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Guida Sicurezza 81

Sanzioni sicurezza sul lavoro: come funzionano e quanto costano

Sanzioni sicurezza sul lavoro: arresto o ammenda, prescrizione con un quarto del massimo, importi rivalutati 2023, sospensione dell'attività e infortuni.

Sanzioni sicurezza sul lavoro: come funzionano e quanto costano — guida di Guida Sicurezza 81

Le sanzioni sulla sicurezza sul lavoro sono in gran parte penali: quasi tutte le violazioni del D.Lgs. 81/08 sono contravvenzioni punite con l’arresto o con l’ammenda, che si estinguono eseguendo la prescrizione dell’ispettore e pagando un quarto del massimo. Si aggiungono sanzioni amministrative, sospensione dell’attività e, se c’è un infortunio, lesioni o omicidio colposo.

Le quattro famiglie di sanzioni

Per orientarsi conviene separare le conseguenze in base alla loro natura. Il datore di lavoro di una piccola impresa può trovarsi davanti a ciascuna di esse, a volte nello stesso procedimento.

TipoQuando si applicaChi la decideEsempio
Contravvenzione penale (arresto o ammenda, oppure sola ammenda)Violazione di un obbligo del D.Lgs. 81/08, anche senza danniOrgano di vigilanza con prescrizione; giudice se non si adempieDVR mancante, formazione non erogata, macchina senza protezioni
Sanzione amministrativa pecuniariaViolazioni minori, soprattutto formali o comunicativeOrgano di vigilanza con verbale di accertamentoAlcuni obblighi di comunicazione, tesserino di riconoscimento negli appalti
Sospensione dell’attività (art. 14)Lavoratori irregolari oltre la soglia o violazioni gravi elencate nell’Allegato IIspettorato Nazionale del Lavoro e, per la sicurezza, ASLLavoro in quota senza protezioni contro le cadute
Delitto e responsabilità dell’enteInfortunio o malattia professionale causati da violazioniGiudice penaleLesioni colpose gravi dopo una caduta da una scala non idonea

Le prime tre famiglie riguardano l’inosservanza in sé, anche se nessuno si è fatto male. La quarta nasce dal danno e ha conseguenze molto più pesanti. Per questo gli articoli 55 e seguenti vanno letti come un sistema di prevenzione: l’obiettivo della legge è far eliminare la situazione pericolosa prima che produca un infortunio.

Chi viene sanzionato

Il D.Lgs. 81/08 distribuisce le sanzioni per figura: l’art. 55 riguarda datore di lavoro e dirigenti, l’art. 56 i preposti, l’art. 57 progettisti, fabbricanti, fornitori e installatori, l’art. 58 il medico competente, l’art. 59 i lavoratori. Le sanzioni specifiche dei Titoli successivi (luoghi di lavoro, attrezzature, cantieri, rischi fisici e chimici) sono alla fine di ciascun Titolo, per esempio l’art. 68 per i luoghi di lavoro e l’art. 87 per attrezzature e DPI.

Alcune violazioni colpiscono solo il datore di lavoro: sono quelle legate agli obblighi non delegabili, cioè la valutazione dei rischi con il DVR e la nomina dell’RSPP. Le altre colpiscono il datore e il dirigente, secondo le rispettive attribuzioni. Il preposto risponde dei propri obblighi di vigilanza, rafforzati dal DL 146/2021, e il lavoratore dei propri doveri, come usare i DPI o non rimuovere le protezioni. Come la delega di funzioni sposta alcune responsabilità è spiegato nella guida sugli obblighi delegabili e non delegabili; il dettaglio per dirigenti e preposti è nella scheda sulle responsabilità di dirigenti e preposti.

La prescrizione: come si estingue una contravvenzione

Il meccanismo centrale è quello del D.Lgs. 758/1994, che l’art. 301 del D.Lgs. 81/08 applica alle contravvenzioni punite con la sola ammenda o con l’arresto in alternativa all’ammenda. Funziona così:

  1. l’ispettore accerta la violazione e impartisce una prescrizione scritta, con un termine per eliminarla commisurato al tempo tecnicamente necessario;
  2. su richiesta motivata il termine può essere prorogato, ma in totale non può superare i sei mesi; solo per cause documentate e non imputabili al contravventore è ammessa una sola ulteriore proroga, di non più di sei mesi (art. 20 D.Lgs. 758/1994);
  3. entro 60 giorni dalla scadenza l’organo di vigilanza verifica se la prescrizione è stata eseguita;
  4. se è stata eseguita, l’azienda è ammessa a pagare entro 30 giorni una somma pari a un quarto del massimo dell’ammenda prevista;
  5. con adempimento e pagamento la contravvenzione si estingue e il pubblico ministero chiede l’archiviazione.

Se la prescrizione non viene eseguita, o la somma non viene pagata, il procedimento penale riprende il suo corso davanti al giudice, con il rischio di una condanna. La notizia di reato viene infatti comunicata alla Procura già al momento dell’accertamento: il procedimento resta sospeso mentre l’azienda adempie. Approfondimento nella scheda sulla prescrizione obbligatoria.

Calcolo: quanto costa una prescrizione

Gli importi dell’art. 55 aggiornati alla rivalutazione del 2023 sono riportati dall’Ispettorato. Due esempi su violazioni frequenti in una piccola impresa:

ViolazioneAmmenda prevista (violazioni dal 6/10/2023)Somma da pagare in prescrizione (1/4 del massimo)
Valutazione dei rischi e DVR non effettuati (art. 55 c. 1 lett. a)da 3.559,60 a 9.112,57 euro, in alternativa all’arresto da 3 a 6 mesi2.278,14 euro
DVR privo degli elementi delle lettere b, c o d dell’art. 28, o non aggiornato secondo l’art. 29 (art. 55 c. 3)da 2.847,69 a 5.695,36 euro1.423,84 euro

Esempio: un laboratorio artigiano con 5 dipendenti viene trovato senza DVR. Se redige il documento entro il termine, paga 2.278,14 euro per quella contravvenzione. Se nello stesso accesso emergono anche formazione mancante per tre lavoratori e una macchina senza protezioni, ogni violazione ha la sua prescrizione e la sua somma: il conto finale è la somma di più quarti del massimo, ed è qui che il costo cresce rapidamente.

Sanzioni amministrative e rivalutazione degli importi

Per le violazioni punite con sanzione amministrativa pecuniaria l’art. 301-bis prevede un meccanismo simile: se il trasgressore regolarizza la situazione, è ammesso a pagare la sanzione nella misura minima. Le sanzioni amministrative del Testo unico sono poche e riguardano soprattutto obblighi formali; il loro elenco ragionato è nella scheda sulle sanzioni amministrative.

Tutti gli importi del D.Lgs. 81/08, ammende e sanzioni amministrative, sono rivalutati ogni cinque anni in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo, come stabilisce l’art. 306 c. 4-bis. L’ultima rivalutazione, del 15,9%, è stata disposta con il decreto direttoriale n. 111 del 20 settembre 2023 e vale per le violazioni commesse dal 6 ottobre 2023, come chiarito dalla nota INL n. 724 del 30 ottobre 2023. Conta la data della violazione, non quella dell’ispezione: per questo molte tabelle trovate online, con importi precedenti, sono inaffidabili.

La sospensione dell’attività imprenditoriale

L’art. 14, riscritto dal DL 146/2021, consente di sospendere l’attività dell’impresa, o della parte interessata, in due casi:

  • quando almeno il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulta occupato senza la comunicazione preventiva di assunzione;
  • quando vengono accertate violazioni gravi in materia di salute e sicurezza elencate nell’Allegato I del decreto, come la mancata elaborazione del DVR, la mancata formazione e addestramento, la mancanza di protezioni contro le cadute dall’alto o l’omessa vigilanza sulla rimozione dei dispositivi di sicurezza.

La sospensione è un provvedimento cautelare, non una pena: serve a fermare subito la situazione pericolosa. Si revoca quando l’impresa ha regolarizzato e ha pagato la somma aggiuntiva prevista per ciascuna violazione; le somme sono raddoppiate se nei cinque anni precedenti l’impresa ha già subito una sospensione. Durante la sospensione l’impresa non può contrattare con la pubblica amministrazione, e non rispettare il provvedimento è a sua volta un reato. I dettagli operativi sono nella scheda sulla sospensione dell’attività.

Quando c’è un infortunio: delitti e responsabilità dell’ente

Se una violazione causa un infortunio o una malattia professionale, il quadro cambia. Non si tratta più solo di una contravvenzione, ma dei delitti di lesioni personali colpose (art. 590 del codice penale) o di omicidio colposo (art. 589), aggravati dalla violazione delle norme antinfortunistiche. Per questi reati la prescrizione con pagamento di un quarto non è prevista: decide il giudice.

In questi casi può rispondere anche la società, ai sensi dell’art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001, con sanzioni pecuniarie e interdittive, se il reato è stato commesso nel suo interesse o vantaggio, per esempio per risparmiare sui costi della sicurezza. Un modello organizzativo conforme all’art. 30 del D.Lgs. 81/08 può avere efficacia esimente. Il tema è approfondito nella scheda sulla responsabilità dell’ente.

Errore tipico: pensare che basti pagare

Un errore frequente è considerare la prescrizione una multa da pagare e dimenticare. In realtà l’estinzione richiede prima di tutto l’adempimento: se la macchina resta senza protezione, il pagamento non è nemmeno ammesso. E se dopo la prescrizione la situazione torna come prima, il successivo infortunio troverà un precedente verbale che dimostra che il datore conosceva il rischio. Come gestire i giorni successivi a un controllo è spiegato nella guida su come prepararsi a un controllo.

Domande frequenti

Le sanzioni sulla sicurezza sul lavoro sono multe o reati?

Nella maggior parte dei casi sono reati contravvenzionali, puniti con arresto o ammenda. Non sono multe amministrative come quelle stradali, anche se nella pratica si estinguono quasi sempre con la prescrizione e il pagamento di un quarto del massimo. Restano alcune vere sanzioni amministrative, poche e per obblighi formali. Se c’è un infortunio, si aggiungono i delitti di lesioni o omicidio colposo.

Pagando la prescrizione resta traccia nel casellario giudiziale?

Con l’adempimento e il pagamento la contravvenzione si estingue e il procedimento si chiude con l’archiviazione, senza condanna. Resta però agli atti dell’organo di vigilanza e della Procura che quella violazione è stata accertata. Nel caso di un futuro infortunio dovuto allo stesso problema, il precedente verbale pesa sulla valutazione della colpa del datore di lavoro.

Se le violazioni sono più di una pago una sola somma?

No. Ogni contravvenzione ha la sua prescrizione e la sua somma pari a un quarto del massimo dell’ammenda prevista per quella violazione. Tre violazioni distinte significano tre pagamenti. Per questo, in un controllo con molti rilievi, il costo complessivo può superare di molto quello di un intervento di messa a norma fatto per tempo.

La sospensione dell’attività blocca tutta l’azienda?

Non necessariamente. Il provvedimento può riguardare solo la parte dell’attività interessata dalle violazioni, per esempio un singolo cantiere o un reparto. Si revoca quando l’impresa regolarizza i lavoratori o elimina le violazioni gravi e paga le somme aggiuntive. Fino alla revoca l’impresa non può contrattare con la pubblica amministrazione.

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