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Guida Sicurezza 81

Scarpe antinfortunistiche S1, S3 e nuove classi EN ISO 20345

Scarpe antinfortunistiche S1, S1P e S3: differenze, novità EN ISO 20345:2022 su S6, S7, lamine PL e PS e antiscivolo SR, con tabella di scelta.

La differenza tra scarpe antinfortunistiche S1 e S3 sta nella protezione da acqua e perforazione. Entrambe hanno puntale da 200 joule, tallone chiuso, proprietà antistatiche e assorbimento di energia nel tallone. La S3 aggiunge una tomaia che resiste alla penetrazione dell'acqua, una lamina antiperforazione e una suola con rilievi. La EN ISO 20345:2022 ha poi introdotto le classi S6 e S7 e nuove sigle.

Calzature di sicurezza, di protezione e da lavoro

Non tutte le scarpe da lavoro sono antinfortunistiche. Le calzature di sicurezza EN ISO 20345 hanno un puntale che resiste a un urto di 200 joule; quelle di protezione EN ISO 20346 hanno un puntale da 100 joule; quelle da lavoro EN ISO 20347 non hanno puntale e proteggono solo da altri rischi, come scivolamento o calore. In magazzini, officine e cantieri il rischio di schiacciamento porta di solito alle calzature di sicurezza; per i rischi specifici dei cantieri si veda il capitolo edilizia e cantieri, per la logistica quello su magazzini, logistica e trasporti.

La necessità nasce dalla valutazione dei rischi, mansione per mansione: caduta di oggetti sui piedi, schiacciamento, perforazione della suola, scivolamento, freddo, calore. Le regole generali sui DPI sono nel capitolo sui DPI e gli obblighi del datore di lavoro; l'Allegato VIII del D.Lgs. 81/08, al punto 3.2, elenca a titolo indicativo, tra le attività in cui possono servire, i lavori edili, l'industria siderurgica, del vetro e della ceramica, la movimentazione e lo stoccaggio di materiali.

Le classi della EN ISO 20345:2022

La revisione del 2022 ha riorganizzato le classi. Ogni classe comprende i requisiti di quella precedente.

ClasseRequisiti principaliUso tipico
SBrequisiti di base, puntale da 200 Jcasi particolari, da completare con requisiti aggiuntivi
S1SB più tallone chiuso, antistatica, assorbimento di energia nel tallonemagazzini e officine asciutti
S1P, S1PL, S1PSS1 più lamina antiperforazioneambienti asciutti con chiodi, schegge, trucioli
S2S1 più tomaia resistente a penetrazione e assorbimento d'acquaambienti umidi senza rischio di perforazione
S3S2 più antiperforazione e suola con rilievicantieri, esterni, logistica all'aperto
S4stivale interamente in gomma o polimero, antistatico, con assorbimento di energiaindustria alimentare, lavaggi
S5S4 più antiperforazione e suola con rilievicantieri con acqua e fango
S6S2 più resistenza all'acqua della calzatura interaambienti bagnati a lungo
S7S3 più resistenza all'acqua della calzatura interacantieri e lavori all'aperto con pioggia frequente

Le classi S6 e S7 sono nuove: prima, per indicare una scarpa impermeabile nel suo insieme, si scriveva per esempio S3 WR. La resistenza agli idrocarburi della suola, indicata con FO, nella versione 2022 è diventata un requisito facoltativo: chi lavora con oli e carburanti deve verificare che la sigla FO compaia in marcatura.

Antiperforazione: P, PL e PS

La protezione dalla perforazione si indica ora con tre sigle, in base al materiale della lamina e al chiodo usato nella prova.

SiglaLaminaProvaNote pratiche
Pmetallicachiodo da 4,5 mmprotezione robusta, scarpa più rigida e fredda d'inverno
PLnon metallicachiodo da 4,5 mmpiù flessibile e leggera
PSnon metallicachiodo da 3 mmprotezione migliore da punte sottili, come piccoli chiodi e graffette

Per le classi S3, S5 e S7 il tipo di lamina non metallica si indica con una lettera dopo la classe: per esempio S3L o S3S. Una vecchia S3 con lamina tessile non dava indicazioni sul diametro della punta: con la nuova marcatura il confronto è più facile.

Scivolamento: la prova di base e la sigla SR

Con l'edizione 2022 è cambiato anche l'antiscivolo. Le vecchie sigle SRA, SRB e SRC non si usano più. Ora tutte le calzature di sicurezza devono superare una prova di base su piastrella ceramica con una soluzione detergente, che non compare in marcatura. La sigla SR indica una prova aggiuntiva su ceramica con glicerina, più severa, utile su pavimenti con oli e grassi, come cucine e officine.

Altre sigle utili: HRO per suole resistenti al calore per contatto, CI e HI per isolamento dal freddo e dal calore, M per la protezione del metatarso, AN per la protezione della caviglia, SC per la protezione del puntale dall'abrasione, LG per la presa sui pioli delle scale, A e C per calzature antistatiche e conduttive. Per gli ambienti con componenti elettronici sensibili esistono calzature ESD, con requisiti di altre norme.

Tabella di scelta per ambiente

Esempio di tabella da riportare nel DVR, da adattare alla valutazione dei rischi.

AmbienteRischiClasse indicata
magazzino interno con pallet e transpalletschiacciamento, urtiS1 o S1P se ci sono chiodi dei pallet a terra
officina meccanica con trucioli e oliperforazione, oli, scivolamentoS1PS o S3, con FO e SR
cantiere edileperforazione, acqua, fangoS3 o S7, eventualmente con lamina PS
cucina professionalescivolamento, liquidi caldiS2 con SR, o S4 in zona lavaggio
manutenzione del verdeacqua, terreno irregolare, attrezziS3 o S7, scarpa alta con AN se serve
industria alimentare con lavaggiacqua, detergenti, freddoS4 o S5 con CI se in celle frigorifere

La pagina sulla scelta corretta dei DPI spiega come confrontare modelli e coinvolgere i lavoratori, che è decisivo per la calzata.

Edizione 2011 e acquisti futuri

Le calzature certificate secondo la EN ISO 20345:2011 e già consegnate restano utilizzabili finché sono integre e nella durata indicata dal fabbricante. Nei nuovi acquisti si troveranno sempre più spesso le marcature dell'edizione 2022: conviene aggiornare la tabella dei DPI nel DVR con le nuove sigle, per non confrontare classi diverse con lo stesso nome. Le scarpe sono di regola DPI di seconda categoria secondo il Regolamento (UE) 2016/425.

Errori tipici

Gli errori più comuni sono tre. Scarpe acquistate dal lavoratore con un rimborso forfettario, senza verifica della classe: il datore di lavoro resta obbligato a fornire un DPI adeguato, come chiede l'art. 77 del D.Lgs. 81/08. Plantari ortopedici inseriti senza indicazione del fabbricante, che possono far decadere la certificazione: esistono modelli certificati con plantari su misura. Suole consumate fino a perdere i rilievi o puntali scoperti, segno che la sostituzione andava fatta prima, come descritto nella pagina su sostituzione e manutenzione dei DPI.

Domande frequenti

Meglio S1P o S3?

Dipende dall'acqua. Entrambe hanno puntale e lamina antiperforazione; la S3 aggiunge una tomaia resistente all'acqua e una suola con rilievi. In un magazzino o un'officina al coperto una S1P, più traspirante, è spesso più adatta. All'aperto, in cantiere o dove il pavimento è spesso bagnato, la S3 o la S7 sono la scelta corretta.

Il lavoratore può usare scarpe antinfortunistiche sue?

I DPI sono a carico dell'azienda e il loro costo non può ricadere sul lavoratore. Se un dipendente preferisce un proprio modello, il datore di lavoro resta responsabile di verificare che sia conforme alla classe richiesta dal DVR e in buono stato. La soluzione più pulita è fornire direttamente le scarpe, offrendo più modelli e misure per trovare la calzata giusta.

Ogni quanto si cambiano le scarpe antinfortunistiche?

Non c'è una scadenza di legge. La durata dipende dall'uso e dalla nota informativa del fabbricante. Si sostituiscono quando la suola è consumata o crepata, il puntale è deformato o scoperto, la tomaia è rotta, la lamina è danneggiata o la scarpa ha subito un urto importante sul puntale. Un controllo periodico durante la riunione o il sopralluogo aiuta a programmare i ricambi.

In ufficio servono le scarpe antinfortunistiche?

Di norma no, perché in ufficio non ci sono rischi di schiacciamento o perforazione dei piedi. Possono servire a chi, pur lavorando in ufficio, entra regolarmente in magazzino o in reparto: la valutazione dei rischi indica per quali attività e il DVR deve riportarlo. Per i visitatori occasionali si possono prevedere sovrascarpe con puntale o percorsi separati.

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