Interferenze tra imprese in cantiere: PSC, cronoprogramma e CSE
Interferenze tra imprese in cantiere: come le gestiscono PSC e cronoprogramma, perché non serve il DUVRI, ruolo del CSE, riunioni ed esempi tipici.
Nei cantieri con più imprese le interferenze si gestiscono con il PSC, che analizza le lavorazioni sovrapposte e le separa nello spazio o nel tempo tramite il cronoprogramma, e con il coordinamento del CSE durante i lavori. Il DUVRI non serve: per l'art. 96, comma 2, accettare il PSC e redigere il POS assolvono gran parte dell'art. 26.
Cosa è un'interferenza in cantiere
Le regole generali su coordinatori, PSC e POS sono nel capitolo sulla sicurezza nei cantieri edili. Qui si guarda a un solo problema: cosa succede quando due lavorazioni si toccano.
Un'interferenza è il contatto rischioso tra lavorazioni diverse nello stesso luogo o in luoghi vicini: il rischio di una squadra ricade su chi lavora accanto, sopra o sotto. In cantiere l'Allegato XV, punto 2.3.1, chiede al coordinatore per la progettazione di analizzare le interferenze tra le lavorazioni, comprese quelle all'interno della stessa impresa esecutrice e quelle dovute ai lavoratori autonomi. Fuori dal cantiere, negli appalti dentro un'azienda, il concetto è lo stesso ma lo strumento è diverso: è spiegato nella pagina sui rischi interferenziali negli appalti.
Esempi tipici di interferenze in cantiere
| Lavorazione A | Lavorazione B | Rischio | Misura possibile |
|---|---|---|---|
| Rifacimento della copertura | Posa di serramenti al piano sottostante | caduta di materiali su chi lavora sotto | sfasamento temporale, oppure mantovana e zona interdetta |
| Getto del solaio con autopompa | Impiantisti al piano inferiore | crollo o caduta di calcestruzzo, mezzi in movimento | nessuno sotto durante il getto, percorsi separati |
| Scavo per sottoservizi | Transito di autocarri di fornitura | franamento del ciglio, investimento | viabilità deviata, delimitazione, orari di consegna |
| Taglio di laterizi con flessibile | Intonacatori nello stesso locale | polveri e rumore | sfasamento spaziale, aspirazione, DPI per il residuo |
| Saldatura di ringhiere | Posa di guaina bituminosa | incendio | permesso di lavoro a caldo, lavorazioni non contemporanee |
| Gru a torre in movimento | Squadre su più fronti | carichi sospesi sopra le persone | aree di manovra definite, segnalatore, divieto di passaggio |
Come le gestisce il PSC
Il piano di sicurezza e coordinamento è lo strumento previsto dall'art. 100 e dall'Allegato XV. Tra i contenuti minimi del punto 2.1.2 ce ne sono quattro dedicati alle interferenze:
- le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive e i DPI per i rischi da interferenza (lettera e);
- le misure di coordinamento per l'uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva (lettera f);
- le modalità organizzative della cooperazione, del coordinamento e della reciproca informazione tra datori di lavoro e lavoratori autonomi (lettera g);
- il cronoprogramma, con la durata prevista delle lavorazioni e delle fasi, e l'entità presunta del cantiere in uomini-giorno (lettera i).
Il punto 2.3.2 fissa il metodo: il PSC contiene le prescrizioni per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti e le modalità per verificarne il rispetto. Solo se resta un rischio dopo lo sfasamento, il piano indica misure preventive e protettive e DPI.
Sfasare nel tempo significa che due lavorazioni non si svolgono nello stesso momento nella stessa area: il lattoniere entra solo dopo che la copertura è finita. Sfasare nello spazio significa che si svolgono insieme ma in zone separate e delimitate: l'elettricista lavora al piano terra mentre il muratore è al primo piano, con il vano scala interdetto. Il cronoprogramma è il documento che rende visibile lo sfasamento, ed è utile solo se viene aggiornato quando il cantiere cambia ritmo.
Per l'uso comune, punto 2.3.4, il PSC stabilisce chi monta e mantiene il ponteggio, chi può usare la gru, chi gestisce il quadro elettrico di cantiere e i servizi igienici. Il punto 2.3.5 chiede al CSE di integrare il PSC con i nomi delle imprese e degli autonomi tenuti ad attuare quelle misure. I contenuti completi del piano sono nella pagina sul PSC.
Perché in cantiere non serve il DUVRI
Il DUVRI dell'art. 26 è il documento delle interferenze negli appalti dentro le aziende. Nei cantieri del Titolo IV l'art. 96, comma 2, del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che l'accettazione del PSC e la redazione del POS valgono, per quel cantiere, come adempimento dell'art. 26 limitatamente al comma 1 lettera b, ai commi 2 e 3 e al comma 5. Resta invece la verifica dell'idoneità tecnico-professionale delle imprese, con i documenti dell'Allegato XVII.
La sostituzione funziona solo dove c'è un PSC. Se lavora una sola impresa esecutrice, senza CSE, e i lavori si svolgono dentro un'azienda che continua la propria attività, le interferenze tra impresa e committente si gestiscono con l'art. 26, quindi con il DUVRI quando non ricorre un'esclusione del comma 3-bis. In quel caso l'impresa scrive anche il suo POS. Se insieme all'impresa lavora solo un lavoratore autonomo, che da solo non fa scattare la nomina dei coordinatori, è l'impresa a coordinarsi con lui sulle attività che si sovrappongono.
Chi coordina durante i lavori
Il PSC è scritto prima. In cantiere le interferenze cambiano ogni settimana, e qui entrano in gioco tre figure.
| Soggetto | Cosa fa sulle interferenze | Riferimento |
|---|---|---|
| CSE | verifica l'applicazione del PSC, adegua piano e cronoprogramma all'andamento dei lavori, organizza cooperazione, coordinamento e reciproca informazione tra imprese e autonomi, sospende le singole lavorazioni in caso di pericolo grave e imminente | art. 92, comma 1; Allegato XV, punto 2.3.3 |
| Impresa affidataria | verifica le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e l'applicazione del PSC, coordina gli interventi degli artt. 95 e 96, verifica la congruenza dei POS delle esecutrici | art. 97 |
| Imprese esecutrici e autonomi | attuano il PSC, possono proporre integrazioni, consultano il proprio RLS prima dell'accettazione del piano, si adeguano alle indicazioni del CSE | artt. 94, 100, 102 |
I compiti del coordinatore sono approfonditi nella pagina sul coordinatore per l'esecuzione, quelli dell'affidataria nella scheda sull'impresa affidataria.
Riunioni di coordinamento e verbali
La legge chiede al CSE di organizzare il coordinamento, senza imporre una forma. Nella pratica lo strumento è la riunione di coordinamento, che conviene tenere in tre momenti:
- prima dell'ingresso in cantiere di ogni nuova impresa, per illustrare il PSC, le regole d'uso comune e le fasi interferenti;
- nelle fasi ad alto rischio di interferenza, come prevede il punto 2.3.3, per verificare che PSC e cronoprogramma siano ancora compatibili con l'andamento dei lavori;
- quando cambia qualcosa: variante, ritardo, nuova attrezzatura, impresa subentrata.
Checklist per l'ordine del giorno
- Imprese e autonomi presenti nel periodo e loro referenti
- Fasi delle prossime settimane e sovrapposizioni previste dal cronoprogramma
- Aree interdette, percorsi, orari delle consegne
- Uso comune di ponteggio, gru, impianto elettrico, baracche
- Gestione delle emergenze e chi chiamare
- Problemi rilevati nei sopralluoghi e azioni concordate
Il verbale, firmato dai presenti, documenta chi è stato informato e di cosa. Un modello commentato è nella pagina sul fac-simile del verbale di coordinamento.
Esempio: ristrutturazione di un condominio
Esempio: in un condominio lavorano un'impresa edile di 8 dipendenti, un idraulico, un elettricista e un serramentista. Il cronoprogramma prevede due settimane in cui demolizione dei bagni e tracce degli impianti si sovrappongono. Il PSC le separa per piani: impresa edile ai piani pari, impiantisti ai piani dispari, con scambio a metà settimana. Il serramentista entra solo dopo la chiusura delle tracce. Quando la consegna dei serramenti viene anticipata, il CSE convoca una riunione, aggiorna il cronoprogramma e fissa una zona di stoccaggio lontana dal montacarichi.
Errori tipici in ispezione
Il cronoprogramma del PSC è quello di gara e non è mai stato aggiornato. Due imprese lavorano una sopra l'altra senza alcuna protezione, perché il PSC "prevedeva" lo sfasamento ma nessuno lo ha verificato. Il subappaltatore è entrato senza essere stato informato del PSC. Non esiste un solo verbale di coordinamento in un cantiere di sei mesi con cinque imprese.
Domande frequenti
In cantiere serve il DUVRI oltre al PSC?
Di norma no. Nei cantieri in cui è previsto il PSC, l'art. 96, comma 2, considera accettazione del PSC e redazione del POS come adempimento dell'art. 26, comma 1 lettera b, e commi 2, 3 e 5. Resta la verifica di idoneità delle imprese. Il DUVRI torna in gioco quando non c'è PSC, per esempio con una sola impresa che lavora dentro un'azienda attiva.
Chi convoca la riunione di coordinamento?
Nei cantieri con CSE è il coordinatore per l'esecuzione, perché l'art. 92 gli affida l'organizzazione della cooperazione e del coordinamento tra datori di lavoro e lavoratori autonomi. L'impresa affidataria coordina a sua volta i propri subappaltatori. Partecipano i datori di lavoro o i loro preposti e, quando servono, i lavoratori autonomi coinvolti nelle fasi interferenti.
Cosa succede se entra un'impresa non prevista dal PSC?
Prima del suo ingresso il committente o il responsabile dei lavori deve verificarne l'idoneità tecnico-professionale e, se il cantiere aveva una sola impresa, nominare il CSE prima di affidarle i lavori. Il CSE adegua PSC e cronoprogramma, verifica il POS della nuova impresa e la informa delle regole del cantiere. La notifica preliminare, quando dovuta, va aggiornata.
Il lavoratore autonomo partecipa al coordinamento?
Sì. L'art. 94 obbliga il lavoratore autonomo ad adeguarsi alle indicazioni del CSE, e l'Allegato XV include le sue attività nell'analisi delle interferenze. Deve quindi conoscere le parti del PSC che lo riguardano, rispettare il cronoprogramma e partecipare alle riunioni quando le sue lavorazioni si sovrappongono a quelle delle imprese.
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