obbligo resta al datore di lavoro, cosa fanno RSPP, medico competente e consulente, e cosa non puoi affidare a nessuno.

Il DVR lo redige il datore di lavoro: è lui il titolare dell'obbligo e non può delegarlo (art. 17). La legge però non gli chiede di scriverlo da solo: deve farlo in collaborazione con l'RSPP e, se c'è sorveglianza sanitaria, con il medico competente, dopo aver consultato l'RLS. Un consulente esterno può scrivere il testo, ma la responsabilità resta al titolare.

Redigere non significa scrivere

La domanda «chi può redigere il DVR» ha due risposte, a seconda di cosa si intende. In senso giuridico redige chi è obbligato: l'art. 29, comma 1, stabilisce che «il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento». In senso materiale, cioè chi apre il file e scrive le pagine, può essere il titolare stesso, l'RSPP interno, un consulente esterno o uno studio tecnico.

La distinzione conta perché la valutazione dei rischi è uno dei due obblighi che l'art. 17 dichiara non delegabili, insieme alla nomina dell'RSPP. Puoi farti aiutare quanto vuoi, ma non puoi trasferire ad altri la decisione su quali rischi esistono, quanto pesano e quali misure adottare. Il quadro generale del documento, con i contenuti dell'art. 28, è nella guida al DVR documento di valutazione dei rischi; qui ci occupiamo solo di chi fa cosa durante la stesura.

Chi sia concretamente il datore di lavoro, in una srl con più amministratori o in una società di persone, non è sempre ovvio. Se il dubbio è questo, conviene partire dalla definizione dell'art. 2 e dai poteri di spesa, prima ancora che dal DVR.

Chi collabora per legge e con quale ruolo

L'art. 29 del D.Lgs. 81/08 indica tre figure accanto al datore di lavoro. Due collaborano alla stesura, una va consultata. Ciascuna ha un compito preciso e nessuna sostituisce le altre.

FiguraBase normativaCosa fa nella stesuraCosa non fa
Datore di lavoroart. 17, art. 29 c. 1Decide criteri, misure, priorità e budget; firmaNon può delegare la valutazione
RSPP (interno, esterno o il datore stesso)art. 29 c. 1, art. 33Individua i fattori di rischio, propone misure e procedureNon decide al posto del datore
Medico competenteart. 29 c. 1, art. 25 c. 1 lett. aCollabora nei casi di sorveglianza sanitaria obbligatoria (art. 41)Non sostituisce la valutazione tecnica
RLS o RLSTart. 29 c. 2, art. 50Viene consultato prima che il documento sia definitivoNon scrive il DVR e non lo approva
Consulente esternocontratto di incaricoScrive, misura, proponeNon firma come datore di lavoro, non assume l'obbligo

Il medico competente entra nella stesura solo se esiste un obbligo di sorveglianza sanitaria. Se l'azienda non lo ha nominato, il documento deve spiegare perché la sorveglianza non è necessaria: è un passaggio che gli ispettori leggono con attenzione. Che cosa significa in pratica la sua collaborazione è spiegato nella scheda sulla collaborazione del medico competente al DVR.

La consultazione dell'RLS, infine, non è una formalità finale: va fatta prima, in modo che le osservazioni possano cambiare il documento, e va verbalizzata. Le modalità sono descritte nella pagina sulla consultazione dell'RLS sul DVR.

Il datore di lavoro può scriverlo da solo?

Sì, a due condizioni. La prima riguarda l'RSPP: anche se scrive tutto lui, il datore di lavoro deve avere un servizio di prevenzione e protezione, interno, esterno o svolto direttamente. L'art. 34 consente al datore di lavoro di assumere personalmente i compiti dell'RSPP nelle aziende indicate dall'Allegato II, dopo aver frequentato la formazione prevista dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Le condizioni sono spiegate nella scheda sul datore di lavoro RSPP.

La seconda condizione è sostanziale: bisogna saper valutare. Un titolare può descrivere benissimo la propria azienda, ma alcune valutazioni richiedono misure strumentali o metodi specifici, come il rumore, le vibrazioni, il rischio chimico o la movimentazione dei carichi. Se il documento si limita a dichiarare «rischio basso» senza un criterio, la valutazione è contestabile anche se il datore l'ha scritta con le proprie mani.

Esempio: un'agenzia immobiliare con quattro dipendenti, solo lavoro d'ufficio e auto aziendale. Il titolare, formato come datore di lavoro RSPP, può redigere il DVR con le procedure standardizzate, descrivere postazioni, spostamenti in auto, stress lavoro-correlato ed emergenze, e consultare il rappresentante territoriale. Un'officina di carpenteria con saldatura e solventi, invece, ha bisogno quasi sempre di un supporto tecnico per le valutazioni specifiche, anche se il titolare resta l'autore giuridico del documento.

Cosa il consulente non può fare al posto tuo

Affidare la stesura a un professionista è normale nelle piccole imprese. L'art. 31, comma 5 però chiarisce che chi ricorre a persone o servizi esterni «non è per questo esonerato dalla propria responsabilità in materia». Il confine pratico è questo.

  1. Firmare come datore di lavoro. La firma che attesta il documento è la tua; quella del consulente, se è anche RSPP, vale solo ai fini della prova della data.
  2. Conoscere l'azienda al posto tuo. Il consulente vede i luoghi per qualche ora; mansioni reali, attrezzature in uso, lavori presso clienti e prodotti acquistati li conosci tu.
  3. Decidere le misure e la spesa. Può proporre, ma solo chi ha poteri di spesa può impegnarsi su un programma di miglioramento con tempi e responsabili.
  4. Attuare le misure. Formazione, DPI, manutenzioni e procedure sono atti dell'azienda, non del documento.
  5. Accorgersi dei cambiamenti. Se cambia un macchinario o una mansione, il primo a saperlo sei tu: senza una tua segnalazione l'aggiornamento non parte.

Un consulente che scrive male il documento può risponderne verso di te sul piano contrattuale, ma la contestazione penale per una valutazione carente arriva al datore di lavoro. La differenza tra i due piani è spiegata nella scheda sulla responsabilità del consulente e del datore di lavoro.

Come organizzare la stesura in pratica

Una stesura ben impostata distribuisce il lavoro senza confondere i ruoli. La sequenza che segue vale sia quando scrive il titolare sia quando scrive un consulente.

FaseChi la guidaCosa produceProva da conservare
Raccolta datiDatore di lavoroElenco mansioni, attrezzature, prodotti, sedi, orariElenco datato o mail al consulente
SopralluogoRSPP o consulente, con il datoreFattori di rischio osservatiVerbale di sopralluogo con data
Valutazioni specificheTecnico competente, medico se previstoEsiti con criterio dichiaratoRelazioni allegate
Bozza e misureRSPP o consulenteProgramma di miglioramentoBozza datata
Consultazione RLSDatore di lavoroOsservazioni dell'RLSVerbale di consultazione
ApprovazioneDatore di lavoroDocumento definitivoFirme e data certa

Prima di firmare la bozza ricevuta, conviene fare un controllo di coerenza con la realtà aziendale. La guida su come leggere un DVR ricevuto dal consulente propone una verifica in sette punti che non richiede competenze tecniche.

Un errore tipico in ispezione è rispondere «il DVR lo ha fatto il consulente» alla domanda su un rischio. L'ispettore non contesta chi ha scritto, ma chi ha l'obbligo: se il titolare non sa spiegare perché una mansione è stata esclusa dalla sorveglianza sanitaria o da dove viene un livello di rischio, è il segnale che la valutazione non è stata davvero sua. Conviene quindi leggere il documento e saperne riassumere le scelte principali in pochi minuti.

Domande frequenti

Il DVR può essere redatto dal commercialista o dal consulente del lavoro?

Può scriverlo chiunque il datore di lavoro incarichi, perché la legge non richiede un titolo specifico per la stesura materiale. Conta però la competenza: chi scrive deve saper individuare e valutare i rischi reali dell'azienda. Un professionista senza esperienza in sicurezza produce spesso documenti generici, e la responsabilità di un DVR inadeguato ricade comunque sul datore di lavoro.

L'RSPP esterno è responsabile del DVR che ha scritto?

L'RSPP ha un ruolo consultivo: individua i rischi e propone le misure, ma non è il destinatario dell'obbligo di valutazione, che resta al datore di lavoro. Può rispondere personalmente in casi particolari, per esempio se ha fornito indicazioni errate che hanno contribuito a un infortunio. Verso l'azienda risponde inoltre sul piano contrattuale per l'incarico svolto male.

In una srl chi deve redigere il DVR?

Il datore di lavoro della srl, cioè il soggetto che ha la responsabilità dell'organizzazione e i poteri decisionali e di spesa: di solito l'amministratore unico o il consigliere a cui il consiglio ha attribuito questi poteri. Se gli amministratori sono più di uno e i poteri non sono chiari, conviene definirli con una delibera prima di firmare il DVR.

Se ho meno di 10 dipendenti devo comunque coinvolgere l'RLS?

Sì. Se i lavoratori non hanno eletto un RLS interno, le sue funzioni sono svolte dal rappresentante territoriale (RLST). La consultazione prevista dall'art. 29, comma 2, vale anche per le micro imprese e per chi usa le procedure standardizzate: va fatta prima della versione definitiva del documento e va documentata con un verbale.

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